lunedì 29 settembre 2008

La notte dei vampiri

Credi davvero che siamo la progenie di Satana? Siamo semplicemente esseri di questa terra, con i nostri poteri e i nostri limiti. Siamo simili ai mortali, ma più grandi dei mortali stessi. Anche noi abbiamo i nostri punti di forza e le nostre debolezze.

Carol, una donna sola, abbandonata dalla vita, arriva in Francia, a Bordeaux. Qui, in un modo un po' poco ortodosso, conosce Andrè, uomo affascinate, misterioso, enigmatico. Un vampiro.

La loro storia, il loro rapporto, il loro odio-amore, supererà i confini conosciuti della terra, viaggerà nel tempo e nello spazio. Lotteranno, cercheranno di uccidersi e cercheranno di amarsi, si guarderanno e si parleranno, si rincorreranno e si lasceranno.

Tutto fino alla nascita di Michel, simbolo dell'amore puro, metà uomo e metà vampiro, obbligato ad una dolorosa scelta. Ma quale sarà la strada che sceglierà? Opterà per l'immortalità, la vita perenne, l'eterna giovinezza e la libertà di pensiero, o deciderà di vivere sulla terra, invecchiando, ammalandosi, incatenato ad una vita dettata dagli altri?

La sua scelta sarà guidata da Carol ed Andrè. Perchè l'amore, quello vero, supera le barriere e i confini stessi della vita. Non importa cosa sono, non importa cosa diventeranno. L'obiettivo era la vita insieme. Per sempre.

Come se l'avesse fatto un migliaio di volte, con i denti riaprì la vena sul collo. Lo penetrò in profondità, come avrebbe fatto un migliaio di volte ancora in futuro. Lui inarcò il corpo e gridò il suo nome, cavalcando un'onda di agonia ed estasi, mentre Carol portava la sua essenza nel proprio cuore.

sabato 27 settembre 2008

Chi dice cosa

Quello che non ti uccide ti rende piu' strano.

- Joker (dal film Il cavaliere oscuro)

venerdì 26 settembre 2008

Chi dice cosa

A volte si ha paura delle cose solo perchè non le si conosce.

- Blogger Vale

giovedì 25 settembre 2008

Senza parole

Sono senza parole. Ogni volta mi stupisco di come l'Italia possa diventare immensamente piccola in pochissimo tempo.

Ieri sera, in terra bergamasca, si è svolta l'ennesima cena a conferma di ciò che ho appena detto.

Intorno allo stesso tavolo Napoli, Bolzano, Bergamo, Brescia, Torino e Milano hanno stretto amicizia, a suon di pizza e birra (ok, per qualcuno era birra e gazzosa!).

 
Da sinistra: Daniela, Paola, Massimo, Eleonora, Clara, Lisa, Riccardo, Alfonso, Barbara, Marina, io, Silvia e Ivana.

Siamo sicuri che serva un navigatore satellitare in auto per girare il nostro paese? Credo di no. Anzi, sono ormai convinta che per girare l'Italia ora basti un tavolo, una pizza e un buon dolce!

mercoledì 24 settembre 2008

Chi dice cosa

Per combattere il male devi sforzarti di conoscerlo il più possibile.
E' così che si sconfiggono le malattie.

- Lawrence (dal film Saw - L'enigmista)

martedì 23 settembre 2008

Tatuaggi

Ore 15.00: appuntamento dal mio tatuatore di fiducia, colui che ormai da quasi 15 anni mi decora la pelle a suon di colori ed immagini.

Ero emozionata, lo ammetto. Più del primo giorno di scuola, più del primo bacio e più della "prima volta". Per me un tatuaggio è un simbolo interiore, una parte di me nascosta che improvvisamente vuole uscire dal mio corpo, per comunicare, per sorprendere, per far rizzare i capelli dei bigotti e per far urlare al solo pensiero del dolore. Per far voltare gli sguardi delle madri scandalizzate o per far emozionare i miei genitori, che ogni volta che torno a casa con una nuova parte di pelle coperta da colori si inorgogliscono, al contrario di quanto gli altri potrebbero pensare.

Quindi anche stavolta non parlo, non dico nulla. Non voglio convincere nessuno che sia un bene o un male anche perchè, per fortuna o purtroppo, ognuno di noi a questo mondo è libero di pensarla come vuole.

