mercoledì 30 aprile 2014

Musicappalla

Rap inside ormai ..


Perchè può piacerti la pioggia anche se hai il cappuccio,
ci sono quelli che quando piove prendono l'acqua
e quelli che passano asciutti tra una goccia e l'altra.
Il mondo dei grandi (Emis Killa ft. Marracash)

lunedì 28 aprile 2014

L'autore

Ormai io e questo autore andiamo in simbiosi: non fa in tempo a pubblicare un nuovo lavoro che a me parte il trip della lettura.

L'autore
La Iena, un serial killer cannibale, muore durante uno scontro a fuoco con le forze armate arrivate sul posto per catturarlo.
Levin Alfieri, il medico legale incaricato dell'autopsia, durante la visita fa una macabra scoperta: da quel momento scatta una corsa contro il tempo. Con l'aiuto del fratello Stepan dovrà giocare ad un'assurda caccia al tesoro, in cui in palio c'è la salvaezza della propria anima.
Tutti gli indizi ruotano attorno al romanzo Anna Karenina e ripercorrono attimi di vita dei nostri protagonisti.
Ma chi è che sta giocando con loro?
Chi è che tiene le redini di questo macabro inseguimento?

Ammetto di non aver mai letto Anna Karenina, ma in un qualche modo sono comunque legata all'autore Lev Tolstoj: il mio nome, infatti, è quello della protagonista di un altro suo romanzo, Resurrezione. Ecco spiegato uno dei motivi per cui questo libro mi ha appassionato.

Il secondo motivo è che il killer, questa volta, è un cannibale. Non uno che uccide tanto per vedere un cadavere, o giusto per il gusto di farlo, ma uno che assapora in pieno quello che fa: si ciba della persona che ha di fronte per riempirsi dei suoi pensieri. Tranquilli, non sono una malata in quel senso, semplicemente mi hanno sempre incuriosito i personaggi alla Hannibal Lecter, che tentano di dare una spiegazione logica ai loro fatti efferati.

Il terzo motivo è la scrittura: prima di quest'opera avevo appena terminato un altro romanzo - di tutt'altro genere - che narrava di angeli. A dirla tutta quello è un altro argomento che mi affascina - la genealogia degli angeli, non tanto intesi come uomini con le ali - ma portarlo a termine è stata un'agonia. Il romanzo di Girelli invece si legge tutto d'un fiato: il suo metodo di narrazione è semplice ed accattivante al tempo stesso, incisivo e lineare, complesso e descrittivo.
Sicuramente questa è la sua opera matura, i personaggi sono decisamente più delineati rispetto al mio tanto amato Commissario Castelli delle opere precedenti, ed anche la storia è complessa al punto giusto da far risaltare il lavoro di preparazione che c'è alle spalle.

Con me sfonda una porta aperta ormai, ora aspetto i vostri giudizi!

PS Fabio insieme ad altri autori piemontesi ha dato vita a Torinoir, un insieme di storie gialle torinesi: date un'occhiata pure lì!

E' difficile trovare un senso nelle cose che accadono.
Ho capito che accadono e basta.
Alcune danno piacere, altre fanno male.
- L'Autore

sabato 26 aprile 2014

Letture paranormal milanesi

Ho seguito il consiglio dell'amica Bookaholic e ho letto un paio di libri, con angeli protagonisti, ambientati a Milano, la mia città natale.

Quando il diavolo ti accarezza
Lena, studentessa di veterinaria, lavora in una pizzeria per potersi mantenere agli studi. Una sera, mentre cerca di recuperare la sua amica Sofia che, sonnambula, è arrivata fino alla stazione Centrale, assiste ad una scena che ha dell'incredibile: davanti ai suoi occhi un angelo ed un demone lottano convulsamente. Alla fine dello scontro, dopo la morte dell'angelo, il demone Arioch necessita di soccorsi: Lena non ci pensa due volte e si ritroverà così immischiata in una lotta millenaria tra angeli ed angeli caduti, tra figli illegittimi e demoni di ogni specie. Riuscirà Lena a salvare Sofia? E poi, riuscirà a non innamorarsi del demone Arioch o il suo fascino la sconvolgerà a tal punto da farle mettere in dubbio ogni cosa?

