martedì 30 luglio 2013

La capoclan

Altro libro letto per La mela avvelenata: in questo periodo sono affamata di letture e ne sto snocciolando una dietro l'altra. Che sia la volta buona per assottigliare la pila di libri in attesa di essere sfogliati?

La capoclan.
Roma - 2012. Johanna Douglas Mackenzie è una ragazza come tante: studia medicina all'università e pratica il pentathlon a livello agonistico. Anzi, è talmente brava in questo sport che riesce addirittura a partecipare alle Olimpiadi di Londra. Questa è l'occasione buona per rivedere anche i suoi parenti lontani: la nonna paterna, i cugini e gli zii che non vede da tempo. E' proprio con loro che assisterà ad una eclissi di sole, che le sconvolgerà la vita.
Scozia - 1204. Johanna si ritrova catapultata in un mondo ed in un'epoca lontana. Dovrà difendersi dalle mani lunghe di Giovanni Senza Terra; malgrado il suo nome scozzese dovrà farsi accettare da alcuni inglesi; dovrà salvare la pelle sua e quella della sua nuova amica Elisabeth dal bruto Sir De Burgh e, soprattutto, dovrà resistere al fascino di Colin Mackenzie, capoclan scozzese.

Durante la lettura, mi sono ritrovata più volte a sorridere alle risposte pepate di Johanna ai disappunti di qualche scozzese d'annata, anche perchè immaginarsi una ragazza del XXI secolo davanti ad un soldato scozzese del 1200 .. insomma, non si può che sorridere.
Mi sono ritrovata anche a tifare per gli scozzesi durante la battaglia, ma forse è perchè nella mia testa si sono accavallate le scene di Braveheart, il film con Mel Gibson, a cui ammetto mi sono ispirata anche per immaginarmi gli abiti o le location descritte.
Senza contare che, nel punto del libro in cui la protagonista si avvicina a dei resti di pietra antichi - simili a quelli da dove aveva assistito all'eclissi - mi sono ritrovata a urlare no! credendo che succedesse chissà che cosa.

Insomma, bello, bello, bello, non ho avuto dubbi nell'attribuirgli 5 stelline piene. Lo consiglierei vivamente a tutti: si legge in un attimo e la storia è talmente coinvolgente che le pagine scorrono senza intoppi e senza tentennamenti.
E poi ammettiamolo: un piccolo ripasso di storia di quel periodo non guasta mai!

domenica 28 luglio 2013

Lucy

Allora, prima di tutto un aggiornamento: a partire da questa lettura collaboro ufficialmente con la casa editrice La mela avvelenata. Avevo avuto modo di incontrarla durante il Cartomics a Milano, l'avevo anche intravista ad un'altra fiera fantasy e ora .. eccoci qua. Io leggo, recensisco e via!

Lucy.
Lucilla è una 16enne diversa dalle sue compagne di scuola: taciturna, arrabbiata col mondo intero, mai sorridente o allegra, timida fino alle ossa. L'unica che le si può avvicinare è Laura, una compagna di classe, ma nemmeno lei riesce a scalfire la corazza che Lucy si è cucita addosso.
L'unico che la comprende al momento è Brutus, un cane abbandonato e ferito di cui lei si prende cura, in un casolare abbandonato non lontano da scuola.
Lucy vive con Camilla, la mamma, e Roberto, il patrigno. Nemmeno con la madre Lucy riesce a lasciarsi andare, non riesce a confidarle i suoi problemi, si tiene tutto dentro .. perchè si sente inadeguata, sporca.
Ma un giorno nella sua vita arriverà Nicola, un compagno un po' più grande di lei che le darà la forza di ribellarsi. La forza di alzare lo sguardo e vendicarsi per ciò che il patrigno le ha fatto subire in quei lunghi 10 anni.

La storia narrata è un pugno allo stomaco.
Perchè, purtroppo, di fatti del genere ne è pieno il mondo, ed ogni giorno se ascoltiamo la radio o guardiamo un telegiornale vediamo immagini di uomini violenti e donne - ragazzine, madri, sorelle, mogli, fidanzate - sottomesse. Donne a cui non tolgono solo la verginità, donne a cui non minano solamente il fisico. Ma donne a cui violentano il proprio Io, il proprio essere, la propria anima.
Ecco perchè è un pugno allo stomaco. Perchè ad ogni pagina girata la voglia di farsi giustizia cresce, ad ogni pagina letta la rabbia per il fatto che certe cose - oggi come ieri - continuano ad accadere è troppo forte.

