venerdì 31 ottobre 2014

L'isola del tesoro

Questa volta, grazie al gruppo organizzato da Moma, abbiamo cambiato completamente genere: basta damerini ingessati, donzelle ricoperte di trini e merletti e storie sconclusionate.
Questa volta si parte all'avventura!

L'isola del tesoro
Un ragazzino, Jim, figlio di locandieri, si imbarca - nel vero senso della parola - nell'avventura più grande della sua vita: insieme ad una ciurma di marinai parte alla ricerca del tesoro abbandonato su un'isola.
Lungo il suo percorso troverà pirati cattivi che vogliono depredare la nave e pirati invece dall'animo buono, comandanti integerrimi e antagonisti dalla morale dubbiosa, marinai ciechi e cuochi con una gamba di legno fino a tentati ammutinamenti.
Riuscirà il nostro eroe a portare a casa qualche moneta d'oro? O il vero tesoro che troverà sarà ben altro, ovvero la crescita personale e l'avventura misteriosa?

All'inizio la storia mi aveva preso benissimo: piena di personaggi che, finalmente, facevano qualcosa in più dell'andare in carrozza o di bere il the coi biscotti prima delle danze, le promesse erano tutte benevole. Poi però, a metà lettura, ho cominciato a soffrire un po' il mal di mare: tra ammutinamenti, marinai che saltavano da una nave all'altra, gambe di legno ed occhi di vetro, dottori e capitani, la mia mente stava cominciando a fare un po' di confusione. Prima mi sono immaginata il capitano Smollet con la faccia di Jason Statham, poi grazie ad un suggerimento di Nuvolette ho cominciato a vederli come cartoni animati, infine ho cominciato ad immaginarmeli tipo Pirati dei Caraibi. Alla fine si è ripreso, e l'inseguimento sull'isola alla ricerca del tesoro dorato ha fatto sì che lo finissi soddisfatta.

Ma poi, il tesoro di cui tanto si parla nel libro, è veramente quello fatto di denari e gioielli custoditi nel nascondiglio .. o più in generale si tratta dell'adolescenza perduta del giovane protagonista?

giovedì 30 ottobre 2014

Musicappalla

Torno al mio genere musicale prediletto.


Non ci sei, non ci sono:
segui la tua strada, tutto il resto si vedrà.
Nuvole di fango (Fedez)

domenica 26 ottobre 2014

Tra Renga e Pink Parade

Devo aggiornarvi su un paio di cose che ho fatto in questo ultimo periodo.
Cose tranquille eh, niente di particolarmente impegnativo - si fa per dire - fisicamente .. ma emozionalmente valgono doppio entrambe le situazioni!

Guai a chi dirà d'ora in avanti che il venerdì 17 porta sfortuna, sia chiaro. Perchè, proprio in quella data, io e mia mamma siamo andati a vedere il concerto di Francesco Renga. Bello bello: ottima scenografia minimale, ottima illuminazione, ottima acustica, ottimi musicisti, ottimo tutto. Lui è tornato un po' alle origini - ai tempi dei Timoria per intenderci - e tiene il palco come uno dei migliori rocker: non sta fermo un attimo, salta, corre, si sbraccia, canta, parla, sorride. Eccome se sorride.
La cosa migliore del concerto? Mia mamma che teneva il tempo, che canticchiava le canzoni manco fossero quelle di Claudio Villa e, soprattutto, che a dispetto mio ha riconosciuto la ragazza che ha aperto il concerto: ma come, non riconosci Irene Fornaciari? Ha anche cantato a Sanremo!  Sappiate che se volete un juke box vivente posso prestarvi mamma Giangy!

