giovedì 31 dicembre 2015

Musicappalla

Colgo l'occasione, con la rubrichetta musicale, di augurarvi in anticipo un buon anno nuovo.
Che il 2016 vi porti quello che più desiderate, sia esso amore, pace, soldi, sesso, soddisfazioni, lavoro, tranquillità o caramelle.
Io opterei per una bella scatola di cioccolatini .. alla faccia della mia dieta!


Buon anno fratello.
Buon anno ai tuoi occhi, alle mani,
alle braccia, ai polpacci, ai ginocchi.
Buon anno ai tuoi piedi, alla spina dorsale,
alla pelle, alle spalle, al tuo grande ideale.
Buon anno fratello.
Buon anno davvero.
Buon anno (Jovanotti)

mercoledì 30 dicembre 2015

Reading challenge #14

Eccomi con uno degli ultimi appuntamenti di aggiornamento: speriamo bene per la fine dell'anno!

A book with bad reviews (ovvero un libro con cattive recensioni): ammetto di aver preso questo romanzo solo ed esclusivamente perchè su Amazon le critiche erano innumerevoli.

A book that made you cry (ovvero un libro che ti ha fatto piangere): non un pianto disperato, di quelli da singhiozzi esagerati. Ma un pianto silenzioso, con un magone continuo e qualche lacrima sfuggita al controllo.

A play (ovvero un libro tratto, o da cui hanno tratto, un gioco): al primo capitolo del videogames ci ho pure giocato, anche se ero un po' impedita coi movimenti in combinata coi salti!

I libri che mi hanno aiutato a selezionare queste categorie sono, in ordine di menzione: Chasm, Il crocifisso del samurai, Assasin's creed: rinascimento.

Come noterete mi mancherebbero due categorie, quello dedicato al book that scares you (libro che odio) e quello dedicato al book you started but never finisched (il libro iniziato ma che non hai mai finito). In realtà lo avrei pure un unico libro che mi potrebbe far flaggare entrambe le richieste, ed è Le cinque stirpi, primo capito della saga dei Nani di Markus Heitz: libro che mi è stato regalato e che ho iniziato almeno 4 volte, se non di più, Tutte le volte non sono riuscita ad andare oltre il primo capitolo, e so anche perchè: è tradotto malissimo. Già la lingua originale - il tedesco - non è delle più semplici e fluide, ma la traduzione in italiano lo rende, almeno per me, praticamente illeggibile.

Quindi, amici miei, visto e considerato che quel libro non ci penso nemmeno a riprenderlo in mano, considero conclusa la mia #readingchallenge2015.
E voi a che punto siete arrivate?

lunedì 28 dicembre 2015

Hannibal - stagione 2

Eccomi alle prese, finalmente, con la seconda stagione del mio amato dottor Hannibal Lecter.

Avevamo lasciato Will accusato di essere un serial killer, Hannibal fintamente sconvolto dal fatto che il suo amico e paziente fosse un assassino e l'agente dell'FBI Jack che non sa bene a chi credere.
Ma quando gli omicidi continueranno malgrado Will sia dietro le sbarre, forse forse qualche dubbio comincerà a venire anche ai famosi profiler, alle giornaliste e alle colleghe psichiatre.
Tra corpi smembrati, cadaveri incendiati, esseri umani cucinati e mangiati, arriveremo al punto in cui il confine tra assassino e vittima sarà talmente sottile da confondere spesso il buono col cattivo.
O era il cattivo con il buono?

Strepitoso.
Adoro Hannibal all'ennesima potenza. Ha un fascino, un savoir faire che lascerebbe a bocca aperta ogni uomo ed ogni donna sulla faccia delle terra.
Cucina in modo strepitoso, con la sua permanente eleganza presenta piatti che i grandi cuochi di Masterchef dovrebbero solo impallidire, mescolando frattaglie e verdure, cuori e frutta, salse e fegati, cervelli e zuppe. E poi è galante, gentile, con uno sguardo magnetico da far rabbrividire anche i .. ehm .. morti.

E Will.
A povero ingenuo Will.
Lui che vuole fregare il grande maestro, che cerca di intrappolarlo con i suoi stessi metodi, usando le sue stesse armi. Lui che si innamora quando non dovrebbe, che sorride alla persona sbagliata, che bacia la ragazza che non sa di essere già morta.

Quand'è che arriva la terza stagione?
Cosa dite? Sarà anche l'ultima?
Mi dovrò preparare allora poi psicologicamente: finirà in modo teatrale o avrà un finale di stagione alla Dexter?

giovedì 24 dicembre 2015

E' Natale .. o quasi

E' la Vigilia di Natale. 
La maggior parte di voi - di noi - è già alle prese con padelle, forni, farina, arrosti, lasagne, pandori e panettoni. Senza contare quelli che, poveretti, sono in coda alla cassa di qualche supermercato, luogo dove in questi giorni c'è più traffico che nemmeno sull'A1 allo snodo di Bologna nel giorno di Ferragosto.

La maggior parte di voi - di noi - è già alla prese con parenti, amici, nonni, cugini, zii e nipoti, genitori e fratelli, sorelle e cognati. Senza contare quelli che, poveretti, dovranno andare a qualche pranzo parentale obbligato e che da stamattina si lamentano improvvisando qualche mal di pancia o qualche influenza intestinale: mettetevi il cuore in pace, la nonna vi pretende seduti accanto a lei mentre scarterà i canditi dal panettone.

La maggior parte di voi - di noi - è già alle prese con gli ultimi pacchetti da incartare, gli ultimi biglietti di auguri da scrivere e gli ultimi fiocchi da fare. Senza contare quelli che, poveretti, non hanno ancora idea di cosa regalare e, soprattutto, a chi regalare. Perchè la corsa al consumismo ed al regalo di facciata in questi giorni è alla massima potenza. 

