domenica 27 febbraio 2011

Verde a Torino

Qualche mese fa, in occasione del nostro anniversario, ho fatto al moroso un regalo un po' .. particolare, chiamiamolo così.

Niente di materiale nel senso esatto del termine, ovvero niente da tenere sulla scrivania, in tasca, in camera o in macchina.
Niente da indossare, nè magliette a righe nè maglioni a quadri, niente pantaloni o calzini.
Niente di tecnologico, di informatico, di sberluccicante o di profumato.

Al contrario, ho scelto qualcosa di ecologico, di duraturo, di impegnato e di colorato.
Una di quelle cose che è perfetta 365 giorni all'anno, che si adatta al mutare delle stagioni e non risente delle intemperie del tempo.
Una di quelle cose che si allunga al sole, che si bagna con la pioggia, che si nasconde sotto la neve e si agita al vento.

Un regalo per lui, per simboleggiare la corteccia dura che prova a proteggermi ogni volta.
Un regalo per me, per simboleggiare la chioma che si allarga per abbracciare in modo continuo chi mi sta vicino.
Un regalo per noi, per simboleggiare le radici profonde del nostro sentimento.

Al nostro anniversario, ho regalato al moroso un albero.
Al nostro anniversario, ho donato alla Città di Torino un acero riccio.

Ora, nel giardino sotto casa del moroso, un albero appena piantato lo attende ogni mattina.
Ora, nel giardino sotto casa del moroso, un albero dona un po' più di ossigeno alla mia seconda casa.

venerdì 25 febbraio 2011

Angolo bar .. zen

Alcuni giorni fa il moroso mi ha regalato, dopo avermi sopportato per un certo periodo di tempo mentre vagavo alla ricerca del modello che dicevo io, un bollitore elettrico.

L'ho portato prontamente in ufficio per poterlo sfruttare - a pieno regime - nella mia pausa merenda, ritagliandomi un angolo di scrivania per poterci posare anche il vassoietto in legno, la tazza col cucchiaino, le 2 scatole di bustine di the e il vasetto di miele (giusto per la merenda pomeridiana!).

L'altro giorno, inoltre, è arrivato il capo dicendo che, essendo noi un'azienda che vende benessere, deve avere del benessere anche all'interno (??). Stà di fatto che è arrivato con una di quelle fontane zen con la lucina, l'acqua che scorre e la pallina che gira ininterrottamente.

Vedi, così lo scorrere dell'acqua ti pulisce l'aria e ti rilassa mi ha detto il capo tutto contento, mentre la riempiva di acqua e, gongolante, la osservava in funzione.

Passano circa 10 minuti di orologio quando lo guardo seriamente.

Io: capo, scusi, ma deve rimanere qua a vita questa cosa? indicando la fontanella zen.
Capo: perchè, non ti piace?? 
Io: no no, bella è bella. E' che con tutto questo rumore d'acqua mi scappa già da pisciare.

Il mio moroso direbbe che io dò certe soddisfazioni quando mi si fanno i regali ....

domenica 20 febbraio 2011

Perchè Sanremo è Sanremo ..

.. e non potevo certo esimermi dal commentarlo, no?
Ho atteso però la sua chiusura, con la proclamazione del vincitore e con gli ultimi strascichi di contestazioni o di ammirazioni.

Ora quindi, in tutta tranquillità, posso dire la mia - e, premetto, sono una di quelle a cui il carrozzone Sanremo è sempre piaciuto, più che altro come simbolo nazionale (e in un momento in cui l'Unità d'Italia viene sentita come un peso .. ).

Andiamo in ordine, così non rischio di dimenticarmi qualche pezzo per strada.

Morandi, Belen e Canalis. No comment. Lui mi sembrava uscito dalla naftalina dell'armadio, la Belen mi sta semplicemente sul beep e ne ho avute maggiori conferme, la Canalis .. perchè, c'era la Canalis??

Luca e Paolo. Non mi hanno mai fatto ridere, nè alle Iene nè a Camera Cafè. Non mi sono piaciuti, in nessuna delle loro gag. Che poi, a pensarci bene, tanto osannarli per la parodia canzonatoria sulle imprese di Berlusconi .. ma chi è che gli paga lo stipendio? Secondo voi non hanno avuto la sua benedizione per fare ciò che hanno fatto?

Ospiti vari. Dalla Bellucci a De Niro passando per Benigni, li reputo inutili. Passino gli ospiti musicali, ma gente che - seppur brava - non c'entra nulla, non ho mai capito perchè dovesse intascarsi parte del nostro canone.

