lunedì 30 giugno 2014

Musicappalla

Quest'oggi vi faccio ascoltare qualcosa di una band statunitense: è grazie a loro se decenni e decenni fa mi sono avvicinata alla musica rock!


These days the stars seem out of reach,
these days there ain't a ladder of streets.
These days are fast,
love don't last in this graceless age.
These days (Bon Jovi)

sabato 28 giugno 2014

#100happydays - Dal #day91 al #day100

Eccoci alla fine.


#day91 ascoltare una canzone ed avere l'ispirazione per una fotografia
#day92 il lato positivo del mal di stomaco: saltare la riunione condominiale!
#day93 il riso in bianco, lo adoro!
#day94 chiacchierare di cose serie con le bloggherelle
#day95 avere conferma che il mio tatuaggio massonico non passa mai di moda


#day96 sfruttare il buono regalatomi e fare incetta di libri
#day97 cantare a squarciagola in auto .. col solito vecchietto in bici affianco
#day98 cercare il libro per iniziare a leggerlo e trovarlo sotto le zampe di Tilde
#day99 condividere una foto col gruppo musicale immortalato e ricevere una dedica personalizzata
#day100 ridere quando google mi dice che impiegherò 35 minuti per arrivare in centro a Milano .. come no!

E pensate che sia finita qua?
Vi sbagliate!
Io e le mie amiche bloggherelle pazzerelle non siamo soddisfatte della lunghezza del giochino .. per cui vi tedieremo con altre 265 immagini!

Aspettateci!

giovedì 26 giugno 2014

Un amico come Henry

Eccomi alle prese con il 5° libro letto grazie alle staffette letterarie ideate da Nuvolette e Silvia.
Fortunatamente mi ero preparata per bene: la mia scorta di fazzoletti, alla fine, è stata fatta fuori.

Un amico come Henry
La storia del piccolo Dale, narrata direttamente dall'autrice, nonchè madre, Nuala, e della convivenza del piccolo ometto di casa con la sua malattia: l'autismo. In anni in cui anche solo pronunciare quel nome metteva paura, in anni in cui poco o nulla si sapeva di questa malattia, Nuala insieme al marito Jamie cercano con tutte le loro forze di far crescere in modo normale il loro figlio. Tutto è difficile: parlare, giocare, capire, esprimere sentimenti, interagire con bambini ed adulti. Tutto sembra fuori dalla loro portata finchè, come un piccolo angelo caduto dal cielo, nella loro vità non arriverà Henry, meraviglioso Golden Retriever. Sarà lui che aiuterà Dale a crescere, a diventare un adolescente che sa comunicare, che sa difendersi dai bulletti di quartiere, che sa diventare l'adulto che tutti vorremmo essere.

Sarò sincera: ho pianto alla fine, è vero. Ho riempito per bene un paio di fazzoletti e ho avuto il magone mentre leggevo gli ultimi 3 capitoli. Ma se qualcuno mi chiedesse ora, all'improvviso, se il libro mi sia piaciuto, non saprei cosa rispondere.

In parte no, non mi è piaciuto.
Non mi è piaciuta tutta la parte tecnica all'inizio, la quasi freddezza con cui la madre racconta certe scene, certi fatti - e poi si lamenta che al test psicologico abbiano detto che era fredda .. l'ho pensato io leggendo il libro, figuriamoci un medico! Non mi è piaciuta la quasi mancanza di interazione del padre, che si sa che c'è e fa qualcosa ma non è costantemente presente. Mi è parso più un susseguirsi di fatti, una cronaca di quel che succedeva.

In parte sì, mi è piaciuto.
Mi sono affezionata al piccolo Dale, ai suoi modi di guardare nel vuoto e persino ai suoi scatti d'ira. Mi ha commosso la sua voglia di riscattarsi, di far vedere agli altri che non è poi così diverso da tanti bambini viziati che ci sono in giro. Ho amato, ma proprio amato amato, l'ingresso in casa di Henry. Ed è grazie a lui, a quel batuffolo di pelo che diventa il vero amico del protagonista, se salvo questo libro.

