giovedì 30 aprile 2009

Si parte!

Mi assenterò per tre giorni.
Staccherò la spina, ricaricherò le batterie e tornerò più in forma che mai.

Niente computer, niente adsl, niente blog, facebook, giochi on line o test.
Niente monitor, niente modem, niente stampante, hub o switch.
Niente telecomando, niente playstation, mp3 o dolby surround.

Solo tortellini, cappellacci, salama da sugo e polenta.
Solo sole, cielo azzurro, aria fresca e alberi in fiore.
Solo camminate, castelli, mura, palazzi e corti.

Riuscirò a resistere?
Riuscirò a stare lontano da tutto ciò?

martedì 28 aprile 2009

Cartello insolito

E' normale, secondo voi, che in pieno centro di Torino, precisamente in via Bertola, compaia un cartello come questo?

Ok che è una via con un parcheggio alberato.
Ok che tali alberi siano meglio conosciuti come ippocastani.

Ma almeno mettete il cartello dal lato corretto della strada, non sotto i balconi dei palazzi!

Oppure le castagne cadono dal terrazzo di casa durante la cottura?

lunedì 27 aprile 2009

Chiacchiere ferroviarie

Venerdì sera mi accingo, come mio solito, a prendere il mio caro trenino.
Arrivo in Centrale, salgo sul mio vagoncino, sistemo lo zaino, prendo acqua, libro, rivista ed mp3, e cerco di sistemarmi nel posto meno lurido e più "pulito" che il vagone offra.

Cominciano ad arrivare gli altri passeggeri (io come al solito salgo sempre in largo anticipo).
Pendolari che rientreranno a casa dopo una settimana di lavoro, studenti indaffarati a preparare il loro prossimo esame, turisti in città in occasione dell'annuale Fiera del Mobile.
Accanto a me, silenziosa e un po' misteriosa, si siede una ragazzina, avrà avuto al massimo 17/18 anni (oddio, sono così vecchia?!?).

Il treno parte, ciuf ciuuuuuf, e accompagnata dai Lacuna Coil nelle orecchie misti alle gocce di pioggia che tamburellano sui vetri, comincia la mia lettura.
Per questo viaggio sfoglio una nuova rivista, leggendo ben bene tutti gli articoli e prendendo nota di qualche pezzo particolarmente interessante. La rivista in questione era questa.

"Cosa stai leggendo?"

Mi guardo in giro, mi sembra di aver sentito una voce.

"Scusa, dici a me?" chiedo, rivolta alla ragazzina al mio fianco.

"Cosa stai leggendo?" mi richiede, con uno sguardo a metà strada tra il curioso e il morboso.

"Una rivista che parla di mondi occulti e di vampirismo".
Spero, dandole questa risposta, che la conversazione finisca in questo punto. Non sono molto socievole io.

"Wow! Allora anche tu se come le mie amiche e me".

Allora, già il fatto che alla tua età tu non sappia parlare italiano (si dice me e le mie amiche, non il contrario) per me è parecchio snervante. Ma poi, come te come?

"Scusa, in che senso assomiglierei a te ed alle tue amiche?"

"Perchè anche le mie amiche ed io leggiamo libri di vampiri. Abbiamo anche letto tutta la saga con Robert Pattinson protagonista".
Che palle con questo le mie amiche ed io .. ma non ti hanno insegnato l'italiano?

"Se ti riferisci alla saga di Twilight, il protagonista si chiama Edward Cullen, mentre Robert Pattinson è solo l'attore che lo interpreta nel film".

Ecco, la mia anima da gradassa milanese saccente è venuta fuori anche questa volta.

"Sì, ma quando hanno scritto il libro hanno trooooooppo pensato a lui".

Oddio, ci risiamo. Ragazzina con gli ormoni impazziti in arrivo. Non sa distinguere dove comincia il libro e dove finisce il film. Aiuto!

... silenzio ... d'altronde, ad un'affermazione di questo genere, non so cosa rispondere.

"Ma tu sei normale".
Cosa?!?!? Tradotto in italiano?!?!?

