domenica 31 agosto 2008

Chi dice cosa

Ieri è storia.
Domani è un mistero.
Ma oggi è un dono .. e' per questo che lo chiamiamo presente.

- Shifu (dal film Kung Fu Panda)

giovedì 28 agosto 2008

Tour della Croazia - 2^ parte

Mare, sole, luce, alba e tramonto, spiaggia e bagnasciuga, riposo e movimento, cultura e cazzeggio. Tutto questo radunato in una settimana sull'isola di Hvar, nel sud della Dalmazia.

Abituati ad una terra dura, forte sotto ogni aspetto, quest'isola ti sorprende al contrario per la dolcezza dei panorami, e per la rigogliosità della sua natura. Pineti, coltivazioni di lavanda, ulivi sparsi ovunque, a simboleggiare una terra dove il re incontrastato rimane il sole. E' il punto geografico di tutta la Croazia con meno precipitazioni di pioggia all'anno, tanto da costringere gli albergatori a rimborsare parte del soggiorno se, malauguratamente, il turista sia così sfortunato da non potersi abbronzare.

Detto questo, l'isola in sè non offre moltissimo da visitare, se non le cittadine principali che, in una manciata di giorni, abbiamo percorso in lungo e in largo.


Le stradine del centro storico di Jelsa

La cittadina dove alloggiavamo noi (questa volta abbiamo prenotato precedente il nostro alloggia, in un'isola non volevamo rischiare di dormire in auto!) era la più tranquilla. Durante il giorno Jelsa era quasi deserta, vuota. Portoni chiuse, finestre socchiuse, pochissime persone nei paraggi se non in spiaggia, al mare, al sole. La vita vacanziera si rianimava alla sera, nei suoi ristorantini, nei suoi locali, tra grigliate di carne e pesci fritti, tra vino locale e birra. E tutto, come in un sogno, svaniva nuovamente al mattino.


La piazza del Duomo di Hvar


Hvar, capitale dell'isola. Capitale della movida croata, con discoteche, alberghi, musica a tutto volume e ragazzi e ragazze che si vogliono godere la vita, sotto gli occhi perenni del sole. Musica a tutto volume, birrerie, bar, spiagge con animazione privata. Hvar era, è, un po' la nostra Rimini, la nostra Riccione, con la vita in perenne movimento, per non perderne un attimo, per vivere ogni secondo a ritmo di musica.


Piazzetta a Stari Grad


Stari Grad invece è un paesino a metà strada tra Jelsa e Hvar. A metà strada tra la vita ostentata ad ogni costo e la tranquillità. Siamo stati un paio di volte a cena in uno dei suoi locali, particolari ma comunque quasi nascosti, oscurati dalle case attorno ma ricchi di movimento interno.

E' stata la cittadina che ci ha "sfamato", in quanto aveva il supermercato (konzum) e il mercato di frutta e verdura, pieno di api e vespe attorno agli ortaggi (da quanto tempo, noi, non vediamo un ape attorno ad una pesca?).


"Piazza" marina a Vrboska


Vrboska invece è una città - non città. Nel senso che non aveva un centro storico, delle vie, delle piazze, un intreccio di strade da percorrere per visitarla. Non ha nulla di tutto questo, ma ha un porto, pieno zeppo di yacht, di catamarani, di barche. Dal Giampi all'Assassin, tutti erano attraccati qua, a mangiare bere parlare divertirsi. Non si poteva far altro d'altronde!

Ah no, Vrboska aveva un'altra attrazione turistica, famosa in tutta l'isola: la spiaggia e il campeggio per nudisti!



Gira e rigira, cammina e cammina, osservavo, guardavo, ascoltavo. Ho pensato, mangiato, bevuto. Riso e scherzato, giocato e amato, vissuto e goduto. Ma tutto, inesorabilmente, è arrivato alla fine, al capolinea.

L'alba, l'ultima alba, ci ha salutato dal porto di Stari Grad, dove ci siamo imbarcati per tornare ad Ancona. Il cielo era blu, intenso, scuro, misterioso. Il sole timido è sorto dietro le colline, colorando tutto di rosso, dalle nuvole al mare, dall'infinito all'acqua. Rosso sangue. Lo stesso sangue che scorre dentro i nostri cuori, tornati a casa senza un pezzettino.

Dov'è rimasto il pezzettino mancante? In questa terra, fatta di guerra e pace.

mercoledì 27 agosto 2008

Tour della Croazia - 1^ parte

Eccomi qua, un po' più stanca ma un po' più abbronzata rispetto a quando sono partita, pronta a rendervi partecipi dei miei viaggi, dei miei spostamenti, di ciò che i miei occhi hanno visto, le mie orecchie sentito e il mio cuore provato.