Riporto solo una frase, che 15 anni fa scrissi sul mio zaino di scuola: ho tatuaggi sulla mia pelle, per la società sono un ribelle. Lascio che l'anima splenda dentro mentre l'arte illumina la pelle.

 

14 aprile 1995: chiave di violino sul polso destro. Non c'è bisogno di spiegarne il significato vero?



05 agosto 1995: bracciale tribale sul polso sinistro. Una via di mezzo tra un delfino e un drago stilizzato. Simbolo di forza il drago e di intelligenza il delfino. Io .. il giusto mix!



06 marzo 1997: triangolo equilatero con occhio interno sul braccio sinistro. E' un simbolo massonico, religioso, egizio. Moltissime culture lo indicano, più o meno con questa forma. Simboleggia il collegamento tra Dio (l'occhio) e la terra (il triangolo). Oppure è Dio che ti osserva (l'occhio) e il triangolo era la forma geometrica delle piramidi. Sono molteplici le spiegazioni: la mia è che, ovunque noi siamo, c'è sempre un "qualcuno" o un "qualcosa" sopra di noi che ci indirizza per la strada giusta (ovvero, ognuno di noi ha il suo destino).



20 aprile 1999: in mezzo alle spalle, simbolo gotico trovato su uno dei miei libri di testo scolastici. A prima vista potrebbe sembrare una K od una R, le mie iniziali. In realtà è il numero 1 scritto in lingua gotica. Il numero 1 è l'inizio di tutto, la nascita e la vita di ogni cosa. Il gotico è il mondo dei vampiri, misterioso, notturno, tenebroso, mistico.



23 settembre 2008: sopra la caviglia destra, due ideogrammi dell'oroscopo cinese. Quello inferiore è il simbolo del cavallo, il mio segno. Quello superiore è il simbolo del serpente, quello del mio moroso. Dopo quasi 9 anni di sopportazione, direi che finalmente il serpente ha domato il cavallo!

E non crederete mica che mi fermi qua, vero?!?

lunedì 22 settembre 2008

Blog raduno a Provaglio d'Iseo

Uff, come sono stanca oggi. Mi sembra di essere stata in giro per giorni e giorni, di aver fatto km su km e aver mangiato l'impensabile, quando effettivamente sono stata fuori casa solo ieri.

Nove ore di risate, allegria, pianti, mangiate, bevute. Nove ore di cibo, carne, pesce, verdure. Vino, acqua, bollicine, dolci.

Nove ore, dalla mattina quando sono uscita di casa fino all'ora del mio rientro, in cui non ho smesso per un solo attimo di ridere. Rivedere vecchie conoscenze, discutere con amiche assodate e amici di vecchia data, conoscere ragazze e ragazzi nuovi provenienti dalle località più disparate.

 
In piedi da sinistra: Lodovica, Elisa, Fabio, Lisa, Luigi, Ilaria, Barbara, Daniela, Mirko, Daniela, Riccardo, Daniela, Rosa, Katiu, Massimo, Alessandro, Luigi, Nicoletta e Andrea. Seduti da sinistra: Alberto, Marco, Marina, Paoletta, Johnny, Monica, Michela, Ivana e Fabrizio.

Ogni volta mi sorprendo di come, seppur così diversi e così lontani, sotto molto aspetti siamo tutti alla ricerca dello stesso obiettivo: la serenità, anche se solo per un giorno, per poche ore.

 
Ivana, Mirko, io e Daniela.

Eccoli qua immortalati i miei compagni di viaggio! Le mie amiche onnipresenti, un po' prezzemoline come me, e il mio fido compare beato fra le donne!

Ah che bello quando si ride così di gusto!

Chi dice cosa

Not all virgins are angels ... and not all angels are virgins!

- Dalla sigla del film Decameron Pie

sabato 20 settembre 2008

L'ho fatto!

Nei giorni scorsi lo staff medico del Real Madrid, capitanato da Pedro Guillen, ha dichiarato guerra ai calciatori tatuati. Ha messo al bando i nuovi istinti artistici dei suoi giocatori, ha obbligato le sue stelle internazionali ha firmare fogli su fogli e ha chiedere 47 permessi a 57 persone diverse prima di farsi apporre un nuovo disegno sulla pelle. E, se mai dovessero avere l'ok dalla direzione per poterlo fare, sarebbe meglio che tale pratica venisse svolta durante le vacanze estive, in modo tale da non distrarli durante la stagione sportiva.