Lo stile di narrazione è semplice, non elaborato, corretto per l'età della protagonista.
A tratti può sembrare perfin freddo, distaccato, al di fuori del contesto. Ma è un po' come quando noi - io - leggiamo o sentiamo storie del genere: si pensa che non possano mai capitare vicino a noi, ed invece possono benissime succedere nell'appartamento vicino, o nel palazzo di fronte.

Forse, e sottolineo la parola forse, avrei allungato un pelino di più la storia: 135 pagine per affrontare un discorso del genere mi sembrano un po' pochine. Mi sarebbe piaciuto leggere anche le considerazioni del patrigno - se mai di considerazioni un uomo del genere possa averne.

Comunque un ottimo lavoro, di sicuro in futuro leggerò altro di questa autrice.
Consigliato vivamente a chi non vive di solo fantasy e si appassiona alla vita reale!

sabato 27 luglio 2013

La confraternita - capitolo 5

Possesso - Un amore indissolubile.
Vishous, il vampiro genio dell'informatica, ha una doppia vita: quella che tutti conoscono, ovvero il guerriero della Confraternita dedito alla caccia e ai sistemi di sicurezza, e quella di Dom, ovvero di dominatore. Si, perchè al nostro caro V il sesso piace estremo, con cinghie, manette, cuoio, maschere, frustini e cera di candela. E' così che sottomette le sue femmine: d'altronde, lui non ama nessuno.
A parte Butch, ma questa è un'altra storia.
E a parte Jane, la chirurga umana che lo ha salvato dopo essere stato ferito da un lesser. Lei è l'unica che lascerà avvincinare, l'unica da cui si lascerà toccare .. prima di diventare Primate e sposare 40 Elette per ingravidarle tutte.
Ma il destino ha deciso che non è quello ciò che si merita.

Ora.
Il libro mi è piaciuto tanto tanto fino a 10 pagine dalla fine.
Vishous è l'uomo che fa per me - a parte il cuoio ed i frustini: sarà la barba (e già qui mi chiedo: se tutti i vampiri dopo la transizione diventano glabri e perdono tutti i peli che il corpo produce, perchè lui ha il pizzetto?), sarà la mente che non sta ferma un attimo .. ma sono arrivata a sognarmelo.
Certo, invece che munito di frustini a me ha servito un piatto di insalata verde al ristorante, ma tant'è .. d'altronde, nei libri non si dice mica che è un onore per i maschi imboccare le femmine? Sarà ..

Però, che finale del cavolo è? Avrei preferito Jane morta e stecchita distesa sull'altare.
L'avrei addirittura preferita resuscitata sotto forma di lesser - e già mi immaginavo una caccia odio-amore tra lei e V.
Ma fantasma no, vi prego! Il vampiro che sta col fantasma proprio no, nemmeno nei cartoni animati. Povero Vishous, ora gli tocca pure stare con una donna trasparente!

Detto questo, io dalla saga mi metto un attimo in pausa: 5 libri in meno di 1 mese solo perchè attratta dalla storia di V (lo ammetto, fin dalle prime pagine io ho tifato per lui), mi sembrano anche troppe.
Ora passo un po' ad altro: tanto il prossimo libro della Confraternita è destinato a Phury - che mi sta' pure un po' sulle scatole - quindi ... a presto!

giovedì 25 luglio 2013

La confraternita - capitoli 3 e 4

Eccomi alle prese con altri 2 capitoli della Confraternita del pugnale nero.

Porpora - Un amore immortale.
Protagonista di questo terzo capitolo è Zsadist, tanto amato da chi mi ha consigliato la lettura di questa saga.
Lui è stato, nei secoli precedenti, uno schiavo del sangue, ovvero aveva una Padrona che lo violentava e si cibava del suo sangue, e che quando ne era abbastanza sazia lo prestava ai suoi paggetti. Ecco spiegato perchè lui, ora, è uno str**zo di prima categoria, uno di quelli che guai a toccarlo, guai ad avvicinarti e soprattutto guai a parlargli. Finchè non incontrerà Bella, l'amica di Mary - vedi capitolo precedente - vampira aristocratica. La storia ovviamente è di quelle classiche: lei vuole fare la vampira-crocerossina e salvarlo così da un'eternità di sofferenza, lui continua a comportarsi da bast**do e la considera solo quando fa comodo a lui.
Della serie: io a lui avrei sputato negli occhi alla terza pagina, ma tant'è.

Senso - Un amore violato.
Questa volta tutto parte da Butch, il vecchio poliziotto umano amico di Beth - vedi primo capitolo - ora grande amico di Vishous. Si era già capito all'inizio che Butch si era infatuato di Marissa, la vampira scorta-di-sangue di Wrath - prima che arrivasse Beth. Bene, in queste pagine viene raccontato come Butch diventerà per i nostri Confratelli un eroe, come accetterà di provare a diventare vampiro dopo esser stato torturato nei modi più inimmaginabili dai lesser. E ci riuscirà, perchè ha dalla sua l'amore di Marissa e, soprattutto, l'amicizia di Vishous.
E poi come potrebbe non superare la transizione: lui è cugino del Re in persona!

