domenica 31 ottobre 2010

Halloween

venerdì 29 ottobre 2010

Stai zitta!

Ecco, lo sapevo che dovevo starmene zitta.
Lo sapevo che non dovevo pensare male del bigliettaio, che non dovevo criticare i viaggiatori, che non dovevo arrabbiarmi con i controllori o inveire contro l'azienda.
Lo sapevo.
Ho fatto tutto questo e Trenitalia ora se l'è presa con me, e si è accanita sfogando tutti i suoi malumori repressi.

Domenica pomeriggio.
Sono a Torino, si avvicinano le ore 18 e comincio a prepararmi per andare in stazione: come sempre con largo anticipo, visto che non sarei partita prima delle 19 circa.
Tutti pronti, zaino in spalla, borsa a tracolla, sciarpa annodata, mi avvicino alla porta, giro la maniglia e ... nulla.
Scuoto un po' la maniglia, ma niente. Non si apre.

Il moroso che già mi insulta "Non sei capace nemmeno ad aprire una porta" arriva con fare deciso davanti alla suddetta, gira la maniglia, e niente. Armeggiamo un po' con la doppia mandata (è una porta blindata), infiliamo la chiave ma nulla: non gira nè a destra nè a sinistra, addirittura sembra non entrare bene.
In pratica: siamo chiusi dentro casa, senza possibilità di uscita.
In pratica: i suoi sono chiusi fuori casa, senza possibilità di entrata.

Dopo più di 1 ora, tra telefonate ai genitori del moroso e danze dell'apertura davanti alla porta, riusciamo a sbloccare il tutto.
Peccato che il mio treno sia già in viaggio e noi dovremmo fare una corsa pazzesca per andare in stazione (ovviamente sotto la pioggia scrosciante).

Decidiamo così di rimandare la partenza a lunedì mattina.
Sveglia alle 4.45 del mattino, verso le 5.10 eravamo in strada, prima delle 6.00 ero già al binario pronta a salire sul treno dei pendolari. Trovo posto a sedere vicino ad una signora che viaggia in compagnia del gatto: ovviamente il gatto non stava nella cassetta ma seduto sulla mensolina sotto il finestrino (senza parole!).
Ovviamente, devo averne dette troppo dietro a Trenitalia: e così, se tutti i miei calcoli mi avevano fatto pensare che, partendo alle 6.00, per le 9.00 sarei stata in ufficio come al solito, mi sbagliavo.

Arriviamo a Novara, e ci fermiamo. Dopo circa 20 minuti ripartiamo, senza sapere per quale motivo fossimo stati fermi, e arriviamo a Milano Centrale con ben 55 minuti di ritardo.
55 minuti per 1 ora e mezza di viaggio.

Ecco, lo sapevo io che me ne dovevo stare zitta!

PS che poi, il gatto della signora compagna di viaggio, si è comportato nei miei confronti come ogni gatto che vive su sto' mondo fa: dai ragazzi dirimpettai si è lasciato accarezzare amorevolmente, al mio avvicinare la mano al suo buffo nasino rosa ha rizzato il pelo e si è rintanato nella cassetta ..

mercoledì 27 ottobre 2010

Singhiozzo


Sono tornati.
L'adrenalina sale.
Il volume si alza.
E tutto si infiamma.

E non voglio più restare
Almeno lasciami il perdono
Di un singhiozzo e non di un pianto
Io non so gridare.... Canto

martedì 26 ottobre 2010

15 album

E ci risiamo.
Settimana nuova, meme nuovo.
Anche questa volta Federica mi sprona a pensare, a ricercare nei cassettini della memoria qualcosa che forse, inconsciamente o volontariamente, avevo accantonato.

Questa volta si tratta di descrivere 15 album musicali che hanno avuto un certo effetto su di noi.  E farò di più, per ogni album vi riporterò anche una frase di una canzone contenuta al suo interno.

E ora, via!

1 - Nuovi eroi (Eros Ramazzotti) - Lo so, vi sconvolgerà sapere che, in questo elenco, il primo album che mi è venuto in mente è stato proprio il suo. A 6 anni questa musicassetta (ebbene sì, all'epoca erano ancora musicassette) fu la prima comprata con i miei risparmi nel negozio Euroclub di Piazza del Duomo a Milano.