Perchè alla fine le mie lacrime sono state, ovviamente, per Henry.
Perchè ho rivisto quando ho portato Lola dal veterinario, mentre si addormentava per sempre con una zampa tra le mie mani graffiandomi con le lunghe unghie.
Perchè ho rivisto Romeo, sul tavolo operatorio mentre, ancora intubato, esalava l'ultimo respiro, con le mie mani che gli accarezzavano le orecchie come tanto piaceva a lui.
Perchè ho rivisto Andrea, con i suoi occhioni neri con cui era solita fissarti, mentre stringevo al petto il suo collare di acciaio forte forte, sperando che tornasse da me.
Perchè ho rivisto Alf, stremato dopo l'ennesimo attacco epilettico, addormentatosi immediatamente dopo la fatidica puntura perchè, poverino, non ce la faceva più a resistere.

Perchè ho visto Tilde, mentre mi accoglie scodinzolante al mio rientro a casa, e ho avuto la conferma che, sebbene nulla purtroppo sia per sempre, il loro amore è talmente incondizionato da far dimenticare ogni bruttezza della vita.

mercoledì 25 giugno 2014

#100happydays - Dal #day81 al #day90

Altro riepilogo di 10 giorni felici.


#day81 ... e i biglietti per il concerto di Renga sono in mio possesso!
#day82 trovare finalmente una suoneria decente per il cellulare
#day83 andare a trovare un'amica che non vedo da 10 anni
#day84 il ventilatore gira come impazzito a causa del caldo afoso
#day85 una nuova pianta in ufficio di cui prendermi cura .. speriamo bene!


#day86 colleghi che vogliono essere menzionati nel mio giochino dei #100happydays
#day87 il sito aziendale che straborda di mie fotografie
#day88 usare le tattiche di McGyver per aggiustare il sandalo rotto
#day89 gita milanese con le amiche delle staffette
#day90 una domenica pomeriggio nell'ozio totale

lunedì 23 giugno 2014

Emma

Terzo libro libro letto grazie al Club di Jane Austen della mia amica Moma.
In teoria avrei dovuto leggerlo a tappe, ma dovendo anche cominciare un altro gruppo di lettura organizzato da Strawberry - dopo I miserabili di Vincent Hugo ci faremo ancora del male leggendo I fratelli Karamazov di Dostoevskij - ho preferito iniziare e finire la lettura. Anche perchè, qua lo dico e qua lo nego, mi aspettavo che fosse una cavolata di libro come quello letto il mese scorso. Ed invece mi son pure dovuta ricredere, perchè questa volta Jane Austen ha ipnotizzato anche me!

Emma
Ovvero la storia della pro-pro zia di Marco Predolin, colei che nell'ottocento inventò il primo programma pseudo-televisivo: il gioco delle coppie.
Difatti Emma si intestardisce e vuole far accoppiare la sua amica Harriet con Mr Elton, il vicario del villaggio dove si svolge la trasmissione. Così fa di tutto per organizzare incontri, pranzi, cene, balli, concerti .. tutto per farli incontrare. L'amica si convince così che il vicario sia l'uomo della sua vita, mentre Elton, il furbo, accetta gli inviti solo per vedere Emma. Quando l'impiccio verrà scoperto Elton se ne andrà - per ritornare mesi dopo accompagnato da una moglie scovata chissà dove - ed Emma dovrà riparare il cuore spezzato di Harriet.
Nel mentre in città arriveranno anche Frank Churchill, di cui Emma si invaghisce prima ancora di vederlo basandosi solamente sui discorsi altrui, e Jane Fairfax, signorinella antipatica alla nostra protagonista - che novità!
Tra coppie scoppiate, coppie che si uniscono, coppie che non sono coppie e coppie che forse saranno, Emma si accorge - era ora aggiungerei io - che il suo buon vecchio amico Mr Knightley non è solo un amico. E quando se ne accorge? Quando la sua amica Harriet comincia a tampinarlo proponendosi come moglie.

Ora vi stupirò con effetti speciali ammettendo - udite udite - che la storia mi è piaciuta.
E' vero, è sempre una di quelle classiche ottocentesche con personaggi femminili che, forse forse, per essere donne dell'epoca fanno anche più di quello che avrebbero potuto fare nella realtà. Ma Emma, in verità, ha un punto ben preciso in comune con la sottoscritta: non si vuole sposare. Fa di tutto per rendere felici le altre coppie, cerca di mettere insieme persone che altrimenti manco si guarderebbero, cerca di spingere lui con lei e lei con l'altro, ma non pensa a sè. E poi è divertente, sbadata al punto da non accorgersi della corte serrata di Elton e con due fette di salame enormi sugli occhi che non le fanno vedere bene il povero Mr Knightley.