Quindi, dicevo, è la Vigilia di Natale.
Ed io auguro alla maggior parte di voi - di noi - di fare un pranzo come si deve, senza dover passare ore ai fornelli e senza avere quel senso di oddio ora rotolo quando ci alzeremo dalla sedia.
Auguro alla maggior parte di voi - di noi - di passare questi giorni con chi veramente volete accanto, siano essi parenti od amici. E se qualcuno non è di vostro gradimento, non siete obbligati ad aprire la porta. E se proprio quella porta dovete aprirla, voi potete benissimo andarvi a bere il caffè altrove.
Auguro alla maggior parte di voi - di noi - di ricevere regali inaspettati da persone che vi guardino con gli occhi pieni d'amore, e non che da persone che vi diano un regalo perchè così è l'usanza

Auguro alla maggior parte di voi - di noi - pace in terra per gli uomini di buona volontà.
E che gli altri vadano pure a quel paese!

Buon Natale!

martedì 22 dicembre 2015

Film vacanzieri - parte seconda

Lo ammetto: ho voluto cedere allo spirito natalizio e ho fatto incetta di film da carie ai denti.

Love actually
Diverse storie che si intersecano tra loro: il primo ministro inglese che si innamora della segretaria; la sorella di lui col marito traditore; la coppia appena sposata con l'amico di lui innamorato di lei; i due attori porno che si innamorano davvero; il bambino che ha una cotta per la compagna di classe. E tutti vissero felici e contenti alla fine.
Ok, alla fine ho dovuto chiamare il dentista da tante carie mi sono comparse con tutta questa dolcezza? Ma davvero l'amore deve essere per forza così sdolcinato? Bleah.

#Scrivimi ancora
Rosie e Alex sono migliori amici da sempre, ma da sempre sono anche innamorati senza esserselo mai detti. Passeranno gli anni, lei diventerà madre e si sposerà, lui troverà moglie e un ottimo lavoro. Ma continueranno ad inseguirsi e a trovarsi nei momenti sbagliati.
Bleh. Lo posso dire anche per questo film? Patetico. Entrambi talmenti stupidi da essere innamorati di qualcuno e da non dirlo. Perchè? Al massimo ti dice di no, non è mai morto nessuno per un no. Ok, passiamo oltre, al prossimo film.

Padri e figlie
Uno scrittore famoso rimane vedovo e con, oltre a dei crolli psicologici dovuti alla morte della moglie, una figlia piccola da gestire. Un quarto di secolo dopo la figlia, divenuta psicologa, non è in grado di gestire nessun rapporto amoroso con gli uomini.
Film che alterna continui sbalzi temporali - il prima con la figlia bambina e il dopo con la figlia adulta - abbastanza gestibili in fatto di trama. Peccato per la lentezza delle scene, che rendono il lavoro, almeno per me, praticamente inguardabile.

Ok, ho avuto la conferma che non sono fatta per i film romantici, soprattutto in periodo natalizio!

domenica 20 dicembre 2015

Ormoni impazziti di dicembre

Avendo visto, non troppo tempo fa, uno dei suoi ultimi lavori cinematografici, mi son ricordata di lui.
Non che lo avessi mai dimenticato completamente, sia chiaro, ma in realtà negli ultimi anni si era visto poco e quindi lo avevo un po' accantonato - poverino!


Ed invece eccomelo davanti in tutto il suo splendore: con quella sua aria da eterno romantico ed eterno misterioso. In quale film lo preferite voi?

giovedì 17 dicembre 2015

Film vacanzieri - parte prima

Riepilogo di un po' di film visti negli ultimi weekend.

Regression
La giovane 17enne Angela denuncia il padre per abusi. Il detective Bruce comincia ad indagare per trovarne le prove ma scoprirà, in realtà, un sottofondo di sette sataniche, sacrifici umani, omicidi e perversioni.
Film visto al cinema, la giovane Angela è interpretata dalla Hermione nazionale - ce lo ha ricordato anche il bigliettaio - e la locandina parla di storia thriller. Sta di fatto che io ho ho capito come sarebbe finito alla terza scena, e che di thriller c'era solamente il nostro pacchetto di pop-corn.

The visit
Loretta, madre di Rebecca Tyler, non vede i propri genitori da almeno 15 anni. Un bel giorno, i nonni si rifanno vivi e chiedono di poter conoscere i propri nipoti. Rebecca e Tyler vanno così in vacanza da loro per una settimana. La visita nasconderà però segreti inimmaginabili.
E' un film dell'orrore, o così per lo meno dice la locandina. Peccato che sia di una noia mostruosa: lento, inutile, scontato, a tratti fa persino ridere. Ma nessuno è più capace di fare un film dell'orrore come si deve?

Snoopy - The peanuts movie
Il giovane Charlie Brown prende una cotta per la nuova compagna di classe, la ragazzina dai capelli rossi, ma è talmente timido che non riesce a dirglielo. Farà di tutto quindi sia per farglielo sapere sia per superare le sue innumerevoli sfortune, aiutato dalla sua banda di amici e, soprattutto, dal suo insuperabile amico Snoopy.
Cartoon realizzato decisamente per i più piccoli ma con personaggi noti anche ai vetusti della mia età. Ben realizzato, simpatico, a tratti divertenti, peccato solo per Lucy che ogni 3x2 da del deficiente a qualcuno. Ed in un film per bambini non mi sembra il caso.

Mr. Holmes
L'anziano Sherlock Holmes, ormai ultra novantenne, si trasferisce nella sua casa in campagna insieme alla sua governante col giovane figlio. Sarà proprio quest'ultimo a spronare Holmes a raccontare l'unico caso, risolto, di cui si pente: il finale non era quello che si sarebbe mai aspettato.
Film con una fotografia eccezionale: i paesaggi inglesi sono qualcosa di unico, senza ombra di dubbio. Storia carina, ma un po' lenta: vero è che il personaggio di Holmes non era più in giovane età, ma la narrazione mancava comunque di brio. E poi ad ogni scena veniva da pensare attento Gandalf, ora arrivano gli hobbit!