Tutto questo, secondo loro, per evitare il rischio di infezioni e per evitare che sempre più uomini, sul campo, mostrino i loro "gioielli" ai tifosi.

A me personalmente sembra una grande cavolata. Ma d'altronde, come dico sempre, le persone tatuate sono tutt'oggi viste con un occhio diverso, con sguardi d'accusa. "Chissà cosa gli passa per la testa", oppure "Sei peggio di un carcerato" e "Pensa a quando sarai vecchia che schifo sarà vedere quella cosa sulla tua pelle".

Ormai sono anni che, mio malgrado, mi sento dire certe cose.

E quindi oggi ho preso la mia decisione, alla faccia di chi mi vuol male, di chi pensa male di me e di chi considera i tatuati delle persone di basso borgo.

Oggi ho preso l'appuntamento per far disegnare, sulla mia pelle, il mio 5^ tatuaggio!

Settimana prossima vi mostrerò il risultato.

giovedì 18 settembre 2008

C'era un motivo!

Cosa avete fatto ieri sera? C'è chi avrà stirato, chi sarà uscito a cena con un'amica, chi avrà festeggiato un compleanno e chi avrà guardato la televisione.

Ecco proprio voi, teledipendenti come me, cosa avete guardato? Il film su Canale 5? Oppure quello francese su Rete 4? C'era anche Batman su Italia 1, se non erro. O avete guardato un dvd? Qualsiasi cosa abbiate fatto, non sapete che spettacolone vi siete persi su Rai 1.

Ieri sera ho finalmente capito a cosa serve pagare il canone Rai. Si, l'odiato canone, di cui tutti si lamentano e di cui tutti ne vorrebbero l'abolizione. Ieri ho capito veramente a cosa serve. A cosa? A pagare lo stipendio alla Raffa nazionale.

Ebbene, ieri sera ho guardato, per la prima volta in vita mia, "Carramba! Che fortuna!".

A dir la verità io di fortuna ne ho vista veramente poca, ma parlo della mia personale. La fortuna ci sarebbe stata se fosse stato trasmesso qualcosa di più interessante alla televisione, ed invece mi è toccato vedere questo scempio.

Scempio, avete letto bene.

Dunque, la nostra Raffaella era affiancata da 40 - in teoria- bellissimi, ovvero 40 mezzi uomini che sgambettavano a destra e sinistra, cantavano in playback (pure male) e tenevano in mano una palletta rossa che serviva per l'estrazione dei numeri. Dopo aver visto due loro balletti, ho rimpianto lo spettacolo delle veline e le loro tette al vento!

Ma questo è stato il minore dei mali!

Stacchetto musicale con "delle ospiti d'eccezione", o almeno così è stato presentato. "Quattro star di fama mondiale canteranno un medley di canzoni dedicato agli Abba". E chi esce sul palco? Star di fama mondiale .. beh, mi aspettavo una Laura Pausini, una Natalie Cole, una Amy Whinehouse. No, macchè, sarebbe stato troppo facile. Escono, in sequenza, Alexia, Ivana Spagna, Fiordaliso e Marcella Bella. La prima credeva di essere ancora una star della musica dance, la seconda ha ormai più plastica in faccia lei di Marco Balestra, la terza cantava rigorosamente in playback sbagliando anche le parole e la quarta .... alla quarta mi sono alzata e sono andata in bagno (anche perchè alle 22 avrebbero chiuso l'acqua per lavori comunali e non volevo perdere l'attimo!).

Osceno. Sono senza parole.

Ma la cosa più impressionante del programma, l'attimo in cui ho veramente ringraziato lo Stato Italiano per aver confermato la tassa del canone televisivo, è stato quando la Raffa nazionale ha estratto ste' cavole di ballette rosse abbinate a dei numeri, e tra la gente che chiamava (in possesso del biglietto della lotteria Italia ove sono riportati quei numeri citati prima) veniva estratto un fortunato ascoltatore. Sceglieva le ballette rosse abbinate ad un teorico bellissimo e vinceva la somma dei numeri contenuti nelle sfere.

Beh, che dire, una signora si è portata a casa 96.000 euro, un'altra signora 75.000 euro e l'ultimo fortunello ben 301.000 euro!