Quest'anno i fantastici quattro, ovvero io Riccardo Luca e Laura, sono partiti alla volta della Croazia, dividendo equamente le due settimane a disposizione tra visite itineranti e mare.

Partenza da Ancona, dove siamo arrivati dopo un viaggio estenuante durato quasi 10 ore, assetati, accaldati, stremati, ma impazienti di conoscere la nostra guida turistica locale, "affittata" per l'occasione: la blogger Francy!


Sulla scalinata del Passetto: Luca, Riccardo, Katiu e Francy


Ci ha scarrozzato, ci ha mostrato luoghi anconetani, ci ha donato parte della sua vita in poco tempo. E ci ha pure avvisato che il porto di Ancona non è il massimo dell'organizzazione. Francy, avevi perfettamente ragione!

Dopo un viaggio notturno in traghetto, siamo sbarcati a Spalato (Split) e ci siamo immediatamente diretti verso l'entroterra nord, intenzionati a visitare una delle zone più affascinanti del paese: il Parco Nazionale del Plitvice, a Plitvicka Jezera.


Una delle tante cascate all'interno del parco

Acqua cristallina che sembra quasi impossibile possa esistere, trasparente, fredda, immobile.
Cascate rumorose, chiassose, schiumose, che uniscono questi laghi (5 per la precisione) posti a diverse altitudini.
Natura, alberi, fiori, foglie che si muovono sotto il tocco leggero del vento, mai invadente, mai fastidioso.
Azzurro acquoso che si confonde con il blu del cielo, verde degli alberi che si mimetizza tra il cristallìo dell'acqua. La natura, ogni volta, ti sorprende, creando giochi di luce che paralizzano il cuore.

Poi la nostra visita si è spostata sulla costa, dove tutto è più vitale, più sanguigno. Le case che affittano appartamenti e camere (sobe) sono ovunque, e per chi come noi è partito senza prenotare nulla, trovarne una libera non è difficile. Un consiglio solo: valutate bene dove decidete di alloggiare, potreste ritrovarvi in camere un po' .. grezze, se così si può dire ..

Comunque, il nostro viaggio prosegue, e dopo una breve sosta sulla costa della zona del Quarnaro, all'altezza di Barci Draga, proseguiamo per Zadar (Zara).


La piazza del comune di Zadar


Zadar è una città un po' strana. Il centro, o Stari Grad (città vecchia), è prettamente turistico, tutto pulito, tutto bianco lucido. Ombrelloni, bar, ristoranti, gelati, fotografie, cartoline. C'è di tutto per accontentare il turista, ogni desiderio può essere accontentato senza problemi.

Ma c'è un parte di città, nascosta, che ha ancora un'enorme ferita aperta. Al di là del ponte pedonale, dove vivono le persone, dove gli uffici lavorano, le macchine viaggiano, la gente fa la spesa e i bambini vanno scuola. Ecco, al di là di questo ponte, i cuori sono ancora feriti. La guerra è finita, 10 anni e poco più sono passati dall'ultima bomba, dall'ultima mitragliata. Ma le case sono lì a ricordartelo, con i loro fori sui muri, i loro balconi spezzati e i loro vetri infranti.

E se tutto questo a qualcuno può sembrare di poca importanza, può non suscitare alcunchè, vi racconto cosa i nostri occhi hanno visto durante il viaggio, nell'entro terra.

Cimiteri ai caduti, sparsi ovunque lungo le strade, con poche croci e dei mucchietti di sassi. Fiori freschi sui loro cari, per non dimenticare, per non lasciare che niente vada perduto.
Bunker sui monti, mimetizzati tra gli alberi, tra i massi di questa terra brulla e in alcuni tratti inospitale. Per nascondersi, per scappare, per salvarsi.
Campi minati, non ancora del tutto liberati. Un cartello, che indica di fare attenzione, pena la morte.

Noi in viaggio, coi salviettoni per il mare e gli occhiali da sole, in mezzo ad una terra ferita nel profondo.


Tramonto sulla spiaggia di Pirovac


Il nostro viaggio è ripreso, col cuore un po' più ricco e gli occhi un po' più stanchi, e siamo giunti a Pirovac, cittadina prettamente turistica sulla costa meridionale nella zona di Sibenik. Qua ci siamo ricaricati, rilassati, abbronzati. Abbiamo messo per un attimo da parte le tristezze viste e abbiamo riempito i nostri sguardi di colori, di giochi di luce che il sole, assieme al mare, ci regalava. Impegnati a leggere, nuotare e giocare a Magic (fase di stap, fase di mantenimento, fase di acquisizione, attacco, vinco!) non ci accorgiamo di come il tempo voli, di come le lancette dell'orologio girino senza sosta. E' ora di ripartire, direzione Drvenik.