Ecco, a parte le carrambate alla Carrà in merito agli alberi genealogici, con cugini che compaiono dal nulla e reincarnazioni varie (ma di questo avrò conferma solo più avanti), ecco a parte queste chicche che l'autrice si poteva risparmiare, direi che anche questi due capitoli mi sono piaciuti, il secondo - Senso - decisamente più del primo.
In Porpora secondo me il continua tira e molla non-ti-merito-stammi-vicino e il ti-posso-curare-stammi-vicino alla lunga stanca. Soprattutto se, come me, lo state leggendo con il sottofondo della musica di J-Ax e vi capita di ascoltare questa canzone.
In Senso invece ho apprezzato tutto, dai dubbi di Butch a quelli di Marissa, compreso il loro amore in crescendo. Ma soprattutto ho apprezzato la caratterizzazione di Vishous, con un'amicizia che è un po' più forte di quello che dovrebbe essere ed una perversione che non riesce più a nascondere - e se lo leggete con i Lacuna Coil di sottofondo .. mmm .. sì, Vishous è il mio idolo!

martedì 23 luglio 2013

Augusta Prætoria Salassorum

Ovvero Aosta, dove siamo andati in gita, sabato, io ed il moroso.
E ammetto che, dopo più di 1 anno in cui avevamo bandito le escursioni fuoci città - a causa prima dei lavori a casa mia e poi dei lavori a casa sua - camminare tutta la giornata .. mi ha stancato.
Vuoi vedere che cominci a risentire dell'età?


La cittadina è carina.
C'è la cinta muraria romana, con le 4 porte di accesso, di cui l'Arco di Augusto è quello meglio conservato/restaurato, ma anche la Porta Pretoria centrale non è messa malaccio.
Il Teatro Romano invece, che tutti dicevano che meritava la visita, mi ha lasciato un po' così. Sarà che in realtà è talmente ristrutturato che di originale ci sono forse giusto qualche sasso, ma non mi ha convinta.
La Cattedrale di S. Maria Assunta e S. Giovanni Battista invece merita decisamente una tappa. Le decorazioni attorno alla porta principale, sui soffitti e lungo le colonne sono spettacolari, così come i doppi campanili esterni.

Le viette del centro poi si riempiono di turisti, per la maggior parte francesi o svizzeri - data la vicinanza - e i negozietti fanno a gara per chi se ne accaparra di più, per non parlare delle gelaterie o dei ristorantini. Ma noi, da bravi gitaioli, eravamo organizzati con pranzo al sacco.
Anche se un mega gelato alla fine me lo sono mangiato ugualmente!

lunedì 22 luglio 2013

Libretti vari

Tra un vampiro e l'altro, sperando di disintossicarmi un po', mi sono data a letture più leggere.
Leggere nel senso che avevano poche pagine, perchè invece in quanto ad argomenti trattati ..

Il tempo più bello della mia vita.
La storia di due amici musicisti, Morgan e Zake, che insieme raggiungono la veneranda età di 120 anni.
La storia di un Capodanno, quello del 2011, in cui vennero ingaggiati per allietare la festa prevista nel pub degli Orsi, una coppia di fratelli tanto grandi quanto maleducati.
La storia di come Morgan veda i fantasmi delle persone morte, e di come non possa spiegare a nessuno, nemmeno al suo amico Zake, ciò che prova. Soprattutto durante una festa di Capodanno in cui i presenti non sono realmente presenti.

Nelle tasche, una danza di vermi assoluta.
Karl è sposato con Joanna, e litigano spesso. Così tanto spesso che Karl è arrivato ad un punto di non ritorno: uccide Joanna strangolandola nel sonno. Dopo di lei ucciderà anche Barbara e Cristina, la custode del condominio e la vicina di casa, che avevano osato mettere il naso dove non dovevano. Alla fine di tutto, inghiottirà una dose extra di barbiturici e si toglierà la vita.
Peccato che il libro sia narrato proprio da Karl, morto. Perchè il suo cervello ci ha messo un po' a spegnersi, e così ha potuto osservare con lucidità ciò che aveva combinato. Fino all'arrivo dei soccorsi, dei medici e della polizia e quindi fino alla fine della storia. O almeno così si crede.

