venerdì 28 marzo 2008

Il Mondo Emerso

Le Cronache del Mondo Emerso.
Le Guerre del Mondo Emerso.

Nihal e Dubhe. Due ragazze all'apparenza normali, in un mondo fantastico, con personaggi fantastici.

La prima è una mezz'elfa, orecchie a punta, occhi viola, spada di cristallo nero sempre al proprio fianco. L'unica superstite della sua stirpe. Una guerriera.

Nihal

L'altra è un'umana, lunghi capelli scuri, occhi neri come pozzi, pugnale sempre in tasca, cappuccio calato in testa. Marchiata a vita da un sigillo maledetto, costretta a vivere spalla a spalla con la Bestia. Un'assassina.

Dubhe

In comune quasi nulla, in realtà tutto.
Un mondo, il Mondo Emerso, da salvare. Una guerra da fermare, delle persone amate da aiutare.
Sennar, il mago, innamorato fin dalla prima pagina di Nihal.
Learco, il figlio di un Re che del Mondo Emerso vuole tutto, che ne vuole la morte, che ne vuole il potere.
Ido, gnomo guerriero, e il suo fidato drago. Per le due ragazze un padre, un mentore, un maestro.
Theana, Soana, il Maestro, Dohor.

Una storia che all'inizio parte piano, quasi in sordina, tranquilla. Per poi esplodere in una guerra continua, in uno sterminio di cadaveri, in un crescendo di morte. Come la Bestia, che attanaglia Dubhe e il suo cuore, la sua anima. Come il Talismano, che imprigiona Nihal, allontanandola dall'amore di una vita.

Tutto questo per salvare il mondo, per salvare loro stesse. Per far vincere la pace, per far sorgere nuovamente il sole su una terra dove l'oscurità l'aveva fatta padrona.

Ma ne è valsa veramente la pena? E' servito sacrificare la propria vita per questo?

"La vita è un ciclo, c'è il tempo del dolore, e poi ci sarà il tempo della gioia, e poi ancora verrà la sofferenza, in un cerchio eterno che costituisce l'essenza di tutte le cose. Ebbene, ora è tempo di rallegrarsi, di godere di questi attimi di felicità, di custodirli, di tenerli vivi. Non dimentichiamoci della gioia di questo giorno. Sarà questo ricordo ad aiutarci quando sarà di nuovo tempo di combattere per la pace".

E' un libro fantasy, quindi pieno di maghi, di draghi, di castelli, di gnomi e di orchi. Ma anche ricco di morte, di guerre, di amore e di speranza. La speranza di un mondo di pace. Non è poi quello che vogliamo anche noi??

Qui il sito dell'autrice, Licia Troisi, una ragazza italiana in un mondo, quello fantasy, dominato dagli inglesi e dagli americani. Una ragazza determinata che, come le sue protagoniste, è riuscita a crearsi il suo angolo di pace.

giovedì 27 marzo 2008

Tango della gelosia


Ieri sera, a cena con amiche, si è affrontato il discorso gelosia verso il proprio partner.

E' giusto essere gelosi se il nostro compagno esce a cena con amici senza di noi? E' giusto essere gelosi se il nostro compagno conosce persone nuove e le frequenta senza di noi? E' giusto essere gelosi degli spazi che si crea il nostro compagno?

Io personalmente credo di no. Non è giusto, nei suoi confronti ma soprattutto nei nostri. Perchè rodersi il fegato, vagare con la fantasia immaginando cose, azioni, persone, volti che in realtà non esistono, che in realtà sono innocui?

Sicuramente la mia situazione è diversa, è particolare, 200 km di distanza ti portano ad un certo punto a fare una scelta: essere gelosi anche solo dell'aria che respira senza di me o vivere serenamente un amore a distanza? Io ho scelto la seconda ipotesi, la seconda strada. Credo sia inutile arrovellarsi il cervello pensando cosa possa fare senza di me, quando poi potrebbe benissimo capitare anche davanti ai miei occhi. Quindi prendo la vita come viene, l'amore come è e la distanza di mezzo.