Tutto quello che abbiamo già sentito non ci basta più e sono sempre i soliti discorsi parlan tutti ma nessuno fa quello che dice .. 

2 - Tra cielo e terra (Dhamm) - Rock italiano allo stato puro, mi sono fatta persino accompagnare ad un paio di loro concerti. E avevo pure la tesserina del fans club: peccato che si siano sciolti dopo pochissimo tempo.

Signore, io sono qua .. ma dimmi se mi hai visto mai!

3 - These days (Bon Jovi) - L'album che mi fa conoscere la musica rock americana: trainato dal singolo Hey God, lo apprezzerò molto più volentieri per alcune ballate.

I cant't write a love song the way I feel today, I can't sing the song of hope I've got anything to say ..  

4 - Skid Row (Skid Row) - Avevo iniziato ad ascoltarli più che altro per la presenza scenica del cantante, tale Sebastian Bach .. e ho finito per avere la discografia completa originale!  

18 and life you got it, 18 and life you know. Your crime is time and it's 18 and life to go .. 

5 - Un cocomero in discesa (Marcello Pieri) - Come al solito i giovani artisti che ascoltavo io da ragazzina sparivano dopo poco tempo. Peccato, perchè questo aveva una bella voce, decisamente. E non dimentico le risate fatte con un amico che avevo in comune, un tale Filadelfo .. 

Ho 70 anni, mi chiamo Pio e oggi vado al mare, con la corriera che parte la mattina piena di signorine .. adoro guardarle sotto al sole, sento che ancora qualcosa si muove!

6 - Io no (Vasco Rossi) - Ero nella fase tira e molla con l'amico della mia amica, e sono andata avanti giorni interi ad ascoltare alcuni brani di questo album. Ora prende polvere all'interno del mobile.

E mi chiedevo come avrei vissuto se tu .. e se quel magone sarebbe mai andato giù ..   

7 - Black album (Metallica) - Solo poche parole: Nothing else matters .. e l'assolo di chitarra che un amico mi aveva inviato tramite mail nel lontano 1999 per fare colpo su di me. 

Never opened myself this way .. Life is ours, we live it our way .. All these words I don't just say .. And nothing else matters ..

8 - Storia di un impiegato (Fabrizio De Andrè) - Ricordo ancora la copertina della musicassetta, bianca con un quadrato giallo e il profilo del volto di Fabrizio. Ascoltata centinaia di volte nelle mie estati campagnole (ovviamente, quando la mia età si aggirava attorno ai 7/8 anni al massimo), mi ha aperto gli occhi su un sacco di cose.

Vuoi davvero lasciare ai tuoi occhi solo i sogni che non fanno svegliare?

9 - Buffalo Bill (Francesco De Gregori) - Idem come sopra, solo che questa volta ricordo i viaggi in auto con la pioggia che picchietta contro il vetro. Canzoni strane, ricche di doppi sensi, che solo col senno di poi si capiscono a fondo.

Infatti arriva Babbo Natale carico di ferro e carbone: il figlio del figlio di fiori lo uccide, con un coltello e con un bastone.

10 - Gente comune (Fiorella Mannoia) - Contiene una delle poche canzoni al mondo che siano riuscite a farmi piangere, ed è una delle poche donne - cantanti - che ascolto ancora.

Però ho visto la Francia dalla terra al mare e sulla punta della mia lancia un uomo impallidire e tremare..

11 - Eta Beta (Timoria) - Mi riavvicino al rock italiano, di quello molto più elettronico che armonico. E mi innamoro.

Guardami io sono qui l' ho fatto per me e vorrei sorridere e far finta che ..

12L'angelo (Syria) - Il regalo per i miei 17 anni da parte di un amico che è ancora vivo e presente nel mio cuore.

Chissà che faccia avrai se sei bello oppure no e se metti le ali ogni volta che vieni da me..

13Waking up the neighbours (Brian Adams) - Contiene la canzone colonna sonora del film Robin Hood (quello famoso con Kevin Costner): era la prima canzone sul lato A della prima cassettina che mi regalò il moroso. 