Reparto.
Giulio, regista di spot pubblicitari, e Cristina, la sua fidanzata modella, corrono in auto per raggiungere l'aeroporto, onde evitare di perdere il volo che avrebbe portato lei ad una famosa sfilata di moda all'estero. Peccato che sfrecciando a 200 km/h in autostrada non si accorgano del furgone davanti a loro che cambia improvvisamente corsia.
Giulio si ritroverà così sospeso tra la vita e la morte, ricoverato in terapia intensiva nell'ospedale dei vivi. Perchè contemporaneamente, nell'ospedale dei morti, i medici cattivi cercano di trattenerlo legandolo al letto.
D'altronde, si è sempre detto che nei periodi di coma le persone vivano una specie di vita parallela, no?

sabato 20 luglio 2013

Ormoni impazziti di luglio

Questo mese i film che ho visto non sono stati molto d'ispirazione, nella maggior parte di essi c'erano solo morti ammazzati o assassini di vecchio stampo.
Però la stagione telefilmistica ha dato i suoi frutti. A dir la verità sono stata anche un po' indecisa su chi scegliere - ce n'erano un paio che reputavo degni di nota - ma alla fine mi son fatta guidare dall'istinto.


Ha un cognome praticamente impronunciabile - Somerhalder - ma fortunatamente compensa con un nome corto e facilmente assimilabile.
Anche se, detto tra noi, uno così non credo che venga ricordato tanto per il nome che porta vero?

martedì 16 luglio 2013

La confraternita - capitoli 1 e 2

Faccio un paio di premesse:
1 - i libri della saga della Confraternita del pugnale nero mi sono stati caldamente suggeriti da Chiara, da Moma e da Pia
2 - sono libri non cortissimi, poco più di 300 pagine, ma nemmeno così lunghi da non poter essere divorati .. ehm .. letti, in un paio di pause pranzo ed in un paio di serate/viaggi in treno
Detto questo, aggiungo anche che ho passato 3/4 del primo libro a dirmi ma io sta' storia l'ho già sentita, ma a me sembra di aver già letto qualcosa del genere .. ma non mi veniva in mente assolutamente nulla. Poi, ad un tratto, la folgorazione! Le storie sono in tutto e per tutto simili a quelle della saga dei Demoni di Gena Showalter. Certo, cambiano le ambientazioni - America contro est europeo -, cambiano i personaggi - demoni guerrieri contro vampiri - e cambiano un po' le modalità sul perchè alcuni di loro hanno delle maledizioni - da una parte c'era il vaso di Pandora sfuggito al controllo, dall'altra alcune ripicche da parte della Vergine Scriba - ma, tutto sommato, sono molto simili.
Detto questo, non dico che non mi stiano piacendo, anzi: ho letto i primi 2 capitoli in praticamente 4 giorni quindi non si può proprio dire che non mi piacciano. Diciamo che ci sono colpi di scena che a me paiono troppo scontati.

Il risveglio - Un amore proibito.
La giornalista Beth, umana fino al midollo - almeno secondo lei - ignora, come tutti i terrestri, l'esistenza dei vampiri. Peccato che un giorno si imbatta in Wrath, erede al trono e capo della Confraternita del pugnale nero, vampiro fino al midollo.
Lui è cieco, lei è mezzosangue - il padre, Darius, era un confratello.
Potrà scoccare l'amore tra due persone così diverse tra loro? Potrà lei accettare di vivere in mezzo a vampiri enormi ultra belli, ultra forti, ultra tutto? E lui accetterà di farsi aiutare da lei?
Ovviamente la risposta è sì a tutte le domande, altrimenti non saremmo qua a parlarne.

Quasi tenebra - Un amore immortale.
Mary, segretaria in uno studio di avvocati e volontaria al Telefono Amico cittadino, incrocia nel suo cammino Rhage, il vampiro che vive con la maledizione della Vergine Scriba all'interno del suo corpo.
Difatti lui, nei momenti di maggiore eccitazione - sia essa dovuta alla rabbia, all'amore, alla gioia o chissà a che altro - si trasforma in una bestia, nel vero senso della parola.
Lei però si ammala, nuovamente, di cancro.
Lui farà di tutto per salvarla, a costo di rinunciare per sempre a lei.
I suoi confratelli faranno di tutto per farli sentire a casa.
Ed, ovviamente, il lieto fine è assicurato.

Allora, ricordando che sono cresciuta con le storie sui vampiri, e che so praticamente quasi tutto su di loro, leggere che sti' poveri disgraziati devono bere solo sangue vampiresco per sopravvivere perchè quello umano per loro è quasi inutile, scusatemi, ma mi fa un po' sorridere.
Così come leggere che vampiri si nasce e non lo si diventa, e allora mi chiedo che fine facciano tutte le teorie sull'abbraccio o sul patto diabolico.
E poi scusate, ma i dampyr - i nati dall'unione tra un vampiro ed una umana - non diventano regine! Anzi, solitamente sono relegati rispetto al vampiro puro e, proprio per questo, danno loro la caccia per liberarsi - quindi sono molto più simili ai lesser che non a Beth.