Ognuno deve essere libero di mantenere la propria libertà, la propria vita e i propri spazi. Vivere perennemente insieme le stesse cose, fare metodicamente insieme le stesse azioni mi porterebbe ad un punto di saturazione, in cui scoppierei. D'altronde, sono un "cavallo", e come tale non voglio essere imbrigliata.

Ma per me imbrigliata non vuol dire non amare, non vuol dire non provare passione per una persona, non vuol dire non emozionarmi con lui. Vuol dire semplicemente lasciarmi libera di vivere, libera di pensare, libera di emozionarmi anche per altre situazioni. E lo stesso vale per lui.

Io ho le mie amiche, le mie uscite, le mie pizzate con un amico, le mie serate fuori. Lui ha i suoi amici, le sue pizzate, le sue serate a giocare a Girsa. Il bello è quando ci si ritrova, ci si riunisce, ci si racconta. Ognuno amalgama ogni volta pezzi di vita, tranci di emozioni e cucchiaiate di sentimenti e ci si riscopre ogni volta diversi, ogni volta più uniti, ogni volta più innamorati.

La gelosia?!?!? E' bella solo quando è unita al tango, il ballo della passione.

martedì 25 marzo 2008

Museo della Scienza e della Tecnica

Milano, via S. Vittore, Museo della Scienza e della Tecnologia. Museo "Leonardo Da Vinci".

E' un museo alla portata di tutti, comodo da raggiungere, semplice da visitare, però forse in pochi sanno veramente cosa contiene.
Non contiene solo opere, modellini, plastici, provette e contenitori con liquidi strani, colorati e maleodoranti. Non contiene solo oggetti antichi, reperti storici o mappe e teche da osservare. Ma contiene la storia, la vita, la genialità di un personaggio ancora oggi misterioso, ancora oggi sopra ogni riga, ancora oggi unico. Contiene la vita di Leonardo Da Vinci.

I suoi bozzetti, i suoi studi, i suoi modellini. Oggetti all'epoca impensabili, irrealizzabili. E che invece sono arrivati ai giorni nostri, funzionanti, usati, sfruttati, amati. Ecco, vedere la sua vita e il suo genio in bella mostra dentro un museo, ti fa capire come sia sempre più strano il mondo. Schernito in vita, amato dopo la morte. Deriso in gioventù, ricordato nei secoli.

Ma c'è anche un altro "personaggio" che verrà ricordato nei secoli.

Il sottomarino Enrico Toti

Chi lo avrebbe mai detto che questo "mostro" del mare avrebbe concluso la sua attività in una città dove il mare, a pensarci bene, è raccontato solo sui libri delle biblioteche? Forse nessuno si sarebbe immaginato il viaggio che avrebbe intrapreso questo sottomarino. E' partito dalla Sicilia, da Siracusa, e dopo quasi 90 ore di navigazione ha raggiunto il Veneto, Chioggia.

Qui comincia la sua missione semi-impossibile: risalire il Po, trainato da alcune navi, per raggiungere Cremona, dove ha dato il meglio di sè. Gli sono state aggiunte delle ruote e ha girovagato per le strade della Lombardia, per le vie delle città fino a raggiungere la sua destinazione. Missione compiuta! Strade chiuse, asfalto che non reggeva il peso, semafori e ponti troppo bassi, acqua melmose .. nulla ha fermato questo Re del mare!

Ma un altro Re non è mai stato fermato, o per lo meno, lo è stato poche volte. Ha scalato vette, affrontato avversari temibili, disceso strade impervie, viaggiato sotto il sole e sotto la neve. Solo lui e le sue ruote. Lui e la sua borraccia. Lui, un uomo solo al comando, davanti a tutti, davanti al mondo.

La bicicletta di Fausto Coppi

Fausto Coppi era, è, un mito del ciclismo. Anzi, è il campionissimo. Vincitore di 5 Giri d'Italia, 2 Tour de France, 5 Giri di Lombardia, per non parlare delle Parigi-Roubaix e delle Milano-Sanremo vinte. Campione del mondo nel 1953.

