giovedì 29 settembre 2011

Chi dice cosa

A volte, fare la scelta sbagliata è meglio che non fare nessuna scelta.
Se ti trovi davanti ad un bivio e stai fermo, non andrai da nessuna parte.

- L'uomo Uccello del Popolo del Fango (nel libro "La spada della verità")

domenica 25 settembre 2011

Ti presento Martin

Lo ammetto: mi aveva attirato la copertina, soprattutto visto che poco tempo prima avevo letto Io e Marley. Poi per vari motivi è rimasto ad impolverarsi nella libreria.

Peccato che non meriti nemmeno un confronto con quel libro. Innanzitutto, questo cane protagonista è un dobermann, e in copertina c'è un rottweller.
E poi .. e poi è tutto un susseguirsi delle sfighe, dei problemi e dei disastri che combina il padrone, Thomas.
Ma del cane poco o niente.

Peccato, perchè se avesse puntato di più sul rapporto effettivo tra loro invece che dire solo se scondinzolava o se inclinava la testa, ne sarebbe potuto risultare pure un buon libro.

Forse non è giusto preoccuparsi tanto per un cane, come io mi preoccupavo per Martin. Ma che cosa c'è di giusto a questo mondo? Per qualche ragione, il mio migliore amico aveva quattro gambe invece che due. Tutto qui, nient'altro.

venerdì 23 settembre 2011

Censimento

Nei giorni scorsi mi sono stati recapitati a casa, in una mega busta dalle etichette inquietanti, i moduli da compilare - obbligatoriamente - relativi al Censimento 2011.

A parte che ci vogliono come minimo 12 lauree in ogni materia possibile per riuscire a capire le domande (tanto che hanno messo all'interno un manuale che le spiega una ad una).
A parte che sanno solo loro quanta carta hanno sprecato, tra fogli, buste, manuali, ribuste, lettere di spiegazioni e pubblicità.
A parte questo, sono dei geni (li vorrei proprio conoscere) quelli che hanno inventato le domande.

  • Indicare se l'abitazione dispone di cucina/cucinino/angolo cottura/non dispone di cucina: e mangiamo al ristorante tutte le sere?
  • Indicare se l'abitazione dispone di più di una cucina e specificare il numero: e chi è il nababbo che ha più di una cucina, scusate?
  • L'abitazione dispone di acqua al suo interno?: no, mi lavo nella fontana in piazza ....
  • L'abitazione dispone di acqua calda?: no, mi lavo col ghiaccio.
  • L'abitazione ha un impianto di riscaldamento?: no, mi riscaldo col fiato fetido del moroso al mattino.
All'inizio del questionario chiede le generalità degli abitanti dell'abitazione: nome cognome, data di nascita, cittadinanza e rapporti parentali tra di essi (marito, moglie, figlio, suocera, nipote etc.).
Peccato che poi le stesse cose siano da riscrivere su altre 3 pagine diverse per ogni abitante: ma se me le hai già chieste 3 pagine fa che senso ha richiedermele?

Senza contare le domande a cui dovrebbero rispondere i minori di 15 anni. Peccato che siano domande della categoria Condizione professionale e parlino di lavoro. Ma in teoria i giovani d'oggi non vanno a scuola almeno fino a 20 anni, se non oltre? Giusto ai miei tempi c'era chi iniziava a lavorare a 14 anni ..

Alla fine, chiedono ad ognuno dei compilatari di specificare dove sono nati il proprio padre e la propria madre. Ma sei duro di comprendonio allora: se te l'ho detto nella prima pagina?! E poi, se uno non avesse un padre o una madre, o non sapesse dove sia nato perchè non lo conosce, dove la mette sta' cavolo di crocetta?

Una laurea.
Si, laurea in assurdità.

mercoledì 21 settembre 2011

Arthas - L'ascesa del re dei Lich

Per una volta, ho cambiato genere.
Niente vampiri, niente zombie, niente cacciatori, niente fate, licantropi o simili.
Questa volta tutto gira attorno al videogames a cui gioco spesso, e di cui altre volte vi ho parlato.