Ok, ho capito, taccio e vado avanti a leggere.
Anche perchè ora il terzo capitolo è incentrato su Zsadist, e visto che tutte pendono dalle sua labbra, vediamo un po' cosa mi riserverà la sua storia!

Chi dice cosa

E' questa la fine del mondo.
Il male che gli uomini compiono sopravvive dopo di loro.
Il bene viene spesso sepellito insieme alle loro ossa.

- William Shakespeare

venerdì 12 luglio 2013

The walking dead - i libri

Questi primi 2 capitoli della trilogia di The walking dead mi sono stati regalati, al mio compleanno, da un caro amico. Avevo però in lista di lettura altri tomi, e quindi solo ora ho potuto divorarli .. ehm, volevo dire leggerli.
Premetto che questi libri sono il giusto accompagnamento per chi ha visto la serie televisiva. Raccontano e spiegano nei dettagli qualcosa che, giustamente, nel telefilm è stato tralasciato. E mostrano ai nostri occhi aspetti inimmaginabili.

The walking dead 1: l'ascesa del governatore
Sono passate poco meno di 72 ore dal momento in cui il mondo ha cominciato a cambiare, dal momento in cui orde di zombie hanno cominciato ad invadere paesi e città. Philip Blake, insieme alla figlioletta Penny, al fratello scansafatiche Brian e ai due amici, Nick e Bobby, si mette in viaggio per Atlanta dove, si dice, sono presenti dei campi di accoglienza per i sopravvissuti.
Peccato che arrivati in città ciò che si dispiegherà davanti ai loro occhi non è altro che un'enorme bugia: ci sono solo morti e azzannatori.
Troveranno un piccolo gruppo, formato da un padre con le sue 2 ragazze, a cui si uniranno nell'ennesimo tentativo di salvezza. Ma tutto verrà sconvolto da una decisione avventata di Philip, e saranno così costretti a rimettersi in viaggio.
Arriveranno a Woodbury, cittadina fortificata con, al suo interno, ben 40 sopravissuti ma con, al comando, degli ex militari.

The walking dead 2: la strada per Woodbury.
Un gruppetto di sopravvissuti, tra cui Lilly, Megan, Bob e Josh, è in viaggio alla ricerca di un posto dove nascondersi dagli azzannatori. Arriveranno anche loro a Woodbury, dove un precedente colpo di stato ha messo al potere Philip Blake, che tutti ora chiamano Governatore.
Ma non tutto ciò che luccica è oro, e anche la cittadina nascosta dietro alle cortine e alle palazzate non è così tranquilla come si possa pensare. 
Al suo interno, soprusi di ogni genere e rivendicazioni di potere mettano in serio pericolo tutti quanti. Qualcuno venderà cara la pelle, qualcun altro troverà la forza nell'alcool e qualcuno darà la propria vita per salvaguardare un amore appena nato.
Peccato che non tutti vogliano il bene della città. E peccato che qualcuno non sia chi dice di essere.

Belli.
Belli.
Belli.
Non ho dato loro 5 stelline anobiiane - ma solo 4 - per via di alcuni punti tradotti un po' troppo alla lettera (in cui i tempi verbali, diciamola tutta, non erano propriamente corretti) ma la storia è decisamente accattivante. Per chi come me ha visto il telefilm sono decisamente una luce su alcune ombre che mi erano rimaste.
E, qui lo dico ma già lo nego, rivaluto completamente il Governatore - tanto a me Ric stava già sulle scatole - !

Non è alle cose morte che devi fare attenzione da queste parti .. ma ai vivi.
- Bob

mercoledì 10 luglio 2013

Summer hateful

Prendendo spunto dall'argomento del giorno alla radio, e collegandomi al meme fatto non troppo tempo fa, vi elenco questa volta 10 motivi per cui odio l'estate.