Ora speriamo bene anche per la lettura del prossimo mese, altrimenti son guai!

venerdì 20 giugno 2014

Ormoni impazziti di giugno

Lo so, sento già i vostri brusii nel vedere la foto del figone del mese. Vi starete chiedendo tutte con che criterio ho inserito lui in questa categoria. Ed in parte avete ragione, lo ammetto: probabilmente a mente lucida non lo avrei mai nemmeno preso in considerazione.

Ma sapete bene che la mente lucida io non ce l'ho spesso, e quindi eccolo qua, in tutto il suo splendore.


E poi ormai dovreste sapere che i miei gusti non sono propriamente canonici, o no?

martedì 17 giugno 2014

Con i tuoi occhi

Ormai dovreste saperlo: io per questa autrice provo un amore viscerale, non fa in tempo a pubblicare qualcosa che sono già in libreria ad acquistarlo. E' stato un colpo di fulmine, per lei e per tutti i suoi difficili personaggi.
Questa volta potrò condividere la mia passione con un altro bel gruppetto di lettrici, visto che farò conoscere questa storia tramite la mia seconda staffetta letteraria (il primo inviato era questo).

Con i tuoi occhi
Irma e Carla, bambine coetanee che la vita farà crescere in fretta. Vivono in due mondi completamente diversi eppure così simili che potrebbero essere sorelle.
Irma vive con mamma e papà a Rimini, famiglia agiata, non le manca nulla. Farà amicizia con Maya, e proprio tramite lei scoprirà che non tutto il mondo è fatto di amore e felicità, ma che esiste anche il buio e la paura.
Carla vive a Favignana, in Sicilia. Famiglia del basso ceto, il padre perde il lavoro ed è costretto a trasferire tutti a Bologna, in cerca di una nuova vita. La piccola di casa inoltre è malata, una malattia che fino all'ultimo cerca di nascondere agli occhi altrui per non sentirsi diversa, per non sentirsi emarginata.
Ma la vita è strana, e complice un destino assurdo le strade di Irma e Carla si incontreranno, si scontreranno, si mischieranno per poi tornare ognuna per la propria via. Ma è grazie agli incontri quasi casuali che le vite a volte possono cambiare.

Ogni volta che leggo un suo libro, un suo racconto, è un colpo allo stomaco. Non tanto per le scene cruenti che impregnano le pagine del romanzo, ma soprattutto per le vite difficili dei personaggi.
Irma e Carla non sono bambine - e poi adolescenti, e poi donne - normali, non sono bambine cresciute nella bambagia. Sono bambine che hanno sofferto, che la vita ha messo alla prova sperando, forse, che sapessero salvarsi.

Io ho vissuto per 13 anni in un quartiere in cui le bambine, ed i bambini, venivano messi alla prova. Per 13 anni ho vissuto con bambine che mi ricordavano Irma - i suoi stessi pensieri, i suoi stessi cambiamenti da bimba innocente a Lolita in erba. Per 13 anni ho vissuto con bimbette come Carla, che facevano di tutto per sembrare normali quando normali non lo erano. In classe con me c'erano persino dei Salvatore - l'amichetto di Carla - che abbandonarono la scuola e finirono .. dove finirono? A lavorare, a spaccarsi le mani, a fare cose che forse un bambino non dovrebbe fare.

Irma si è lasciata trascinare nel vortice, si è lasciata conquistare da un mondo d'amore che amore non era. Carla ha tirato su la testa, ha cercato di reagire ai pregiudizi altrui, ha trovato il coraggio per ammettere, soprattutto con se stessa, che fortunatamente non tutti siamo uguali.

E voi, siete più Irma o più Carla?

Costringermi a vivere per non creare dolore non è amore, è egoismo.
- Sebastiano

domenica 15 giugno 2014

Musicappalla

Oggi mi lascio trasportare dalla nostalgia - musicale si intende! - e vi propongo qualcosa di molto rockeggiante.