Faccio una premessa: leggendo questo libro, che narra la storia del cattivone di turno (che, nel gioco, è l'obiettivo finale da uccidere), mi sono catapultata all'interno dei pixel che normalmente osservo al monitor. Ogni regione, ogni albero, ogni fiume .. io l'avevo visto, ci ero passata, sapevo come scorreva.
In pratica, leggerlo è stata una figata (e passatemi il termine)!

Protagonista della storia è Arthas Menethil, paladino erede al trono della città di Lordaeron. Ragazzo dal cuore grande come una casa, crescerà con due grandi amori: Invincibile, il suo cavallo purosangue fedele e coraggioso, e Jaina, ragazza destinata a diventare una grande maga.
Peccato che - a causa di scelte azzardate, sconsiderate, ma comunque scelte fatte in buona fede - perderà entrambi. Invincibile si ferirà a causa di una grave caduta, e Arthas sarà costretto, suo malgrado, ad ucciderlo. Mentre Jaina deciderà di non seguirlo e di tradirlo nel momento in cui lui si troverà davanti ad un bivio: salvare il suo popolo uccidendo dei cattivi col rischio che alcuni di essi siano - in realtà - innocenti, o correre il rischio che tutta la sua popolazione venga distrutta da un'epidemia causata da questi cattivi?
L'unico modo per fermare il male e far sì che il bene torni a splendere nella sua città ed in tutto il mondo di Azeroth è quello di trovare una spada magica ed eliminare il demone che vuole il potere del mondo.
Peccato che la spada sia maledetta, e che da questo momento in poi l'anima di Arthas non risponda più al suo volere, ma a quello del suo nuove padrone: il demone stesso.
Riuscirà Arthas a salvare parte della sua anima o le sue buone intenzioni iniziali lo porteranno alla morte (e non è detto che sia eterna)?

No, non avrebbe permesso che ciò accadesse.
Avrebbe protetto il suo popolo.
Sarebbe morto per proteggerli.

Non c'è nessun "noi".
Nessuno può dirmi cosa fare.
Adesso ho tutto ciò che mi serviva, il potere è mio e solo mio.
Ora c'è un solo "io".

PS: chiunque conosca qualcosa della storia del videogames reputas Arthas un cattivo, un assassino, uno sterminatore, uno da uccidere senza pensarci due volte. Io credo che, sotto sotto, sia un buono, uno che si fatto ingannare dalle apparenze, uno che ha sempre seguito le scelte degli altri lasciandosi influenzare da pensieri altrui. Alla fine, nel bene o nel male, ha fatto le sue scelte dimostrando che non era solo un burattino, ma un uomo.
Detto questo, io ad ucciderlo non ci andrò!

martedì 20 settembre 2011

Ma porc "@°!%&?$"

Già mi chiami mentre sto cenando, sapendo benissimo che quello è l'orario più probabile in cui trovare la gente a casa ma anche quello in cui probabilmente romperai maggiormente le scatole (per non dire peggio).

Già non saluti minimamente ma attacchi subito con la tua romanzina da venditore fallito, quando anche un minimo di educazione - in teoria - avrebbero dovuto insegnartela (almeno spero).

Già usi quel tuo tono saccente da sotuttoio-sonobravosoloio che ti piglierei a ceffoni se fossi davanti a me (e ringrazia al cielo che fossi a km di distanza).

Già alla quarta volta che ti dico chiaramente che NON MI INTERESSA la tua offerta - di qualunque offerta si tratti, di qualunque costo e di qualunque forma - e tu continui a insistere .. allora sei proprio duro di comprendonio amico mio, e il corso che ti avranno fatto fare prima di iniziare a lavorare è servito a ben poco mi sa (non sai che stressare la gente non porta vendite ma solo perdite?).