1 - L'aria condizionata. Che tutti si apprestano ad accendere appena mettono piede in ufficio ed invece io cerco il più possibile di evitarla. Preferisco aprire le finestre e abbassare la tenda, ma godermi così l'arietta fresca che entra, che subire gli acciacchi della vecchiaia causati dall'aria artificiale.
2 - L'eritema. Che mi nasce spontaneamente sui polpacci ed è causato dal caldo e dal sudore. Ho provato ennemila creme e per più di un'estate sono andata dal medico ma niente, non riescono a trovare qualcosa che me lo curi. E allora al diavolo, me lo tengo per i 2/3 mesi estivi e attendo con ansia settembre per farlo passare naturalmente.
3 - I telegiornali. Soprattutto quando per l'ennesima volta mandano in onda servizi che consigliano di non uscire nelle ore più calde durante il giorno, di bere molto e di mangiare molta frutta. E dove il servizio successivo espone le lamentele di quelli che non sopportano il sole.
4 - Il gossip. E' vero, c'è anche in inverno, in primavera ed in autunno, ma vedere su ogni tipo di giornale e su ogni tipo di servizio pubblico articoli con chi-è-andato-dove .. insomma, non è che mi interessi se tizia sta al mare con le chiappe al vento, no?
5 - La pastasciutta. Ecco, quando comincia a far caldo io non la mangio più, a meno che non sia fredda in insalata. E di conseguenza non mangio più nemmeno i risotti o le bistecche - tanto per citare degli esempi. Tutto ciò che è cotto mi da fastidio, mi dà la sensazione di avere ancora più caldo.
6 - Le ferie. Che a parlare con gli altri sembra sempre di essere obbligati ad organizzare chissà che cosa e di dover andare chissà dove. E poi se dici quest'anno starò a casa e farò solo qualche gita qualcuno ha anche il coraggio di risponderti ma l'hai fatto anche l'anno scorso. I fattacci tuoi mai?!?
7 - Il Festivalbar. Nel senso che da quando non c'è più per me l'estate musicale ha perso quel suo fascino. Prima c'era l'appuntamento nelle piazze e alla televisione per ascoltare il tormentone dell'anno e vedere il proprio beniamino, ed ora?
8 - I piedi screpolati. A me piace da matti indossare i sandali in estate, ma purtroppo ho ereditato dei piedi del menga da mia mamma e si screpolano solo a guardarli. Così sono costretta ogni mattina a fargli il bagno nella crema idratante specifica - o anche quella del supermercato, non sono una che sta a guardare molto i dettagli.
9 - Il respiro affannoso di Tilde. Perchè ha caldo, povera bestia, e di notte mi viene a svegliare per lamentarsi e per far sì che io mi alzi, bagni il fazzoletto e le inumidisca così testa e zampe. Lo facesse solo una volta a notte ok, ma visto che il muso bagnato le dura sì e no un paio d'ore, fate voi i calcoli. Ora le ho comprato il tappetino refrigerante: speriamo funzioni!
10 - Il tempo. Perchè uno passa tutto l'autunno e l'inverno a lamentarsi del freddo, a sognare il sole e a sperare che arrivi in fretta il caldo .. e poi quando arriva non fai in tempo a recuperare le ciabatte ed i costumi nell'armadio che arriva già il primo temporale di agosto e porta via tutto.

E voi, cosa odiate dell'estate?

lunedì 8 luglio 2013

Gita a Milano

Sabato scorso, prima di partecipare all'evento dell'anno, io ed il moroso abbiamo fatto un giro in centro a Milano. L'ho portato a passeggiare in zone dove non era mai stato e dove io, a distanza di ormai decenni, son tornata volentieri.
E mentre passeggiavo, mi è tornata in mente Federica, che in un paio di occasioni mi aveva chiesto consiglio su cosa andare a vedere durante delle sue gite milanesi. Ecco, prendi spunto per la prossima volta!


Questo è il percorso che, a piedi, abbiamo fatto.
Google Maps dice che sono 4,6km. I nostri piedi dicono che forse sono qualcosina in più. Sta di fatto che è la nostra media - se penso ai giri in centro a Torino del sabato pomeriggio, forse questi sono ancora pochi in confronto!
Ma cosa abbiamo visitato di preciso?
(Tralasciando il punto A di partenza, ovvero la fermata Conciliazione della metropolitana, dove noi siamo arrivati partendo da Lampugnano - dove avevamo parcheggiato l'auto).

Punto B: Santa Maria delle Grazie.
Santuario e convento dei Padri domenicani (qua il link dove vederla), è nota soprattutto per ciò che cela nella struttura a lato, ovvero il famoso Cenacolo di Leonardo Da Vinci.
Io ricordo di averlo visto forse da bambina, in qualche gita scolastica. Le prenotazioni però, ora, sono a lungo termine, ovvero se tutto va bene si riesce a prenotare la visita per il mese successivo.
Della serie: portatevi avanti!

Punto C: Sant'Ambrogio.
Ovvero la casa del patrono della città. Abbiamo anche beccato un matrimonio quel giorno - un po' triste, le fotografe erano più impegnate ad immortalare i piccioni che non gli sposi - e abbiamo dovuto attendere un po' per entrare, ma ne è valsa la pena. Mi piacerebbe rivederla in modalità notturna: le arcate erano dotate di un sacco di faretti e ho l'impressione che la scenografia sia spettacolare.