E voi cosa avete guardato?

mercoledì 16 dicembre 2015

L'acustica perfetta

Altro libro letto grazie alle letturine. In realtà mi era arrivato contemporaneamente a questo, e coincidenza vuole che fossero entrambi della stessa autrice. Mi sarà piaciuto?

L'acustica perfetta
Arno, violoncellista nell'orchestra della Scala di Milano, è sposato con Sara da più di 10 anni, hanno tre bellissimi figli e tutta la loro vita sembra una favola: conosciutesi da ragazzini, son stati lontani per un po' da adolescenti ma, da quando si sono ritrovati ormai trentenni, vivono solo per la loro famiglia. Sara un bel giorno però decide di sparire, senza lasciare traccia se non un misero biglietto. Arno sarà costretto così a scavare nel passato della moglie riportando alla luce segreti e storie di cui non era minimamente a conoscenza.
Riuscirà Arno a convincere Sara a tornare a casa? Capirà qual è stato il motivo che ha spinto la moglie ad una tale decisione? Scoprirà dove si è nascosta per sfuggire alle sue, alle proprie, domande?

Sarò sincera: come ho detto per l'altro suo romanzo letto pochissimo tempo fa, Daria Bignardi scrive benissimo! Ha uno stile leggero, veloce, semplice, diretto. Riesce con poche frasi a colpire nel segno e a far partire, nella mente del lettore, mille domande, mille pensieri, mille ragionamenti - cosa che reputo sempre un ottima cosa durante la lettura.

Pecca su una cosa però.
La cosa più importante.
La storia.

Ho odiato Sara fin dalle prime pagine, e non principalmente per il fatto che sia sparita. Certo, sono dell'idea che nessuno dovrebbe andarsene così, ma che lo si possa fare solo dopo averne parlato per bene col proprio compagno. Ma soprattutto l'ho odiata perchè è una donna senza pa**e, che non decide mai per sè, che lascia siano sempre gli altri a prendere decisioni al suo posto - dalla scuola al matrimonio, dal lavoro ai figli, da cosa fare a cosa dire - fin quando non scoppia. Pensarci prima no? Dire no ogni tanto e far valere le proprie idee è così difficile?
Ma anche Arno non era da meno, il livello di sopportazione era ai limiti anche con lui. Un uomo che crede che basti stare nella stessa stanza con una donna per voler dire che sono vicini - e le domande? L'interessamento? Dove lasciamo tutto ciò? Un uomo che vive in funzione dell'idealizzazione che si è fatto di una donna, che pondera le sue scelte in base a quanto potrà essere felice lui stesso con lei - e non a quanto possano essere felici insieme. Un uomo zerbino in pratica.

E visto che tutta la storia si basa su ma quanto ti amo .. ecco, bocciato in pieno.
Però la Bignardi scrive da Dio!

martedì 15 dicembre 2015

Musicappalla

Ammetto che lui non mi è mai piaciuto molto.
O meglio: mi era completamente indifferente.
Il mio amico però lo ascolta, e mi ha fatta una capa tanta un bel po' di tempo fa. Tanto che ora, col nuovo singolo alla radio, non lo reputo più così indifferente.
Ma questo è il pezzo che preferisco in assoluto.


Ognuno ha la sua visione del mondo che c'è,
vive la sua condizione e da il meglio di sè.
Ma c'è qualcosa nell'aria che ancora non va:
fa più danni l'ignoranza  della bomba che domani scoppierà.
Lasciatemi sognare (Alex Britti)

lunedì 14 dicembre 2015

Under the dome - stagione 3

Terza ed ultima stagione.
Fortunatamente.

La cupola è ancora lì, ferma ed immobile. Mentre Barbie, Julia e gli altri cercano di scappare tramite delle gallerie scoperte da poco, qualcosa però si ribella a questa loro scelta.
Si ritroveranno così in una vita parallela, una specia di Matrix in cui tutti fanno veramente quello che vogliono e che, in realtà, non hanno mai potuto - o voluto - fare.
Ma a cosa è dovuta questa realtà alternativa? E dove sono finiti i veri Junior, Barbie, Julia, Mr. Big? Dentro dei bozzoli giganti, tenuti al caldo da una madre.
Perchè la cupola non è comparsa dal nulla per proteggere una selezionata scelta di umani da qualcosa di pericoloso, come tutti pnsavano. No.
La cupola è comparsa dal nulla per proteggere una seleziona scelta di alieni e dar loro la possibilità di riprodursi su un nuovo pianeta.

Se avevo detto che la seconda stagione si era ripresa e mi era decisamente piaciuta, posso anche dire che, invece, questa stagione finale è decisamente pessima. Probabilmente non avevano idee su come concludere degnamente la storia, ma è stato tutto un fuggi fuggi generale verso l'episodio finale.

La parte relativa agli alieni era credibile - per quanto possa esserlo un'invasione extraterrestre: quanti film abbiamo visto del genere dove personaggi dalle fattezze umane arrivano sulla Terra per salvare la propria razza da chissà quali problemi esistenziali? Quindi ci stava. Peccato per la velocità con cui è stata affrontata la cosa, e le ben poche spiegazioni sul perchè.