They call us problem child:
we spend our lives on trial,
we walk an endless mile,
we are the youth gone wild,
we stand and we won't fall,
we are the one and one for all.
The writing's on the wall
we are the youth gone wild.
Youth gone wild (Skid Row)

giovedì 12 giugno 2014

La lapide di ardesia

A volte le coincidenze della vita sono veramente strane, sapete?
Poco più di un anno fa lessi un racconto, La lapide di ardesia, scaricato dal sito Horror, da cui prendo spesso ispirazione per film o letture del genere.

Il racconto mi era piaciuto, un giusto mix tra racconti dell'orrore, fantasmi ed incubi nati più che altro dalle suggestioni che noi stessi ci creiamo.

Ora, a distanza di tempo, scopro che il racconto è stato rieditato da Speechless, la testata giornalistica che seguo assiduamente in quanto le sue pubblicazioni sono esattamente nel mio stile, e che da nemmeno una decina di giorni è riscaricabile qua.

Per stuzzicare la vostra curiosità riporto una parte della nuova prefazione:
Se la frase lapidaria del testo è "le cose vanno come devono andare", l'effetto a sorpresa, il colpo di teatro, insomma, è "ma qualche volta vanno, vanno come noi vogliamo".

Per qualsiasi informazione sul racconto e su Speechless:
Speechless su faccialibro
La lapide di ardesia
Speechless Books su faccialibro

Vero che vi ho incuriosito abbastanza?

mercoledì 11 giugno 2014

#100happydays - Dal #day71 al #day80

Altri giorni di #100happydays!


#day71 tornare bambina disegnando sullo specchio appannato
#day72 sesto tatuaggio fatto!
#day73 fare la lista della spesa per la grigliata del mio compleanno
#day74 mangiare una girella dopo quanti anni?
#day75 fare il tiramisù per la grigliata con gli amici


#day76 festeggiare nuovamente!
#day77 altri regali arrivati
#day78 da brava nerd giocare con le caramelle a forma di Pac-man
#day79 ricevere messaggi da una vecchia amica
#day80 cominciare a vedere le mie fotografie sul sito aziendale son soddisfazioni!

lunedì 9 giugno 2014

Striges

Per il mio compleanno la mia amica Gloria mi ha regalato un libro - non ci conosciamo da molto, ma ha già azzeccato in pieno i miei gusti! Comunque, inizio a leggerlo e mi sfuggono dei particolari, vado avanti e tra le pagine mi mancano sempre dei collegamenti. Ed infatti, scopro che in realtà è il secondo volume di una serie.
Detto fatto, procuro il primo capitolo e mi rimetto in pari con la trama.

La promessa immortale
Zoe è, all'apparenza, una normalissima adolescente che passa la sua vita districandosi tra i compiti di scuola, la sua amica Chloe, il padre con orari assordi di lavoro e i giri in centro città. Zoe, a dispetto di alcune suo compagne di classe un po' vamp e rubacuori, è convinta che non si innamorerà mai nella vita. Ma come si suol dire mai dire mai; difatti, all'improvviso farà la conoscenza di Sebastian, un ragazzo un po' più grande di lei, insegnante del corso di teatro. Da quel preciso istante, in cui i loro occhi si sono incrociati, le loro vite cambieranno. O meglio, torneranno ad essere quelle che erano in realtà: Zoe una strega e Sebastian un inquisitore. Ovvero acerrimi nemici.
Ma, come ben sappiamo, a volte l'amore è più forte sia del tempo che delle apparenze.

La voce dell'ombra
Zoe e Sebastian, forti del loro amore, sono riusciti a scappare dagli inquisitori che danno loro la caccia, ma un incidente lungo il cammino li dividerà nuovamente. Zoe si risveglierà così, dopo mesi di coma, al Santuario delle streghe, ritrovando alcuni suoi amici, il suo famiglio Misha e la sua madrina Sam. Incontrerà nuove amiche e nuovi nemici, e avrà la sfortuna - o fortuna? - di scontarsi con Adam.
Ma che fine ha fatto Sebastian? E perchè l'attrazione per Adam è così forte ed al contempo così paurosa? Qualcosa di misterioso si nasconde tra le mura del castello-santuario, mettendo alla prova la pazienza di molti. Tra i ragazzi e gli insegnanti si nasconde un intruso, un nemico, in inquisitore: come ha fatto ad entrare? Cosa vuole da tutti loro?