C'era un motivo per cui, fino ad ora, non avevo mai guardato questa trasmissione.
C'era un motivo per cui, fino ad ora, ero riuscita ad evitare la Raffaella nazionale, le sue risate e le sue scosciate mimetizzate da paillette.
C'era un motivo per cui, fino ad ora, ero riuscita ad evitare lo spettacolo delle guance cadenti della Raffa, seminascoste dalla parrucca biondo platino.
C'era un motivo per cui, fino ad ora, avevo sempre avuto di meglio da fare in serate come questa.

C'era un motivo: evitare il mal di stomaco! Ecco qual'era il motivo!

mercoledì 17 settembre 2008

The end

E' un periodo strano queste per le storie d'amore. La primavera porta una ventata di novità nelle nostre vite, ed i nostri cuori si aprono a nuove esperienze. Ma ora siamo alle porte dell'autunno e tutto pare ingrigirsi, chiudersi, finire.

Dicevo che è un periodo strano questo per le storie d'amore, sia per quelle iniziate che per quelle che si credevano iniziate.

Ci sono persone che spariscono nel nulla, lasciando la ragazza di turno a piangersi addosso e a chiedersi perchè sia successo, cosa abbia fatto di male o cosa sia stato detto - o non sia stato detto - per farlo comportare così.

Ci sono storie che sono già finite da un po', giorni mesi anni, eppure ognuno si trascina appresso qualcosa, per non dimenticare, per non rassegnarsi. Come un eterno cordone ombelicale che non vuole essere tagliato per paura che, forse, poi tutto finirà davvero.

Ci sono ragazze che cercano invece ancora l'amore. Lo bramano, come se fosse un trofeo poi da esibire, da mostrare agli altri, per dire "ehi, guardate con chi sto ora".

E poi ci sono quelle persone invece che non riescono a trovare la propria metà della mela, il proprio tassello del puzzle del cuore. Cercano, provano, scrutano, osservano, ma nulla. Tutto intorno a loro pare portare sempre nella direzione del vuoto. E così, anche se nella vita comune si sentono appagati, con un buon lavoro, una buona vita, in realtà si sentono a metà, incompiuti.

Ecco, è a tutte queste persone che oggi, tornando a casa in macchina dall'ufficio, ho pensato, mentre nell'autoradio scorreva una canzone. Ho alzato il volume, ho spento la testa e ho acceso le orecchie. Perchè, come canta lei, "l'universo non si ferma per un amore finito".

Così, ogni volta che
basterà un rumore,
un colore,
un odore ...
a farmi ricordare
che vivere era tutto
un altro affare.

Così, ogni volta che
mi imbarcherò
in qualche avventura
pensando di avere una chiave,
ma chi sa poi per quale serratura.
 
Così, ogni volta che
camminando
sul ghiacci fragile dei miei pensieri,
io mi ritroverò planando
come un gabbiano tra i ricordi di ieri.

Aprirò una finestra sul cielo
e punterò il dito
pensando l'universo non si ferma
per un amore finito.

Aprirò una finestra sul cielo
con gli occhi puntati
giusto un pò più la dei miei sogni
finiti naufragati.

Così, ogni volta che
basterà una parola,
una frase,
o una battuta storta per volere
lasciare il mondo fuori dalla porta.

Così, ogni volta che ... tu ...
soprapensiero qualcuno
si troverà il tuo nome appiccicato
tra le righe di un discorso mai finito.

Così, ogni volta che
respirando,
sul filo teso di un emozione,
io mi ritroverò tremando
come una foglia di fine stagione.

Aprirò una finestra sul cielo
e punterò il dito
pensando l'universo non si ferma
per un amore finito.
 
Aprirò una finestra sul cielo
provando a guardare
giusto un pò più la dei miei sogni
finiti a naufragare.

Così ogni volta che
basterà un soffio ...
Io aprirò una finestra sul cielo ...

Aprirò una finestra sul cielo
provando a guardare
giusto un pò più la dei miei sogni
finiti a naufragare.

Così ogni volta che ..

(La finestra - Irene Grandi)

martedì 16 settembre 2008

Web world


Serve una ricetta nuova per sorprendere gli amici? Non vi ricordate quali ingredienti ci vogliono per cucinare quel piatto che vi era piaciuto tanto? Oppure non sapete le dosi esatte della farina per preparare lo stesso dolce che vi dava la mamma a merenda?