Il porticciolo d'imbarco di Drvenik


E' da questo paesino, nella zona di Makarska, che ci siamo imbarcati per l'isola di Hvar, dove avremmo passato la seconda settimana. Stipati fino ad occupare ogni singolo centimetro del traghetto, col vento tra i capelli e il sole negli occhi, siamo partiti.

Carichi di vita, di speranza e di allegria, col cuore un po' più pesante per quello che ha visto e con i pensieri un po' più intasati, ci allontaniamo dalla costa. La costa croata, terra di sole, di mare, di vento, di turismo e di guerra.

martedì 26 agosto 2008

Chi dice cosa

Adoro Halloween.
E' l'unico periodo dell'anno in cui tutti portano una maschera, non solo io.
La gente trova divertente fingere di essere un mostro.
Io passo la vita a far finta di non esserlo.

- Dexter (protagonista del tefilm omonimo)

lunedì 25 agosto 2008

Croazia batte Italia 3 a 0

Eccomi qua, di rientro da due settimane di ferie croate che definire fantastiche è poco. Nell'attesa di trovare il tempo, e soprattutto la voglia, di organizzare le più di 400 foto fatte, tra le quali mancano anche quelle della mia compagna di viaggio Laura, provo a spiegarvi perchè, secondo me, la Croazia in alcuni aspetti è decisamente migliore del nostro stivale italiano.

1) ORGANIZZAZIONE PORTUALE
Siamo partiti dal porto di Ancona, imbarcandoci di sabato sera alle ore 21 (in teoria). La blogger Francy ci aveva avvisato che l'organizzazione non è delle migliori, ma quello che abbiamo trovato è stato allucinante!
Entriamo al porto in auto, pagando oro troviamo qualcuno che ci indichi dove metterci in coda per l'imbarco in quanto i cartelli sono praticamente inesistenti. Io e Laura andiamo a fare il check-in dei biglietti prenotati via internet. La coda di persone in attesa usciva dalla palazzina, anche perchè ovviamente su 4 sportelli ne funzionavano 2. Dopo un po' che siamo in fila, scopriamo che dopo di quella avremmo dovuto fare un'ulteriore coda per il controllo dei documenti, cosa che la polizia portuale, ovviamente, fa da tutt'altra parte senza indicarlo in nessun modo. Ok, ci dividiamo: io rimango a prendere i biglietti, lei si incoda per i documenti, richiamando all'ordine anche i nostri due ometti. Arriva il mio turno: mi chiedono 24 € di aggiunta per l'adeguamento carburante. Sti' cacchi, penso io, ho prenotato solo il mese precedente, è aumentato così tanto il gasolio? Vabbè, pago e mi rimetto in coda con gli altri.
I poliziotti, poverini stanchi e oberati di lavoro, sono solamente due, con almeno 200 persone da controllare. Controllare ... parola grossa, visto che non ci hanno guardato in faccia, non si sono accorti che il biglietto di Laura aveva indicato un nome errato (Luca anzichè Laura) e che era diventata misteriosamente di sesso maschile, e lo sforzo di mettere il timbro sui biglietti li ha fatti sudare. Fatto stà, che dopo 2 ore di code siamo riusciti ad imbarcarci, e la nave ovviamente è partita con più di mezz'ora di ritardo.

In Croazia? La biglietteria apriva alle 5.30 del mattino (così indicava il cartello presente) ed è diventata operativa alla 5.29. L'adeguamento carburante non esiste, anche perchè ho già pagato alla prenotazione, mica devo aggiungere qualcosa no?!? I controlli ai documenti vengono fatti come si deve: la polizia guardava il biglietto, il documento, ci guardava in faccia per controllare la foto e si sono accorti dell'errore sul biglietto di Laura. Auto controllata, documenti del guidatore pure. La corsia per imbarcarci non potevamo sbagliarla, c'erano 47 cartelli e 2 addetti allo smistamento dei passeggeri. Il tutto partendo da una cittadina, Stari Grad, su un'isola, Hvar, che in periodo non estivo ha 10.000 abitanti scarsi.

Quindi, Croazia 1 - Italia 0.

