mercoledì 31 dicembre 2014

Musicappalla

Semplicemente, buon anno.


Happy new year!
Happy new year!
May we all have a vision now and then
of a world where every neighbour is a friend.
Happy new year (Abba

lunedì 29 dicembre 2014

Letture ospedaliere - parte seconda

Perchè ogni tanto è anche giusto cambiare genere, non lasciarsi prendere solo da mondi fantastici od omicidi da risolvere. Ridiamo ogni tanto!

Il club delle cattive ragazze
Estelle, divorziata e con un figlio adolescente da mantenere, è la frizzante proprietaria di un bar. Peccato che non navighi proprio nell'oro: decide quindi, per risollevare le sorti del locale, di istituire al giovedì un Club del libro, sperando in un'affluenza perlomeno decente.
Arriveranno così Gracie, giovane bibliotecaria; l'insegnante Rebecca, sposata da meno di 1 annno; la neopensionata Sue, alle prese con un marito scansafatiche; Reggie, giovane nerd in procinto di laurearsi.
Il Club si specializzerà in letterature erotiche, e da lì a raccontarsi le proprie disavventure tra le quattro mura della camera da letto .. il passo è breve.

Trent'anni e li dimostro
Carlotta, giornalista freelance in cerca di un'occupazione a tempo indeterminato, convive con Luca, giovane scrittore di giorno e barman sciupafemmine di sera. Sono solo coinquilini, a sentir loro.
A leggere tra le righe invece abbiamo una Carlotta innamorata persa di lui, gelosa delle mille donne che si porta a casa ogni sera ed insicura quanto basta da non saper fare la prima mossa; ed abbiamo un Luca che non vuole saperne nulla dell'amore e che preferisce il classico una botta e via per non soffrire.
Ovviamente il finale è scontato: lui ama lei come non ha mai amato nessuna in vita sua, e lei perderà finalmente la sua aria da brava ragazza impedita.

Il primo mi ha fatto sorridere, non tanto per la storia in sè ma per come a volte siamo, tutti noi, veramente retrogradi su certi argomenti. Leggere classici o romanzi d'autore va bene, ma romanzi erotici no, non sta bene, non si fa. Il pregiudizio è dietro l'angolo. Non dico che 50 sfumature di grigio possa essere un'opera letteraria da premio Campiello, ma nemmeno che chi lo ha letto debba essere messo al rogo.

Il secondo invece, di cui avevo letto grandi recensioni in un gruppo si faccialibro, mi ha lasciato così: è insipido, un po' come la pasta che ti danno a pranzo all'ospedale. E' scontato, come le patate con il pollo arrosto. E' banale, come la minestrina servita a cena. Bocciato, sebbene sia scritto bene non mi ha lasciato nulla di più di un mezzo sorriso forzato.

sabato 27 dicembre 2014

Letture ospedaliere - parte prima

In ospedale, obbligata a letto, cosa può fare una sana di mente se non leggere? Quindi capitemi se in 11 giorni di ricovero mi sono pappata ben 5 libri di cui uno con quasi 600 pagine. Già ho la fama di divoratrice di opere letterarie, così me la sono giocata del tutto.

Vi racconterò quindi la prima parte delle letture, cominciando da quelli seri.

La psichiatra
In un reparto psichiatrico viene ricoverata una donna, la cui diagnosi è chiara agli occhi della dottoressa Ellen Roth: è stata picchiata, violentata, maltrattata, abusata. Forse per giorni, mesi, anni. La donna però non parla, non si confida, ed il giorno dopo scompare nel nulla. Ellen si metterà quindi alla ricerca della sua paziente, trovandosi davanti ad un muro: per tutti gli altri - gli infermieri del reparto, il suo collega Mark o gli altri inservienti - quella donna non solo non sanno che fine abbia fatto, ma non è mai esistita.
Che Ellen si sia inventata tutto? E' mai possibile?
Eppure, qualcosa di vero in tutta quella storia c'è, e metterà a dura prova la forza interiore di Ellen.