Serve un numero di telefono di un vostro vecchio parente lontano? Non vi ricordate la strada per arrivare a casa della vostra amica? Oppure volete sapere quali bar troverete in zona per prendere un aperitivo con i vostri amici?

Dovete andare al cinema? Prenotare un taxi? Organizzare una vacanza, un viaggio di lavoro o un weekend di relax alle terme? Ordinare dei libri, dei cd musicali, dei biglietti per il teatro o per un concerto? Volete trovare nuovi amici? Rivedere vecchi compagni di scuola o approfondire la conoscenza con la biondina intravista sul pullman?

Quante cose si possono fare con internet eh?!?

E pensate che 10 anni fa, più o meno, quando io cominciavo a smanettare un po' sulla tastiera usando un vecchissimo e ormai più che obsoleto Pentium 386, non era così facile come ora. Le chat erano ridotte al minimo (come dimenticare quella di Tin?), la velocità viaggiava a 56 k (quando andava bene!), Google non esisteva, le webmail erano pochissime e i siti di informazione si contavano sulle dita delle mani.

Ora ..... ora è il mio mondo! Cerco vecchi compagni, trovo la strada, organizzo le mie vacanze, mi calcolo i percorsi da fare, cerco bar ristoranti pizzerie alberghi hotel, ordino libri e biglietti teatrali, prenoto il posto al cinema, uso il vocabolario, imparo l'inglese, conosco gente nuova.

Digito all'impazzata sulla tastiera, ormai i tasti non hanno segreti per me, conosco ogni loro posizione e ogni loro segreto.

Installo programmi nuovi, guardo la Terra dal cielo e aggiorno il blog, pubblico foto vacanziere, visito i siti altrui e conosco vite di persone che non vedrò mai.

Cerco imparo conosco studio leggo osservo scrivo.

Secondo un test, il mio profilo è "di utilizzatore saggio e moderato, in grado di capire gli evidenti pregi di questo mezzo ma anche di riconoscerne i difetti ed i limiti sostanziali che di fatto lo caratterizzano. Il mio uso dello strumento indica comunque una considerazione positiva nei suoi confronti. A mio giudizio, internet rappresenta una vasta fonte di dati, servizi e notizie che sapete gestire con una discreta esperienza, stando ben attenti a non farvi fagocitare dal suo fascino ed avendo sempre ben chiari e definiti i confini tra mondo virtuale e mondo reale".

E a chi mi dice che sembro una "drogata" di internet rispondo: è vero. Ma internet, a volte e se usato con coscienza, aiuta a migliorare la nostra vita.
Tramite lui possiamo saperne di più sulle malattie, sulle ricerche scientifiche e mediche che svolgono nel mondo e possiamo prenotare esami senza fare la fila allo sportello.

Possiamo leggere le notizie dal mondo, senza muoverci da casa nostra.
Possiamo vedere il mondo stesso, senza muoverci dalla poltrona.
Possiamo far conoscere i nostri pensieri, senza bisogno di telefonare.

E poi, possiamo conoscere persone interessanti, persone scorbutiche, persone intelligenti e persone antipatiche, proprio come al bar sottocasa.

Cosa dovrei dire io che, grazie ad internet, ho conosciuto l'amore? Altro che "due cuori e una capanna": nel mio caso è meglio dire "due cuori ed una connessione adsl".

lunedì 15 settembre 2008

Chi dice cosa

Quelli che ho tradito non erano divinità.
Avevano il potere, ma questo non basta a fare di un uomo un Dio.

- Teal'c (dal telefilm Stargate SG1)

domenica 14 settembre 2008

Pinzini ferraresi

In settimana, sul blog di Paoletta, si è affrontato il discorso "gnocco fritto". Silvia78, bolognese, ha decantato la ricetta romagnola, e da lì mi sono ricordata della "bortellina" piacentina, molto simile come impasto, e dei "pinzini" ferraresi. Che buoni!