Angelize
Essere un angelo, al contrario di quanto pensino la maggior parte di noi umani, è una cosa straziante: non puoi sentire, odorare, toccare, provare sentimenti. E' questa la motivazione che spinge alcuni di loro, chiamati d'ora in avanti bastardi, ad impossessarsi di corpi umani per vivere le nostre vite terrene e provare così i nostri sentimenti. Ma dovranno ben presto fare i conti con gli angeli puri, quelli che non hanno ceduto alla tentazione della carne e sono rimasti fedeli ad un'ideologia di purezza eterna. La battaglia ha inizio, ma non sempre gli immortali risultano veramente tali.

Il risultato finale, dopo la lettura dei romanzi consigliati, è stato però diametralmente opposto: tanto a Bookaholic è piaciuto il secondo e poco il primo, tanto io ho adorato il primo e mal sopportato il secondo. Attirata dal fatto che entrambi sono ambientati nella mia città natale, Milano - anche se in Quando il diavolo ti accarezza è semplicemente accennata, mentre è molto più presente come vie, piazze e luoghi noti in Angelize - ed incuriosita dal fatto che i protagonisti, finalmente, non sono i soliti vampiri bensì angeli canonici, ho affrontato la lettura. Ma se nel primo mi ha appassionato la lotta tra il demone e gli angeli, mi ha intrippato la storia legata ai figli degli angeli che devono essere eliminati dalla faccia della terra e dal fatto che, ahimè, anche gli angeli più puri mentono per salvarsi le chiappe, nel secondo invece tutta la parte legata alla spiegazione dell'albero genealogico degli angeli - serafini, cherubini, troni, arcangeli, angeli e via dicendo - è stata fin troppo prolissa tanto che, ammetto, mi ha distratto dalla storia principale.

Mea culpa, visto che comunque la parte storica relativa alla gerarchia ancestrale mi ha sempre affascinato.

giovedì 24 aprile 2014

American horror story - stagione 3

Dopo una prima stagione da cardiopalma ed una seconda che, anche se sottotono, a me è decisamente piaciuta, mi sono ritrovata davanti una terza stagione .. inconcludente.

Questa volta le protagoniste indiscusse erano le streghe. Partendo dai secolo bui in cui cui sono state condannate al rogo ed in cui Salem era la loro capitale, ci ritroviamo ai giorni nostri dove, a New Orleans, esiste una scuola per insegnare alle giovani streghette come controllare i propri poteri.
A capo di questa scuola c'è Cordelia, figlia della Suprema Fiona: tanto la madre è egocentrica ed assetata di potere, tanto la figlia è ingenua e di buono spirito. Cordelia si ritroverà come alunne Queenie, attirata dalle arti oscure, la chiaroveggente Nan, la starlette Madison e la giovane Zoe.
Tra morti a cui ridare la vita, consigli di streghe da ardere, gruppi di fattucchiere adoranti i riti vodoo e cacciatori di occultisti, Cordelia farà di tutto per trovare la nuova Suprema e ridare vigore alla stessa scuola.

Peccato che le storie siano prive di spessore, prive di attrattiva. Salvo in pieno, ovviamente, la recitazione di Jessica Lange e - udite udite - le interpretazioni di Kathy Bates ed Angela Basset, ma per il resto faccio veramente fatica a trovare qualche appiglio per evitare la delusione totale. Ammetto che mi aspettavo più fuoco, più incantesimi, più elementi macabri: quelle che ho visto invece non erano streghe, ma fate un po' inca**ate col mondo.

Peccato.
Attenderò ora la quarta stagione per vedere se riusciranno a risollevarmi il morale.

martedì 22 aprile 2014

#100happydays - Dal #day21 al #day30

Eccomi qua per aggiornavi ancora sul meme #100happydays.


#day21 la mia pianta carnivora, ancora in vita malgrado il mio pollice nero
#day22 arrivare a casa e trovare un'altra busta per un'altra staffetta letteraria
#day23 portare Tilde dal veterinario e farsi quattro risate col medico in merito alla museruola
#day24 cantare a sguarciagola una delle mie canzoni italiane preferite
#day25 incontrare lui, abbracciarmelo e baciarmelo alla faccia di chi mi vuol male!


#day26 il cd autografato da Renga!
#day27 la mia nuova pianta mangia-insetti
#day28 ho trovato il disegno per il mio prossimo tattoo
#day29 ripassare le canzoni in previsione del concerto
#day30 lo spettacolo del grande Piero Pelù!

domenica 20 aprile 2014

Ormoni impazziti di aprile

Fino ad ora sono stata principalmente nel campo della musica e dello spettacolo.
Potrei dire che anche lui orbita attorno a quest'ultimo mondo, anche se principalmente è uno chef.