2) SPIAGGE
Lungo le coste del nostro stivale c'è la corsa, ogni anno, a chi alza maggiormente i prezzi per l'affitto di sdraio e ombrelloni. E i poveri bagnanti, ovviamente, sono costretti prima della partenza a richiedere un mutuo per potersi riparare dal sole cocente. Questo perchè i nostri litorali sono tutti, o almeno lo sono al 90%, privati. Bagno Franco, Bagno Luigi, Bagni Silvana e Bagni Stella. Ovunque sdraio, ombrelloni rossi verdi gialli e blu e spiagge sempre meno visibili. Chi, poverino, non si può permettere questo optional, è relegato in un angolino dove per posizionare un asciugamano è costretto a lottare con altri 57 bagnanti. E poi si parla di relax estivo!

In Croazia? Non esistono le spiagge private. La gente spende già dei soldi per il viaggio, mica possono far pagare loro anche lo spazio per i teli mare no?!? Le spiaggette, le scogliere, i lidi, le calette, sono tutte libere. Trovi spazio? Ti piace quella posizione? Ti ci metti, nessuno dice nulla, così non si litiga, si fa amicizia senza problemi e qualche italiano giovincello potrebbe anche abbordare qualche bella croata senza ombrelloni ingombranti di mezzo.

Quindi, Croazia 2 - Italia o.

3) ANIMALI IN SPIAGGIA
Indipendentemente che siate amanti degli animali oppure no, dovrete comunque ammettere che per chi ha un cane, organizzare le ferie, o qualsiasi spostamento, insieme al proprio peloso quadrupede è un'impresa titanica. Io ho fatto addirittura fatica, lo scorso febbraio, a trovare un albergo a Torino che accettasse la mia pelosetta di 40kg, figurarsi trovare un hotel, un campeggio, un appartamento, in Italia in agosto al mare, che li accetti! Immaginarsi poi le lotte per trovare un angolo di spiaggia per loro! Ah si, al telegiornale han fatto vedere il Bagno Silvana di turno che li accettava, e che se ne vantava pure: li richiudeva in gabbietta come nelle pensioni, ciotola d'acqua, un po' di ombra, e quello era accettarli. Bello sforzo! Ma io che ho un cane, avrò il diritto di potermelo portare al mare no?!? Non dico che devo mettere il salviettone accanto alla signora in topples che si abbronza, o accanto alla famigliola che cerca di costruire castelli di sabbia ai bambini, perchè capisco che, in alcuni casi, possa dar fastidio (anche se anche a me a volte tanti umani mi danno fastidio, ma il più delle volte sto' zitta e non mi lamento), però santo cielo! Anche loro hanno diritto alle vacanze e ai bagni!

In Croazia? Ovviamente le spiagge essendo libere non danno vincoli di alcuna sorta. Usando un minimo di buonsenso, abbiamo visto un ragazzo sugli scogli col suo pastore tedesco. Sole, un po' d'ombra per il quadrupede e poi via un un bel tuffo in mare! Dovevate vedere la faccia goduta e contenta del cane: che emozione! E tantissimi turisti, sia sull'isola che nell'entroterra, viaggiavano con i loro amici fedeli, tanto alberghi, hotel, appartamenti, ristoranti e pizzerie li accettano. D'altronde, sono gli amici fedeli dell'uomo (e della donna), mica possono abbandonarli no!?!

Quindi, Croazia 3 - Italia 0.

giovedì 7 agosto 2008

Vacanze



L'ora X si sta avvicinando, le mie ferie stanno per iniziare.

Domani farò solamente mezza giornata, poi spegnerò tutto, chiuderò la valigia, sistemerò le ultime cose e attenderò con ansia l'arrivo dei miei compagni di viaggio.

Le vacanze mi aspettano!

Buone ferie a tutti.

mercoledì 6 agosto 2008

Lettere nere su carta bianca

Oggi ho avuto una strana conversazione.
Mi è stato chiesto perchè, durante la pausa pranzo, leggessi.
"Perchè mi piace leggere" ho risposto.
"Che schifo leggere" mi è stato detto con un'espressione che non lasciava alcun dubbio in merito ai suoi gusti.
"Leggere non fa schifo, dipende da qual'è la lettura che affronti. Se la storia è del genere che ti può piacere, è tutto di guadagnato. Si diventa più ricchi culturalmente e si imparano tante di quelle cose che, a scuola o in famiglia, non sempre vengono insegnate".
"Ma a cosa serve imparare ancora? Io ormai la scuola l'ho finita".

Non ho saputo cosa rispondere. Per me una delle cose più belle che si possa fare nella propria vita è, appunto, leggere.


I miei ripiani più alti


I miei ripiani intermedi


I miei ripiani più bassi

Nella mia libreria si può trovare di tutto. Dal Dracula di Bram Stoker ai libri di Herman Hesse, dalla saga di Laurell Hamilton sulla cacciatrice di vampiri Anita Blake al libro del Dalai Lama, dalle storie di Giorgio Faletti alle biografie di Vasco Rossi, passando dal "Signore degli anelli" e dalla vita di Marilyn Monroe.