Look into my heart - you will find There's nothin' there to hide..

14 - Backstreet's back (Backstreet Boys) - Il mio lato cameratesto e canzonatorio dell'adolescenza: l'avevo archiviato in un angolo sperando di non doverlo mai più tirar fuori. 

I don't care who you are .. Where you're from .. What you did .. As long as you love me..

15 - Le vibrazioni II (Le vibrazioni) - Un'estate in cui ho assaporato la pura libertà. 

.. e chissà che accadrà se in cambio di figli avremo l'immortalità?

Ovviamente, ognuno è libero di rifarlo.
Ovviamente, vi risparmio la fatica di cercare le canzoni da cui sono tratte le frasi riportate: cliccate sui numerini e .. magia! 

Chi dice cosa

Prima di giudicare un uomo, cammina per tre lune nelle sue scarpe.
- Proverbio indiano

Dare giudizi senza ascoltare le parti in causa è sintomo di grande superficialità, e direi di supponenza infinita, che rasenta l'ignoranza.
- Anonimo

I giudizi che diamo degli altri dicono ciò che siamo noi stessi.
- Arturo Graf


PS si vede che in questi giorni ce l'ho con chi giudica e spara sentenze quando dovrebbe prima guardarsi allo specchio?

sabato 23 ottobre 2010

Da 1 a 32

Per fare questo meme ci ho impiegato un po'.
Non che non avessi tempo o che fossi impegnata in chissà quali mestieri: semplicemente la mia memoria ogni tanto fa cilecca, e ripensare - ricordare un fatto, un evento, un qualcosa di particolare per ogni anno della propria vita .. beh, dovevo andare troppo in là con gli anni e mi ci è voluto un po' di esercizio.

Federica ha fatto sicuramente più in fretta .. ed è proprio da lei che prendo spunto.

0: sono nata verso le 20 di una domenica sera. Al pomeriggio mia mamma ha sentito qualche dolorino strano e così mio papà l'ha caricata in macchina per portarla al Niguarda (i miei abitavano poco distante dall'ospedale milanese). Tempo che mio papà facesse i documenti della registrazioni ed io ero già che bella che fuori!

1: le mie prime vacanze in campagna, in quel paesino della provincia piacentina dove sono stata concepita (gli abitanti del paese dicevano scherzosamente ai miei che ero la "figlia di Bettola").

2: non ho ricordi vivi di questa età, ma c'è una foto nascosta da qualche parte che simboleggia già che tipino ero, e che gente frequentassi: io in braccio a mio padre con un bottiglione in mano - vuoto?? - che bevo a canna .. ed è tutto detto!

3: le mie prime vacanze al mare, più precisamente all'Isola delle Femmine, vicino a Palermo. E di tutta quell'acqua ricordo il mio secchiello fiorato che vagava in mezzo alle onde sperduto ed abbandonato.

4: decido che sono troppo grande per usare ancora la bicicletta con le rotelline, e quindi supplico mio papà di togliermele. Ovviamente quale posto migliore di una bella discesa su una strada sterrata a fondo chiuso - dove il chiuso è da leggersi come rovi piene di more - per imparare ad usarla?

5: Arthur, un cane raccattato in qualche sentiero in campagna e portato a casa. E' rimasto pochi giorni con noi, poi è stato trasferito ad una famiglia con sicuramente più spazio e sopratutto più pazienza (ai miei bastavo già io come animale casalingo)!

6: il primo giorno di scuola, con i banchi tutti in fila all'interno di un container nel cortile della scuola elementare: i bambini quell'anno erano talmente tanti che le classi interne non erano sufficienti. Un freddo becco per tutto l'inverno!

7: cambiamo casa, e così nuovi amici, nuova scuola, nuova maestre, nuova vita.

8: muore il nonno Romeo, l'unico nonno che mi rifilava la gassosa a pranzo e che mi insegnava a barare a carte.

9: mio fratello se ne va di casa, dall'oggi al domani. Per i miei è un trauma, io sono solo felice di poter spargere i Lego anche sul suo letto.

10: con alcuni miei compagni di classe, e con la nostra maestra alternativa, giriamo un documentario sull'alluvione in Valtellina. Verremo premiati a Pisa l'anno successivo conquistando il terzo posto ad un concorso nazionale indetto tra le scolaresche.