Fino a qualche anno fa si presentava come un ragazzo per bene, braccia linde e sorriso sempre stampato in faccia. Ora è spesso ospite a La mala educaxxxion, sta pian pianino ornandosi le braccia e ha un sorriso sempre più sornione.

Cucinare pasta e bistecche tutti i giorni fa questo effetto?

venerdì 18 aprile 2014

Persuasione

Col gruppo delle bloggherelle, unite ad altre appassionate lettrici, abbiamo dato il via ad un gruppo di lettura: si inizierà leggendo, mensilmente, un'opera di Jane Austen - autrice iper famosa di cui io non ho mai letto assolutamente nulla.

Persuasione
Ovvero la storia di Anne Elliot e di tutti quelli che le girano attorno.
Il padre Walter e la sorella Elizabeth, amanti della bella vita e desiderosi di mettere sempre in bella mostra il loro livello famigliare.
La sorella Mary, sposata con Charles, tanto egocentrica da non preoccuparsi minimamente delle persone che le ruotano attorno, compreso il figlio.
L'amica di famiglia Lady Russel, che non si fa minimamente i fatti i suoi e cerca sempre di consigliare, secondo lei nel modo corretto, le povere sorelle Elliot, Anne in particolare.
Le cognate Louisa ed Henrietta, che seminano sguardi adulatori in giro nella speranza di prender presto marito.
Il cugino Mr. Elliot e l'amica Mrs. Smith, tanto falso e viscido il primo come tanto sola ed abbandonata la seconda.
Il Capitano Wentworth, vecchio pretendente di Anne ora rientrato da una missione in marina.

Ora: Jane Austen è per molte di voi una icona, una tra le più amabili scrittrici dell'800.
Ecco, io ho finito il libro prima dello scadere della tappa semplicemente perchè ero stanca di avere a che fare con tutte quei voltafaccia e quel parlare alle spalle. In più di un'occasione avrei voluto, come dice Proletarina, diventare bidimensionale per entrare tra le pagine e prendere a schiaffoni un po' di persone. Non per fargli male, sia chiaro, ma per dargli una svegliata.
Perchè non può Anne passare tutto il tempo a farsi schiavizzare da tutti, a dire sempre di sì e a dar retta a chi non sa minimamente cosa sia quello che vuole lei realmente nella vita.
Perchè non può Lady Russel essere così invadente da voler decidere della vita di una, Anne, che non è nemmeno sua figlia!
Perchè non può il Capitano Wentworth scendere da una nave, due anni dopo la rottura con Anne, e limitarsi a pensare Io la amo ancora ma non so se posso andarla a trovare. Ma cavoli, muovi ste' chiappe e va' da lei! Male che vada ti dice di no, ma non puoi rimanere 6 anni col dubbio!
Perchè non può Mr. Elliot essere così viscido e manipolatore, capace di voltare la faccia ad una famiglia, la sua, solo per motivi economici, e poi tornare come se niente fosse - anche se ammetto che di persone così ora ne è pieno il mondo.
Perchè non può Mary essere così .. così .. Mary. Come farle capire che non tutto il mondo gira attorno a lei?

Insomma, ho assegnato 3 stelline al libro per la fiducia che ripongo nelle prossime letture - il mese prossimo ci tocca L'abbazia di Northanger: l'importante è non avere più a che fare con Anne e la sua famiglia!

Quando la sofferenza finisce, il suo ricordo diviene spesso piacere.
- Anne

PS al gruppo di lettura partecipa anche mia mamma, lei ovviamente col mega librone cartaceo che raccoglie tutte le opere. La pensiamo uguale su questo primo libro, chissà come mai!

mercoledì 16 aprile 2014

Aspettando domani

Secondo libro letto grazie al gruppo della staffetta letteraria. Come il precedente, anche questo molto probabilmente - anzi sicuramente - non lo avrei personalmente acquistato, ma è sempre bello scoprire i gusti delle altre lettrici.