Finale di stagione aperto, della serie teniamoci buoni che magari potremmo proseguire più avanti.
Bocciato.
E mi spiace, perchè tutto sommato era iniziato anche bene.

sabato 12 dicembre 2015

Venerdì 12 dicembre 2014

Martedì sono andata in palestra, non potevo mancare alla mia lezione settimanale di fitboxe. Rientrata a casa, avevo un leggero dolore al polpaccio. Sarà uno strappo ho pensato. D'altronde domenica ho guidato fino a Grazzano Visconti per vedere quegli squallidi mercatini natalizi, sarà la stanchezza dico tra me e me.
Mercoledì il polpaccio mi faceva ancora male, appoggiavo il piede a terra ed una fitta lancinante mi colpiva in pieno. Ero in ufficio, faticavo a stare seduta da tanto dolore sentivo. Quasi in lacrime ho avvisato la collega che sarei uscita prima. Ho guidato, non so come, fino a casa, e stremata mi sono seduta sul letto. Ti porto dal medico disse deciso mio papà. Poco prima di cena il dottore mi visitò e la sua espressione mi piacque poco: ti faccio una richiesta urgente di un eco-colordoppler, magari non è niente, ma almeno ci togliamo il pensiero disse mentre era già intento a stampare la ricetta col famoso bollino verde.
Giovedì ho chiamato tutti gli ospedali della zona: il primo libero era quello vicino a casa, visita l'indomani mattina alle 8 in punto. Ho passato la giornata a letto, con la gamba dolorante ma non così tanto come quando la appoggiavo a terra: in quei momenti, infatti, provavo un dolore indescrivibile, una sensazione che non riesco tutt'ora a spiegare.
Venerdì mattina ero la prima in attesa davanti alla porta dell'ambulatorio. Il dottore mi visita, passa un apparecchio gelido su e giù per le gambe. Signora, deve andare immediatamente al pronto soccorso, è in corso una TVP e bisogna intervenire immediatamente. Scusi, cos'è una TVP? chiesi spaventata. E' una Trombosi Venosa Profonda, ovvero ha la vena principale della gamba destra completamente otturata. Prendo le sue carte, i suoi fogli, le sue fotografie e me ne vado di corsa al pronto soccorso, con mio padre al seguito. Mi hanno assegnato un bollino giallo, è una cosa urgente.

Entro.
Esami del sangue, di tutti i tipi. Non trovano la vena, ma dopo solo un paio di buchi riescono ad ottenere il quantitativo necessario.
Emogas, ovvero un prelievo di sangue da un'arteria. Un male cane mentre mi infilano l'ago.
ECG, elettrocardiogramma a riposo.
Presto, vada a fare una TAC, è urgente. Mi sdraio sul freddo lettino, liquido di contrasto iniettato, ho caldo, mi agito, devo stare ferma immobile. Presto, prenda i risultati e torni immediatamente al pronto soccorso.
Esami del sangue, di tutti i tipi. Nuovamente. Da un'altra vena, questa volta la trovano nella mano.
ECG, su un fianco questa volta. E comincio a non respirare.

Signora, ora si calmi. Lei ha in corso un'embolia polmonare, ovvero dal trombo che le occludeva la vena nella gamba qualche pezzo si è staccato, e le ha chiuso completamente le arterie di un polmone. Le faremo una flebo di eparina - un anticoagulante - mentre attenderemo che dal reparto la verranno a prendere.
Come a prendere? Devo essere ricoverata?
Signora, lei deve essere operata. Se vuole vivere.

Mi trovo sdraiata su un lettino, con una flebo da elefanti nel braccio.
Arriva poco dopo un'infermiera, che in carrozzina mi porta in reparto. Cardiologia emodinamica.
Mio padre nel mentre era andato a casa, a tranquillizzare mia mamma.
Tempo di ricoverarmi e lo avviso, penso io.
Saliamo, arrivo in camera, ma no, non ho tempo. Mi spogliano, mi fanno sdraiare su un altro lettino gelido, di metallo, stretto stretto. Mi portano in sala operatoria.
Tranquilla, ora le facciamo una leggera anestesia.
Puntura. Male. Ahia.
Catetere infilato. Ora si calmi, se avvertirà una leggera tachicardia è perchè stiamo passando accanto al suo cuore. Eccoci, ci siamo. Tunf. Tunf. Tunf.
3 residui del trombo aspirati, 2 sciolti in loco con una dose di medicinale.
E' tutto a posto. Li abbiamo fermati in tempo dicono i medici. Perchè lì, accanto a me, c'erano due dottori e 4 infermieri.

Passo quindi 15 giorni in ospedale.
Il primo giorno senza potermi muovere dalla posizione nel letto. Ho un foro nell'inguine, deve guarire.
Altri 3 giorni ferma a letto, ma almeno mi posso sedere e girare.
I restanti giorni potevo scendere e camminare, ma solo indossando una calza medicale, di quelle per la circolazione - tutta bianca, ben poco sexy.


La mia reazione a tutto ciò?

Ero diventata la mascotte del reparto: le mie compagne di stanza erano tutte giovani signore di almeno 75/80 anni, ricoverate per infarti, ictus, ischemie.
Ero l'amica degli infermieri: uno era talmente carino che alla fine gli ho pure rifilato il mio numero di telefono.
Ho guadagnato un bel po' di pastiglie da prendere: una alla mattina, per tenere monitorato il mio valore di omocisteina - improvvisamente impazzito; una al pomeriggio, fedele anticoalgulante che mi tiene il sangue liquido come acqua - e che almeno una volta al mese mi obbliga a degli esami del sangue; una alla sera, per evitare problemi di stomaco ed emorragie.
Son stata obbligata a dimagrire, pochi chili per il cardiologo, almeno una decina per la nutrizionista. Ne ho persi 16 in 9 mesi. Una bella soddisfazione.

E rido.
Rido di quello che è successo.
Rido per come è successo.
Rido per come mi guardano tutti quando lo racconto.
Rido per come tutti pensano immediatamente alla morte quando dico embolia polmonare.
Rido per come tutti immediatamente dicono ti è andata bene.