Punto D: San Lorenzo.
Zona nota per le colonne romane e per la Basilica, è famosa soprattutto per la movida notturna - quante volte al Tg Regionale si vedono servizi sulle lamentele dei residenti?
Il quartiere è ricco di viette caratteristiche e localini tipici, dove si può mangiare un ottimo panino e mangiarsi un delizioso gelato.

Zona E: piazza Duomo e dintorni.
Ovvero il Duomo, la Galleria Vittorio Emanuele e piazza della Scala, con l'omonimo teatro.
Volevamo visitare le guglie e vedere la città dall'alto ma, visti i prezzi dei biglietti per l'utilizzo delle scale o dell'ascensore del Duomo, abbiamo rinunciato - e vista la coda fuori di turisti!
Abbiamo optato allora per un giro in Galleria, dove abbiamo osservato il mosaico centrale con gli stemmi delle città, il famoso toro torinese e le nuove boutique che hanno aperto.
Poi ci siamo fermati nella piazzetta davanti al Teatro alla Scala e da lì ci siamo avviati verso il Castello Sforzesco.

Un piccolo giro in centro nella mia città natale. Che, a differenza di quelli che pensano che sia solo traffico e smog, nasconde piccoli gioielli di immana importanza!

sabato 6 luglio 2013

The vampire diaries - stagione 4

Ho finito ieri sera di vedere la quarta stagione del telefilm vampiresco-adolescenziale.
Posso dire a botto il mio commento finale?
Che ca**ta!

(Attenzione, possibili spoiler)

23 episodi di cui la metà praticamente inutili, e l'altra metà pieni di cose già viste e scontate. Un elenco di quello che non mi è piaciuto?
1 - Elena. Lei mi è stata antipatica fin dall'inizio - non che la protagonista del libro sia migliore, sia chiaro - ma come umana piagnucolosa era, in alcuni momenti, sopportabile. Da quando è vampira è ancora più irritante, e per assurdo quando spegne i sentimenti e diventa come Damon è, a mio avviso, da far fuori immediatamente!
2 - Bonnie. Cioè, la povera strega coi multipoteri tipo supereroe muore lanciando un incantesimo del cavolo? Sopporta Rebekah, resiste a Silas e ai suoi giochetti mentali, tiene lontano Klaus .. e muore per far resuscitare il suo amato?
3 - Stefan. Ora, io un fidanzato così lo piglierei a schiaffi. Ha la spina dorsale di una lumaca: non prende decisioni - o meglio, fa credere di prenderle quando in realtà sono gli altri a decidere e lui si limita a seguirne la scia -, continua a correre dietro ad una ragazza/vampira che in realtà si capisce dalla prima puntata della prima serie che le preferisce il fratello, gli si illuminano gli occhi ad ogni sorrisino di altre donne .. insomma, ma che vampiro è?!? E al solo pensiero che nella prossima stagione oltre a lui ci sarà pure il suo doppelganger mi vien male.

Però qualcosa lo salvo in tutto questo ammasso di storie:
1 - Jeremy. Diventato cacciatore - nel libro non c'erano, ma ahimè, teniamoci la storia televisiva così com'è - e con l'istinto di far fuori la sorella e tutti i succhiasangue che gli capitano a tiro. Muore e resuscita nell'arco di poco, si ritrova tatuato dalla testa ai piedi e parla coi fantasmi. Manco Buffy era arrivata a tanto!
2 - Klaus. Che fa il duro ed invece sbava dietro a Caroline. Che fa l'Originale cattivo e si ritrova poi ad invidiare i sudditi del vampiro di New Orleans. Che vorrebbe essere l'unico al mondo ma poi decide di non uccidere la licantropa da cui aspetta un figlio solo per avere un erede e, di conseguenza, una famiglia.
3 - La colonna sonora. In ben 4 punti in sottofondo c'è una canzone di Bon Jovi, reputato da Stefan e da Lexi l'icona del rock commerciale anni '80. E a ben dire direi!

Lo ammetto, in questa stagione non salvo nemmeno Damon.
Attendiamo la prossima, e speriamo in bene!

PS ma i tanto simpatici kitsune dei libri qua non li mettono?

mercoledì 3 luglio 2013

Numbers and research

Oh, i miei ricercatori si sono ripresi e questo mese sì che ci facciamo delle belle risate!