Aspettando domani
Matthew, professore di Hardvard, ha da poco perso la moglie in un incidente, ed ora vive con la figlioletta Emily e la coinquilina April.
Emma, sommelier 30enne di New York, ha alle spalle una vita disseminata di tentati suicidi, autolesioni e depressione.
Si incontreranno grazie ad uno scambio, all'inizio involontario, di email, finchè la confidenza sarà tale che porterà Matt ad invitare a cena Emma.
Ristorante prenotato a New York, parrucchiere fatto, abiti acquistati, orario prefissato: lei varcherà la porta giusto qualche minuto prima di lui. Ma riusciranno ad incontrarsi? O il destino sarà così beffardo da far sì che, seppur entrambi presenti nel locale, non riusciranno nemmeno a vedersi?

Ammetto che, sebbene lo abbia letto in poco più di un paio di giorni, non è certo grazie alla storia, ma solo perchè è scritto talmente bene e con un linguaggio semplice ed efficace che non riesci a staccare gli occhi dalle pagine. Peccato che la storia non mi abbia lasciato nessuna impronta.

La prima parte, quella legata allo scambio epistolare tra i protagonisti e quello legato alla spiegazione scientifica del perchè non si possano incontrare, mi ha ricordato molto - purtroppo - il film La casa sul lago del tempo con Keanu Reeves e Sandra Bullock (ed in alcune parti anche il finale del telefilm Stargate SG1).
La seconda parte, quella legata alle motivazioni che hanno spinto la moglie defunta Kate a fare ciò che ha fatto, risultava, a mio avviso, quasi più improbabile addirittura rispetto ai viaggi temporali della parte precedente - ed è tutto detto.

Gli assegno 2 stelline per la scrittura.
E spero che la prossima staffetista lo apprezzi più di me.

Perchè bisogna andare avanti.
Perchè il passato è passato.
- April

martedì 15 aprile 2014

Musicappalla

Questa volta mi lascio trasportare nuovamente dalla voce suadente di Francesco - incontrato settimana scorsa.


Noi cercheremo l'amore altrove
solo una cosa rimane sicura
ognuno avrà la propria vita
e proprio questo fa paura.
- L'amore altrove (Francesco Renga)

domenica 13 aprile 2014

Tra streghe e giapponesi

Tra un libro e l'altro, ogni tanto, infilo anche la lettura di qualche racconto.

Col nostro sangue hanno dipinto il cielo
Ovvero la storia di Shun, 25enne franco-giapponese, che di lavoro fa il gigolò. Ma non nel senso canonico del termine, bensì lui si limita a farsi pagare per amare platonicamente le sue accompagnatrici: offre loro da bere, è prodigo di complimenti, le accarezza, le adula, ma non si spinge mai oltre a qualche bacio.
L'incontro con Toru potrebbe cambiargli la vita, ma Shun ammette che, di questa vita, è ormai stanco.

I fuochi di Samhain
Nove racconti in cui le protagoniste assolute sono le streghe.
La strega che si mimetizza con le giovani adolescenti, quella che compare all'improvviso, quella classica coi capelli neri e la pelle diafana, quella anziana e quella giovane, quella buona e quella cattiva. Quella che ha la capacità di trasformarsi in gatto e quella che vive meglio sotto forma di volatile. Quella che prima di morire veramente deve passare il potere ad altre e quella che vive nella casa abbandonata.
Ma poi, in realtà, cosa sono le streghe?

Se sommariamente ho apprezzato il secondo racconto - o meglio, raccolta di racconti - rivalutando in alcuni casi la figura della strega, non posso dire lo stesso per la storia ambientata in Giappone. I racconti stregati hanno avuto tutti una scrittura veloce, semplice, lineare, ed anche quando le storie si complicavano od entravano nei macabri dettagli, non si è perso assolutamente il filo principale della trama. La storia giapponese invece l'ho trovata un po' lenta, o forse semplicemente non sono così appassionata della cultura nipponica da cogliere quelle sfumature che l'autrice voleva trasmettere.

Di sicuro però ora andrò alla ricerca di storie di streghe!

venerdì 11 aprile 2014

The walking dead - stagione 4

Eccomi qua, dopo aver finito in pochissimo tempo la visione della quarta stagione del migliore telefilm zombesco in assoluto. Ero rimasta, nei passati episodi, con la curiosità inerente molte storie lasciate in sospeso: il Governatore vivrà o morirà, riusciranno i nostri eroi a rimanere nella prigione, cosa succederà ai vari protagonisti?