Non ci sono parole per raccontare la vita sportiva di quest'uomo. Per narrare le sue imprese, le sue lotte all'ultimo sprint, le sue salite sotto la neve e i suoi duelli con il nemico-amico di una vita, Gino Bartali. Già, non ci sono parole. Ma le parole non servono, quando a raccontare tutto questo bastano le immagini, le soddisfazioni provate da chi l'ha visto, le sensazioni vissute da chi c'era, e le emozioni di chi, tutt'oggi, porta quest'uomo nel cuore.

giovedì 20 marzo 2008

Fenestrelle

Fenestrelle, ovvero la "Muraglia cinese d'Italia". Una fortezza costruita lungo la sponda di una montagna in Val Chisone (Torino). La bellezza di 3 forti, 7 ridotte e 28 risalti, 14 ponti di collegamento, 5 ponti levatoi interni, 635 mt. di dislivello tra il punto di partenza e il punto di arrivo per 3 km di lunghezza. Direi che l'appellativo di "muraglia" è quasi una bazzecola.
Vista della base della fortezza di Fenestrelle

Ci siamo andati in gita, la classica gita Pasquale, l'anno scorso. Abbiamo fatto anche una visita guidata, dove un baldo giovanotto del luogo ci ha accompagnato per metà percorso. L'intera scalinata io non ce l'avrei fatta a percorrerla. Perchè?? Sono 4.000 gradini. No, non so se avete capito, ho detto 4.000 gradini, non 4, non 40, nemmeno 400. Io so solo che dopo poco che siamo partiti, avevo già il fiatone! Comunque vale la pena vederla questa scala, anche perchè è unica nel suo genere: è completamente coperta! E per questo motivo, per la lunghezza e per la sua conformazione, è nel Guiness dei primati!

E' stata una bella esperienza. Sentire la storia che circonda questo forte, la storia di una famiglia, quella Sabauda, e delle innumerevoli guerre e battaglie che ne conseguirono: con i Piemontesi e quindi con il Regno di Sardegna, e con i Francesi. Vedere i cunicoli, le roccaforti, i paesaggi che circondano, e nascondono, questa meraviglia.

Vista dalla metà della fortezza di Fenetrelle


Come ho già detto era la classica gita Pasquale. Quindi, finita la visita guidata, ci siamo mossi in direzione .... di un bel praticello per fare un pic-nic?? Di un bel ristorantino con dehor all'aperto dove gustare piatti tipici? No, direi proprio di no, anche perchè nel giorno di Pasqua 2007, nel bel mezzo del mese di Aprile .. nevicava!!

Panorama primaverile della Val Chisone

Quindi, dove si va a mangiare, in un giorno festivo, dove tutte le persone "intelligenti" hanno prenotato mesi prima, e di conseguenza i ristoranti, le trattorie, le pizzerie, i bar sono pieni? C'è un solo posto che è sempre aperto ed è sempre libero: il McDonald !! Conoscete un modo migliore per festeggiare il giorno della Resurrezione del Signore?!?

martedì 18 marzo 2008

Il mondo che vorrei

Il mondo che vorrei. Già, non il mondo che ho, ma quello che vorrei. Perchè quello che ho non mi piace, non lo sento più mio, non lo riconosco più.

Vorrei un mondo fatto di colori, giallo, arancio, rosso, azzurro, blu, verde. E poi prendere questi colori e mischiarli, unirli, amalgamarli, fonderli, incollarli. Creare un arcobaleno, da est a ovest, da nord a sud.
Vorrei un mondo fatto di musica, do re mi fa sol la si. Unire le note su un pentagramma, e suonare una melodia, inventare una canzone nuova, una canzone d'amore, una canzone di pace.
Vorrei un mondo fatto di disegni, di righe, di quadretti, di cerchi, di rombi. Tutto disegnato su un foglio di carta, fare degli insiemi, fare dei gruppi.
Vorrei un mondo fatto di persone, bianche, nere, rosse, alte, basse, magre, grasse. Persone che si amano, che vivono la loro vita senza discriminazioni, senza tabù.
Vorrei un mondo fatto di sentimenti. Amore, amicizia, gratitudine, affetto, simpatia, allegria, soddisfazione, gioia, felicità, goduria. Provare questi sentimenti uno ad uno e donarli a chi non riesce a raggiungerli, a chi non riesce a farli suoi.
Vorrei un mondo fatto di natura. Sole, aria, vento, luce, luna, stelle. Un tutt'uno con il mondo, con la Madre Terra, con Gaia.