11: iniziano le scuole medie, e di quei giorni passati ad imparare a studiare come si deve mi ricordo soprattutto Fabio, ragazzino capelluto che mi piaceva un sacco!

12: divento signorina, e dopo solo 2 giorni ne ho già le balle piene!

13: alla fine dell'anno scolastico cambio nuovamente casa, ma questa volta il distacco è più duro: si cambia direttamente città. E prima della mia partenza i miei compagni di scuola più intimi mi donarono un enorme biglietto pieno di frasi d'amicizia (dovrei ancora averlo in qualche scatolone in cantina) accompagnato da una bottiglietta di profumo (mai usato in vita mia e la cui bottiglietta è ancora su una mensola in bagno).

14: le corse in bicicletta vagando per il paese con i miei nuovi compagni, e la professoressa di italiano che, alla consegna della pagella, mi definisce leader indiscussa di tutta la scuola (e se pensate che ero lì da meno di un anno .. ).

15: camicie XXL a quadrettoni, pantaloni neri, sneaker scure e capelli rasati: il mio abbigliamento quotidiano.

16: Alain, un ragazzino di 1 anno più grande che mi faceva il filo, ma che non cagavo di striscio: ero troppo impegnata a scrivere per il giornalino scolastico per dar retta a lui (e poi il mio romanticismo cominciava già a scarseggiare).

17: la litigata col professore di italiano, che dopo avermi accusata di essere una poco di buono in quanto tatuata si è sentito rispondere un bel vaffanculo dalla sottoscritta.

18: abbandonato l'istituto per geometri mi iscrivo alla scuola d'arte: da qui il rimpianto di non averlo fatto prima!

19: un tira e molla allucinante con un amico di una mia amica di Milano (ex compagna di scuola con cui avevo mantenuti i contatti). In pratica: dopo un po' mi sono rotta e non mi sono fatta più trovare.

20: inizio a lavorare, dopo solo un paio di mesi dalla fine della scuola. E sono tutt'ora qua.

21: internet comincia ad entrare in casa mia, e con lui l'unica chat che esisteva all'epoca: quella di Tin. Grazie ad ore passate a scrivere, conosco il mio moroso.

22: in poco più di 3 mesi prendo la patente. E le parole dell'esaminatore "Signorina, lei guida un po' troppo veloce" mi risuonano ancora nella testa.

23: imparo il vero significato della parola odio. L'ex moglie di mio fratello se ne va di casa, ed è proprio a lei che tutto questo sentimento è rivolto tutt'ora.

24: l'interminabile viaggio verso l'Isola di Pag, in Croazia. 12 ore non stop sotto il sole cocente .. a causa di un vigile stordito che bloccava l'intera statale (unica strada) che da Trieste va verso il sud della Croazia.

25: compro la mia prima macchina, tutta mia! Da non condividere con nessuno! E così una bella Fiat Punto rosso fuoco - e le sue 36 rate - diventano della sottoscritta.

26: il mio primo incidente in auto. E la voglia matta di aprire la portiera, scendere e prendere a criccate in testa lo scooterista che mi era venuto addosso!

27: il mio primo viaggio in aereo, per andare in vacanza in Belgio. Spero che la signora che era seduta accanto a me non si sia lamentata troppo per la mia stretta di mano ..

28: cambiamo nuovamente casa. Più piccola, intima e con una stanza tutta mia. In pratica, ho fatto sloggiare mio fratello e l'ho spedito a casa della morosa!

29: Mirko. Ovvero quando l'amicizia è con la A maiuscola.

30: Lola. E non servono altre parole.

31: Tilde. E non servono altre parole.

32: oggi. Senza pensare al futuro, ma solo al presente.

mercoledì 20 ottobre 2010

8, otto, eight

E' da qualche giorno che in internet, attraverso blog, facebook o mail, gira un simpatico meme (e quando mai io li ho considerati non simpatici?).
Come al solito, ci sono un po' di domande - 8 per la precisione - a cui rispondere.
In teoria andrebbe passato anche ad 8 persone, ma come mia abitudine lascio fare direttamente a voi.