Rido.
Perchè a piangere in certe occasioni sono capaci tutti.
Perchè a piangere e disperarsi, in certe occasioni, non serve a nulla.
Perchè con le lacrime non risolvi i problemi.
Ma col sorriso sì.

Col sorriso cambi una vita.
La mia.
E di tutti quelli che mi sono stati accanto.

mercoledì 9 dicembre 2015

Supernatural - stagione 9

E' passato non troppo tempo da quando ho finito di guardare l'ottava stagione. Ma ne sentivo già la mancanza: come si fa ad andare a dormire senza aver visto un po' i fratelli Winchester?

Attenzione, possibili spoiler in arrivo.

Sam è in punto di morte, ma viene salvato da un angelo, Ezechiele - che si rivelerà poi peggio di Giuda - che prende il possesso del suo corpo e delle sue azioni.
Dean è in perenne conflitto aiuto-non aiuto con Crowley: devono far fuori Abbadon, il nuovo capo dei demoni, ma non possono aiutarsi a vicenda.
Castiel sta cercando di recuperare gli angeli caduti: alcuni di loro sono pronti a creare un esercito per aiutarlo nella battaglia contro Metatron, altri invece non vedono l'ora che muoia anche lui.
In una guerra di tutti contro tutti, sopravviverà il più forte: vale aiutarsi con marchi demoniaci, prime lame, forze angeliche e trabocchetti demoniaci.

Che dire: è sempre un gran bel vedere.
Anche se ormai, ammetto, le storie sanno di già visto e di già sentito. La trama principale, quella relativa alla lotta tra angeli e demoni, ha preso il sopravvento, e tutte le varie sottotrame che caratterizzavano le prime stagioni sono finite nel dimenticatoio. Quindi pochi vampiri, pochi episodi fini a se stessi, poche ricerche di mostri strani, ma solo un gran batter d'ali e digrignare i denti.

Mi piace la parte simbolica e religiosa legata al serial, la spiegazione effettiva di come funzionava in cielo: le varie gerarchie di angeli, che noi pensiamo essere sempre tutti uguali ed invece avevano anche loro a che fare con lotte interne per guadagnarsi dei passaggi di carriera; i demoni dell'inferno, di come anche loro abbiano un capo che impone regole e stili di vita; gli angeli caduti, che tutti pensiamo siano solamente cattive persone ma che, in realtà, erano solo angeli che volevano usare la propria testa per pensare.

Mi è piaciuta meno la solfa della prima lama e del marchio imposto a Dean: tanto sappiamo tutti che nessuno morirà e che tutti sopravvivranno. Ho ancora almeno altre due stagioni dopo questa ad aspettarmi, non credete?

lunedì 7 dicembre 2015

L'amore che ti meriti

Altro libro che mi è arrivato grazie alle mie amiche letturine. E devo dire grazie a questa lettura se ho raggiunto, finalmente, il mio obiettivo dei 60 libri letti in un anno!

L'amore che ti meriti
Antonia, sposata con il poliziotto Leo e incinta di qualche settimana, parte improvvisamente per Ferrara per risolvere un mistero. La madre Alma, infatti, le ha raccontato che, quasi 30 anni prima, poco prima della morte dei suoi genitori, suo fratello Maio scomparve nel nulla. Antonia decide così di indagare: risalendo a vecchie amicizie, amori passati, vicini di casa ed ispettori affascinanti, arriverà a srotolare la matassa dei misteri ferraresi. Che fine ha fatto Maio? E' morto come tutti credono? E qual'è il legame che unisce la madre Alma agli omicidi di quei giorni a Bologna, città dove ora Antonia vive felicemente?
Tra pasticci di maccheroni dolci e bicchieri di vino, tra biciclette parcheggiate ovunque e vecchi quartieri ebraici, il mistero sarà più semplice di quello che chiunque di noi si aspetti in realtà.

Per una che Daria Bignardi - l'autrice del romanzo - la conosce solo per la conduzione del Grande Fratello e delle Interviste barbariche, direi che il romanzo è stato un'ottima sorpresa. Linguaggio semplice, diretto, senza troppi fronzoli e molto attuale.

Peccato per la trama vera e propria: non è così avvincente come possa sembrare, almeno per me.
Qualche colpo di scena risicato - e più che prevedibile - e una sottotrama praticamente inesistente. In pratica considero il libro più un lungo racconto che un romanzo vero e proprio.
Buoni i personaggi, anche se non troppo caratterizzati.

Salvo in pieno l'ambientazione: Ferrara.
Come ho scritto all'interno del libro, è una città a cui sono particolarmente legata: la mamma del mio vecchio moroso torinese, infatti, era nata poco distante dalla cittadina in questione. Quindi le parole dialettali usate nel libro, così come le caratteristiche delle lettere biascicate o le impressioni provate descrivendo i cittadini estensi, le conosce bene.
Avendola anche visitata in un caldo weekend primaverile, ho rivissuto in pieno le emozioni provate all'interno del cimitero ebraico, le sensazioni alla vista delle innumerevoli biciclette sui ciottoli del centro e il gorgoglio dello stomaco.

Ripeto, lettura gradevole.
Ma se avete altro in attesa sul comodino, passate pure oltre.

sabato 5 dicembre 2015

Film weekendieri

Sono stata un po' monotematica lo scorso fine settimana, lo ammetto.
Ma sapete bene che quando mi parte il trip per un argomento io cerco poi di saperne di più sotto ogni punto di vista.

Memorie di una geisha
Chyio e la sorella Satsu, a causa della malattia della madre, vengono vendute dal padre ad un intermediario: Satsu finirà in un bordello, Chiyo a casa di una geisha. Durante una passeggiata in città Chyio incontrerà il Direttore Generale, uomo d'affari affascinante: sarà lo stimolo per farla diventare una delle geishe più famose. Tutto per arrivare al suo cuore.
Fotografia memorabile, paesaggi stupendi, attori degni di nota, recitazione al top. E' un film che vale la pena guardare, anche per capire veramente cosa sono, cosa fanno e come amano le geishe.