E invece mi ritrovo un mondo che non è il mio.

Un mondo fatto sì di colori, ma tinte come il nero, il grigio, il rosso. Colori di morte, colori di sangue.
Un mondo fatto sì di musica, ma di musica delle mitragliatrici, dei missili, dei razzi. Delle bombe scoppiate in mano ad un bambino, delle mine esplose al contatto con un uomo.
Un mondo fatto sì di disegni, ma di mappe, di territori da conquistare, di terre da derubare, di case da saccheggiare. Mappe stellari, perchè la terra non ci basta più e ora vogliamo arrivare fino a Marte, e forse oltre.
Un mondo fatto di persone, si ma persone gialle che stanno con le gialle, persone bianche contro le nere, persone ricche che sfruttano le povere. Persone che dentro lo stesso paese litigano per un Dio, per una religiosità che dovrebbe donare pace, e invece dona solo morte.
Un mondo fatto di sentimenti. Sì ma quali? Odio, rancore, tristezza, amarezza, risentimento, gelosia, brama di potere, avidità.
Un mondo fatto sì di natura. Ma morta. Foreste distrutte, oceani inquinati, animali estinti, aria insalubre.

Madre Terra, ti chiedi mai perchè noi Uomini ti facciamo questo? Ti chiedi mai come facciamo ad andare avanti a vivere, a respirare, a dormire, pensando a tutto quello che ci lasciamo alle spalle? Ti chiedi mai con che criterio ci attacchiamo l'un l'altro, del perchè ci uccidiamo, del perchè ci mangiamo, del perchè ci accechiamo? Ti chiedi mai del perchè vittime innocenti vengono sacrificate per il benessere altrui, del perchè bambini senza colpa muoiano senza un pezzo di pane? Ti chiedi mai perchè al mondo esistono persone che lottano per la supremazia mondiale, per far vedere al mondo intero, agli altri 6.000.000.000. di persone, che sono i più forti, che loro possono tutto? Potere tutto, sì ma a che costo?

Io si. Me lo chiedo. Il problema è trovare la risposta. O meglio, il problema è trovare una risposta che mi soddisfi, che plachi la mia voglia di capire, la mia voglia di comprendere.

Vorrei un mondo semplicemente ... più semplice. O è chiedere troppo?

giovedì 13 marzo 2008

Sicilia

Sicilia, terra di sole, di mare, di arance e di limoni, di vulcani, di colori e di calore. In teoria. In pratica, nella settimana in cui ci sono stata io la Sicilia mi ha mostrato il retro della medaglia, ovvero pioggia, nuvole, mare mosso, freddo, grigio. Quindi ammetto ora, prima di andare avanti a scrivere e a raccontare, che non so ancora se la Sicilia mi è piaciuta oppure no. Probabilmente ci devo ancora riflettere sopra. Certo, in alcune cose mi ha stupito, mi ha sorpreso, mi ha affascinato, ma in altre mi ha deluso, mi ha amareggiato.

Prima tappa: Catania.

Il Duomo di Catania

E' la prima città che abbiamo visto, quella in cui siamo atterrati. Forse mi aspettavo di trovare/vedere chissà che cosa, ed invece mi sono trovata palazzi grigi, sporchi, non curati, malandati. Una città incasinata, trafficata, confusionaria. Ora mi tirerò dietro le critiche degli abitanti, ma secondo me non sfrutta appieno le sue potenzialità, non richiama il turismo che potrebbe invece avere.

Seconda tappa: Taormina, Acicastello e Acitrezza.