Ospiti musicali. Ho visto i Take That. O meglio: ho visto i 3 minuti in cui i Take That sono stati sul palco. Poi il nulla, eclissati in men che non si dica. Ah però!

Artisti in gara. Giusy Ferreri non l'ho mai sopportata, con la sua voce stridula mi dà sui nervi; Nathalie se stava a casa era meglio; Max Pezzali continua a scrivere canzoni tutte uguali, a cui cambia solamente il titolo; Barbarossa con la moglie di Alonso .. ma io mi dico: con tutte le cantanti italiane che ci sono proprio una moglie di doveva andare a prendere?

Cosa salvo. Battiato: che canti da protagonista o no, è un maestro. La PFM, che ovunque suonino e con chiunque lo facciano dimostrano a tanti giovanotti che si credono arrivati cos'è la vera musica. Michele Placido: poteva anche stare zitto, ma io lo salvo a prescindere. La barba appena accennata di Renga, che lo rende ancora più .. adorabile .. di quello che è normalmente.

Cosa non salvo. Gli abiti della Tatangelo, che la facevano apparire invecchiata di altri 20 anni. Anna Oxa, che mi ricordo della sua esistenza solo quando appare in video (e ogni volta penso di essere ad Halloween).

Le mie canzoni preferite. E qui vi stupirò con effetti speciali! Bastardo della Tatangelo: non correrò di certo a comprarne il disco, ma se mi ricapitasse di ascoltarla alla radio alzerei volentieri il volume. Amanda è libera, di Albano: non per il cantante, ma per la storia raccontata e per il coraggio - una volta tanto - di non cantarci solo di felicità o di amore semplice. Il vento e le rose di Patty Pravo: lei è inguardabile, ma la versione con Morgan ascoltata in internet è da brividi.

Bene, ora non ci resta che attendere il 2012.
E voi, che ne pensate del carrozzone canzoniero?

sabato 19 febbraio 2011

S.O.S. Tata

Ieri sera, ore 23.50 circa.

Mia mamma accompagna Tilde in cortile, per farle fare i suoi bisogni pre-dormita notturna.
Io sono in cucina, a guardare gli ultimi sprazzi del Festival di Sanremo.

Tilde sale, si mangia il suo biscotto e poi si posiziona davanti a me, fissandomi negli occhi.

La coda si agita velocemente, le orecchie sono dritte attente e lo sguardo immobile.

Capendo forse che io non so cosa mi voglia dire, corre da mio papà in sala, mugugna qualcosa, e torna da me.
Ricorre via, questa volta in direzione di camera mia, fissa il suo cuscinone, e poi rifissa me.

Che voglia dirmi che vuole andare a letto ma che ha paura ad andarci da sola?

Ok, decido che è giunta l'ora anche per me, e vado in bagno.
Quando esco, lei è seduta davanti alla porta, e mi fissa immobile.

Va da mio papà, e gli abbaia.
Va da mia mamma, e gli abbaia.
Guarda me che mi infilo nel letto e, dopo nemmeno 3 secondi, lei sta già russando - sonoramente - sul suo cuscino.

Possibile che io debba andare a dormire quando lo decide il cane?

giovedì 17 febbraio 2011

Coming soon

Ore 21.50: sono davanti al computer, la pagina di Ticketone aperta, e continuo a premere il tasto F5 per aggiornare la visione della pagina.

Ore 21.55: continua ad apparire la scritta A breve in vendita e continuo ad aggiornare la vista, sperando in un'apertura anticipata.

Ore 22.00: dopo qualche secondo appare la scritta Vendite aperte, e mi fiondo come un'aquila sulla preda .. sono ormai in fase berserking, e guai a chi mi tocca il tasto Acquista.

Ore 22.05: dopo aver scelto la zona, selezionato la quantità e aggiornato nuovamente, mi appare questo:


Eh già, in 5 minuti più di 600 persone erano in coda in attesa di comprare i biglietti.
Eh già, in 5 minuti io ero addirittura il numero 686: impressionante!
Eh già, in 5 minuti ne hanno serviti più di 400.

Eh già, mi viene da pensare.

Eh già, dopotutto ero solo in coda per il concerto di Vasco.
Eh già, la fortuna mi ha assistito anche questa volta e ben 2 biglietti sono nelle mie manine .. e guai a chi me li tocca!

lunedì 14 febbraio 2011

Equazione culinaria

Rialleniamo la mente con un po' di sana matematica, che ne dite?