Il Governatore prova a conquistare la prigione, soprattutto per far fuori il suo acerrimo nemico Rick. Peccato che ne risulterà una battaglia senza confini che obbligherà i nostri intrepidi protagonisti a sparpagliarsi pur di salvare la pelle.
Si ritroveranno così a coppie in giro per il mondo alla ricerca di un posto dove poter vivere. Sembrano averlo trovato in Terminus, rifugio nominato in più di un cartello trovato lungo la strada.
Ma sarà veramente il paradiso che cercavano? O è solamente un altro pezzo di inferno?

16 episodi che mi hanno tenuto letteralmente incollata allo schermo. 16 episodi in cui io stessa sentivo il fiato sul collo e mi veniva l'istinto di scappare - e sì che di zombie a casa mia non ce ne sono!

Plauso deciso alla crescita del personaggio del piccolo Carl, che se all'inizio mi stava pure un po' sulle scatole ora supera di una spanna quel falso leader che è suo padre. Tristissima la storia di Michonne, tanto da farmi scendere una lacrimuccia quando racconta a Carl come era la sua vita prima dell'epidemia - e veniamo così a scoprire chi erano i 2 zombie che all'inizio teneva al guinzaglio. Ma mai tante lacrime come quando è stato il turno di Daryl, che racconta la sua di storia ad una indifesa, e forse un po' affascinata, Beth.

Devo dire qualcosa sul finale? Non posso, non c'è un finale vero e proprio: tutto rimane sospeso in attesa della quinta stagione. E visto che ora i nostri - o almeno, miei - eroi sono alquanto inca**ati, ne vedremo delle belle!

mercoledì 9 aprile 2014

Per dieci minuti

Ero curiosa di leggere questo libro, un po' perchè mia mamma è abbonata alla rivista dove lei tiene La posta del cuore, un po' perchè Nuvolette e Strawberry l'avevano recensito in maniera completamente diversa.

Per dieci minuti
Chiara Gamberale, scrittrice di alcuni libri famosi e di alcune rubriche su riviste altrettanto patinate, viene lasciata dal marito: una telefonata da Dublino basta a chiudere una storia durata 18 anni.
Chiara entra quindi in crisi, e grazie alla sua psicologa inizia un gioco, che è più una sfida con se stessa: ogni giorno, per un mese, deve trovare 10 minuti di tempo per fare qualcosa che non ha mai fatto in vita sua. Si passa quindi dallo smalto rosa shocking al suonare il violino, da mandare sms a sconosciuti al cucinare pancake, dall'iscriversi in palestra al chiedere semplicemente come stai? a qualcuno che ci è sempre accanto.
E' così che, alla fine, Chiara ritroverà veramente se stessa.

Ora, non è certamente un libro da premio Pulitzer nè tantomeno da recensione ossequiosa. E' un libretto che si legge velocemente - io l'ho fatto in un paio di pomeriggi - e che non pretende niente di più che questo: essere letto.

Però, come diceva benissimo Nuvolette all'inizio del suo post, è arrivato in un periodo in cui, anch'io, mi sento un po' come la Chiara protagonista. Mi ritrovo in un momento della vita in cui sono spaesata, in cui ho perso improvvisamente il mio punto di riferimento, il bastone che mi reggeva durante il cammino, l'appiglio a cui mi aggrappavo non solo quando ne avevo veramente bisogno, ma anche quando semplicemente non sapevo dove guardare. Mi ritrovo in un momento della vita in cui ero abituata a ragionare con noi e d'improvviso devo ragionare con io.

E allora il libro cade a pennello, non perchè ora io debba seguire passo passo quello che c'era scritto, ma al contrario proprio perchè mi ha dato la conferma che, come sto reagendo io in questi mesi, è la soluzione migliore per far sì che diventi io il mio bastone, io il mio appiglio. Non sto facendo il gioco dei 10 minuti, ma se ci ripenso bene sono tantissime le cose che sto facendo e che, in realtà, prima non avrei mai fatto. O meglio: prima non avrei mai fatto da sola. Mi sono iscritta in palestra, vado a pranzo nei miei ristoranti preferiti, frequento un corso di inglese insieme a perfetti sconosciuti, mi sono persino offerta volontaria per aiutare gli organizzatori della festa del paese, per non contare il fatto che mi sono unita a gente mai vista per bere un caffè.

Perchè anche se il libro non è certo un saggio, nè sicuramente era questa l'intenzione dell'autrice, l'idea di fondo è più che corretta: la prima persona da amare siamo noi. Il noi che tanto abbiamo pronunciato in passato non doveva per forza di cose essere un io + te, ma semplicemente un io + me stessa.
E se ci sto riuscendo io, credetemi: è più facile di quel che possa sembrare!