I colori della Sicilia

Questo lato della provincia catanese è quello che sinceramente ho preferito. Certo, la cosa strana è che malgrado fosse metà settembre, lì la stagione estiva era già finita: nessun ombrellone, nessuno in mare, nessuno in spiaggia ad abbronzarsi. Però devo dire che i giochi di colori che ci sono in questa parte dell'isola sono sorprendenti, contrastanti. Il verde delle piante, della vegetazione, che si alimenta e prende vita in mezzo a rocce nere, vulcaniche, dure. E attorno a loro, l'azzurro del mare, dell'acqua. I colori si uniscono e danno vita .... alla vita!

Terza tappa: Enna.

Panorama della città

E' il capoluogo di provincia più "alto" d'Italia. Se non ricordo male sono quasi 970 metri sul livello del mare. E in effetti, da qua, il mare non si vede. Attorno alla città solo montagne, terra coltivata, campi. Apri la finestra alla mattina pensando di trovarti un bel sole caldo davanti e invece .. nebbia .. quasi come nella mia Pianura Padana. E' una città che potrebbe dare molto, ma che forse si sente isolata, e quindi rimane lì, chiusa nel suo guscio sicuro dove nessuno la può scalfire. Mi ricordo ancora i vecchietti in piazza che ci guardavano passare come extraterrestri, si capiva lontano un miglio che da queste parti, di turisti, se ne vedono ben pochi. Ed è un peccato secondo me, perchè vista la grande cultura universitaria che hanno (nella parte bassa della città ci sono quasi solo atenei) mi sarei aspettata un gran via vai di persone, di gente, di macchine, di curiosi. Invece, nulla. Solo montagne.

Quarta tappa: Agrigento.

Il tempio dei Dioscuri nella Valle dei Templi ad Agrigento

La Valle dei Templi. Non ci sono parole per descrivere l'immensità che ti trovi di fronte. Ci sono secoli, anzi millenni, di storia che stanno lì, attendono, scrutano, osservano i curiosi, i turisti che fotografano, toccano, camminano, e che poi se ne vanno. E loro imperterriti stanno lì. Attendendo il prossimo viandante. E tu ti senti piccola piccola in confronto alla loro grandezza, e ti chiedi come possono aver fatto gli uomini di allora a costruire queste sontuosità, questi templi enormi, immensi, maestosi. E non solo enormi per la storia che hanno, ma proprio perchè sono alti decine e decine di metri, lunghi centinaia e con colonne impensabilmente grandi.

Ovviamente questo è IL posto turistico per eccellenza, e da cosa si nota?? Dalle miriadi di turisti in fila per il biglietto?? Nooooo bensì per i parcheggiatori abusivi, per quelli che a tutti i costi ti vogliono vendere il souvenir o l'ombrellino per ripararti da sole.

Quinta tappa: Palermo.

Una caratteristica via del centro

La città per eccellenza della Sicilia. Unico consiglio spassionato: se vi capiterà mai di andarci, non andateci in macchina! Qua guidano tutti come dei pazzi, i semafori non esistono, gli stop sono un optional e la precedenza ce l'ha .. chi se la prende! Però è la città che ho preferito in assoluto. Mi sono sentita subito a casa mia, camminavo con gli occhi al cielo a guardare le meraviglie architettoniche dei palazzi, ho mangiato gli arancini, ho assaggiato il gelato, ho ascoltato "indigeni" parlare tra loro. Possono fare tutta la pubblicità negativa che vogliono a questa città, possono parlare di mafia, di racket, di pizzini e di boss, ma il calore che ti trasmette all'arrivo non è paragonabile nemmeno a quello del sole.

Ecco, questo è stato il mio rapporto con la Sicilia. Mi sono permessa di girarla in lungo e in largo.

Ho conosciuto persone felici di essere nella terra del sole, ma anche stanche di essere discriminate per questo.

Ho visto terre ricche di ulivi, carichi di frutti e pronti per un raccolto generoso, ma ho visto anche terre brulle, vuote, povere di vita.

Ho visto città fare bella faccia di sè, mettersi in mostra e soprattutto mostrare i loro gioielli, ma ho visto anche città grigie, tristi, senza un motivo di orgoglio, senza un motivo per alzare la testa e farsi notare.

Ho visto paesi famosi per la storia, famosi per sbarchi storici, nascondersi dietro il silenzio, nascondersi dietro piante ad alto fusto per proteggere i propri abitanti.