La verità sul caso Harry Quebert
Marcus, giovane scrittore in crisi di idee, decide di cercare l'ispirazione andando a trovare il suo vecchio amico e professore Harry. Peccato che, proprio in quei giorni, Harry venga accusato di omicidio: nel suo giardino viene ritrovato il cadavere di Nola, ragazzina 15enne scomparsa ormai 30 anni prima. Harry si dichiara innocente, e sarà proprio Marcus a cercare di scagionarlo.
Verranno quindi alla luce storie torbide che, un trentennio prima, hanno sconvolto la piccola cittadina di Aurora: un'adolescente che scompare nel nulla, poliziotti cattivi, un autista sfregiato, un miliardario coi sensi di colpa e giovani donne attratte dall'affascinante Harry.
Dov'è la verità? Chi ha ucciso la povera Nola?

Sono indecisa su quale commentare per primo, perchè i miei giudizi su queste due opere sono nettamente agli antipodi. Se tanto mi è piaciuto La verità sul caso Harry Quebert, tanto ho mal sopportato La psichiatra.

Del libro di Wulf Dorn avevo sentito parlare bene, sembrava quasi un caso editoriale, e lo immaginavo ricco di suspance, ansiogeno quanto basta per far sì che, a leggerlo di notte in un reparto ospedaliero, mi venisse un po' di tachicardia. Ed invece nulla, zero totale. A pagina 40 circa ho capito tutto, ho avuto una visione - no tranquille, l'infermiere figo del reparto non c'entra - e ho scoperto il colpevole prima ancora che la trama mi svelasse qualcosa. Bocciato, in pieno.

Anche del libro di Joel Dicker avevo sentito parlare bene, una mia amica lo aveva già letto e mi aveva detto è bellissimo. Spinta dalla curiosità e dal dover riempire forzatamente ore ed ore di allettamento, ho cominciato a sfogliarlo. Divorato. Ma divorato nel vero senso della parola: letto in un paio di giorni. Una volta si è avvicinato persino l'infermiere figo a dirmi com'è che fai il bradipo in questi giorni? Sto leggendo ho risposta quasi seccata. Perchè da una storia del genere non si riesce a staccarsi: l'autore ti porta a credere che il colpevole sia uno e poi in un paio di pagine ti dimostra come non può essere stato lui. Ti convince che sia quell'altro e poi ti smonta ogni tesi, ti dimostra che c'entra quello e poi ti piglia per il naso perchè non era lì.

Promosso a pieni voti il caso di Harry, bocciato su tutti i fronti la storia di Ellen.
A voi la parola ora!

venerdì 26 dicembre 2014

Dark rock chronicles

La mia amica Bookaholic, suggeritrice imperterrita di letture, mi ha consigliato un altro bel libro. Che io, tra una flebo e l'altra in ospedale, ho praticamente divorato.

Dark rock chronicles
Dopo l'ennesimo concerto, un gruppetto rock adolescenziale entra, per ripararsi dalla pioggia e scappare da un pseudo assassino, in una casa abbandonata. Faranno la conoscenza, loro malgrado, di un demone: ex leader del gruppo dei Led Zepp, la sua fama di notorietà lo ha portato, decenni prima, a fare un patto col diavolo. Ora per potersi salvare il demone ha solo una possibilità: obbligare gli sprovveduti ragazzi a partecipare ad un torneo musicale, vincerlo e ridar lui la vita eterna.
Ma non aspettatevi il classico concorso canoro alla Sanremo, perchè in questo caso bisogna affilare le proprie armi e combattere a suon di assoli, strimpellate e vocalismi.
Riusciranno Matt, Duff, Saul insieme a Megan e Charlotte a salvare il proprio amico Axl dalle grinfie del demone?

