venerdì 31 gennaio 2014

GDL - settimana numero 13

Ci siamo: penultima tappa terminata in un paio di giorni.


Le cose che più mi hanno colpito questa settimana sono state fondamentalmente due:
1 - strano ma vero Vincent non ha avuto uno dei suoi soliti vaneggiamenti e non si è perso spiegando qualcosa che poco c'entrasse con la storia - sarà che, ora della fine, si fosse stancato anche lui delle sue stesse lungaggini?
2 - come Vincent affronti ogni volta le morti dei vari personaggi: dedica decine di pagine alla cloaca parigina e poi liquida sempre in quattro e quattr'otto la morte di qualcuno. Tra il vescovo all'inizio, Eponine, Gavroche e ora Javert .. non so chi sia morto più in fretta!

Hip hip hurrà per gli sposi!
Innalziamo i calici e facciamo un bel brindisi a Cosette e Marius: la bimbaminkia bionda ossigenata che faceva gli occhi dolci a qualunque uomo benvestito le passasse accanto, e l'avvocato scansafatiche che si era messo in testa di trovare il salvatore del padre ed invece si è perso dietro una sottana, ora sono finalmente marito e moglie. Che avranno ora da spastirsi 'sti due - a parte i quasi 600 mila franchi che Jean lascia a Cosette - non so proprio.

Ma ora sono in pena per Jean: si sente solo, tremendamente solo.
Ha perso l'amore della sua vita, la bambina-ragazzina-figlioccia che era riuscita a dare un senso alla sua vita ora non c'è più, ora lei ha un altro uomo da seguire. E Jean cosa farà oltre a passare notti intere sui ricordi contenuti in una vecchia valigia?

C'è un posto dentro me che non ti mostrerò,
è un posto freddo .. lì c'è un uomo stanco, 
che tra le sue maschere, 
continua a vivere qualcosa che non c'è.
Ed ogni volta lui si accorge che è solo.
- Solo (Francesco Renga)

giovedì 30 gennaio 2014

Musicappalla

Questa volta vi porto in America, negli States, con un rock d'annata, quello con cui fin da bambina son cresciuta e che vado a ripescare in certi momenti.


Just take my heart when you go
I don't have the need for it anymore.
I'll always love you
but you're too hard to hold ..
just take my heart when you go.
- Just take my heart when you go (Mr. Big)

domenica 26 gennaio 2014

La confraternita - capitoli 8 e 9

Ho continuato bellamente la saga dei vampiri trombarecci, peccato che questa volta la storia più interessante non sia quella del protagonista ma quella secondaria - ahimè.

Tu sei mio - Un amore selvaggio
Ovvero la storia del vampiro muto John: come passare da un'infanzia triste ad un'adolescenza disastrata a .. dei muscoli che solo Dio sa come cavoli fai ad averli. Il problema è che tanta carne addosso non vuol dire necessariamente che anche il cervello sia equivalente: infatti lui si innamora di Xhex, la symphath che lavora per Revh e che è un soldato mancato. Ovviamente lei inizialmente non lo considera minimamente, ma si scioglie come neve al sole quando nota il mega tatuaggio che lui si è fatto, in suo onore, sulle spalle - e qua io dico: avete trombato per ennemila pagine e non ti sei accorta di niente?
Ovviamente tutti vissero felici e contenti con tanto di matrimonio, abito rosso con enorme strascico e doggen tutti felici per il party da organizzare.

Ferita - Un amore irresistibile
Innanzitutto mi dovete spiegare perchè la protagonista di questa storia è una donna ed in copertina vi è un uomo, anche perchè quello in copertina non può essere Mannello, ed ha i lineamenti troppo fini per essere Xcor .. ma vabbè, son dettagli questi. In questo libro si parla di Payne, la gemella di V, tenuta per secoli imprigionata dalla madre, la Vergine Scriba. Era lei con cui Wrath si allenava ogni giorno, fino a quando, maldestramente, non la fece cadere spezzandole la schiena. Ma come, i vampiri si possono spezzare la schiena? Parebbe di sì, tanto che son costretti ad andare a chiedere aiuto all'ex capo di Jane, Manuel Mannello (il nome è tutto un programma). Ovviamente il seguito è scontato: e vissero tutti felici e contenti e con tanto di cavalla nera resuscitata dopo un incidente.