In più, al mio senta non so in che modo dirglielo che non mi interessa mi accusi anche di essere poco garbata (sgarbata io?? Con te??)

E allora non lamentarti se ti sbatto la cornetta in faccia, e se primo di farlo ti mando anche a cagare!

domenica 18 settembre 2011

It's raining men!

In questo periodo sono un po' a corto di idee, o forse invece ne ho troppe e non so mai da che parte incominciare.

Oggi però prendo spunto da un nuovo blog che sto seguendo: questo. Ecco, magari il mio sarà un po' più corto .. ma l'importante è provarci, no?

Il primo, O., aveva i capelli neri e ricci. Facevamo insieme karate, poi quando ho imparato a far di conto prima di lui, l'ho lasciato perdere: era duro di comprendonio.
F. invece aveva le gambe storte, giocava a calcio e non studiava mai. Mi cercava solo perchè gli facevo copiare gli esercizi di italiano. Mi sono vendicata passandogli la verifica sbagliata.
D. invece mi prendeva in giro, ma era il suo modo di fare perchè - in fondo in fondo - era timido. Ci siamo dati il primo bacio, che poi alla fine ha fatto un po' schifo ad entrambi (ma a 13 anni tutto ciò che sa di saliva fa un po' schifo!). Ora è sposato e padre di 2 figli .. fiuuuu mi sono salvata!
A. mi faceva il filo, ed era abbastanza insistente. Mi accompagnava da scuola alla fermata dell'autobus, in auto: una Punto color giallo, giusto per passare inosservato. Era più grande di me, ma a quel tempo me ne fregavo dei ragazzi .. però almeno non perdevo mai l'autobus del rientro!
M. invece mi piaceva. Abitava nella mia stessa via, e mi sono persino fatta avanti dicendoglielo spudoratamente, andandogli a suonare il campanello una sera e parlando per mezz'ora al citofono. Ma a lui piaceva la mia amica, e ho lasciato perdere.
R. invece era un ragazzo che vedevo sempre nei corridoi a scuola: io e una mia compagna gli facevamo la posta aspettando che uscisse dalla classe per guardargli il culo e sospirare.
L. mi piaceva: era simpatico, divertente. Ma era amico dell'amico di mio fratello, quindi per lui ero praticamente invisibile.
S. era invece un tizio che ho conosciuto nel gruppo di amicizie da bar. Siamo andati insieme al Motor Show a Bologna, poi ho scoperto che preferiva le macchine alle donne e non mi sono più fatta vedere.
Poi c'era L., amico di un'amica, che abitava - abita tutt'ora - nella mia vecchia città. Lo chiamavo a casa, e mi rispondeva sempre immancabilmente sua mamma. So che ci ha provato anche con la mia amica qualche tempo dopo, ma ormai io aveva cambiato mire.
Infine è arrivato R.: mi ha mostrato il mondo dei nerd e del fantasy, del sushi e dello smog. Io gli ho insegnato lo shopping e lo humor inglese, presentato vampiri e licantropi. Ci sopportiamo ancora, malgrado il fiato da topo morto mattutino, ed è tutto detto.

Diciamo pure che la lista è corta, ma solo perchè io ho un caratteraccio. E non sopporto i romantici, gli insistenti, i tampinatori, i vanitosi e i possessivi - e così facendo taglio fuori un buon 80% della popolazione maschile!

E voi?
Vi ricordate ancora tutti i nomi?

giovedì 15 settembre 2011

Orgogliosa

Ci sono madri orgogliose dei propri figli, intente ad osservarli mentre vanno alla scoperta del mondo.
Ci sono padri orgogliosi dei propri figli, felici nel vedere l'impegno che mettono in ogni cosa.

Ci sono mogli orgogliose dei propri mariti, per l'amore che dimostrano verso la propria famiglia.
Ci sono mariti orgogliosi delle proprie mogli, per la dedizione e la pazienza che dimostrano.