E che dire della giornata di oggi? Io e la mia amica Gloria siam partite all'alba direzione Milano per partecipare alla Pink Parade. Più di 5000 persone, uomini, donne, bambini, anziani e giovani, cani e passeggini, ricci e lisci, mori e biondi, uniti per una camminata non competitiva il cui ricavato aiuterà la Fondazione Veronesi nella ricerca sul cancro al seno. Ecco perchè non potevamo non mancare. Certo, poi ci aggiungi che si fanno incontri particolari - Marco Bianchi verrà ricordato negli annali della mia amica -, che ci siamo rifocillate pappandoci un'enorme fetta di torta al cioccolato e che il sacchetto regalo a fine corsa era il secondo motivo per cui abbiam voluto partecipare .. beh, che dire: ad avercene giornate del genere!
PS soprattutto sapendo che abbiamo superato noi stesse mettendoci poco più di 50 minuti per fare il percorso!

Quand'è che capiterà un'altra settimana così ricca di impegni?

sabato 25 ottobre 2014

La casa per bambini speciali di Miss Peregrine

Faccio una confessione: io questo libro l'ho comprato al 90% per la copertina. Quando l'ho vista nella pila in libreria, non ho potuto non fermarmi. E' stato più forte di me: la bambina inquietante che levita dal terreno ha avuto su di me un fascino che manco Favino avrebbe avuto.

La casa per bambini speciali di Miss Peregrine
Jacob è, all'apparenza, un adolescente come tanti: complessato, con pochissimi amici ed in perenne lite coi genitori. L'unica persona con cui ha un rapporto maturo è Abraham, il nonno paterno. Unico neo: il nonno è matto come un cavallo. Non fa che parlare dell'orfanostrofio dove è cresciuto durante la guerra e di come questa casa fosse abitata da bambini speciali: c'era chi sapeva volare e chi accendeva palle di fuoco, chi spostava massi enormi e chi faceva sogni premonitori, senza tralasciare il bambino invisibile e la maestra che si trasformava in falco.
Tutti prendono per matto il povero nonno, ma quando dei mostri compariranno dal nulla ed uccideranno il povero Abraham, Jacob sa che l'unico modo per salvarsi sarà quello di andare alla ricerca dell'orfanotrofio magico.

Le prime 100-150 pagine hanno un alone di mistero che, qua lo dico e qua lo nego, mettono paura. Mi son sognata la pima notte di essere inseguita da una bambina a cui uscivano serpenti dalla bocca, e per aver letto solo un libro devo dire che ha fatto centro - ultimamente nemmeno i tanto promossi film al cinema hanno su me questo effetto.
Poi però la storia è cambiata, e mi sono appassionata ai vari personaggi: Jacob è un po' troppo saccente per i miei gusti, ma come resistere al fascino di Emma? O come non provare tenerezza per il povero Millard? Vogliamo parlare poi dei Vacui e degli Spettri?

Ottimo stile narrativo, ottima ambientazione fantastica ma al tempo stesso molto attuale - tutto si svolge in parte ai giorni nostri ed in parte nel periodo della Seconda Guerra Mondiale - ed ottimi personaggi molto ben caratterizzati. L'altra cosa positiva di questo libro è come si possa paragonare la trama principale - dove dei mostri fantastici uccidono persone speciali - all'attualità odierna - dove bulli di ogni età se la prendono con persone diverse.

E' già uscito il secondo capitolo.
Devo correre dal mio librario di fiducia a comprarlo!

Se l'alternativa è non fare niente e sperare per il meglio, allora non c'è nessuna alternativa.
- Millard

lunedì 20 ottobre 2014

Ormoni impazziti di ottobre

L'atletica non è mai stato uno dei miei sport preferiti. Men che meno la corsa: io mi stanco anche solo a guardare gli altri correre, figuratevi voi!
Però.
C'è sempre un però in queste occasioni, e questa volta il però è dettato dal fatto che, a voler ben guardare, ci sono degli sportivi niente male.