Ho visto la Sicilia, terra di mare, di sole e di vento.

Standing ovation

Ieri si parlava di canzoni d'amore, di quelle canzoni che ti fanno battere forte il cuore, che ti fanno emozionare, che possono anche farti piangere, vuoi per i ricordi che suscitano, vuoi perchè raccontano storie particolari.

La canzone più gettonata è stata sicuramente "La cura" di Franco Battiato, seguita dalle recenti "A te" di Jovanotti e "Pazienza" di Gianna Nannini. Ma credo che ognuno di noi abbia la propria canzone d'amore del cuore, quella canzone che ascolta nei momenti malinconici che la vita propone. Ed è giusto che sia così, perchè ognuno possa provare a modo suo le emozioni, possa far battere il cuore al proprio ritmo.

La mia è sicuramente, senza ombra di dubbio, "Standing ovation" di Vasco Rossi.

C'è un mistero che non lo so
quando ti vedo, che cos'ho ??
Sento tremare lo stomaco
qualcosa di profondo sai ..

Mi fa andar fuori di testa
fuori di me
Io non capisco senza di te ... (Oh no!?)
Il mondo che cos'è?

Ho camminato per strade sai,
ho fatto cose che non dovrei,
ho visto cose fantastiche,
ho avuto donne bellissime,
nessuna ha mai chiarito se
il mondo è vero senza di te ... (Oh no?)
Io credo di no!

Standing ovation
standing ovation per te!
Standing ovation
ovation for you!

Ho passeggiato nel buio sai,
ho vinto tutto e ho riperso poi,
ho visto cose fantastiche
ho avuto donne bellissime
nessuna ha mai chiarito se
il mondo è vero senza di te ... (Oh no?)
Io credo di no!

Standing ovation
Standing ovation per te!
Standing ovation
ovation for you!

Standing ovation
Standing ovation per te!
Standing ovation
ovation for you!

Ti ho mandato un messaggio ieri sera
é sulla segreteria telefonica
sono dei fiori.
No, ti ho pensato molto stamattina
quando ho visto nascere il sole
ti ho mandato subito un messaggino
era: "Per te vorrei essere migliore".

Standing ovation
standing ovation per te!
Standing ovationo
ovation for you!

Standing ovation
Standing ovation per te!
Standing ovation
ovation for you!

martedì 11 marzo 2008

Londra

Una città che ti lascia senza fiato, senza parole.

Multietnica, modaiola, incasinata, all'avanguardia, contraddittoria. Ecco, sì, la parola che secondo me meglio la definisce è proprio contraddittoria.

Ci ho trascorso solo 4 giorni, a dicembre 2007, ma l'impressione che ho avuto è di una città comunque sempre alla ricerca di una vera identità. Quartieri cinesi e quartieri marocchini, negozi arabi e negozi sudafricani, italiani, belgi, olandesi, sudamericani, giapponesi. Talmente tanti colori, tante facce, tante identità che anche io, camminando guardando osservando, mi sentivo spaesata.


Chinatown, il quartiere cinese

Case tutte uguali, tutte dello stesso colore, tutte con le finestre bianche allineate, i portoncini colorati, gli scalini di accesso. Eppure tante persone diverse, tanti modi di vivere. Per assurdo, la signora del B&B in cui abbiamo soggiornato era giapponese, con il marito italiano .. di inglese nulla, solo le parole, solo la casa.

Il quartiere che ci ospitava, Marble Arch

Il Big Bang

Ma il bello era proprio questo: la contraddizione, che distingue questa città dalle altre. Si parla tanto di hooligans, di minorenni assassini, di vandalismo, e uno si immagina di trovare chissà che cosa ad attenderlo. E invece non una cartaccia per terra, non una regola non rispettata. Come dimenticare il fatto che, sulle scale mobili della metropolitana, se tu stai fermo sul gradino lasciando che sia la scala a "portarti a destinazione", devi tenere obbligatoriamente la destra, perchè a sinistra tutti corrono come matti per non perdere il treno, o come dimenticare il fatto che chi suona o si esibisce nelle metropolitane ha un pass di ingresso, e ci sono degli appositi spazi delimitati in cui esibirsi, pena una multa.