E ora .. via!

1 - Quando da piccoli vi veniva chiesto cosa volevate fare da grandi, cosa rispondevate?
Non ho dubbi: la poliziotta.
Mi immaginavo già in divisa con tanto di pistola sul fianco e con la macchina blu a strisce bianca parcheggiata sotto casa. Peccato che all'epoca le donne non fossero ancora ammesse nei reparti operativi e, quando lo furono, non mancai di appendermi in cameretta un ritaglio di giornale che ne promuoveva l'evento.

2 - Quali erano i vostri cartoni animati preferiti?
Lady Oscar ed Il tulipano nero sopra tutti.
Ma non disdegnavo neppure Georgie oppure Occhi di gatto.
Sicuramente non Candy Candy, che non sopportavo assolutamente!

3 - Quali erano i vostri giochi preferiti?
Da bimba ricordo di aver giocato tantissimo con i Playmobil e con i Lego, grazie ai quali mi inventavo storie fantastiche di guardie e ladri o di indiani e cowboy. Poi crescendo un po' sono passata alle Barbie, soprattutto per il fatto che poteva usare dei cavalli decenti e viaggiava con una mega jeep.

4 - Qual'è stato il vostro più bel compleanno e perchè?
Uhm .. da ragazzina direi quello dei 14 anni: per la prima volta riuscivo ad invitare a casa degli amichetti senza l'obbligo di avere le mamme in giro per casa che ci controllassero (questo non tanto perchè non si fidassero di noi, ma solo perchè fino all'anno precedente abitavo a Milano in un quartiere non troppo .. simpatico .. e le mamme non si fidavano a far uscire i propri figli di casa).

5 - Quali sono le cose che volevate assolutamente fare e non avete ancora fatto?
Ne ho ancora un sacco di cose che vorrei fare: andare a New York, incontrare Vasco Rossi, diventare milionaria ed aprire un rifugio per cani bisognosi .. l'elenco sarebbe bello lungo!

6 - Qual'è stata la vostra prima passione sportiva?
A 6 anni i miei mi hanno iscritto ad un corso di karate: avevano già capito di che pasta era fatto il mio carattere e forse speravano di darmi una regolata. Poi ho cambiato casa, e mi è stato impossibile proseguire.
Allora mi hanno iscritto a pallacanestro, dove bene o male ho proseguito fino alla fine delle suole medie. Non tanto perchè fossi brava (la coordinazione non è mai stata il mio forte) ma più che altro perchè ero sempre la più alta rispetto ai miei coetanei.

7 - Qual'è stato il vostro primo idolo musicale?
Come tutti i bambini ascoltavo Cristina d'Avena, anche se no sapevo minimamente che faccia avesse.
Se parliamo di musica seria .. direi Franco Battiato, la cui canzone Alexander Platz veniva da me cantata a squarciagola dall'età di 4/5 anni (conseguenza diretta dell'avere un fratello molto più grande di me .. ).

8 - Qual'è stata la cosa più bella chiesta (ed eventualmente ricevuta) a Babbo Natale, Gesù Bambino o Santa Lucia?
Santa Lucia non sapevo nemmeno che esistesse, l'ho scoperta solo quando ci siamo trasferiti a Bergamo e di conseguenza ero troppo grandicella per farle richieste.
Gesù Bambino a casa mia non si usava: in una famiglia in cui la persona più credente era il gatto - nero - certi personaggi non venivano menzionati.
Babbo Natale. L'omone della pubblicità della Coca Cola. A lui non ho mai chiesto nulla di particolare, forse perchè sapevo fin da bambina che lui non c'era ma che erano i miei a farmi i regali (ebbene sì, a casa mia la verità sulla sua esistenza è stata spiattellatta fin dall'inizio).

E voi?
Su su, raccontate!

lunedì 18 ottobre 2010

Il dono dell'ubiquità

Stasera sono andata in stazione a prendere il solito biglietto.
Entro nella sala d'attesa, mi guardo attorno: il vuoto.
Mi avvicino allo sportello che si trova proprio davanti all'ingresso.

"Buonasera, vorrei un biglietto interregionale andata e ritorno da Verdello a Torino Porta Susa" e presento la mia tesserina per i punti.
"Mi spiace signorina. Per questo tipo di biglietto deve andare all'altro sportello e parlare con la mia collega".