"Scusa? E' una domanda od una affermazione?"
Ecco, sta a vedere che anche lei, al primo sguardo, ha capito che ho qualche rotella che non funziona. Ma si nota così tanto?

"Dico che sei normale. Le mie amiche ed io sappiamo che chi legge certi libri tende a vestirsi completamente di nero. Vedi? Anche io lo faccio".

Svolgo lo sguardo cercando di capire cosa intenda di preciso, e mi accorgo che è una mezza dark: indossa leggings ai polpacci, gonnellino nero, maglioncino nero, sneakers ai piedi grigio scuro e unghie rigorosamente nere.
"Ehm, guarda che non è mica obbligatorio che chi legge libri o riviste di chiaro stampo gotico sia necessariamente un dark o si comporti come tale".

"Sia un cosa, scusa? E poi noi mica leggiamo lo stile got .. gotic .. come l'hai chiamato? Noi leggiamo i libri dei vampiri".

Sono senza speranze. Non riuscirò mai a farmi capire da chi non distingue il gotico dalle manie ossessive del periodo. O che non sa cosa sia un dark. Ripeto, sono senza speranze.
Ma ci provo, ci voglio provare.

"Volete un consiglio spassionato tu e le tue amiche? Leggete anche qualcosa di antecedente alla saga di Stephanie Meyer. Ad esempio, potete leggere Dracula di Bram Stoker, od Intervista col vampiro di Anne Rice. Sicuramente potrete capire e conoscere ancora di più questo mondo .. se tanto vi affascina".

"Step .. Meyer .. chi è?"

Basta. Mi ritiro.
Beata gioventù. Beata ignoranza.

Mi sono rimessa le cuffie, ho alzato il volume, e mi sono rituffata nel mondo misterioso dei succhiansague.

giovedì 23 aprile 2009

Remake

Una volta c'era il film Quattro bassotti per un danese.

Raccontava la storia incredibile dell'amicizia tra 4 piccoli ammassi di pelo ed un'enorme ed innocua montagna vagante.

Gli anni sono passati, le epoche sono cambiate e i remake sono di moda.

Quindi ieri sera, armate di tutta la nostra buona volontà, di tutto il nostro impegno e ricche di tutta l'amicizia che ci unisce, abbiamo girato il seguito di quel vecchio film Disney.

Il titolo? Sette donne per un bovaro.

Sottitolo: Storie d'amicizie ricche di pelo, leccate e patatine.

In piedi, da sinistra: Roberta, Daniela, Ivana ed Eliana.
Sedute da sinistra: Katiu, Elisa, Google e Stefy (con Letizia in arrivo!)

martedì 21 aprile 2009

Chi dice cosa

Lé méi ù rat in boca al gat che un om in mà a un aocat.

Visti i commenti al post di ieri, e viste le tempistiche della burocrazia italiana, questo è tutto ciò che mi sento di dire oggi.

lunedì 20 aprile 2009

Chi dice cosa

Ieri serata in prima fila a guardare la finale di X-Factor.
Nel mentre, breve ma non troppo scambio di sms con un'amica.

Tra un commento sulla pettinatura di Morgan, un ricordo scaturito dal vedere il Renato nazionale esibirsi e un rimembrare una canzone di Cristina D'Avena, ecco partire la gara.

Compare Jury.

Canta, ascolta le critiche dei giudici e poi brevissima intervista da parte di Facchinetti.

Comincia a rispondere alle domande e ......... beep beep, beep beep, un nuovo messaggio in arrivo.

"Ma tu parli come Jury??"

Ecco, il bello di conoscersi via blog è anche questo. Immaginarsi una persona, conoscere i suoi gusti e i suoi pensieri ma non sapere minimamente che voce abbia, che cadenza usi o che parole vengano dette.

Eh sì, cara amica mia: parlo proprio come Jury.

Con la cantilena da montanara, con le vocali strascicate e, da buona bergamasca, con un bel "Pota!" alla fine delle frasi che meritano attenzione.