Non vi dico vero che il libro su John non mi è piaciuto granchè? Bene, allora non vi dico nemmeno che anche quello su Payne non mi è piaciuto. Al primo ho dato 3 stelline solo per la storia di Quinn e Blay, ed anche il secondo merita quel voto per la storia di Vishous. E se pensate che non erano loro i protagonisti ..

Ora cambio un po' genere, che è meglio!

La verità è tutto ciò che ho, niente di più, niente di meno.
- Manny

sabato 25 gennaio 2014

To be a writer .. in Turin

Tempo fa, esattamente l'estate scorsa, sono stata rapita dalla lettura di due romanzi il cui protagonista, il commissario Castelli, è uscito dalla penna un po' orrorifica, un po' thrilleriana ed un po' gotica di tale Fabio Girelli, giovane autore piemontese - biellese? torinese? -.


Il primo libro, Tutto il villaggio lo saprà, narrava la storia del commissario Castelli e delle sue ricerche, tra Museo Egizio, piazza Castello e problemi di sicurezza per la visita imminente del Papa, di un assassino, forse appartenente ad una setta.
Nel secondo lavoro, Marmellata di rose, troviamo sempre Castelli ma questa volta alle prese con un torturatore, e grazie ad alcuni indizi si ritroverà catapultato in un mondo fatto di torbide relazioni.
Il terzo lavoro, L'autore, in uscita a marzo per la Golem Edizioni, racconterà invece la storia di un cannibale e del medico legale che ne deve eseguire l'autopsia.

Se volete leggere in anteprima qualche pagina di questi libri - ovvero se vi ho incuriosito abbastanza - potete trovare tutto qua: Fabio Girelli.

Buona lettura!

venerdì 24 gennaio 2014

GDL - settimana numero 12

Eccoci qua, la fine è vicina - in tutti i sensi: mancano poche tappe alla fine e pure la storia mi sa che non ha molto altro da snocciolare.


Questa sessione è stata estenuante: sembrava infinita, non tanto per le pagine - che alla fine erano un centinaio come le ultime volte - quanto per i divagamenti prolifici di Vincent.
Ho odiato quando è sceso nei dettagli descrivendo la fogne di Parigi, dalla loro creazione ad oggi. Che a me, di come sgorghi l'acqua nel fiume Senna o di come si possa incappare in chissà quale porcheria là sotto, non frega assolutamente nulla. E penso che nemmeno ai francesi ottocenteschi con la puzza sotto al naso interessasse saperlo.

Anche perchè ovviamente si perde in descrizioni del genere e sbologna in quattro e quatt'otto la morte del povero Gavroche, colpito durante la resistenza. Povero fanciullo, gli tocca la stessa sorte della povera Eponine, non sapendo che i suoi fratellini ora moriran di fame visto che nessuno li guarda.
E cosa dire di Jean, che si decide a reindossare la sua divisa e a scendere in campo? Non sappiamo ancora se per combattere veramente o solamente per far numero, tant'è che nello stare dietro la barricata salverà prima Javert liberandolo dal palo e poi Marius dallo scontro, scappando con lui esanime proprio nelle fogne.
E chi lo aiuterà a fuggire davanti ad una porta chiusa? Il nostro caro Thènardier, ma solo perchè sperava di farlo cadere in un'imboscata. Ahimè - per lui - gli è andata male: Jean è il nostro supereroe e si salva da ogni situazione.

Ora basta descrizioni però!
Io voglio sapere come va a finire tra Cosette e Marius e soprattutto che fine farà Jean!

Cadesti a terra senza un lamento
e ti accorgesti in un solo momento
che il tempo non ti sarebbe bastato
a chieder perdono per ogni peccato.
- La guerra di Piero (De Andrè)

lunedì 20 gennaio 2014

Ormoni impazziti di gennaio

L'anno scorso vi avevo presentato i miei preferiti in assoluto.
A fine anno ho deciso che, nel 2014, i nuovi avrebbero dovuto appartenere ad una categoria specifica, ed ammetto che son giorni che penso e ripenso a quale, e non è stato facile arrivare ad una conclusione.