Ci sono figli orgogliosi dei propri genitori, anche se i battibecchi giornalieri farebbero pensare al contrario.
Ci sono fidanzati orgogliosi della propria coppia, convinti che tutto sia più bello se visto insieme.

Ci sono persone orgogliose del proprio lavoro, perchè anche se comporta sacrifici - a volte - dà soddisfazioni.
Ci sono persone orgogliose dei propri studi, perchè il conoscere non è mai abbastanza.

E poi ci sono amici orgogliosi dei propri amici, soprattutto quando - dopo anni di sacrifici - superano l'esame tanto temuto.

Complimenti Avvocato!

mercoledì 14 settembre 2011

Confusione

Telefonata con un collega, in merito ad un ordine per una cliente.

Situazione 1.
Io: Mi confermi che il colore del cuscino è rosso?
Lui: No, la cliente in realtà lo vuole bordeaux.
Io: .... ma sul foglio tu mi hai scritto rosso, e lei lo ha firmato.
Lui: Si, è vero, ma è che non sapevo come scrivertelo.
Io: Scrivermi cosa?
Lui: Che lo voleva bordeaux.

(..... sono senza parole ....)

Situazione 2.
Io: E quindi anche la tenda, che è nella stessa stanza del cuscino, la vuoi bordeaux.
Lui: Uhm ...
Io: ... perchè anche qui hai scritto rosso, ma ora ho dei dubbi.
Lui: No no, quella la vuole rossa, bello acceso anche.

(.... sono sempre più senza parole ....)

Conclusione.
Io: Ma scusa, mette 2 colori diversi - eppure simili - nella stessa stanza?
Lui: Simili? Ma il bordeaux non è simile al rosso.
Io: Vero, ma potrebbe essere considerato un rosso molto scuro.
Lui: ... ma il bordeaux non è nella gamma dei blu?

(.... non sono svenuta solo perchè ero già seduta ....)

sabato 10 settembre 2011

Chi dice cosa

Non avevo mai potuto concedermi il lusso di notare se i ragazzi fossero o non fossero carini.
Di solito li distinguevo classificandoli come letali o non letali.

- Max (nel libro "Maximum Ride: la suola è finita)

giovedì 8 settembre 2011

Vampire trinity - Skarlet

Londra, giorni nostri.
Lightow, uno spacciatore di infimo grado con il padre avvocato che lo tira sempre fuori dai guai, distribuisce un nuovo tipo di pasticche.

Peccato che i 28 ragazzi che, tra un ballo e l'altro in discoteca, hanno pagato suon di bigliettoni al trafficante sprovveduto, si siano trasformati in vampiri.

Un gruppo di vari personaggi altolocati - un capo della polizia, un avvocato, un ministro, un calciatore, un presentatore televisivo - sono in realtà una setta pronta a far resuscitare tre semidei vampiri, ridotti in cenere da Alessandro Magno e custoditi in alcuni vasi nascosti agli occhi di tutti. E, per ricostruire una moderna Babilonia dove far vivere in pace i loro dei, costruiscono un esercito di non morti.

Si troveranno però di fronte un ex militare scacciato dall'esercito, una giornalista ficcanaso e bugiarda, una studiosa in storia antica e lo spacciatore sfortunato.

Chi vincerà la battaglia?

PS primo capitolo di una trilogia che, con tutto il rispetto per l'impegno dell'autore, poteva benissimo rimanere chiusa in cassetto. Il libro vale 2 stelline Anobii, ma solo perchè oggi sono generosa.

La gran parte della gente non viveva nel posto grigio in cui vivevano i soldati, quel posto in cui giusto e sbagliato, buono e cattivo a volte non esistono.

mercoledì 7 settembre 2011

Cuccaggio style

Viaggiare in treno, facendo finta di leggere un appassionante libro che narra di vampiri assassini mentre in realtà si sbircia continuamente il tipo seduto di fronte, clamorosamente sexy .. non ha prezzo!