La sera stessa, al telefono, ho raccontato al mio moroso di questo scambio di ricette. "Allora domenica facciamo i pinzini come li fanno mia mamma e mia zia". E quindi, me tapina, sono dovuta correre all'Iper a prendere gli ingredienti:



(per una decina di pinzini)
1 kg di farina 00
40 gr. di lievito di birra
4 cucchiai d'olio
sale
1 bicchiere di latte
acqua
strutto (da usare solo per la cottura)

Io per fortuna in questi casi faccio da bocia, ovvero osservo, lavo i piatti alla fine, riordino la cucina, ma non mi cimento nell'impasto. Anche perchè provateci voi ad impastare tutti quegli ingredienti in una volta sola?!?



Meno male che il sant'uomo del mio moroso ha la qualità culinaria, altrimenti mi sa che moriremmo di fame prima o poi!!

In compenso questa volta mi è toccato lavorare duramente: ho dovuto friggere una quindicina di pinzini. E lo strutto friggeva, bruciava, spruzzava e saltava. Una faticaccia per me!!



Ma alla fine, dopo il tavolo infarinato, lo strutto spruzzato un po' ovunque, il lievito che sembrava non bastare e l'impasto che inizialmente era un po' troppo molliccio .. dopo tutto questo, volete mettere la soddisfazione di avere sotto i denti un bel pinzino ripieno di mortadella?



Gnam gnam anche oggi!

sabato 13 settembre 2008

Voglia di torta

Ho scoperto il motivo per cui, da ormai 24 ore, piove incessantemente. Perchè anche questi cambiamenti climatici repentini hanno una spiegazione, come un po' tutte le cose.

Piove, le temperature si sono leggermente abbassate, il cielo è grigio ed il sole è andato a farsi una passeggiata da qualche altra parte. Perché?

Semplice: stamattina mi sono svegliata con la voglia di fare una torta! Io, in cucina, davanti ai fornelli, con ingredienti diversi che mescolo e creo? No no, "deve essere stato un incubo" direte voi. "Forse ieri sera hai mangiato qualcosa di pesante che non hai digerito" penserà qualcun altro.

Niente di più sbagliato. Stamattina mi sono alzata, ho fatto colazione, e sono corsa all'Iper a comprare gli ingredienti:



- 1 vasetto di yogurt (qualsiasi gusto va bene, l'importante è che sia senza pezzi)
- 2 vasetti di zucchero
- 3 vasetti di farina 00
- mezzo vasetto di olio di semi
- mezzo vasetto di latte
- 3 uova
- 1 pizzico di sale
- 1 bustina di lievito vanigliato

Poi sono tornata a casa e mi sono rimboccata le maniche. Ho acceso il forno a 180°, così che si preriscaldasse. Ho messo tutti gli ingredienti in una terrina e ho frullato il tutto, facendo attenzione che non rimanessero grumi nell'impasto.



Dopo aver imburrato e infarinato la tortiera, ho versato l'impasto e infornato il tutto per circa 40 minuti.



Il profumo che aleggiava per casa, durante la cottura, era assai invitante, ma sarà risultata all'altezza dei dolci che cucina il mio moroso (ipercritico su tutto)?



Dal numero di fette che sono già state tagliate appena posata sul tavolo .. direi che il risultato è stato più che soddisfacente!

Gnam gnam!!

venerdì 12 settembre 2008

Chi dice cosa

Ho sempre pensato che fosse la vita ad essere ingiusta.
Ma la morte a volte riesce ad esserlo molto di più.

- Ispettore Capo Alessandro Berti (dal telefilm Distretto di Polizia)

giovedì 11 settembre 2008

Chi dice cosa

Nessuno muore sulla terra finchè vive nel cuore di chi resta.

- Blogger Francy

11 settembre 2001

Sono passati sette anni da quel terribile martedì.
Sette anni esatti da quello scempio, da quelle morti, da quel dolore.
Sette anni esatti in cui, sotto molti aspetti, nulla è cambiato e tutto è diverso.

 
In ricordo delle vittime

Ricordo che, allora come oggi, ero in ufficio. Stavo festeggiando, assieme ad alcuni miei colleghi, il compleanno della mia compagna di scrivania. Si brindava, si rideva, si mangiava scherzando sull'età.

All'improvviso, il gelo è sceso su di noi. La radio ha interrotto i suoi programmi quotidiani per dare la notizia più sconvolgente del secolo.

Un aereo. Un altro aereo. Il crollo. Il vuoto. La morte.

L'incredulità di chi ascoltava, gli occhi lucidi di chi guardava, lo spavento di chi sentiva e il dolore di chi c'era.