Un giudizio a freddo?
Belli, entrambi.

Barbara Baraldi è riuscita ad integrare in modo esaltante la vita delle streghe - con i loro incontri, i loro incantesimi, i famiglie piuttosto che la magia che scorre dentro le loro vene - con la vita di adolescenti irrequieti, rendendo la trama oltre che attuale anche quasi possibile e vera.
In alcuni punti mi è sembrato di rileggere qualcosa della saga di Twilight o della saga di My Land - concedetemelo, ne leggo talmente tanti in un anno che ormai le storie fanno a volte confusione nella mia testolina - ma con la scusa che i protagonisti non sono i classici vampiri o licantropi bensì streghe, mezzi demoni, inquisitori e famigli, il tutto è risultato comunque molto piacevole.

Ora mi sa che mi procurerò anche l'altra saga scritta dall'autrice: il suo stile mi è piaciuto molto!

sabato 7 giugno 2014

Romanzo criminale

In ritardo rispetto agli altri telespettatori, ho visto sia il film di Michele Placido sia la serie che hanno trasmesso successivamente in televisione: la storia ispirata alle vicissitudini ed ai crimini efferati compiuti dalla banda della Magliana a Roma, a partire dagli anni '70 e protrattisi per più di un ventennio.

Il film
L'ho amato, stra-amato e ri-amato. Avevo gli occhi fissi allo schermo ogni volta che il Libanese, interpretato da Pierfrancesco Favino, proferiva parola. Non muovevo un muscolo nell'attesa di una decisione presa dal Freddo, interpretato magistralmente da Kim Rossi Stuart. E, seppure non mi vadano normalmente molto a genio, non posso non ammettere che anche le interpretazioni di Stefano Accorsi - il commisario Scialoja - e Riccardo Scamario - il Nero - fossero degne di nota.
Il risultato? Ho pianto come una fontana alla morte del Libanese, con tanto di singhiozzi e fazzoletti sparsi ovunque.

La serie
Se tanto mi è piaciuto il film, ancora peggio - leggasi ancora migliore - è stato il risultato dopo la visione della serie televisiva. Partiamo dal presupposto che mi sono letteralmente innamorata dal Freddo, che già sarebbe un'ottimo motivo per vedere entrambe le stagioni, ma vogliamo parlare anche di tutto il resto? La regia è stata magistrale - più nella prima stagione che nella seconda, ma son dettagli - e alcuni aspetti che nel film erano stati tralasciati per via del tempo a disposizione qua vengono al contrario amplificati e spiegati per bene. Anche le parti che, al contrario, differiscono rispetto al film non sono così rovinosi per la storia.
Il risultato? Ho pianto come una fontana alla morte del Libanese, con tanto di singhiozzi e fazzoletti sparsi ovunque.
Ok, questo risultato lo avevate letto anche prima, quindi cambio risposta.
Il risultato? Ho pianto come una fontana alla morte del Freddo, con tanto di singhiozzi e fazzoletti sparsi ovunque.

Oh ragazzi, non è colpa mia se i canonici film strappalacrime mi fanno invece ridere e, al contrario, queste storie iper drammatiche di cronaca nazionale invece mi fanno venire il magone!

PS ora mi sono anche procurata il libro da cui hanno tratto entrambi i capolavori televisivi .. per non dire che mi sto anche documentando sulla filmografia di Vinicio Marchioni!

Il bello del nostro lavoro e che noi non inventiamo bugie. 
Inventiamo la realtà.
- Il Vecchio

giovedì 5 giugno 2014

#100happydays - Dal #day61 al #day70

Altri 10 giorni di #happydays!


#day61 appuntamento preso: il 6° tattoo è in arrivo!
#day62 i primi regali cominciano ad arrivare
#day63 solo io posso comprare libri del genere ..
#day64 la fangirl che è in me è esplosa alla visione del film di Veronica Mars
#day65 i festeggiamenti continuano


#day66 essere viziata in ufficio
#day67 regali completamente inaspettati
#day68 regali completamente inaspettati - parte seconda
#day69 giro turistico per le cantine dell'Oltrepò pavese
#day70 fare tardi chiacchierando con un amico

mercoledì 4 giugno 2014

Meme in viaggio - parte quarta

Ed eccomi qua, a porvi le mie fatidiche 10 domande - ho fatto un post apposito per non dilungarmi troppo nei precedenti.