Soprattutto se suddetto tipo, preparandosi per scendere alla fermata prima della mia, si volta per sorridermi!

Che si sia accorto che avevo la bavetta e che non voltavo mai le pagine?

domenica 4 settembre 2011

Dammi 3 parole ..

.. diceva una canzone non troppo tempo fa.
Io invece di parole ne userò 6, come richiesto nel giochino/meme che ho trovato qua qualche giorno fa.

Pronti? Via!

L'eterno inseguimento della sua amata.

A voi scoprire che libro ho descritto!

venerdì 2 settembre 2011

Numbers and research

Mentre tutti eravamo in ferie - chi in panciolle sulla spiaggia, chi a scarpinare in montagna, chi semplicemente a sonnecchiare sul divano - il blog ha mietuto nuove vittime.

Innanzitutto, ho dei nuovi followers, e appena ho un attimo libero - leggasi cazzeggio in ufficio - andrò a sbirciare le loro casette virtuali.

E poi .. vogliamo farci due risate con le ricerche di agosto?

  • Gico del meteo: e la O l'hai persa per strada?
  • Mantova radio: mi spiace, non ascolto stazioni locali. E poi abito ad un bel po' di chilometri dalla cittadina lombarda.
  • I difetti li ho tutti ma li uso uno alla volta: beato te! A me escono sempre tutti insieme!
  • Alba e tramonto: giorno e notte, sole e luna, chiaro e scuro.
  • Befana: a me non lo dici chiaro!
  • Cascate: uh io sono cascata parecchie volte, devo raccontartele tutte?
  • Snoopy innamorato: doveva capitare pure a lui prima o poi, no?
  • Fisico Vin Diesel: sbav .......
  • Mortadella: nel panino, con la maionese e il formaggio, è una bontà!
  • The Rock muscoli: sono tanti, e grossi. Meglio non farlo arrabbiare.
  • Ricette gnam gnam: se ti escono bene direi di si, altrimenti .. 
  • Ritorno del Re viaggio: beh, se Aragorn volesse passare da queste parti sarebbe ben accetto.
  • Sagra San Michele Torino: ti piacciono le feste paesane? Perchè altrimenti dovresti cercare la sacra .. 

E poi saluto i visitatori statunitensi, belgi, svizzeri, canadesi, panamensi, cechi, russi e islandesi (sempre più perplessa sul fatto di cosa ci capiscano .. bah!).

giovedì 1 settembre 2011

Rientro ufficiale

Ieri posso dire di esse rientrata ufficialmente in ufficio!
No no calme, non è che nei giorni precedenti fossi ancora al mare in panciolle, semplicemente è che è successo qualcosa che mi ha fatto capire che mi ero riappropriata in pieno dei miei ritmi lavorativi.

Cosa è successo?
Mi sono fatta male.

Capita non di rado che io mi tagli con la carta (e che me ne accorga solo dopo aver colorato di rosso vivo qualche disegno) o che mi ritrovi qualche livido dovuto allo spigolo della scrivania. Per non parlare di quando sono scivolata dalle scale o di quando mi è caduto in testa un faldone.

Ieri, in pratica, mi sono punta un dito.
Dovevo togliere delle graffette da alcuni fogli e - non avendo la levapunti in quanto mi è stata fregata dalla collega - mi sono improvvisata McGyver con il taglierino.
Peccato che, cercando di fare attenzione a non prendere la lama sul fianco per non tagliarmi, mi sia praticamente infilata la punta nell'indice.

E mentre il sangue usciva copiosamente (ovviamente sporcando il foglio sottostante), uno normale penserebbe a correre in bagno per disinfettarlo ed incerottarlo.

Uno normale.

Io no.
Io mi sono chiesta come cavolo facciano - le tipe toste dei telefilm - a dire che non fa assolutamente male quando si pungono il dito con uno spillo per farsi ciucciare dal vampiro di turno!