Questo ometto corre i 100 e 200 metri.
Io correrei a vedere altre sue fotografie.

mercoledì 15 ottobre 2014

Musicappalla

Questa volta tappa decisamente amarcord. Ripescato un loro vecchissimo cd dal magico mobiletto posto dietro la porta di camera mia, sono tornata indietro di almeno 20 anni, quando al sabato sera ci si ritrovava in piazza con gli amici di sempre - di cui uno ancora presentissimo nella mia vita - e si impiegava almeno mezz'ora a decidere in quale pub cominciare la serata.
E sì che io all'epoca bevevo solo aranciata!


... E intanto il tempo passa
e non gli frega niente
di te, che sopravvivi come un deficiente.
... E intanto il tempo passa
svelto ed indifferente:
lo vedi andare via,
lo vedi fuggire via.
E intanto il tempo passa (Negrita)

giovedì 9 ottobre 2014

La misura della felicità

Altro libro staffettaro arrivato e letto in men che non si dica.
L'ho letto ascoltando in contemporanea il nuovo album di Fedez, ma quella è tutta un'altra storia.

La misura della felicità
A.J. Fikry è un librario anomalo: odia il suo lavoro, non sopporta i clienti, non gli piace organizzare bookparty e non regge gli incontri con gli autori. E sì che, anni addietro, quando ha aperto la libreria Island Books, non era così. Anni addietro, però, c'era Nic, l'amata moglie, scomparsa ora in un incidente stradale.
Ma se A.J. crede che la sua vita d'ora in avanti sia triste, rabbiosa e rancorosa non ha fatto i conti con Maya, una bambina innocente e dolcissima che verrà abbandonata proprio all'interno della sua libreria.
Vite sconvolte, amori nuovi, lavori da rivalutare, esigenze diverse: ecco cosa si prospetta ora sul cammino di Fikry. Ma tutto sarà incredibilmente sopportabile grazie anche alla presenza di Amalia.
Finchè, ovviamente, il destino non deciderà di cambiare le carte in tavola.

Faccio una premessa: avevo visto la pubblicità del libro su qualche rivista ma non avevo mai letto nessuna recensione. Mi ero limitata a qualche commento di altre letturine su faccialibro, e nessuna di loro era rimasta entusiasta di questa storia. Io non mi aspettavo nulla di particolare, o meglio: non mi aspettavo proprio nulla, non essendo questo propriamente il mio genere. Ma ultimamente, come mi ha fatto notare tempo fa Auryn, sono i libri più inaspettati quelli che mi lasciano qualcosa. Detto fatto, a me questo libro è piaciuto. Un sacco anche!
Certo, ci sono stati alcuni passaggi che mi hanno lasciata un po' interdetta, ma più che altro per lo stile narrativo che per la trama in sè. Ci sono dei salti temporali che, anche se effettivamente non è che ci fosse granchè da dire nel mezzo, mi hanno un po' sbilanciato. Ma tolte queste piccole peculiarità la trama scorre via in scioltezza.

Oh, sia chiaro: non è un romanzo da premio Nobel questo. Ma è tranquillamente una di quelle storie che in un paio di giorni ci possono fare piacevolmente compagnia. Ottimi spunti lettari scorsi tra le pagine, ottime citazioni e poi .. diciamola tutta .. chi di noi non vorrebbe abitare in un appartamento posto al primo piano direttamente sopra - e direttamente collegato - con una libreria? Io alzo la mano!

Che differenza c'è tra un libro e l'altro?
Sono diversi perchè lo sono. Bisogna leggerne molti, bisogna crederci, bisogna accettare che ti deludano perchè qualcuno, di tanto in tanto, ti possa entusiasmare.
- A.J. Fikry

martedì 7 ottobre 2014

Il potatore di anime

Secondo libro comprato nella piccolissima fiera dell'editoria del mese scorso.