Un consiglio? Un bel vocabolario bergamasco-italiano, e andrai liscia come l'olio! Giusto per non rischiare di mangiarti una scagna o di berti delle zsibre.

domenica 19 aprile 2009

Fast & Furios - Solo parti originali

Ieri classico pomeriggio "cinema e popcorn" e, per la gioia di qualcuno, il film non conteneva né vampiri, né sangue, né zombie, né serial killer.

Degno seguito del primissimo Fast & Furios, la trama è alquanto semplice ed immaginabile.
Si corre per salvarsi la vita, si corre per vendicare la morte della propria amata, si corre per vincere una macchina, si corre per correre.
Con gli inseguimenti del caso: l'agente dell'FBI che insegue il trafficante di droga, il ricercato accusato di corse clandestine che aiuta il poliziotto in cambio della vita dell'assassino della sua donna, il trafficante che si finge qualcun'altro pur di scappare, la bellona di turno che cerca di portarsi a letto il ricercato che le risponde picche.

Per il resto il film è costellato di auto truccate, di ragazzi in pol-position e di bellone con il fisico in bella vista.

Ma c'è un motivo, un vero motivo, per cui alla domanda "Ti va di andare al cinema a vedere questo film?" non ho esitato a rispondere "Certo, andiamoci subito!".

Un motivo, un solo e pazzesco motivo. Lui ...

 
 
Non sarà un adone, ma il sangue che mancava nel film in realtà ribolliva dentro di me ad ogni sua comparsa sullo schermo!

mercoledì 15 aprile 2009

Il sangue nero del vampiro

Prendete qualche episodio di Buffy - L'ammazzavampiri, qualche riga di Twilight, un pizzico di Ugly Betty, una spolverata de Il diavolo veste Prada e schekerate il tutto.
Cosa otterrete? Materialmente nulla. In pratica la trama di questo romanzo.

Dove una ragazza, Kate, in attesa di iscriversi alla specializzazione di medicina, trova lavoro come stagista presso una rivista di moda, "Tatsy".

Tra sfilate, colleghe invidiose, botulini, rossetti, manicure e messe in piega, tutto sembra scorrere nella tediosità di un ambiente ovattato come quello dell'alta moda newyorkese.

Niente di più sbagliato. La prima impressione, dopo tutto nella maggior parte dei casi è così, è quella errata.

Tra omicidi in serie di modelle anoressiche, vampiri modaioli che bramano il potere, madri stiliste che ricompaiono dopo secoli e zie antiquarie sposate a uomini centenari, la storia continua. Kate dovrà vedersela con ognuno di loro, per salvarsi la pelle, o per meglio dire: per salvare le apparenze.

Riuscirà la nostra biondina protagonista a non farsi mordere?
Riuscirà a resistere al fascino del tenebroso James?
E alla fine di tutto, tornerà a studiare medicina o deciderà di rimanere perennemente invischiata in questo mondo fatto di flash, set fotografici, abiti e sangue?

martedì 14 aprile 2009

Dexter

Sono passato attraverso le fiamme e sono rinato dalle ceneri. Di nuovo. Non ho mai confidato troppo nell'idea di un potere superiore, ma se lo facessi tenderei a credere che una forza, là fuori, vuole che io continui a fare quel che faccio.

Tempo fa ho fatto un sogno, in cui la gente poteva vedermi per quel che sono. Per un breve istante, il mondo poteva vedere con chiarezza che cosa faccio veramente.

Alcuni erano perfino contenti, perchè in fondo nessuno piange i cattivi.
Credo che Henry lo sapesse fin dall'inizio: ecco perchè mi ha dato un "codice". Gli è costato la vita, ma mi ha mantenuto vivo in enormi difficoltà.
Il "codice" è mio adesso, solo mio .. così come le relazioni che ho coltivato.
Non sono più solo dei diversivi. Ne ho bisogno, anche se mi rendono vulnerabile.
Mio padre non approverebbe, ma non sono più il suo discepolo.
Ora sono il Maestro: un'idea trasformata in vita !