O dentro o fuori: se stai sulla porta blocchi il traffico.

martedì 8 aprile 2014

#100happydays - Dal #day11 al #day20

Eccomi qua con le altre foto pubblicate per il meme #100happydays.


 #day11 cerco di mettere in pratica ciò che ho imparato al corso di trucco
 #day12 alla mostra-scambio di auto e moto d'epoca svoltasi in un paese non lontano da casa
 #day13 tròp bèl ed de Erdèl: maglietta benefica comprata alla festa del paese
 #day14 l'arrivo - velocissimo - del libro della mia prima staffetta letteraria
 #day15 una cena leggera a base di insalata


 #day16 un ottimo risotto di zucca (di cui me ne son sbafati 2 piatti)
 #day17 guardare l'ultimo episodio della 4^ stagione di The walking dead
 #day18 chi sono, dunque, i lettori? (ovvero una parte del libro Per dieci minuti)
 #day19 parlare di tacchi, con le bloggherelle, mi ha spinto a comprarmi un paio di sandali del genere!
 #day20 rientrare alle 5 del mattino .. erano anni che lo facevo .. e l'età si fa sentire!

lunedì 7 aprile 2014

Letture a basso costo - seconda parte

Il ballo
Il signore e la signora Kampf stanno organizzando un ballo nella loro dimora: inviteranno gli uomini più illustri, le donne più famose e chiunque abbia valore nella loro cittadina, per far bella mostra di sè. A questo ballo però non potrà partecipare Antoinette, la figlia 14enne, in quanto non ha ancora l'età adatta per mostrarsi in pubblico: solo l'anno successivo infatti potrà fare il suo debutto in società.
La giovane però non ci sta ad osservare tutto di nascosto, ed organizzerà quindi una piccola vendetta nei confronti dei suoi genitori.

Sherlock Holmes - Uno studio in rosso
Due racconti con protagonista il nostro famoso investigatore londinese accompagnato dal fido compare Watson. Dalle indagini sulla morte di un viaggiatore, trovato cadavere in una casa abbandonata, con un sergente di polizia che non sa dove sbattere la testa in quanto non trova minimamente un nesso logico, all'inseguimento di un gruppo di mormoni americani. Da un'indagine affrettata ad un lungo flashback sui protagonisti. Da un incontro quasi casuale tra Holmes e Watson ad un destino che li vede irrimediabilmente insieme.

Se il racconto di Irène Némirovsky mi è piaciuto, con la sua ambientazione benestante, una famiglia diventata altolocata grazie ad un colpo di fortuna del padre, ed una figlia ribelle che non esita a vendicarsi bonariamente della madre severa, non posso dire lo stesso del libro di Conan Doyle: ho avuto nuovamente conferma che lo stile anglosassone poliziesco non fa proprio per me. Peccato, perchè il primo racconto, Uno studio in rosso, mi era anche piaciuto abbastanza, ma il secondo La terra dei santi l'ho proprio trovato noioso.

sabato 5 aprile 2014

Volevo solo averti accanto

Piccola premessa: questo romanzo l'ho letto grazie alla partecipazione alla mia prima staffetta letteraria.
Invitata da Nuvolette - che non aveva dubbi sulla mia passione per la lettura - ora faccio parte di questo gruppo: si inizia a leggere un libro e poi ce lo si spedisce vissuto.
Prima o poi mi proporrò anch'io come testa della staffetta: vi immaginate che bello veder tornare il libro pieno di pensieri, di sottolineature, della stessa vita delle altre lettrici?

Volevo solo averti accanto
Ben Solomon, ebreo sopravvissuto all'inferno della guerra, ha un solo scopo: smascherare Elliot Rosenzweig. Secondo Ben, infatti, il benefattore della città di Chicago non è chi dice di essere, bensì Otto Piatek, il macellaio di Zamosc, spietato soldato nazista.
Con l'aiuto di Catherine, giovane avvocato in crisi d'identità, e Liam, investigatore privato senza scrupoli con una passione proprio per Catherine, dovranno dimostrare al mondo intero quello che affermano.
Riusciranno a trovare qualche prova, qualche fotografia, qualche documento, scartabellando le scartoffie americane, tedesche e polacche? Riusciranno a trovare qualche testimone ancora in vita che possa dar peso alla loro dichiarazione?