2 kg di farina bianca 00
+
4 bustine lievito di birra
+
8 cucchiaini rasi di zucchero
+
1 litro di acqua non fredda
=
3 kg di pasta per la pizza
=
6 teglie di cibo

Direi che sabato sera, in vista di ospiti a cena, non ci siamo fatti mancare nulla.
C'era quella ai formaggi, quella al gorgonzola e cipolle, quella alle zucchine e taleggio, quella con i funghi e la scamorza affumicata, quella con la pancetta coppata e quella con le olive ed il brie.

Cosa? Chiedete se ne è avanzata?
Uhm, non molta direi .. tra qualche pezzetto che si sono portati a casa gli ospiti e quella che abbiamo mangiato noi a colazione il mattino seguente .. direi che è finita in men che non si dica!

domenica 13 febbraio 2011

Comunicazione di servizio

Plin plon
comunicazione di servizio

Gentili utenti, da oggi e a tempo indeterminato, mi troverete anche qua:


Buona visione ..

Plin plon
comunicazione terminata

martedì 8 febbraio 2011

Appunti di un venditore di donne

All'uscita di questo libro mi ero detta che, obbligatoriamente, avrei dovuto leggerlo.
E per essere precisa, per tre motivi ben distinti tra loro:
1 - adoro Faletti. Ma la mia adorazione va oltre il suo essere scrittore, il suo essere cantante, il suo essere comico e attore. La mia adorazione risale alla mia infanzia, quando mio papà lavorava per una ditta all'interno degli studi di Canale 5 - o meglio, all'interno degli studi di Tele Milano. Da allora, i vecchi protagonisti che comparivano sugli schermi sono, nel bene e nel male, legati indissolubilmente alla mia crescita. Faletti come Beruschi, Cristina Moffa come Brian e Garrison, Greggio come D'Angelo e Pistarino.
2 - la storia si svolge nel 1978. Per la precisione si svolge nella primavera di quell'anno. Anno in cui, per la cronaca a maggio, io sono venuta al mondo.
3 - la storia si svolge a Milano. Ma non la Milano da bere che era in voga in quegli anni, non la Milano del Duomo, dello shopping e dei ricchi. Ma la Milano delle case popolari, dei quartieri periferici, fatti di persone allo sbando e di persone perbene. In pratica dove sono nata io.

Non sto a raccontarvi la trama del libro, quella la potete benissimo leggere in qualsiasi sito di vendita o di recensione letteraria.

Vi potrei però raccontare di come la mia mente, già dalle prime pagine, sia stata invasa di ricordi, di immagini, di fotografie. Scene di vita quotidiana, attimi di vita passata che scorrevano davanti ai miei occhi, senza fermarsi, senza intoppi, amalgamandosi alla perfezione con ciò che veniva descritto nelle pagine.

Vi potrei anche raccontare di come si fa a nascere e a crescere in un quartiere di confine, dove si ha paura ad accompagnare i figli a scuola alle 8 del mattino, non per il buio che ci può essere in inverno, ma per le prostitute presenti all'angolo della via vigilate a poca distanza dai loro magnaccia.

Vi potrei raccontare di come si fa a crescere in mezzo a compagni di classe che non avevano un padre, o che l'avevano ma potevano andarlo a trovare solo al sabato, guardandolo da dietro un vetro, da dietro delle sbarre.

Vi potrei raccontare di come si fa a giocare con amiche che, qualche anno più tardi, hanno fatto del marciapiede la loro casa, vivendo alla giornata e sperando in un tozzo di pane.

Vi potrei raccontare di come si fa a farsi rispettare da un compagno più grande, morto ammazzato qualche anno dopo, trafitto da proiettili non vaganti .. ma a lui destinati.

Vi potrei raccontare di come si fa a rimboccarsi le maniche, ad alzare la testa, a non farsi travolgere da questo mondo, rifacendosi una vita altrove, lontano da tutti, lontano da tutto.

Vi potrei raccontare di come ci si forma il carattere, in questo caso. E di come si diventi - agli occhi degli altri - a tratti freddi, a tratti cinici, a tratti insensibili. Testardi fino al punto di alzare la voce per difendere le proprie idee, cocciuti fino al midollo pur di raggiungere i propri obiettivi.

Vi potrei raccontare di come molti dei personaggi presenti potrebbero essere tranquillamente ora al fianco di ognuno di noi, o averli scorti in passato, dentro un bar, dentro un ristorante, con le loro famiglie o con i loro amici.