Lettere da Iwo Jima
La battaglia di Iwo Jima, durante la Seconda Guerra Mondiale, vista dalla parte dei giapponesi, che combattono con onore, con lealtà, con referenza. Inferiori numericamente agli americani, e con molte meno armi a disposizione, soccomberanno alla forza statunitense, ma il loro onore ne uscirà intatto.
Film gemello di Flag of our father - che narra la stessa storia ma dal punto di vista americano - colpisce soprattutto per una cosa: i giapponesi erano samurai e vivono tutt'ora seguendo la loro logica di vita. Sia che abbiano una spada in mano o una mitragliatrice.

47 Ronin
Kai, mezzosangue, viene salvato da un Signore locale e cresciuto insieme alla sua bellissima figlia. Quando, durante un torneo per lo Shogun, avverrà un fattaccio e tutti i samurai del Signore verranno banditi dalla città, Kai deciderà di unirsi a loro per vendicare il suo patrigno. E salvare la sua amata da un futuro nefasto.
Storia vera della leggenda dei 47 ronin giapponesi, amalgamata con un po' di fantasy - demoni e stregoneria - è un film vedibile. Non da premio Oscar ma sicuramente meglio di tanti altri. Ottima interpretazione di Keanu Reeves.

Poi ovviamente ho riguardato per la milionesima volta L'ultimo samurai, ma questa è tutta un'altra storia - anche perchè lo so a memoria ma, malgrado questo, il pianto finale singhiozzante è d'obbligo!

giovedì 3 dicembre 2015

Il crocifisso del samurai

In realtà questo romanzo mi era stato consigliato per poterlo regalare ad un'amica, ma mi sono lasciata prendere dalla curiosità e ne ho approfittato anche io. Potevo lasciarmi scappare un'occasione del genere?

Il crocifisso del samurai
Kayata, samurai cattolico in forte crisi economica, non riesce a pagare le tasse alle autorità. Di conseguenza, la povera Yumiko, l'unica amata figlia, viene torturata pubblicamente come monito. Questa violenza sarà la scintilla che spingerà tutti gli abitanti del villaggio - uomini, donne, bambini, contadini, ronin, anziani, giovani - alla rivolta. Guidati dall'Inviato del Cielo, si rifugeranno all'interno del castello di Hara e cercheranno con ogni mezzo di non soccombere all'assedio da parte degli uomini dello Shogun.
Mesi senza cibo, con poche armi, allo stremo delle forze, Kayata, Yumiko e Kata, il suo amato, resisteranno aggrappandosi all'incrollabile fede nella Resurrezione.

Il romanzo mi è stato consigliato dopo che ho chiesto: se mi dovessi consigliare un libro che parla del Giappone? E questa è stata la risposta.

E' un libro da pugno nello stomaco. Non di quelli potenti però, di quelli che ti fanno male subito, che ti fanno piegare in due dal male. Al contrario, è un pugno di quelli leggeri, che sembrano non provocare danno alcuno ed invece, col passare del tempo, noti un livido. Piccolo, superficiale. Ma dentro esplode, in tutto il suo dolore.

E' quello che si prova leggendo questo romanzo.
La forza dei giapponesi, ligi alle regole, le loro regole, che impongono sudditanza estrema ad un capo, che impongono un lignaggio preciso, dove le parole dell'imperatore e del suo stuolo di uomini di fiducia è legge. E la legge non si infrange. Mai.
La forza dei giapponesi, che non abbandonano mai le loro caste, dove i samurai disprezzano i contadini anche quando perdono il loro Signore e sono costretti a diventare dei ronin, dove le donne non si possono accasare per amore ma solo per interesse, dove chi lavora a contatto con sangue e morte è considerato un infimo, un perdente, una nullità.
La forza dei giapponesi, ovvero le spade. La spada. Quella piccola, veloce, che si nasconde perfettamente sotto il kimono. Quella grande, potente, affilata, da portare in spalla come un prolungamento di se stessi. Quelle invisibili, nascoste nelle pipe dei signori, nelle penne dei mercanti e nei ventagli delle geishe.
La forza dei giapponesi, la loro capacità di credere in qualcosa andando al di là della paura, della morte, della vita stessa. Credere in un Dio, non loro ma arrivato da lontano, credere nelle parole di un Messaggero, nelle profezie, nel cielo, nel sole, nel caldo e nel freddo, nell'odio. Nell'amore.

La vita del samurai aveva senso solo nell'obbedire.

Guardò lontano, verso il nemico. Sorrise.
Il passato era alle spalle, e non vale niente.
Il futuro lo aveva davanti agli occhi, in quel porcospino colorato di lance e di bandiere, e gli era nemico.
Il presente lo aveva sotto ai piedi, ed era l'unica cosa che contava.

Leggetelo.
Ma preparatevi al colpo.

PS: sappiatelo, questa lettura è diventata automaticamente il mio terzo libro preferito in assoluto!

martedì 1 dicembre 2015

Warrior cats: il ritorno nella foresta

Questo libricino, uscito per l'edizione #ioleggoperchè, mi è stato regalato non troppo tempo fa dalla mia amica Bookaholic: grazie a lei sono tornata al mio primo amore, il genere fantasy.