Ci ho impiegato 2 giorni per leggerlo. Due giorni in cui questo libro mi ha letteralmente rapita, letteralmente fatta immergere nel suo mondo. E se pensate che normalmente non è questo il genere di letture che scelgo, potete ben capire come siano stati necessari alcuni giorni poi per rifletterci sopra - ma d'altronde lo stesso effetto lo avevo avuto con questo.

Ho adorato questo libro non solo per la scrittura, veloce semplice e lineare, senza troppi fronzoli e senza troppe storpiature; non solo per la parte dedicata alle indagini, con gli interrogatori, le ricerche, i lampi di genio degli avvocati e le mezze truffe degli indagati. Ma l'ho adorato soprattutto per la parte centrale, e principale, della storia: il racconto di Ben sulla guerra, di quello che hanno vissuto gli ebrei, di come sono stati trattati, umiliati, derisi, picchiati, uccisi.

Non preoccupatevi, non farò ora una filippica sulla strage degli ebrei per volontà del pazzo Hitler, non ci provo nemmeno. Al contrario, vi racconterò cosa mi è passato per la testa mentre leggevo quelle pagine.
Ho ripensato a mio nonno Aldo, il padre di mia madre, carabiniere 35enne, che è stato spedito in Africa insieme agli eserciti italiani e tedeschi. Il nonno Aldo, quello che è partito perchè obbligato ed è tornato convinto che la loro missione fosse giusta, che le idee di quel leader che stava a Berlino fossero corrette. Talmente convinto che quando è tornato non era più lo stesso: mia nonna non lo riconosceva più, la sua violenza e la sua testardaggine non facevano parte dell'uomo di cui si era innamorata.
Ho ripensato al mio bisnonno Gioacchino, il nonno di mia madre, fotografo 50enne, che è stato richiamato obbligatoriamente alle armi ed è stato spedito, come fotoreporter, sul fronte russo. Il bisnonno Gioacchino, che è partito obbligatoriamente ed è tornato sconvolto, convinto che la loro missione fosse errata, che tutti quei morti - siano essi ebrei, tedeschi, italiani o russi non importava - non valessero il gioco che voleva giocare quel leader che stava a Berlino. Talmente convinto di ciò da rivolgere tutto quell'amore che ancora il suo cuore aveva sui propri nipoti, mia madre e mio zio.
Ho ripensato al nonno Romeo, il padre di mio padre, che non è partito per la guerra ma che ha continuato la sua battaglia qua, a Milano, aiutando i partigiani, aiutanto i ribelli, aiutando chiunque volesse mettere un freno a quel leader che stava a Berlino.

Ho ripensato a loro durante la lettura, mi sono ripassati nella testa i racconti riportati da mia madre, le fotografie che mia nonna teneva in un cassetto, le storie che racconta mio padre. Ed è grazie a questi 3 uomini, così completamente diversi tra loro, così completamente agli antipodi tanto quasi da cozzare se messi scritti nero su bianco sullo stesso foglio, eppure così completamente complementari tra loro, se ho potuto vivere appieno la storia di questo libro, se ho potuto vivere appieno la violenza che traspare attraverso quelle righe, il dolore, la sofferenza, la paura che emergono da quelle pagine e che, nella realtà, hanno cambiato la vita di uomini, donne, bambini.
Hanno cambiato il mondo.

Come si fa a dormire con queste colpe? Volevo domandargli come fa a dormire la notte con le grida di migliaia di innocenti che gli urlano nella testa. Ma tanto sapevo già la risposta.
- Ben Solomon

giovedì 3 aprile 2014

#100happydays - Dal #day1 al #day10

E' da un paio di settimane che, insieme alle amiche bloggherelle, sto partecipando ad un simpatico giochino - se così si può chiamare - su faccialibro. Consiste nel fotografare, per 100 giorni consecutivi, qualcosa che in quel preciso giorno ci ha reso felici, che ci ha fatto sorridere distogliendoci dal grigiore giornaliero.
Ecco perchè l'hashtag #100happydays.