Fatemi conoscere le vostre risposte, mi raccomando!

1 - C'è una canzone o un artista che ti fa tornare alla mente una determinata vacanza?

2 - Preferisci viaggiare in gruppo o con pochi amici intimi?

3 - Se dovessi venire nella tua città, c'è un luogo in particolare che non dovrei assolutamente visitare?

4 - Se dovessi venire nella tua città, c'è un luogo in particolare che, invece, dovrei assolutamente visitare?

5 - In valigia, libri cartacei o ebook?

6 - Ci sono delle tue abitudini che, in viaggio, cambiano radicalmente?

7 - Quanto impieghi ad organizzare/prenotare una vacanza? Decidi tu o ti lasci trasportare dall'entusiasmo di qualcun altro?

8 - Se potessi partire domattina, senza limite di budget e tempo, dove andresti?

9 - Settimana di vacanza: resort su un'isola all inclusive o zaino in spalla e via?

10 - Stanno pensando di organizzare i viaggi sulla Luna: indipendentemente dal costo, ci andresti?

martedì 3 giugno 2014

Meme in viaggio - parte terza

Mentre ero impegnata a rispondere alle domande di Silvia e Federica, ecco che è arrivata alla carica anche Nuvolette.
Potevo evitare proprio le sue domande? Sia mai!

1 - Dove trascorrevi le tue estati da bambina: sempre nello stesso posto o ogni anno un posto nuovo?
Fino ai 16 anni le mie vacanze le ho fatte sempre ed esclusivamente a Bettola, in provincia di Piacenza: lì i miei avevano una casa, con tanto di vigneti e frutteti. In pratica son cresciuta facendo la contadinella - senza contare di quando sparivo nella stalla per guardare i vitelli.

2 - La prima vacanza da sola?
Tardi, troppo tardi. E' stata a 20 anni col moroso. Prima non ero interessata alle vacanze vere e proprie - e poi ammettiamolo, non lavoravo ancora, come me le sarei pagate?

3 - Ti capita mai di dimenticare di mettere qualcosa in valigia?
Assolutamente .. no! Sono una di quelle che prima di prepararsi fa il foglietto con quello che potrebbe servire e pian piano lo spunta quando mette le cose in valigia.

4 - L'esperienza più imbarazzante capitata in viaggio?
L'aver visto il pipparuolo al vento dell'ospite che soggiornava nella stanza accanto a noi, nell'affittacamere in Croazia. Peggio di così!

5 - Mega valigia gigante o zaino?
Decisamente zaino, al massimo trolley dimensione bagaglio a mano - sì, anche quando ho fatto il tour di 15 giorni in Croazia avevo la valigia piccola! Per una che per 14 anni ha viaggiato in treno, ridurre tutto al minimo è l'essenziale.

6 - Il posto più figo dove hai fatto shopping?
Quando sono in vacanza non faccio shopping vero e proprio, al massimo compro qualche cartolina - fino a qualche anno fa - o qualche cosa da mangiare/bere, ma lo shopping inteso come tale lo faccio a casa.

7 - Il viaggio più massacrante: ne è valsa la pena?
Quello più massacrante in assoluto è stato quello in Croazia nel lontano 2002, quindi la prima volta che ci andavo. Eravamo in 4, i nostri amici a tutti i costi son voluti andare in auto e ci abbiam messo 14 ore - e dico: 14 ore! - per arrivare all'isola di Pag. Quando son scesa dall'auto non vi dico come era il mio umore .. e no, ne ne è valsa la pena in quanto quell'isola è, praticamente, deserta.

8 - Il posto più distante da casa dove sei stata?
Guardando bene la cartina, direi Amsterdam. Purtroppo non ho avuto ancora modo di spostarmi molto più in là.