Ho guardato la prima serie nel giro di una settimana, divorando episodi dopo episodi e rimanendo perennemente sul chi-va-là, chiedendomi come, dove, quando e perchè. E capendo, solo alla fine, che tutto ciò che una immagina per giorni e giorni in realtà può essere ribaltato completamente, senza vergogna.

Ho guardato la seconda serie inizialmente mantenendo un po' le distanze, aspettandomi un qualche errore od una qualche defaiance da parte dello sceneggiatore. Ed invece eccomi ancora qua, attaccata ad uno schermo completamente basita per come le storie possano, nel bene o nel male, volgere sempre a vantaggio del protagonista.

Dexter, il cattivo dei fumetti, il serial killer dei thriller, il mostro degli incubi adolescenziali.

Dexter, il fratello sempre desiderato, il compagno paziente e l'amico che tutti vorrebbero.

Possono tutte queste facce far parte della stessa persona?

Possono tutte queste facce comparire e scomparire a seconda della situazione?

Sì, se davanti ai nostri occhi indossassimo una maschera.

Sì, se questa maschera ci nascondesse allo sguardo dei passanti.

L'importante è non far cadere la maschera, e non abbassare la guardia.

domenica 12 aprile 2009

Tanti auguri

Non vi auguro una buona Pasqua: non essendo io una persona credente, sarebbe un controsenso.

Non vi auguro di passare delle giornate liete, festose, piene di allegria: con quello che è successo in una certa zona d'Italia, sarebbe poco rispettoso nei loro confronti.

Vi auguro solamente di passare delle giornate serene, tranquille e armoniose.

Piene di quella semplicità che caratterizza le nostre vite e ricche di quella speranza che muove le nostre anime.

Semplicemente, questo.


Auguri.

venerdì 10 aprile 2009

Uniti



Oggi la nazione si fermerà.
Per qualche minuto tutto smetterà di correre, di girare, di agitarsi.

Tutto fermo, in memoria di chi ora non c'è più, di chi ora non ha più nulla se non il proprio corpo, stanco, spento, svuotato.

Tutti uniti in un'unica, enorme tragedia.

mercoledì 8 aprile 2009

Chi dice cosa

Non serve strappare le pagine della vita.
Basta saper voltar pagina e ricominciare.

- Jim Morrison

lunedì 6 aprile 2009

Ribellione

A volte noi umani crediamo di essere immortali.
Siamo convinti che tutto quello che giri attorno a noi sia eterno, e che niente e nessuno possa sconvolgere le nostre vite.

Poi basta una scossa, un tremito, una ribellione della nostra Madre Terra per far sì che il sogno finisca e la realtà ci risucchi nel suo vortice.

Era prevedibile tutto ciò che è successo?
Era evitabile tutto ciò che è capitato?

Le case si sono rivoltate su sé stesse come castelli di carte.
Le strade hanno creato voragini degne del miglior film catastrofico.
La gente urla, piange, si strazia, si incazza.
La gente è ferita. La gente muore.

Oggi non è propriamente un bel lunedì.
Oggi non è propriamente un bell'inizio di settimana.

sabato 4 aprile 2009

Resisto a tutto ..

L'ho fatto.
Non ho resistito.
Non potevo.
Il richiamo era troppo forte.

Tra una scatola di Ciappy, una colomba artigianale e un trancio di pizza, non ho potuto dire di no.

E' finito nel carrello della spesa, insieme alle altre cose.

E nel momento in cui l'ho tenuto tra le mie mani, mi sono sentita una 15enne in calore.

La versione completa, con i gadget, le carte, il tatuaggio fluorescente e la busta decorata.



Lo ammetto: resisto a tutto, ma non alle tentazioni.

venerdì 3 aprile 2009

Se fossi

Eccomi qua, ennesimo giochino-ino-ino, ennesime risposte.
Non ho mai fatto così tanti test in vita mia ma forse, sotto sotto, possono anche servire. A voi, per conoscere meglio la "vampira tatuata" (come mi definì qualcuno tempo fa), e a me, per capire forse cosa mi passa per la testa ogni tanto.
Questo meme è molto semplice: a ogni "se fossi" va data una risposta, a cui io aggiungerò anche una piccola spiegazione.