Ohibò!
In una misera stazione di paese, con solamente due sportelli alla biglietteria, fate anche distinzioni di biglietto? E da quando?

Va beh, prendo armi e bagagli e mi sposto di tre passi verso sinistra.
Mi guardo attorno: nessuno.
Ma non doveva esserci una collega? penso tra me e me.

"Arrivo, scusi il ritardo. Che biglietto le serve?".

Ho strabuzzato gli occhi.
L'omino dello sportello di destra ha cambiato postazione ed è venuto allo sportello di sinistra.

"Mi scusi, ma non doveva esserci una collega qua?" chiedo io, sempre più sorpresa.
"No, oggi è in ferie: sono da solo. Ma mi dica: dov'è che deve andare?".

Trenitalia.
E le sorprese non finiscono mai.

giovedì 14 ottobre 2010

Chi dice cosa

Nelle guerre alcuni stupidi uccidono altri stupidi per motivi puramente stupidi.

- Thom Merrilin (menestrello presente in L'occhio del mondo)

lunedì 11 ottobre 2010

I'm very happy

Il regalo anticipato per l'anniversario.
O il regalo anticipato per Natale.

Comunque sia, ora non mi ferma più nessuno.

Comunque sia, ora immortalerò qualunque cosa.

Comunque sia, ora urge un serio corso di fotografia!

venerdì 8 ottobre 2010

Chi dice cosa

La semplicità è la sofisticazione suprema.

- Leonardo Da Vinci

giovedì 7 ottobre 2010

Real bites

Dimentichiamoci i vampiri che sberluccicano al sole: fanno ridere.
Dimentichiamoci i vampiri assetati di sesso: assatanati.
Dimentichiamoci i vampiri di fine '800: antichi.
Dimentichiamoci i vampiri versione scolaresca: patetici.
Dimentichiamoci i vampiri manga: inutili.


Nel 2011 uscirà Underworld 4.
E, permettetemi, non c'è morso che tenga.

domenica 3 ottobre 2010

Buon compleanno

A te, che non ti lamenti dell'età che avanza, della pancetta che cresce, dei primi peli bianchi tra la barba e dei primi capelli grigi semi-nascosti.

A te, che ridi malgrado tutto ma che se ti incavoli è meglio starti alla larga, che dimostri con tenacia le tue convinzioni, che con trasporto ti lanci nel gioco della vita e che te ne freghi dei pensieri altrui.

A te, che non porgi mai l'altra guancia ma ti vai a prendere le guance altrui e che mantieni un cuore adolescente alimentato da passioni creative.

A te, che ti rintaneresti in casa davanti al computer senza mettere il naso fuori dalla finestra, che passi intere nottate davanti ad un monitor a giocare come solo i bambini sanno fare e che mostri la tua anima combattiva anche in una semplice partita a carte.

A te, che mi sopporti ancora dopo tutti questi anni, dico solo una cosa:

BUON COMPLEANNO!

venerdì 1 ottobre 2010

Numbers and research

Eccomi qua, a rendervi partecipi riguardo i strani collegamenti che portano a questo sito.

  • Tatuaggi: sì sì, ne ho ben 5 e sto pensando seriamente ad un sesto. E tu?
  • Pinzini ferraresi: fortunatamente sono calati di una posizione. Altrimenti sembra che mangi solo quello per tutto l'anno!
  • Angel: ebbene sì, sono riuscita dopo mesi e mesi ad arrivare alla fine di questo telefilm. Risultato: una tristezza immane .. non mi è piaciuto.
  • Godimento: in che senso??
  • Saette atmosferiche video: mi credi parente di Giuliacci?
  • La signora con la falce chi è?: potrebbe essere la vicina di casa in abiti carnevaleschi, non credi?
  • Sacri: eh no, qua hai sbagliato proprio a cercare. Qua c'è di tutto meno che roba sacra.
  • Intercalari torinesi: nè!
Ringrazio il mio amico - spero non immaginario - della Thailandia mentre mi chiedo chi siano quei poveri disperati che mi hanno letto tramite un I-Phod.