Non vado oltre, non scrivo altre parole per non cadere nell'ovvietà di questi attimi, e non pubblico altre foto di quei momenti.

Lascio che i miei ricordi, e i miei pensieri, viaggino da soli.

martedì 9 settembre 2008

Anno nuovo ....

E' iniziato il nuovo anno. Non quello solare, scadenzato dal passare delle settimane e dei mesi, dove l'estate sussegue alla primavera e l'autunno precede l'inverno. In quel caso, lo sappiamo bene tutti, l'anno nuovo inizia l'1 gennaio e termina il 31 dicembre, infischiandosene di tutti gli altri numeri e gli altri giorni.

Parlo del nostro anno nuovo, quello in cui ognuno di noi ripone le proprie speranze, i propri sogni e i propri propositi. Per qualcuno è già iniziato, per qualcun altro deve ancora arrivare.

C'è chi lo festeggia al rientro delle ferie, con dei nuovi incarichi in ufficio o delle nuove mansioni lavorative.

C'è chi lo fa coincidere con l'apertura delle scuole, per rimanere sempre un po' legati ai banchi, alle lavagne, ai professori, ed essere così sicuri di arrivare ad una meta finale.

C'è chi non si ferma mai, e quindi non ha un inizio e nemmeno una fine. Non un capodanno e non un ferragosto, sempre dritto per la sua strada, veloce e determinato.

E poi c'è chi, come me, lo fa iniziare indicativamente a metà settembre. Non inizia sempre nello stesso giorno, ma il periodo bene o male è quello. Cos'è che mi indica l'inizio del mio personalissimo nuovo anno?

L'inizio della nuova stagione televisiva!

Eh sì, io mi baso sull'inizio della nuova serie di Distretto di Polizia, cominciato settimana scorsa, Grey's Anatomy, cominciato ieri, e CSI, di cui questa settimana attendo trepidante la seconda puntata.

Volete mettere com'è allegro e divertente iniziare il nuovo anno lavorativo insieme a Meredith e Derek, Horatio e Calleigh, Luca e Anna? Sinceramente, non c'è inizio migliore!


lunedì 8 settembre 2008

Weekend aziendale toscano

Eccomi qua, nella civiltà. Tra case costruite l'una attaccata alle altre, strade trafficate e macchine rumorose. Tra cellulari che squillano, sirene che suonano e internet che funziona. E' strano rientrare a casa e ritrovare tutte le proprie abitudini, i propri rumori, i propri suoni. E' strano soprattutto se si è appena rientrati da un weekend passato in Toscana, a Castelmuzio, frazione di Trequanda, in provincia di Siena. Ovvero nel bel mezzo .. del nulla assoluto!

Weekend all'insegna del mangiare (bene), del riposarsi (facendo nulla), del dormire (divinamente) e del relax assoluto (fin troppo). Weekend trascorso lontano da casa assieme a colleghi provenienti da ogni parte d'Italia, con lo scopo di seguire le riunioni annuali, di conoscersi meglio e di giocare la famigerata partita a calcetto: falegnameria contro commerciali. Chi l'avrà spuntata?


In piedi: Mariella, Andrea, Patrizia, Francesco, Federico, Christian, Marco, Antonio, Francesco, Arturo, Fabio, Andrea, Francesco, Grazia e Fabio. Seduti: Salvatore, Andrea, Massimiliano, Tito, Giuseppe, Luigi, Marina, Battista ed Anastasia.

 Tra un fallo inesistente, una caduta eclatante, una parata miracolosa e un regolamento un po' inventato (qualcuno ha avuto la brillante idea di giocare 3 tempi da 20 minuti l'uno), la partita è finita un po' come si immaginava: falegnameria batte commerciali 8 a 5!



Ieri mattina ho fatto una sana escursione per il paese. La cittadina è veramente piccolina, quasi intima. Pensavo quasi di dar fastidio mentre camminavo, osservavo, ascoltavo. Ad un tratto, nel silenzio assoluto delle vie, un canto corale mi ha colpito. L'ho seguito, cercando di capire da dove provenissero quelle voci, e mi sono ritrovata davanti alla chiesa parrocchiale. Stavano dando la messa, e i pochi parrocchiani cantavano le loro preghiere. E' stata una strana sensazione sentirli, abituata al rumore dei nostri paesi che sovrasta ogni cosa.