Ci proviamo? Pronti, partenza, via!

un animale » un cane, forse per la fedeltà e per l'amore incondizionato che donano alle persone a cui vogliono bene.

un colore » direi il viola, perchè è l'insieme del rosso - colore della passione, che metto in ogni cosa che faccio - e del blu - colore della calma e della sicurezza interiore.

un pianeta » Mercurio, pianeta dominante nel segno dei Gemelli.

un tessuto » la canapa indiana, fresca d'estate e calda d'inverno.

una creatura fantastica
» sicuramente un gargoyle, mostro gotico oscuro e spesso malvagio.

un pittore » Andy Warhol, per la sua capacità di creare opere d'arte ritraendo una scatola di sugo di pomodoro.

una città
» New York, multirazziale-incasinata-luminosa-vitale-metropolitana, in poche parole americana!

un film » Soldati 365 all'Alba .... film che mi ha dato la forza di compilare il modulo di richiesta per la partecipazione al concorso di ingresso nell'esercito (che è rimasto poi, irrimediabilmente, chiuso in cassetto).

una lingua » l'italiano, lingua taaaaaaaaaaanto difficile che in pochi, pochissimi, conoscono perfettamente (me inclusa ovviamente!).

un capo d'abbigliamento » le scarpe da ginnastica. Col sole, con la pioggia, con la neve, con la gonna o con i pantaloni, sono perennemente ai miei piedi.

una canzone » Perdere l'amore, di Massimo Ranieri. Non chiedetemi spiegazioni, ma ogni volta che la sento ho la pelle d'oca.

un mestiere » il mio, progettista di centri benessere. Dove potrei trovare la stessa identica soddisfazione nel progettare locali ove la gente, grazie al mio "genio creativo", si rilassa e scopre la pace dei sensi?

un libro » Dracula di Bram Stoker. Amore e passione, morte e vita, sregolatezza e perseveranza. Tutto in un'unica storia.

una materia
» disegno tecnico, che domande!

un fiore » la semplice margherita (almeno lei non mi fa starnutire!).

un albero » l'ippocastano. Nella casa che avevamo in campagna c'era un enorme ippocastano che sovrastava i tetti e passavo pomeriggi interi, da bambina, a raccoglierne i frutti e ad inventarmi ricette magiche.

un oggetto » il cellulare, ormai non potrei vivere senza.

un numero » il 5, come i cani presenti nel mio cuore.

una parola » coraggio. Nella vita, per prendere le scelte che cambiano il nostro percorso, ci vuole sempre e comunque coraggio.

un profumo/odore » il ragù di Riccardo

un punto cardinale » nord, dove si trovano i paesi che vorrei visitare: Finlandia, Norvegia, Groenlandia, Svezia.

un elemento » l'aria, l'elemento simbolo dei Gemelli: per una che vive con la testa fra le nuvole direi che è l'ideale, no?

una parte del corpo » le mani. Per scrivere, accarezzare, applaudire, cliccare, toccare, manipolare .. e grattarsi!

un sentimento » l'amore, sotto ogni sua forma.

un luogo » in generale la città. Vivo già in mezzo alla campagna, almeno qua toglietemi un po' di alberi e campi coltivati.

uno sport » non seguo molto lo sport, e men che meno lo pratico. Diciamo atletica, uno dei pochi giochi che seguo durante i mondiali o le olimpiadi.

un personaggio dei cartoni/fumetti » Padre Abel Nightroad, prete vampiro protagonista di "Trinity blood".

un cartone animato
» tra le vecchie file direi senza ombra di dubbio "Spank". Tra le nuove generazioni sceglierei sicuramente "Escaflowne".

un videogioco » Neverwhinter Nigths, uno dei primi giochi di ruolo che ho completamente finito.

un simbolo
» la croce egizia, simbolo dei cainiti.