Lo stile, e la scrittura, sono ancora un po' acerbi in quest'opera - romanzo d'esordio dello scrittore Marco Guadalupi - ma la trama è sicuramente un'ottima ventata di novità nel mondo del fantasy.
Ma io sono di parte: ho degli amici musicisti, che hanno un gruppo rock, e di conseguenza mi sono ritrovata immersa a piè pari dentro la storia. Perchè ammettiamolo: solitamente siamo abituati a storie melense o con personaggi sempre al di fuori delle righe, ed invece qua no: i protagonisti sono ragazzi come ce ne sono tanti, con una passione che li accomuna. E sarà proprio questa passione a tenere alto il ritmo del libro: non si spara, non ci si picchia, non ci sono armi bianche. In compenso si lotta a suon di note musicali, con rullate capaci di creare terremoti, assoli che lanciano proiettili infuocati e vocalismi capaci di stendere il nemico.

Ottimo lavoro, decisamente consigliato a chi ama la musica in modo viscerale e a chi vuole leggere qualcosa di diverso nel vasto panorama del mondo fantasy.
Ora attendo impaziente il secondo capitolo della saga!

giovedì 25 dicembre 2014

Ormoni impazziti di dicembre

In ritardo di qualche giorno - a causa di un imprevisto ricovero ospedaliero durato una decina di giorni - eccomi qua con i miei ormoni impazziti.
Da cosa mi sono lasciata prendere questo mese?
Dall'infermiere.

A parte gli scherzi, ho avuto un debole per un infermiere del reparto, che secondo i miei gusti era la versione seriosa di questo personaggio.


So che sicuramente sarà fuori dai vostri gusti umanoidi, ma tant'è.

lunedì 15 dicembre 2014

Musicappalla

Basta rap, basta musica italiana.
Torniamo a del sano sound americano, che ne dite?


All you have to do is close your eyes
and just reach out your hands and touch me
hold me close don't ever let me go
more than words  is all I ever needed you to show
then you wouldn't have to say that you love me
cos I'd already now.
More than words (Extreme)

mercoledì 10 dicembre 2014

Camera con vista

Con il Club organizzato da Moma, dopo aver passato mesi immerse nelle storie austeniane ed esser passate all'avventura alla ricerca di un tesoro, ci siamo immerse nella campagna italiana con protagonisti inglesi.
Ammetto: io ero presa da altre letture e quindi non sono stata al passo con le altre ragazze. Ma non ho perso tempo: smaltito ciò che avevo sul comodino, mentre loro affrontano Cime tempestose divertendosi con Heatcliff - io non lo leggerò visto che è il mio secondo romanzo preferito in assoluto - mi sono riportata decisamente in linea.

Camera con vista
La giovane fanciulla Lucy, assieme alla cugina Charlotte, è in vacanza a Firenze. Tra una gita nelle campagne toscane ed una visita al Duomo ed al centro storico, Lucy farà la conoscenza del giovane George, anch'egli alloggiato presso il medesimo albergo assieme al padre. Lucy e la cugina, dopo poco, visiteranno anche Roma, dove faranno la conoscenza del giovane di buona famiglia Cecil.
Rientrate in Inghilterra, Lucy cederà alla corte di Cecil, e per apparenza accetterà di sposarlo: così sarà contenta la sua famiglia, la sua gente, non si spargeranno voci strane e tutti saranno felici.
Ma nel suo cuore c'è ancora George, che all'improvviso riapparirà davanti ai suoi occhi.

Non posso dire che non mi è piaciuto, anzi, ma non posso nemmeno dire che non ho fatto i salti di gioia quando sono giunta al termine dell'ultima pagina. Se da un lato ho apprezzato l'ambientazione italiana iniziale, il linguaggio comunque meno pomposo rispetto alle ultime letture e la forma un po' più semplicistica, dall'altro lato ho mal sopportato la solita storia d'amore del vorrei-ma-non-posso.

E questo mi porta a pensare: tre quarti delle donne sospirano davanti a questi struggimenti d'amore, a queste storie complesse dove io-ti-guardo-ma-non-dovrei, tu-mi-guardi-ma-poi-ti-nascondi, io-sposo-un-altro-ma-penso-a-te e via dicendo.
Perchè a me invece fanno solo venire il nervoso?

lunedì 8 dicembre 2014

Under the dome - stagione 2

Dove eravamo rimasti? Intrappolati sotto la cupola, certo, ma in che punto preciso delle nostre vite?