Il potatore di anime
Un uomo normale: moglie casalinga, lavoro in un ufficio tranquillo, vicini simpatici. Ma il tradimento della donna accenderà in lui un campanello d'allarme e, spinto dalla voce di Dio che dice di sentire durante la notte, deciderà di fare piazza pulita di tutte quelle brutte anime che circolano per il pianeta.
Diventerà così un serial killer meticoloso, puntiglioso, e sfiderà direttamente un'agente dell'FBI disseminando in giro indizi e citazioni della Bibbia.
Viaggiando tra gli States e l'Italia, un lungo inseguimento tra una bionda agente ed un feroce assassino arriverà all'epilogo finale .. e solo il Signore potrà dire che si salverà.

Mi aveva attirato il discorso delle citazioni religiose. Io, che con la religione, le chiese e Dio non c'entro assolutamente nulla, sono fortemente attirata da storie che invece sono intrise di questo alone ecclesiale. E devo dire che in parte l'autore è anche riuscito a tenermi ancorata alle pagine, forse più per le citazioni stesse che per la storia vera e propria - purtroppo.

Cosa non mi è piaciuto del libro? Il finale.
Ho corso per tutte le 341 pagine senza togliere un attimo lo sguardo dall'assassino per poi arrivare lì e dire ma come? Finisce così?
E quando rimango così con l'amaro in bocca poi non riesco ad essere obiettiva sul resto della trama.

Peccato, l'idea di alternare parti raccontate dalla poliziotta e parti descritte direttamente dal killer era buona - soprattutto per il cambio di carattere e di linguaggio - ma si è perso sul finale.

Però ora mi è rimasta una curiosità impressionante su una cosa: davvero la Bibbia - e con essa Vangeli e libri vari - è così truculenta? C'erano citazioni che avrebbero fatto impallidire il miglior Dexter!

venerdì 3 ottobre 2014

Billy Johrdan: io serial killer

Non troppo tempo fa, in uno dei paeselli vicino a casa mia hanno organizzato una piccola fiera dell'editoria. Ho letto la notizia per caso sul quotidiano locale, e potevo non andare a farci un giro? Assolutamente no! 
Peccato che non fosse nulla di entusiasmante, eccezion fatta per lo stand in centro al porticato che ha attirato la mia attenzione per i titoli forti che proponeva. Detto fatto, son tornata a casa con ben 2 libri persino autografati dall'autore!

Billy Jordan: io serial killer
Billy, personaggio completamente fuori di testa ma con un'intelligenza fuori dal normale, commette nell'arco di un ventennio più di un centinaio di omicidi sparsi per il paese. Dopo aver rinchiuso in un bunker le sue due ultime vittime, si costituisce all'FBI: sa che la sedia elettrica sarà ciò che lo aspetta, ma propone un patto agli agenti. Fornirà loro i codici per poter entrare nel bunker, racconterà loro ogni minimo dettaglio di tutte le morti che ha causato, confesserà tutti i nomi e cognomi delle vittime ma tutto dovrà essere scritto di suo pugno e poi pubblicato. Una specie di autobiografia autorizzata di un killer.
Chi la spunterà alla fine?

Lo ammetto: mi sono fermata a guardare questo libro per la copertina. Le braccia insanguinate hanno attirato immediatamente la mia attenzione - sapete che adoro le storie intrise di morti ed assassini seriali. E sono stata fortunata: la storia è avvicente, il protagonista è veramente matto e certi omicidi sono al limite dell'assurdo. Ottima l'idea di raccontare tutto in prima persona, e che il narratore sia l'assassino stesso: si apprezzano ancora di più i risvolti psicologici e si capiscono meglio le motivazioni che lo hanno portato a compiere certi gesti.

Unico neo: il finale.
E' sicuramente un mio limite, non lo metto in dubbio, ma le conclusioni tutte rose e fiori in un libro intriso di sangue mi spiazzano sempre un po'. Tutto ti porta a pensare che finisca in quel modo, per carità, ma mi sarei aspettata un bel colpo di scena finale. Ed invece niente.

Un po' come una corsa in auto coi giri al massimo e alla prima curva .. si frena per svoltare. Per me che vivo perennemente con la mano appoggiata sul cambio, un po' limitante. Però 3 stelline anobiane non gliele toglie nessuno!