una situazione atmosferica » una bella giornata soleggiata con una brezza leggera leggera.

un quadro » "Colazione sull'erba" di Manet.

un giorno » il venerdì: finisce la settimana lavorativa e comincia la mia odissea con Trenitalia.

un mese » Maggio, più che altro per feteggiare il mio compleanno.

un nome femminile
» Andrea, vale come risposta vero?

un nome maschile » Edoardo

una pietra » non me ne intendo molto di pietre, men che meno di quelle preziose (non sopporto i gioielli). Se rispondo quarzo me la passate?

una stagione » malgrado la mia allergia, direi primavera. In estate fa troppo caldo, in inverno troppo freddo, in autunno piove troppo.

una poesia
»"M'illumino d'immenso" di Ungaretti.

giovedì 2 aprile 2009

Sogni realizzati

Vi siete mai chiesti che fine abbiano fatto alcune persone che, anche se per breve tempo, hanno attraversato la vostra vita?

Non parlo di amici, quelli o sono Amici, e quindi rimangono durante tutto l'arco della nostra permanenza su questa terra, o sono Conoscenti, e quindi persone che vanno e vengono e con cui al massimo si condivide qualche ora e nulla più.

Parlo invece di quelle persone che, in un modo o nell'altro, per qualsiasi motivo, hanno avuto un ruolo particolare nella nostra vita, ma con cui non avevamo né un rapporto da Amico né un rapporto da Conoscente.

Mi spiegherò meglio, ammetto di aver fatto un ragionamento alquanto contorto sopra.

L'altro giorno mi sono ritrovata a chiedermi che fine avesse fatto Alberto, un ragazzo che abitava nel mio paesello e che per passione faceva il musicista. Era il frontman di un gruppo reggae abbastanza famoso (se famoso si può dire) nella mia zona, i Reggae National Tickets. Alberto era, in arte, Stena, cantante-musicista-ideatore-compositore-anima del gruppo del stesso.


Alberto "Stena" durante un concerto a Treviglio nel 1996

Ricordo di averlo intervistato per il giornalino scolastico in cui scrivevo, ricordo di essere andata gratis ai suoi concerti in quanto mi faceva passare "dietro le quinte", di aver conosciuto la sua ragazza dell'epoca, di essere riuscita a farmi autografare un loro cd (sperando che, nel futuro, avesse potuto valere qualcosa) e di aver avuto gratuitamente tutti i loro album, se non addirittura una loro musicassetta inedita registrata in casa dal padre.

Il nostro rapporto iniziava e finiva qua, girando attorno alla musica, a Bob Marley, ai racconti dei suoi viaggi in Giamaica e alle chiacchiere mentre passeggiava assieme al suo cane.

Poi la vita ci ha portato altrove, io impegnata col mio nuovo lavoro, lui impegnato con la sua musica. Il nulla. Due anime che hanno percorso strade differenti e che si sono perse nei meandri dello spazio terreno.

Ora l'ho ritrovato su internet. Una piccola ricerca su google ed eccolo spuntare in Giamaica, a Kingstone, passando attraverso Londra e New York. Noto ora con il nome di Alborosie, produce musica reggae, collabora con artisti di fama internazionale e sforna canzoni come fossero caramelle.


Alberto "Alborosie" in Giamaica nel 2009

Ma allora mi domando: è vero che, qualche volta, i sogni si possono realizzare?

mercoledì 1 aprile 2009

Sommersi

Dopo più di 500 km macinati in 2 giorni, sono rientrata alla base.
Dopo più di 6 ore di auto in 2 giorni, sono nuovamente a casa.
Stanca, con gli occhi pallati e un po' di sonno arretrato.

Ieri sera viaggio di rientro da sola, in auto, in mezzo al traffico dell'autostrada. Senza nessuno che mi parlasse di lavoro, senza nessuno che mi dicesse di alzare il piede dall'acceleratore, senza nessuno che dormisse accanto a me.

Ho alzato la radio al massimo, ho cantato a squarciagola e mi sono ritrovata sommersa da questa canzone.