Come avevo forse accennato alle mie amiche bloggherelle, io ho una passione per gli uomini tatuati. Ma non quelli con 1 tatuaggio o 2, no: a me piacciono quelli belli pieni, soprattutto con le braccia ricche di disegni e colori. Ed allora via, la scelta è fatta: quest'anno vi presenterò tutti uomini di questa categoria - qualcuno più famoso, altri meno - dove il tattoo la farà da padrone.


Partiamo quindi con lui, Ami James, il tatuatore newyorkese diventato famoso grazie alla trasmissione su Dmax: non è sicuramente un adone, anzi, ma tra braccia e busto - qua nascosto dalla canotta - è una tela d'arte in movimento.

E ora a voi: cosa ne pensate degli uomini - e delle donne - tatuate?

sabato 18 gennaio 2014

The big bang theory - stagione 6

Ho finito in 2 giorni - sottolineo: 2 giorni! - la sesta stagione di The big gang theory, e mi sono ritrovata a ridere da sola come una scema davanti al monitor.
C'è chi ha detto che questa stagione è risultata sottotono alla precedenti, c'è chi ha detto che il personaggio di Amy era praticamente inutile o che Sheldon ha cambiato talmente modo di fare proprio a causa della rpesenza di Amy che non è quasi più riconoscibile.

Beh, me ne frego.
A me è piaciuta un sacco, in alcuni momenti mi sono fatta delle grasse risate ed in altri mi sono ritrovata a pensare che la somma delle manie compulsive di tutti loro in alcune occasioni descrive perfettamente come sono io.

In questi 24 episodi vengono raccontate varie storie:
- il ritorno di Howard dalla spedizione spaziale, con i primi tempi dove lui non parla d'altro - rendendosi insopportabile agli occhi ed orecchie altrui - ed un secondo tempo dove diventa una gara a chi è stato più lontano.
- Raji che fa la conoscenza di una ragazza con più problemi sociopatici di lui: si illude, si innamora e viene poi piantato in asso. Che questa storia però gli insegni a sbloccarsi davanti alle donne è la domanda che ci accompagnerà alla settima stagione.
- Sheldon ed Amy, ovvero la coppia che da 3 anni sta insieme e non sono andati più in là di una stretta di mano. Li adoro, in toto: adoro lei che ci prova spudoratamente ed adoro lui che smonta ogni suo approccio con una battuta nerd degna di me nei miei migliori momenti.
- Penny e Leonard, al contrario, sono quelli che mi piacciono meno. Lei a volte è fin troppo ignorante, fin troppo bambola, mentre lui ha perso un po' quel fascino intellettuale che aveva all'inizio.
- Bernadette mi fa morire: tanto è intelligente e tanto è dittatoriale a casa col maritino. E ha due pa**e così sotto e non si fa mettere i piedi in testa da nessuno.

Ora attenderò con ansia la prossima stagione che, grazie al cielo, comincerà ad aprile.
E guai a chi oserà sedersi al mio posto o a bere nella mia tazza!

venerdì 17 gennaio 2014

GDL - settimana numero 11

Più si va avanti e più mi accorgo che:
1 - Vincenzo Ugo non mi piace, si perde in discorsoni inutili che, ammettiamolo, nemmeno ai francesi dell'epoca sarebbero interessati
2 - la storia effettiva di Jean e compagni mi piace, è misteriosa, intrigante, con una vena poliziesca e un po' di personaggi strani .. peccato solo per i capitoli in cui Vincenzo comincia con apro una parentesi in merito.



Dopo che Marius non riuscì a convincere il nonno ad approvare il matrimonio con Cosette - saggio nonno! - il povero avvocato entra in una crisi senza precedenti.
Cosette è pronta a partire per l'Inghilterra insieme a Jean Valjean.
Jean è sempre più convinto che qualcuno li segua, anche se non sa chi sia.
Gavroche, il figlio abbandonato dei Thènardier, si ritrova a salvare due bambini dalla fame non sapendo che quei due bambini sono i suoi fratelli.
Eponine nel mentre si innamora di Marius e fa quindi di tutto per mettersi in mezzo ai piedi e rovinare l'idolatria tra i due piccioncini.