Vi potrei raccontare di come alcuni fatti di cronaca si ripetono col passare dei tempi. Cambiano i nomi e le date, ma i fattacci sono sempre gli stessi.

Vi potrei raccontare molte altre cose che sono apparse nella mia mente leggendo questo libro.

Ma dovrei raccontarvi la mia infanzia.
E non mi sembra il caso.

Puoi provare a decidere cosa fare della tua vita, ma molto sovente è la vita che decide cosa fare di te.

lunedì 7 febbraio 2011

Eh già ..

... sembrava la fine del mondo, ma sono ancora qua!


Non scrivo oltre.
C'è a chi piace.
C'è a chi non piace.
C'è chi lo ama.
C'è chi lo odia.
C'è chi cambia canale alla radio quando passano le sue canzoni.
C'è chi ascolta solo le sue canzoni.

E poi ci siamo noi, i fan, che ci siamo ritrovati un suo LP nella culla.

venerdì 4 febbraio 2011

Numbers and research

Cosa avranno cercato il mese scorso i malcapitati internauti che si sono ritrovati tra le mie pagine?

  • Galatine: basta, non le ho più in ufficio. Devono aver capito che ero io a finirle sempre?
  • Non mi uccidere: per carità, sia mai! Non è nei miei intenti .. per ora!
  • 10 anni: auguri! Quando fai la festa?
  • Lady Oscar insieme per sempre: certo, lei ed André saranno insieme per sempre .. da morti, ma insieme.
  • Walter Peirone Amaro gianduja: bel libro, te lo consiglio. Una di quelle letture che in libreria non ti attirerebbero ed invece sono ricche di sorprese!
  • Profumi per un naso all'insù: in che senso scusa? Se tieni il naso all'insù è puzza, non profumo!
  • Gliele ho finite: le Galatine?
  • Gita a Mantova 4 giorni: guarda, secondo me mezza giornata basta e avanza!
  • I cacciatori di elfe: anche le elfe ora cacciano? E da quando?
  • Vrboska vampiro: oh mamma .. c'era un vampiro a Vrboska e non me ne sono accorta? E si che l'ho anche visitata bene quella cittadina ..
E ora ringrazio, come al solito, il visitatore solitario di Mechelen, in Germania, e il suo compare Svizzero di Berna!

mercoledì 2 febbraio 2011

Maya - Domani, 2012

Terzo appuntamento con la saga di Maya, di cui La predestinata era l'inizio, e Il quadrato magico il seguito.

Avevo lasciato Maya tra le braccia di Hector Parravicini De' Giorgi, il giovane nobile italiano dai modi raffinati, la parlantina incantrice e un passato misterioso.
Avevo lasciato Trent, l'amore con la A maiuscola di Maya, disperato e solo rinchiuso in casa, con le cuffie dell'I-phod perennemente nelle orecchie nella misera speranza di dimenticarla.

Peccato che Hector non sia ciò che ha fatto credere a tutti.
E che sia perfettamente figlio di suo padre, ovvero un vecchio serial killer ossessionato dalla setta dei veneratori del Tau.

Tra ragazze uccise in sacrificio, amiche scomparse per sempre, minacce e inseguimenti, Maya dovrà capire da che parte stare della barricata e, soprattutto, convincersi che è davvero lei la predestinata che può fermare tutto questo scempio.

Peccato che l'amore non sempre può aiutare le persone di fede.
Peccato che la fede non sempre può aiutare il bene.
Peccato che, ovunque, il male la fa da padrone.

Per i perdenti le difficoltà sono problemi.
Per i vincenti sono solamente sfide.

PS in teoria questo libro è indicato, come lettura, per i ragazzi dai 12/13 anni in su. In pratica, se io fossi al loro posto e fossi sana di mente mi sveglierei di notte con gli incubi.
Perchè?
Partendo dal fatto che raccontano tutti i retroscena degli omicidi (comprese le posizioni dei cadaveri durante il ritrovamento) .. partendo dal fatto che metà libro si svolge a Torino, rinomato vertice del triangolo della magia bianca e della magia nera (di cui raccontano ogni retroscena atroce avvenuto negli anni) .. partendo dal fatto che la storia ruota attorno a riferimenti esoterici .. beh, non è proprio una lettura per bambini!

PPS e, ovviamente, la storia non è finita, ma per il quarto capitolo dovò attendere l'anno prossimo!