 Il Tower Bridge

Bevono, è vero, gli inglesi amano bere. Ma solo dopo una certa ora (le 21 se non ricordo male). Prima tutti sull'attenti, tutti tranquilli. Uomini che parlano di calcio, donne che parlano di gossip. Una scena normale, già vista. Ma alla sera, al chiarore della luna, tutto cambia. I ragazzi passeggiano con il bicchiere di birra in mano, le ragazze malgrado il freddo che faceva a dicembre viaggiavano in canotta e minigonna. Tutto un altro mondo. Il giorno e la notte. Il sole e la luna.
Il quartiere moderno accanto al Tower Bridge

Londra è anche questo. Storico e moderno, bianco e nero, buono e cattivo. Tutto amalgamato, tutto mescolato insieme. Eppure tutto in perfetta sintonia, tutto in linea senza sgarrare di una virgola. Tutto sistemato. Tutto e il contrario di tutto.

Londra, capitale del Regno Unito. Londra, capitale del mondo.

venerdì 7 marzo 2008

Amicizia : atto secondo !


Stanotte ho fatto le ore piccole, lo ammetto. Rientrare a casa all'1 per me è un trauma, io che vengo considerata "anziana" in quanto alle 11 di solito sono già nel mondo dei sogni, non resisto a certi orari. La cosa bella è che arrivata a casa, in rigoroso silenzio per non svegliare i miei, tolta la giacca, infilato il pigiama, non è che me ne sono andata subito sotto le coperte. No!! Acceso il pc, avviato Linux, attaccato il cavetto della macchina digitale, e viaaaaaaa a scaricare tutte le foto per farle vedere agli altri.

Eh già .. perchè dovete sapere che ieri sera, la sottoscritta, se ne è andata tranquilla e beata a mangiarsi una pizza con .. 14?? 15?? amici ..

Si, perchè ormai io li considero amici. Non sono più nella fase dei conoscenti, ovvero di quelle persone che frequenti, esci a bere qualcosa insieme, ma con cui non parli di te, ma ti limiti a chiacchierare del tempo, della televisione, del cinema, della politica. No. Gli amici sono quelle persone con cui parli di te, con cui condividi parte di te, e sai che anche loro faranno la stessa cosa. Punto. Non c'è bisogno di pensare a come sono, di dove sono, se in mezzo ci sono chilometri di distanza o pochi metri. Sai che basta uno sguardo, una parola, e la complicità è assicurata.

Ecco, ieri sera ero a mangiare una pizza con amici!

Cos'hanno di particolare questi amici?? Sono bloggers, conosciuti grazie al blog di Paoletta (la dj di RTL). Persone che tra tutti gli impegni che la vita propone loro, trovano uno spazio, un attimo di tempo per incontrarsi, e coltivare un sentimento che rende tutti più felici, più sereni, più soddisfatti. Persone piemontesi che incontrano persone bresciane, bergamaschi che si ritrovano con milanesi e lecchesi. Niente distanze, niente soprannomi, niente barriere.

Quindi, per la serata di ieri sera fatta di risate, di camerieri un po' fuori dal normale, di nuovi volti, di calci tirati involontariamente, ringrazio Riccardo, Rossella, Ivana, Angela, Massimo, Lisa, Daniela, Ilaria, Luigi, Michela, Alberto, Gabriella ed Elisa.

mercoledì 5 marzo 2008

Milano

Svegliarsi. Correre. Lavorare. Alt.
Entrare. Aprire. Uscire. Stop.
Salire. Scendere. Guardare. Ora.
Avanti. Provare. Indietro. Scegliere.
Agitazione. Affanno. Ansia. Paura.

Crash. Un vetro in frantumi.
In lontananza, l'eco di una sirena.
Un ascensore sale, sale, fin sù in alto.
Uno stormo di piccioni si alza in volo, come impazzito.

E all'improvviso .. silenzio !
Su Milano cala la notte.
L'unico suono che si può udire
è la luce delle stelle
che da lassù illuminano la città.