Peccato che nel mentre cominciarono i famosi moti del 1830 - a cui Vincent dedica un capitolo? No, troppo semplice: lui preferisce dedicare un capitolo alla differenza tra sommossa ed insurrezione.
Quindi ci ritroviamo con un Javert legato ad un palo in quanto fa parte della gendarmeria e ritenuto dai più una spia.
Gavroche coi suoi amici di strada che inforcano fucili e armi varie e si riparano dietro una barricata.
Marius che sta per essere ferito da un combattente.
Eponine che si mette in mezzo ai piedi e salva Marius .. peccato che lei alla fine tiri le cuoia.

E Jean e Cosette nel mentre che fanno?
Sono troppo impegnati una a piangersi addosso e uno a carpire informazioni sull'amato della non-figlia.
Della serie: che cosa si era fumato Victor prima di pensare ad una trama del genere?

Ed ora via al commento musicale:

Compagni: dai capi e dalle officine
prendete la falce e portate il martello,
scendete giù in piazza e picchiate con quello,
scendete giù in piazza ed affossate il sistema.
- Contessa (Modena City Ramblers)

mercoledì 15 gennaio 2014

Musicappalla

Oggi inauguro una nuova rubrica per il blog: questa volta si parlerà di canzoni.
O meglio, più che parlare di si ascolteranno canzoni, in quanto ho deciso che ogni 15 e 30 del mese vi posterò un video relativo a ciò che in quel periodo mi frulla per la testa, ciò che in quel periodo ascolto a palla - da qui il titolo della rubrica - in auto la mattina mentre vado al lavoro.

Si comincia con qualcosa di italianissimo e di non così melenso come possa sembrare a priori (almeno nella musica).


Dimmi come fà
la vita che va avanti .. 
avanti senza me.
- Da lontano (Francesco Renga)

sabato 11 gennaio 2014

True blood - stagione 6

Avevamo lasciato Bill che risorgeva dalla sua stessa pozza di sangue, Eric e Sookie che avrebbero fatto meglio a scappare, la sorella di Eric in mezzo ai piedi, Terry con i suoi vecchi commilitoni, Alcide capobranco e via dicendo.

Ora ci siam ritrovati con un Bill che è diventato un semi-dio per cosa? Per camminare sotto la luce del sole? Bah, forse avrebbe fatto meglio a starsene nell'ombra che più va avanti e più non mi piace (e pensare che nella prima stagione io stravedevo per Bill!).
Eric a cui uccidono la sorella con un virus - della serie nemmeno i vampiri alla fine sono così immortali - e che ammattisce tutto in un colpo e se ne scappa in mezzo ai ghiacci.
Sookie che se la deve vedere con Warlow, un vampiro-fata - niente male! - che in realtà aveva ucciso i genitori della biondina solo perchè, così crede, lei gli spettava di diritto da millenni.

Il resto per me ha fatto tutto solo da contorno. Della serie ormai non sanno più dove andare a parare e, fortunatamente, la prossima dovrebbe essere l'ultima stagione. Anche perchè ammettiamolo: ormai ci sono talmente tanti personaggi che veramente si perde in fretta il filo del discorso, soprattutto per il fatto che non vengono caratterizzati come si deve e vengono buttati allo sbaraglio in mezzo ai vecchi protagonisti.

Cosa salvo di questa stagione?
1 - La parte dedicata a Terry: i suoi demoni interiori che non lo fanno vivere come si deve, e che nemmeno con l'aiuto di un vampiro scaccia-memoria riesce a superare, mi ha colpito. E non mi vergogno ad ammettere che un po' di magone alla scenda della sua morte l'ho provato.
2 - Eric e il suo pipparuolo al vento nel bel mezzo dei ghiacci artici: non sarà una scena da premio oscar, ma magari qualche donzella ha anche avuto il coraggio di riguardare la scena al rallenty.

E sarebbe tutto qua?

venerdì 10 gennaio 2014

GDL - settimana numero 10

Eccomi qua, ancora alle prese con il nostro caro amico Victor.