  • Uomini più belli della Germania: guarda, a mio avviso non ce n'è manco uno, sembran tutti fatti con lo stampino. E sì che ci sono pure stata in vacanza in Germania, ma non ho visto granchè.
  • Tattoo triangoli sulle palle: spero per te che tu abbia sbagliato a scrivere, e che veramente non ti voglia tatuare lì. Altrimenti altro che ululare!
  • On the rock: sabato sera ero proprio on the rock, e sono elettrizata ancora adesso.
  • Cena tra colleghi: parecchi anni fa le facevo anche io con le mie dirette colleghe d'ufficio, poco prima di Natale, poi basta. Perchè? Perchè toccava sempre a me organizzare, proporre, decidere il luogo, la data, rintracciare gli ex colleghi con cui andavamo d'accordo e via dicendo. Un anno ho deciso di non organizzare nulla .. ed è morto tutto. Nessuno che si sia degnato di dire vabeh, faccio io. Da allora mi limito ad andare alla cena aziendale e basta.
  • Come disintossicarsi dai telefilm: e perchè mai dovresti farlo? Io ne guardo talmente tanti .. tanto che il moroso è stanco di sentirmi dire ogni volta quello faceva anche questo e quello l'ho visto anche lì.
  • Treni hard: in 14 anni di pendolarismo non ho visto niente di così hard. Le uniche cose sono coppiette che si tengono per mano e si sbaciucchiano per tutto il viaggio, ma non tanto da essere definiti hard - anche se a me fan venire la carie ogni volta!
  • Difettoso: ma se non si avessero difetti che gusto ci sarebbe ad essere tutti perfetti?
  • Respirato fumo treni freni: ammettilo, hai viaggiato anche tu sulla tratta Bergamo-Milano? Lì ogni volta c'è qualche freno che non funziona o che rimane bloccato, quindi fuma e puzza. Ma tanto anche se lo fai presente ti dicono di tapparti il naso e di sopportare fino alla fermata.
  • Morale Harry Potter: ah qua bisogna chiedere a Federica che è l'esperta in materia. Io direi che la morale di tutta la storia è che l'amicizia, quella vera, ti aiuta a superare ogni ostacolo. Che ne dite?
E come al solito faccio ciao-ciao con la manina al lettore svizzero, all'americano, al tedesco, al canadese, al rumeno, al polacco, allo spagnolo, al francese, al russo e al .. sanmarinese?

lunedì 1 luglio 2013

Because we can

Ovvero io c'ero.
Non in prima fila, ma ero presente all'evento dell'anno, al concerto dell'anno, all'appuntamento dell'anno.
Quello con Bon Jovi, per il 30ennale della sua carriera.


Quasi 3 ore di pura energia. Iniziando con That's what the water made me per saltare subito sugli spalti all'attacco di You give love a bade name. Da un'applauso scrosciante per Runaway alla scenografia dello stadio apparsa sulle note di Because we can, tanto bella da togliere il fiato pure a Jon, costretto a fermarsi, a piangere e ricominciare da capo la canzone.
Passando poi per Keep the faith, Amen, Dry county, Bad medicine, per finire con Always e This ain't a love song.


Uno spettacolo elettrizzante, da lasciare senza fiato e senza parole tutti i presenti, generazioni a confronto davanti ad un unico idolo. Jon sul palco non si è risparmiato un attimo, ha saltato, ballato, suonato, riso e sorriso, divertendosi anche lui ad ascoltare i nostri cori stonati ma ricchi di sentimento.


Tre ottimi punti per questa giornata:
1 - l'incontro mattutino con una coppia di bavaresi in gita a Milano: spiegato loro quale biglietto dovevano prendere, a che fermata scendere dalla metro per il Duomo e donato loro la cartina stampata delle linee metropolitane milanesi. Per di più, li abbiamo reincontrati ore dopo al Castello Sforzesco.
2 - il sorriso di Jon. Perchè da bravo americano democratico riesce a farti credere che tutto, nella vita, sia possibile, che le difficoltà non sono insuperabili e che la vita è una cosa meravigliosa.
3 - l'incontro, scendendo dagli spalti, con un'amica torinese che non vedevamo da almeno 10 anni. A volerlo fare apposta non ci saremmo riusciti!

Tre fastidiosi punti per questa giornata.
1 - la coda per andare in bagno all'interno dello stadio. Che devo ancora capire perchè la fila è solo per le donne, mentre nel settore uomini mai.
2 - il gestore del parcheggio multipiano di Lampugnano. Perchè se normalmente chiude all'1, e in caso di eventi straordinari lo fate chiudere alle 2.30, non potete far pagare il biglietto alla gente prima di ritirare l'auto visto che poi sta 40 minuti in coda per uscire, facendo così scattare la franchigia notturna (solo perchè non avete adeguato gli orari dei tabelloni).
3 - il mal di testa del giorno dopo. Perchè diamine, non avrò forse più l'età per arrivare a casa alle 3 del mattino, ma per un divertimento del genere lo rifarei anche subito.

Dopotutto, because we can!