#100happydays #day1 le chiacchiere con le amiche bloggherelle
#100happydays #day2 leggere un buon libro in pausa pranzo (in quel caso il libro era questo)
#100happydays #day3 tutto è pronto per la lezione di inglese del giovedì sera
#100happydays #day4 sfogliare un giornale, trovare "Le avventure di Pollyanna" e ridere da sola
#100happydays #day5 il mio tesoro, ovvero il cd nuovo di zecca di Francesco Renga


#100happydays #day6 vedere come si fa in fretta a bucare una pallina da tennis (se si hanno i denti di Tilde)
#100happydays #day7 fare merenda in ufficio insieme alla collega finendo un pacchetto di Ringo
#100happydays #day8 la mia scorta di caramelle alla cannella
#100happydays #day9 Tilde, che da 5 anni irrompe nelle mie giornate
#100happydays #day10 il sole che mi acceca dallo specchietto retrovisore (finalmente arriva la primavera!)

E voi, vi soffermate a pensare a quante cose allietano giornalmente la nostra vita?

mercoledì 2 aprile 2014

Numbers and research

Che sia veramente arrivata la primavera?
  • Colonne romane Milano: o meglio note come colonne si San Lorenzo, situate di fronte all'omonima chiesa, in zona Porta Ticinese. Visitale di sera: la movida cittadina è tutta lì!
  • Arthas Menethil: il grande Arthas, il cattivo della saga di World of Warcraft che io invece osanno - osannavo - fino allo sfinimento. E' un po' che non ci gioco, chissà se è ancora vivo!
  • Gli Dei dell'Olimpo: sono tantissimi, e cambiano nome a seconda se tu li voglia conoscere in romano od in greco - io tutt'ora a volte li confondo. Non fai prima a guardare I cavalieri dello zodiaco?
  • Fantasmi cartoni: il primo che mi viene in mente è Casper, intendevi quello?
  • Le persone arrivano a noi: a volte se ne vanno anche però.
E faccio ciao ciao con la manina al lettore tedesco, brasiliano, spagnolo,belga, bulgaro, irlandese ed egiziano.

martedì 1 aprile 2014

CSI New York - ultima stagione

Avevamo lasciato un Mac Taylor ferito a morte durante una sparatoria in un negozio, con tutti i suoi uomini al suo capezzale. Cosa ne sarà stato del capo della polizia scientifica di New York?

Tranquilli, si riprenderà in men che non si dica e tornerà più testardo di prima al suo lavoro. Accanto a lui sempre i fedelissimi colleghi: Danny e Lindsay, che ora hanno anche la piccola Lucy a cui badare; Adam e la sua maniacalità con la tecnologia; Sheldon e Syd, divisi tra le verifiche sul campo e quelle in laboratorio ed obitorio; Jo ed i problemi adolescenziali di sua figlia - senza contare i vecchi scheletri nell'armadio dell'ex agente dell'FBI. Ma, soprattutto, quest'anno accanto a Mac troviamo Christina, la sua nuova compagna.

9^ nonchè ultima stagione per il secondo spin-off dell'originale CSI: 17 episodi visti nell'arco di 2 pomeriggi, un intero weekend passato in loro compagnia facendo una full immersion degna della migliore fan!
Fortunatamente, sapendo in anticipo che la serie avrebbe chiuso, gli sceneggiatori sono stati bravi a chiudere tutte le storie in atto, a concludere le storie personali di ogni singolo personaggio e trovare il lieto fine adatto ad ognuno di loro. Ammetto - udite udite - che in ben più di un'occasione qualche lacrimuccia mi è scesa (si lo so, non piango per i film strappalacrime e poi mi commuovo per queste cose qua .. ).

Concludo degnamente riportanto pari passo la conclusione di Mac:

Come poliziotti in questa grande e complicata città vediamo molte cose orribili, tante anime piene di odio e di violenza, e il nostro lavoro è cercarle, affrontarle e prenderle: col tempo possono diventare diverse da com'erano. 
In mezzo a tanto male qualcosa di buono ci sarà sempre: potremo conoscere le persone più serie, rispettose e gentili che potremmo mai sperare di incontrare. Ci riempiremo il cuore di un amore così forte che resisterà per sempre, e si potranno creare amicizie indistruttibili che dureranno anche di fronte le sfide più difficili della vita.
Qualcosa di buono può arrivarci quando ne abbiamo più bisogno e non ce l'aspettiamo: se siamo abbastanza fortunati da accorgercene ed apprezzarlo ci può quasi far dimenticare tutto il male.
"La vita è oggi, l'unica vita di cui siamo certi, vivi al massimo!"
Parole di saggezza lasciate in eredità da un'anima innocente la cui vita è stata spezzata da un proiettile. 
Sono parole che mi accompagneranno e cambieranno per sempre il corso della mia vita.

Arrivederci capitano!