9 - L'abitudine più curiosa in cui ti sei imbattuta viaggiando?
Ma sapete che, a pensarci bene, non mi viene in mente nulla di così curioso? E le cose son due: o ho visitato posti monotoni, o sono io che son troppo strano di mio e quindi non ci faccio caso!

10 - Consigliami un luogo, magari non troppo conosciuto, da visitare in Italia.
Di poco noto consiglierei il Castello di Bardi, la Sacra di San Michele, il castello di Soncino o Grazzano Visconti - che non si dica che non mi piacciono i castelli!

domenica 1 giugno 2014

Meme in viaggio - parte seconda

Eccomi alle prese, come promesso, con la seconda parte del meme. Questa volta le domande inerenti i viaggi saranno di Federica, che ora si trova praticamente dall'altra parte del mondo rispetto a noi.

Potevo lasciarla rosolare nella curiosità senza risponderle? Sia mai!

1 - Consigliaci un posto da visitare vicino a casa tua.
Rimanendo nella mia provincia direi, senza ombra di dubbio, Città Alta di Bergamo: le mura medievali ed il loro centro storico danno quel tocco affascinante ad una città che, altrimenti, avrebbe ben poco significato. Se invece mi posso spostare anche in regione - rimanendo sempre nella cerchia dei 30/50km da casa mia, direi Milano o Crema: città tutte da scoprire!

2 - Sconsigliaci un posto che hai visitato ma che ti ha deluso.
Enna, e non ho dovuto pensarci nemmeno troppo. Io sono una di quelle persone che son convinte che ogni cittadina - piccola o grossia che sia, famosa o meno nota che sia - abbia qualcosa da mostrare ad ipotetici turisti. Enna ha la fortuna di avere parecchie cose da vedere di interesse storico, ma la scarsa manutenzione, lo scarso interesse dei locali e il disinteresse totale delle istituzioni ha fatto sì che la consideri, purtroppo, una città da evitare.

3 - C'è un libro o un film che ti ha fatto decidere di intraprendere un determinato viaggio?
Se sto valutando la Polonia come ipotetica meta di un viaggio è grazie a questo libro. E non aggiungo altro.

4 - Il souvenir più bello che hai portato a casa?
Le mie fotografie, i miei ricordi. Non sono una che compra souvenir, non porto mai a casa nulla dei posti dove sono stata. Qualche volta mi sono concessa giusto un pensiero per i miei regalando loro qualche strofinaccio da cucina con il disegno della regione o della nazione, ma il più delle volte l'unico souvenir sono le centinaia di foto che scatto.

5 - Quando mangi qualcosa di buono in viaggio, provi a rifarlo a casa?
Ovvio che sì! Il filetto allo Stroganoff croato o il waterzoi belga son riuscita a cucinarli anche più di una volta.

6 - Qual'è il mezzo che preferisci per sportarti durante un viaggio?
Dipende dalle distanze. In linea di massima l'auto. E poi nelle città o nei luoghi raggiunti mi affido ai miei bellissimi piedi!

7 - Qual'è la meta dei tuoi sogni?
New York, senza ombra di dubbio. Anzi: sopra ogni ragionevole dubbio, come dicono nei film.

8 - Cosa ti manca di più di casa tua durante un viaggio?
Devo essere sincera? Niente. La casa è fatta dalle persone che la abitano, non dalle mura o dagli oggetti contenuti. Quindi se sto bene con me stessa e con le persone che ho vicino, perchè dovrebbe mancarmi qualcosa?

9 - Mare o montagna? E perchè?
In montagna ci vado ma per visitare qualcosa, non per camminare: odio camminare in mezzo ai boschi o lungo i sentieri, è una delle cose che più mi annoia a sto' mondo.
Al mare ci vado, ma non fatemi stare tutto il giorno in spiaggia; è la seconda cosa che più mi annoia a sto' mondo.
Il giusto secondo me sta nel mezzo: mare o montagna ma con qualcosa da visitare. La vacanza secondo me è cultura.

10 - C'è un posto dove ti piace tornare spesso?
No, fino ad ora non sono mai tornata due volte nello stesso posto. Anche se ammetto che mi piacerebbe tornare ad Amsterdam: per colpa di un paio di persone che avevamo insieme all'epoca non sono riuscita a visitare come volevo la città e - udite udite - nemmeno il museo di Van Gogh!