Le ore sono passate velocemente, parlando e cercando di conoscere meglio colleghi che vedi tutti i giorni ma che in realtà non conosci. Buongiorno, ciao, tutto bene, come stai, a domani, arrivederci. Ed invece parlare, confrontarsi, capirsi, conoscersi. Cercare di andare oltre i nomi e oltre i volti.


Pellegrino che vai per questa via, non ti scordar di salutar Maria.

Silenzio, pace e vento. Tranquillità, ulivi e vigneti. Cicale, fringuelli, cinghiali e volpi.

Silenzio. Silenzio. Silenzio.

Dopo due giorni trascorsi nel silenzio, sono felice di essere tornata al mio rumore.

venerdì 5 settembre 2008

Chi dice cosa

Voleva prendersi un proiettile al posto suo, e poi ha staccato letteralmente a morsi un dito all'assassino per difenderlo.
Chi ti può amare di più di un cane?

- Charlie Crews (dal telefilm Life)

giovedì 4 settembre 2008

Quotidianità tibetana

Ieri sera sono uscita a cena con un amico, il "solito" amico con cui le parole non sono mai vane, mai campate in aria e mai pronunciate tanto per dire.
Mi ha raccontato delle sue vacanze, dei suoi giorni di tranquillità e riposo passati in un tempio buddista a Le Bost, in Francia.

Ora, non sto qua a raccontarvi tutto, non mi dilungherò nel spiegarvi come passava le giornate, delle passeggiate, delle meditazioni e delle chiacchiere scambiate con i Lama e con gli altri ospiti.

Vi parlerò solo di una cosa, l'unica cosa che nella serata di ieri non mi faceva staccare gli occhi, i miei, dai suoi: brillavano, si illuminavano, risplendevano. Ogni parola del suo racconto era accompagnata da quella tranquillità che traspare solo da un'espressione serena, appagata. Ha anche lui i suoi alti e bassi nella vita, come tutti d'altronde, ma ieri sera aveva lo sguardo felice, lo sguardo di chi, vivendo appieno e godendo di ogni attimo passato lì con loro, è tornato a casa più ricco.


L'interno del Grande Tempio


Mirko insegna al Lama a fare il vero caffè italiano!

Il mio suggerimento o consiglio è molto semplice, ed è quello di avere un cuore sincero (Dalai Lama).

martedì 2 settembre 2008

Io sono leggenda

Dimenticatevi il film con Will Smith.
Scordatevi gli effetti speciali, i morti ad ogni costo e i salvataggi finali degni di un film americano.
Non pensate ai mostri, alla notte, al buio e alla paura che vi può assalire.

Immaginate il silenzio, il vuoto, il nulla lasciato sulla Terra da una stirpe, quella umana, completamente sparita, scomparsa, estinta.

Pensate a come vi sentireste se, al mondo, foste gli unici esseri viventi rimasti. Viventi, perchè di altri esseri, per le strade, nelle case, nei negozi, ce n'è pieno ogni angolo.

Come vi sentireste?

Non si diventa leggenda solo perchè si salva il mondo da un'epidemia.
Non si diventa leggenda solo perchè si combatte il nemico, perchè si uccide il cattivo o il mostro che ci insegue.
Non si diventa leggenda solo perchè alla fine di tutto rimaniamo solo noi.
Si diventa leggenda perchè, semplicemente, si riesce a sopravvivere.



I vampiri sono vittime di pregiudizi. La nota dominante del pregiudizio minoritario è questa: li si odia perchè li si teme. Un tempo, nei secoli biu e nel medioevo, per essere succinti, il vampiro deteneva un enorme potere, il timore che incuteva era tremendo. Era, ed è ancora, un anatema. L'odio che risveglia nella società non trova spiegazione logica.

Ma i suoi bisogni sono forse più sconvolgenti dei bisogni animali o umani? Sono forse più offensivi dell'atto del genitore che prosciuga lo spirito del figlio? Il vampiro provoca l'accelerazione del battito cardiaco e il rizzarsi dei capelli .. 

lunedì 1 settembre 2008

Chi dice cosa

Bacone, filosofo inglese, una volta disse:
la tua sapienza diminuisce quella del tuo avversario.

- Charlie (protagonista del telefilm Numb3rs)