Per chi non lo sapesse, io sono nata a Milano, e lì ho vissuto i miei primi 13 anni di vita. Poi gli eventi della vita han fatto sì che finissi in quel della provincia bergamasca, dove vivo tutt'ora.

Ma Milano, seppur incasinata, rumorosa, inquinata, malsana, multirazziale, metropolitana, mi è rimasta nel cuore. Io sono milanese, ho ogni tanto il fare del "bauscia", ovvero di quelle persone che se la tirano perchè sono brave in qualcosa. E' vero, se una cosa io la so e sono sicura di saperla bene, mi faccio vedere, mi faccio notare, e tendo a far passare gli altri per degli incapaci. Sono testona. Sono milanese.

La poesia sopra l'ha recuperata mia mamma oggi sistemando dei cassetti in cantina. L'ho scritta quando ero in 1^ superiore, la professoressa di italiano ci aveva chiesto di comporre qualcosa usando la metrica. Quello è stato il mio risultato. Non ricordo che voto mi diede, non è riportato sul foglio. Però quando l'ho riletta ho avuto il flash di quella giornata, mentre la leggevo ai compagni di classe. La soddisfazione di aver scritto una cosa bella, ben fatta, stupendo anche l'insegnante (anche perchè ero in un istituto tecnico per geometri, mica ad un liceo classico.. ), e ricordo anche le facce dei miei compagni che si erano limitati a scrivere frasi banali su uccellini, primavera, fiori e amore.

Ecco, ricordo bene il mio orgoglio che è cresciuto in quel momento, nel momento esatto in cui ho sentito tutte le altre poesie e ho capito, dentro di me, che la mia aveva qualcosa in più.

D'altronde sono milanese, è ovvio che faccia bene le cose !!

lunedì 3 marzo 2008

Weekend famigliare torinese

Sono sopravvissuta!! Anzi, siamo sopravvissuti, io e Riccardo, a questo weekend di incontri familiari. Ebbene si, dopo anni e anni di frequentazione, finalmente i miei genitori, Gianna e Luigi, hanno incontrato i genitori di Riccardo, Teresa e Marino.

Mamma, Ricky e papà

Siamo arrivati a Torino venerdì pomeriggio, io mi sono travestita da autista e li ho accompagnati in lungo e in largo. L'albergo che avevo prenotato per i miei era molto molto carino, e anche la Lola, la mia cagnolona, è stata accettata a braccia aperte!! Venerdì sera siamo usciti a cena noi 6, Meo, Luca e Laura. Che ridere!! Ci siamo divertiti come dei matti, Laura era seduta davanti a me e rideva a crepapelle ..

Sabato invece abbiamo pranzato e cenato a casa di Ricky, così i miei hanno conosciuto anche sua sorella, Alessandra, e i suoi bimbi, Samuele e Carola. Mi sa che per questa settimana staremo a dieta, perchè se solo penso a tutto quello che abbiamo ingurgitato mi vien male!! Tra antipasti, lasagne, arrosti, patate, cipolline, crostata, cappellacci, bollito, agnello e tiramisù non sapevamo più da che parte guardare ..

Comunque il tutto è andato bene, come si dice da noi "hanno fatto comunella", e la cosa che più mi ha stupito, ma che a dir la verità ha stupito tutti quelli che lo conoscono, è vedere mio papà che parlava parlava e non si fermava più. Lui, che di solito è musone, serio, che parla poco, che non racconta nulla di sè, era invece preda di racconti che partivano dalla sua infanzia fino ai giorni nostri. E che bello vedere che così facendo anche Marino riusciva a stargli al passo, stupendo così un po' tutti quanti.

Papà, Marino, mamma e Lola

Bello, un bel fine settimana. Ecco, nostro commento spassionato è che se ora volessero riorganizzare tra di loro, che almeno ci avvisino in tempo utile, così noi vediamo di farci trovare .. da tutt'altra parte!!! Non resisteremmo più altri 2 giorni di ciacole continue!

La cosa bella delle famiglie è proprio questo: che malgrado tutti gli anni in cui le frequenti riescono sempre a stupirti !!

Mamma e Teresa