La cupola continua imperterrita a dividere la cittadina di Chester Mill dal resto del mondo: non possono comunicare, mandare messaggi, avere notizie. In più cominciano ad accadere cose strane: non bastava il tempo che faceva le bizze, facendo nevicare ad agosto o aumentando la calura a dicembre.
No. Dovevano anche ricomparire persone che si credevano morte - e che in realtà erano semplicemente scappate da mariti che non amavano più - e persone che, invece, erano morte davvero.
Perchè non è la prima volta che il meteorite rosa, insieme alla farfalle monarca e alle mani indicate ovunque, fanno la loro apparizione nella cittadina. Già una ventina di anni prima alcuni ragazzi avevano avuto delle visioni, e avevano predetto tutto quello che sarebbe poi successo.
Ed indovinate un po', ora, quei ragazzi di chi sono i genitori?

Il serial si è decisamente ripreso rispetto alla prima stagione. Certo, se uno si aspetta dei momenti horror ha decisamente sbagliato canale. In compenso non manca l'ansia: tra la cupola che è viva e fa delle cose che nessuno si aspetta, e personaggi nuovi che innescano una serie di reazioni a catena, ecco: la suspence è assicurata.

E poi ha un finale che più aperto non si può: mi toccherà quindi attendere, con ansia, la terza stagione.

sabato 6 dicembre 2014

Città senza eroi

La mia amica Bookaholic non troppo tempo fa mi consigliò questa lettura: finita giustamente nella mia wishlist, dopo aver portato a termine altri libri che incombevano sul mio comodino sono finalmente riuscita a godermi questa storia futuristica.

Come vi avevo accennato, ho giocato a The old republic, ma anche a Doom, Halo o Mass Effect, ed anche a vari giochi di ruolo. Quindi permettetemi di dire che alcune ambientazioni fantascientifiche, alcuni esempi di personaggi od alcuni oggetti robotici presenti tra queste pagine mi erano assai familiari.
Che bello mi son detta!

Cosa mi è piaciuto di questo libro? 
Innanzitutto la città: ultra moderna, ultra avanti nello spazio e nel tempo, ma contemporaneamente molto attuale, con ghetti per gli inumani e bassifondi degni del peggiore dei Bronx.
Mi è piaciuto poi l'assemblamento di varie razze: nani, elfi, umani, robot che, finalmente, vanno al di là dei soliti clichè. Elfi non belli e senza arco e frecce, nani che non si limitano a bere birra ed esseri umani con tutti i loro vizi ma anche le loro virtù.

Cosa non mi è piaciuto?
Purtroppo - e sottolineo purtroppo, perchè la trama di base mi ha invece conquistata in pieno - lo stile. Un po' caotico, ammetto che all'inizio alcune pagine le ho dovute rileggere perchè ho faticato a capirle. Sono entrata a fatica nell'ottica delle storie, che sembrano scollegate ed invece hanno un unico cordone ombelicale. Personaggi che, al loro ingresso, mi hanno fatto storcere il naso - un esempio su tutti, i licantropi - e solo dopo attente riletture sono riuscita ad inquadrarli.

C'è da fare una premessa a tutto questo però: io sono abituata alle letture fantasy classiche.
E sono per le storie non troppo complesse: ad un certa età faccio fatica a starci dietro.
Ecco spiegato il motivo per cui, ahimè, non riesco a dare una valutazione obiettiva.

Attenderò un loro secondo - speriamo! - lavoro, per poter valutare meglio. 

giovedì 4 dicembre 2014

True blood - stagione 7

Oh.
Mio.
Dio.
Grazie al cielo è finita.
Non ne potevo più, veramente. Sono andata avanti per inerzia, per vedere fino a che punto hanno voluto snaturare il serial e se fossero riusciti ad inventarsi qualcosa di peggiore rispetto a quello che avevano fatto nella passata stagione.

Avviso: spoiler ad oltranza. Non riuscirei a commentare senza fare precisi riferimenti, quindi vampiri avvisati mezzi salvati.