Warrior cats: il ritorno nella foresta
Per generazioni e generazioni, quattro clan di gatti selvatici hanno diviso equamente la foresta, ognuno rimanendo all'interno del proprio territorio e rispettando scrupolosamente i confini. Il Clan delle Tenebre, però, non sopporta più queste reclusioni e dichiara guerra quindi al Clan del Tuono. Nel frattempo, il micio d'appartamento Ruggine decide di abbandonare le comodità casalinghe donategli dai bipedi per unirsi proprio al Clan del Tuono. Tra lezioni per diventare un guerriero e strusciamenti di naso, cambierà il suo nome in ZampadiFuoco e aiuterà il Clan non solo a combattere contro i nemici esterni, ma anche a salvare i cuccioli delle gatte del Clan. D'altronde, una profezia vecchia di secoli diceva che il Clan sarebbe stato salvato solo dal Fuoco.

Ammetto di aver fatto un po' fatica, all'inizio, ad entrare nell'ottica dello stile narrativo: i protagonisti sono gatti - alcuni più grandi altri più piccoli, ma comunque pelosi e miagolanti - e con comportamenti da gatti - strusciamenti di naso, pulizie delle orecchie, leccatine per lisciarsi il manto, fusa e palle di pelo in bocca. Ma ragionano da esseri umani, con tanto di domande, risposte, pensieri, parole complicate e frasi complesse. Cosa che mi ha spiazzato un po'.
Ma, superate le prime 20/30 pagine, si viene rapiti dalla storia di Ruggine e quindi tutto diventa naturale.

Romanzo per bambini/ragazzi (lettura consigliata a partire dai 9 anni), è un'ottima storia di amicizia, di lealtà, di appartenenza ad un gruppo, di rispetto. Ma anche di coraggio, di forza interiore, di credenza nelle proprie capacità.

Primo capitolo di una saga gattara, consigliato ai ragazzi che non hanno paura di mostrare il proprio coraggio.

lunedì 30 novembre 2015

Musicappalla

So che questa è una chicca.
Era una chicca nell'album in cui era contenuta, e sarà maggiormente una chicca per chi l'ascolterà.
Perchè ammettiamolo: quanti di voi li conoscono?


Non siamo lontani se solo lo vuoi
ma in questa corsa il traguardo, lo sai, 
si muove con noi.
Forse la verità è che non c'è mai verità
e questo cuore nessuno lo può calpestare.
Nemmeno tu.
Lettera al padre (PFM)

domenica 29 novembre 2015

Apocalypse

Questa recensione la scrivo in ritardo di qualche mese, ma ho una giustificazione accettabile: il romanzo l'ho letto in anteprima, quando non era ancora la versione definitiva e quando non si sapeva ancora non solo se sarebbe stato pubblicato, ma soprattutto se l'autore avesse il coraggio di lanciarsi ufficialmente in questo mondo.

Se sono qua a parlarvene è perchè il coraggio l'ha trovato.
Convinto dalla compagna, spinto dal figlio, sostenuto dagli amici più stretti e bacchettato dalla sottoscritta, ha preso il volo: lascerà leggiadro - come il suo stile - un segno pesante - come il suo protagonista - nelle vostre biblioteche.

Apocalypse
Frank Dunbar, analista della più grande agenzia di Intelligence mondiale, si ritrova suo malgrado al centro di un complotto politico mondiale. Aiutato dalla collega Laura, esperta informatica, e sempre più vicino all'affascinante Susan, l'analista dovrà scovare l'infiltrato e salvare il salvabile: i suoi affetti, l'agenzia, il mondo stesso.
In un lungo viaggio che lo porterà da Manhattan al Medio Oriente, tra messaggi criptati e telefonate intercettate, tra grattacieli di vetro e dune del deserto, tra paesi liberi e libertà negata, Frank dovrà fare attenzione ai nemici noti a tutti e, soprattutto, ai nemici che nessuno conosce.

Faccio una premessa: io e l'argomento spionaggio non andiamo molto d'accordo. I film del genere non li capisco nemmeno se ho qualcuno accanto che me li spiega in tempo reale, gli articoli di giornale del settore li devo rileggere tre volte per capirne mezza e i servizi al telegiornale evito di guardarli. 
Detto questo, all'autore ho detto: sei veramente sicuro quindi di volerlo far leggere a me?
E diamine .. aveva ragione!

Lo stile è, malgrado l'argomento, leggero, veloce, intuitivo, stimolante.
Non ci sono grandissimi colpi di scena ma, al contrario, ci sono scene che piano piano accompagnano il lettore alla svolta finale.
La trama è complessa, molto complessa. Agenti federali, spie, doppie facce, infiltrati, assassini, boss di quartiere. Ce n'è veramente per tutti i gusti e per tutte le tasche. Ma non si perde mai il filo del discorso, i personaggi sono ben identificati e le azioni non sono scritte a caso ma seguono un filo logico praticamente perfetto.

Quindi, alcuni appunti finali:
- leggetelo. Ne vale la pena, non è assolutamente tempo perso e, se come me anche voi avete un conto in sospeso con lo spionaggio, qua potrete rifarvi e dire poi io ho capito!
- perchè non ho assegnato il massimo dei voti ma solo 4 stelline su 5? Perchè aspetto un seguito, ovviamente. E perchè i giovani autori vanno sempre spronati a fare qualcosa di meglio e convinti a non sedersi sugli allori.
- io ci sono. E qua, scusatemi, ma me la tiro un po' - me lo concedete vero? - perchè il ritratto del retro di copertina è un mio scatto .. e son soddisfazioni!

Quindi, siete ancora qua?

venerdì 27 novembre 2015

Chasm

Ammetto di aver scelto questo libro esclusivamente per un motivo: essere in grado di flaggare una categoria, nella #ReadingChallenge2015, che mi sembrava impossibile. Ovvero quella che richiedeva di leggere un libro con cattive recensioni.