Partiamo subito dal commento negativo di questa tappa: il 7° libro dedicato all'utilizzo sul gergo dialettale invece che sull'utilizzo della lingua ufficiale .. ecco, poteva anche tenersi certi pensieri per sè. Perchè ammettiamolo: ai francesi - comuni lettori - del 1800 credete che veramente interessasse il fatto che Victor utilizzasse una lingua piuttosto che l'altra? Ma andiamo! E' un po' come le pagine dedicate ai monelli, o all'elenco delle vie di Parigi, o alla telecronaca minuto per minuto della battaglia di Waterloo: inutili - almeno per me.

Passiamo ora al commento negativo di questa tappa - ops, l'ho già detto quello negativo?
Cosette e Marius che fanno i piccioncini sulla panchina stile Ale e Franz .. ma anche no.
Cosette e Marius che si giurano eterno amore dopo un casto bacio: ma dove vivono?
Cosette e Marius che si vogliono sposare dopo essersi tenuti per mano per quanto .. 2 ore in totale? Mah.
Marius che torna dal nonno a chiedere il permesso di sposare la biondina: non hai considerato tuo nonno per mesi e ora torni da lui per chiedere il permesso? Ma sii uomo, prendi da solo le tue decisioni fino in fondo!

No, questa tappa non mi è proprio piaciuta.
Troppo amore che esce da occhi e bocche senza un minimo di cervello.

Commento classico musicale - ultra classico direi:

... ti sposerò perciò
ci puoi scomettere
quando un giorno, quando io .. 
ti troverò.
- Ti sposerò perchè (Eros Ramazzotti)

mercoledì 8 gennaio 2014

2013 - Un anno di libri

Eccoci qua, a fare un breve resoconto di tutto ciò che sono riuscita a leggere l'anno scorso - anno scorso .. come se fossero passati mesi da quel giorno ed invece son solo pochi giorni.
Premetto che il 2013 è stato decisamente l'anno in cui ho letto di più, e la motivazione è semplice: l'arrivo di un tablet mi ha portato a divorare decine di libri in pochissimo tempo. Perchè? Perchè coi cartacei a volte mi lasciavo intimidire dalla quantità di pagine che mancavano per arrivare alla fine, mentre così la fine non la vedo e leggo più spedita - son malata lo so, ma tant'è!

1 - Quanti libri hai letto nel 2013?
Anobii dice che son 47, in realtà se tengo conto anche degli autopubblicati e dei racconti arrivo a 58. Sempre una bella soddisfazione!
2 - Quanti erano fiction e quanti no?
Praticamente tutti, anche perchè io i saggi e le biografie o simili li scarto a priori.
3 - Quanti scrittori e quante scrittrici?
Quasi pari merito: 12 uomini ed 11 donne.
4 - Il miglior libro letto?
Tutto il villaggio lo saprà di Fabio Girelli, a cui ho assegnato 5 stelline. E poi ce ne sono un po' a 4 stelline, ma di tutt'altro genere.
5 - Ed il più brutto?
I cerchi del diavolo di Lycas: letto perchè ambientato a Torino ma non l'ho proprio digerito.
6 - Il libro più vecchio che hai letto?
Le montagne della follia di Lovecraft, pubblicato nel 1936.
7 - Ed il più recente?
Tanti di quelli letti nel 2013 sono stati pubblicati proprio nello stesso anno, quindi l'elenco sarebbe troppo lungo.
8 - Qual'è il libro col titolo più lungo?
Ce ne sono 3 a pari merito con 5 parole nel titolo: La mano sinistra di Dio, Tutto il villaggio lo saprà e L'ordine delle sette spade.
9 - E quello col titolo più corto?
Lucy di Fiorella Rigoni.
10 - Quanti libri hai riletto?
Nessuno, non amo rileggere i libri. Ci ho provato una volta ma la storia mi si ripresentava davanti agli occhi prima ancora di passare alla pagina seguente.
11 - E quali vorresti rileggere?
A dir la verità ci stavo pensando giusto ieri sera, e vorrei rileggere i primi della saga di True Blood, semplicemente perchè ho recuperato i capitoli successivi e ora faccio un po' confusione tra la storia scritta e quella televisiva - completamente diversa.
12 - I libri più letti dello stesso autore?
Ho quasi fatto fuori la saga della Ward con ben 8 libri: direi che non la batte nessuno.
13 - Quanti libri scritti da autori italiani?
Ben 12 autori, spaziando dal giallo al thriller al fantasy.
14 - E quanti libri sono stati presi in biblioteca?
Nessuno, l'ultima volta che ho messo piede in biblioteca sarà stato all'epoca delle elementari.
15 - Dei libri letti quanti erano ebook?
Tutti tranne 1: ormai leggo quasi esclusivamente in digitale - volete mettere la comodità di avere sempre il libro in borsa, anche se mattone?