Come si può bloccare la vita della nostra fantasia, impedendo ad essa di librarsi in volo tramite la lettura? Come si può smettere di sognare grazie a storie d'amore scritte secoli fa? Come si può non essere attratti da vicende fantastiche, storie realmente vissute e personaggi mitologici, che si parano davanti ad ogni voltar di pagina?

Cicerone una volta disse che una stanza senza un libro è come un corpo senza anima.

E un corpo senza anima, riesce a vivere?

martedì 5 agosto 2008

Gabriel

Sette arcangeli, protettori della luce, del bene e della pace sulla terra.
Michele, Gabriele e Raffaele, capostipiti della gerarchia divina, uniti tra loro dalla mente divina.
Anaele, Samaele, Uriele e Sachiele, i reggenti delle terre mistiche, governatori del fuoco, dell'acqua, dell'aria e della terra.

Sette angeli caduti, dominatori delle tenebre, del male e dell'orrore.
Azazyel, Amazarak, Amers, Akibeel, Tamiel, Asaradel e Barkayal. Padroni della magia, dell'esoterismo, dell'astrologia e della morte.

L'eterna lotta tra il bene e il male, tra la luce e l'oscurità, tra il paradiso e l'inferno.

La terra vive perennemente in equilibrio, e questo è mantenuto in vita da un'accordo tra gli arcangeli e gli angeli caduti. Ma cosa succederebbe se un angelo decidesse di infrangere le regole? Cosa succederebbe se un aracangelo dovesse lottare, e uccidere, per riportare la pace?

E se un arcangelo tradisse i suoi compagni? Essi sarebbero in grado di riportarlo sulla retta via?

Solo passando attraverso morte, guerre e sangue, solo attraversando i luoghi più reconditi della mente si può arrivare alla soluzione, l'unica soluzione possibile: la speranza. E la fede.

Che ognuno di noi porta dentro di sè, sia esso angelo o demone.

lunedì 4 agosto 2008

Olimpiadi 2008

Tra esattamente 4 giorni, venerdì 8 agosto 2008, le olimpiadi avranno inizio.



Calcio, pallacanestro, pallavolo, baseball.
Canottaggio, nuoto, pallamano, canoa.
Ciclismo.
Badmington, tennis.
Ginnastica, judo, pugilato, scherma, atletica, lotta.
Tiro al volo, tiro con l'arco, equitazione.

Sono solo alcuni degli sport in cui centinaia di atleti, provenienti da ogni parte del mondo, daranno il meglio di sè.

Sudore, fatica, determinazione, coraggio, bravura. Lealtà.

Sono solo alcune delle prove che dovranno superare gli sportivi durante le gare.

Non c'è nazione, non c'è sport, non c'è atleta, non c'è squadra, che non voglia vincere. Tutti bramano di salire sul podio, sullo scalino più alto. Oro, argento e bronzo saranno i colori più desiderati durante queste giornate.

Allora che il sipario si alzi, e le danze abbiano inizio! E che vinca il migliore, indipendentemente dalla religione, dalla nazione, dal colore della pelle o dal colore degli occhi. Senza droghe, senza sotterfugi, senza barare.

venerdì 1 agosto 2008

Brodo di giuggiole

Ok, dovrei lavorare a quest'ora, è vero. Ma tra un collega in ferie, una cliente in vacanza e il caldo afoso che c'è oggi, la voglia di stare a disegnare come si deve davanti al monitor è praticamente sparita, scappata, fuggita, volata via.

E cosa può fare una ragazza di sani principi, gentile, vergognosa, timida, silenziosa (a volte), tranquilla (dipende) .. ecco, cosa può fare una ragazza del genere in un assolato pomeriggio d'agosto? Io so cosa ho fatto. Ho vagato in internet come un'anima in pena finchè gli occhi mi sono illuminati, il respiro ha cominciato a mancare, il battito del cuore ha accelerato il ritmo e ho cominciato a "sbavare". Per cosa? Per questo: il film tratto dalla saga di Stephanie Meyer sta per uscire (il sito ufficiale è http://www.twilightthemovie.com/) !!



Edward il vampiro, Isabella l'umana, Jacob il licantropo. Amore, passione, odio, rabbia, speranza, vita eterna.

Scusate, ok, raccolgo la bavetta che mi scende di lato e smetto di sognare. Ma ormai dovreste saperlo: quando si parla di vampiri mi spuntano i denti e vado in brodo di giuggiole!