Alcide.
Stagioni a sbavare ad ogni sua messa in onda, a sognare pettorali lupoidi e poi, cosa fa l'intelligentone? Muore. Secco, caput, stecchito. Un paio di colpi di fucile e finisce nel paradiso dei lupi, senza possibilità di ripassare dal via. Delusione totale.

Sookie.
Partendo dal presupposto che a me è stata sulle balle fin dal primo episodio, con quel suo faccino da schiaffi che si ritrova, non posso che aggiungere peggio al peggio. Le muore il lupo sotto gli occhi, piange 2 minuti e poi via: prima ci prova con Bill, poi fa gli occhi dolci ad Eric, poi rifinisce con Bill portandoselo persino a letto. Chiamarla scostumata è poco - ed alla fine nemmeno muore!

Bill.
Era un vampiro sfigato, mandato dalla regina vista in 4 episodi in croce a cercare la fata-dal-sangue-che-attira, ed è diventato: un fidanzato, un amante, un amico, un nemico, un Dio. E come muore? Esplodendo dentro la sua stessa bara impalettato dalla donna che dice di amare al punto da lasciarla sola - il classico ti amo troppo e quindi ti lascio. Patetico.

Eric.
Ovvero come si passa dall'essere un enorme e ultra splendente Dio vichingo, con stuoia di donne ai propri piedi, all'essere un venditore di succo al pomodoro in televisione, recitando in patetiche televendite insieme alla sua compare Pam. Nemmeno Mastrota è caduto così in basso.

Il resto degli episodi si può tranquillamente saltare.
Non salvo nulla, nè Jason che da tombeur de femme arriva a sfornare figli manco un coniglio nella fase dell'amore, nè Jessica, che tanto mi piaceva come personaggio e tanto alla fine mi delude sposandosi con un Hoyt che a malapena sa come si chiama; nè LaFayette, che frega il moroso di Jessica sotto al naso della poveretta e ha una tristissima caduta di stile fornicando con lui in auto, nè Sam o Tara: lui scappa quando capisce che non può far nulla di più di quello che già stava facendo mentre lei muore al primo episodio - e la cosa assurda è che manco ci fanno vedere mentre scoppia per aria.

E nella scena finale mi son chiesta: perchè?
Perchè tutto questo scempio?
Ma soprattutto, mi son chiesta: chi diamine era quel barbuto seduto a capotavola e che ha messo incinta Sookie?

martedì 2 dicembre 2014

The secret circle

Sull'onda delle ultime letture fantasy che mi erano capitate per mano, dove si parlava di streghe e demoni, mi sono lasciata tentare da questa serie televisiva, tratta dai libri scritti dalla stessa autrice de Il diario del vampiro.

The secret circle
Cassie, dopo la morte della madrea Amelia, si trasferisce a casa della nonna. Nella nuova cittadina farà la conoscenza di alcuni compagni di scuola: Adam, figlio del gestore del pub in centro città; Diana, studentessa modello fidanzata di Adam; la figlia della preside Faye, sfrontata quanto basta; Melissa, ragazza riservata ma molto amica di Faye; Jake e Nick, fratelli diametralmente diversi.
Grazie a loro Cassie scoprirà di essere una strega, ed insieme dovranno riattivare il cerchio per combattere i cacciatori, che già anni prima avevano sterminato il cerchio.
Infatti i ragazzi non sono uniti solo dalla magia, ma anche dal fatto di essere tutti orfani, e tutti figli di streghe.

Il produttore televisivo di questa serie è la stessa di The vampire diaries, e si vede: stesse inquadrature, stessi colori, stesse ambientazioni, quasi stessa musica. L'autrice dei libri è la stessa, e si vede: stesse storie, stesso triangolo amoroso, quasi stessi personaggi. E' stato questo, secondo me, a non far decollare il telefilm - interrotto alla fine della prima stagione: tutto sapeva già di già visto.

Peccato, perchè la trama invece era interessante, soprattutto perchè non ci sono di mezzo dei succhiasangue ma solo streghe e stregoni. Ho messo in wishlist la serie narrativa: speriamo bene!