E a voi com'è andata la lettura nel 2013?

domenica 5 gennaio 2014

Numbers and research

Malgrado le festività natalizie, le ricerche strane non sono mancate - ed io che speravo che si fossero perse nei menadri dei panettoni!

  • Ho bisogno di ferie: e a chi lo dici caro mio! Ma ferie nel senso di prendere e staccare per un po', per ricaricarsi, non solo stare a casa in panciolle.
  • Intolleranza disegni: ohibò, questa mi è nuova. Nel senso che cercavi un disegno che rappresentasse l'intolleranza verso qualcosa o nel senso che sei tu intollerante ai disegni? Mamma se è una lingua difficile l'italiano .. 
  • Andata parrucchiera rapata: anche qua .. era la parrucchiera da cui sei andata ad essere rapata o sei andata dalla parrucchiera sperando che ti rapasse?
  • Farnesi: Roberto o il palazzo di Roma? O addirittura il Museo di Piacenza?
  • Le biciclette di Coppi: guarda, qua ti posso essere d'aiuto. Una la trovi dentro il Museo della Scienza e della Tecnica di Milano, altre le trovi presso il suo museo personale in provincia di Alessandria e qualcuna la trovi addirittura nel museo che condivide con Bartali a Novi Ligure - eh che aiutone?!?
E saluto come mio solito gli strani lettori di passaggio provenienti dagli USA, dall'India, dalla Francia, dalla Germania e dal Lussemburgo!

sabato 4 gennaio 2014

GDL - settimana numero 9

Questa settimana sono andata a rilento, ma il mio umore non era proprio dei più adatti.
Malgrado tutto, sono riuscita comunque a terminare la tappa in tempo.



Tralasciando ovviamente le prime pagine - almeno una 50ina - in cui il nostro caro Victor Hugo si lancia in uno dei suoi soliti pipponi storici questa volta addirittura su Luigi Filippo, la storia prende ovviamente il via quando ricompaiono i noti protagonisti: Marius, Jean Valjean e Cosette.

Jean continua ad essere il mio mito. Alla soglia dei 60 anni il suo ruolo di padre si fa sempre più gravoso: da un lato l'affetto per Cosette lo porta a scervellarsi per trovare sempre più nascondigli per non farsi trovare da Javert, mentre dall'altro lo stesso affetto lo porta ad ingelosirsi quando lei comincia, giustamente, a crescere ed a diventare una vera signorinetta - largo quindi a vestiti colorati, trucchi ed acconciature degne di una gran dama.. e tutto per far colpo su quell'insulso di Marius.

Cosette al contrario, permettetemelo, mi sta veramente sulle scatole. Troppo civetta, troppo altezzosa, a volte fin troppo che se la tira mentre passa le ore davanti ad uno specchio ad impomatarsi. Son bastate due parole sentite lungo la via per farla trasformare da figliola prediletta ad adolescente bimbaminkia. Ovvero come i tempi non cambiano dal 1831 ad oggi: certe donne si atteggiano solo per sentir parlare di sè.

Questa volta, invece che col mio solito commento musicale, concludo con una citazione tratta dalla prima parte storica di questa tappa (e che in questo esatto momento, purtroppo, mi descrive perfettamente):

Le rivoluzioni hanno il braccio terribile e la mano felice; colpiscono sodo e scelgono bene.
Anche se incomplete, anche se imbastardite, lacerate, ridotte allo stato di rivoluzioni di second'ordine, riescono a mantenere sempre quel tanto di lucidità che permette loro di cadere in piedi.
La loro eclissi non è mai un'abdicazione.