Chasm
Samanta, una giovane cameriera 20enne, ha alle spalle una vita assai dura e difficile. Senza padre, morto da anni, vive con la madre alcolizzata e la sorella in piena ribellione adolescenziale. Dopo uno strano incontro con un uomo altrettanto strano, la sua vita prenderà una piega inaspettata. Farà così la conoscenza di Sebastian, dolce ed affascinante, misterioso e solare al tempo stesso, capace di portarla sull'orlo del baratro e di metterla davanti ad una scelta per la vita. Ad aiutarla verrà in soccorso Colt, presuntuoso ragazzo comparso dal nulla. Tra demoni scappati dall'inferno, mezzi-demoni in cerca dell'assoluzione e angeli nascosti, Samanta dovrà decidere se salvare la propria vita o quella dei propri cari.

Prima di dirvi cosa ne penso, vi invito a leggere le prime tre recensioni comparse su Amazon.
Ecco, ora siete pronti ad ascoltare anche la mia versione.

Trama.
Banale, al limite del già visto e già letto. Il demone bello con il sorriso dolcissimo ormai ce lo propinano in ogni libro ed in ogni salsa, così come il cattivo di turno dagli occhi di ghiaccio che poi cattivo non è. Angeli che prendono possesso di corpi umani per fare quello che vogliono .. ah già, l'ho già visto in ennemila episodi di Supernatural. La ragazzina sfigata che si guarda allo specchio e si vede bellissima e poi salva il mondo: in quanti libri o film compare un personaggio del genere?

Stile.
Pessimo.
Devo aggiungere altro?
Orrori ortografici assurdi, verbi coniugati a caso all'interno di frasi lunghissime, punteggiatura scelta probabilmente tirando in alto la monetina e non seguendo una logica, errori di battitura e parole mancanti.
Bastava, prima di auto-pubblicarsi, farlo leggere a qualcuno.
Ma qualcuno di vicino che potesse aiutarla.
Non dei lettori ignari di tutto.

Bocciato.
Ma almeno ho flaggato la categoria!

giovedì 26 novembre 2015

Reading challenge #13

Sono a buon punto: di questo passo per la fine dell'anno credo proprio di portare a termine la mia #readingchallenge2015.

A book that bottom of your to-rad list (ovvero un libro che era in cima alla tua lista dei libri da leggere): quanti anni erano che dicevo di voler leggere questo romanzo? Direi un'infinità!

A banned book (ovvero un libro bandito): lo stesso della categoria precedente. E pensate che fu vietato per motivi assurdi!

I libri che mi hanno permesso di flaggare queste categorie sono, in ordine di menzione: Il richiamo della foresta.

mercoledì 25 novembre 2015

La bellezza contenuta

Libro letto in un una giornata morta, dove avevo ben poco da fare e volevo smaltire un po' di ebook in arretrato.

La bellezza contenuta
Nelle corsie di un vecchio ospedale si incrociano le storie di vari personaggi: Marco, giovane fornaio, il cui padre anziano è ricoverato in terapia intensiva dopo aver subito l'ennesimo infarto; Angela, giovane moglie tradita, a cui diagnosticano un tumore al polmone; Sara, bambina malata di autismo, la cui madre è ricoverata in fin di vita dopo un incidente; Sonia, al secondo ciclo di chemio per un carcinoma al seno.
Attorno a loro, oltre a diversi personaggi di contorno - il marito di Angela con la bella amante, il compagno della mamma di Sara ed i nonni materni, il giovane dottore amico di Sonia - un insieme di sentimenti contrastanti: speranza, dolore, accettazione, delusione, tristezza, rabbia, felicità.

Il libro è diviso in due parti: la prima è completamente ambientata nelle corsie dell'ospedale, e vengono messi nero su bianco tutti i drammi e tutte le malattie che attanagliano i protagonisti; la seconda parte è invece incentrata sui drammi famigliari e personali degli ammalati stessi.

La prima parte è da standing ovation.
Scritto benissimo, ricco di dettagli, riesce a trasmettere veramente tutte le sensazioni provate da Angela, Marco e gli altri degenti. Riporta alla mia memoria le mie 2 settimane passate in cardiologia l'anno scorso, dove tutto sembrava ovattato e si credeva di vivere in un mondo parallelo, dove tutti si chiedevano perchè a me? o cosa ho fatto di male? mentre in pochi cercavano di reagire sorridendo - come fa Sonia nel libro o come facevo io nel mio piccolo.

La seconda parte .. devo proprio commentarla?
Sembra scritta da un'altra persona. Affrettata, sconclusionata, con scelte e motivazioni nelle sottotrame a dir poco discutibili. Uscita di scena di personaggi secondari che non si capisce bene dove finiscano e personaggi principali che si rivedono grandi senza che ci sia nulla a far capire che, in realtà, è passato del tempo dal capitolo precedente.

Dovessi dare un voto spinta dalle emozioni provate nella prima parte assegnerei senza ombra di dubbio 5 stelline piene. Peccato per la seconda parte, che smorza in pieno questo risultato e fa sì che il romanzo arrivi a malapena alla sufficienza.

lunedì 23 novembre 2015

Il richiamo della foresta

Ammettiamolo: tutti conosciamo il film. Ma quanti di noi hanno letto anche il libro di Jack London?
Io confesso che sono anni che dicevo di volerlo leggere, ma sono altrettanti anni che qualcosa mi finiva sempre prima tra le mani. Ora, complice alcune categorie della #readingchallenge2015, non mi sono lasciata sfuggire l'occasione di sfogliarlo.

Il richiamo della foresta
Buck è un bellissimo cane: possente, con il pelo lucidissimo, intelligente, socievole. Ha tutte le qualità per farsi amare dalla famiglia Miller, che da anni lo ritiene il re incontrastato del branco casalingo. Peccato che un giorno Buck venga rapito da uno dei giardinieri e venduto a caro prezzo ad alcuni uomini di malaffare: cercatori d'oro in partenza per il Klondike che desideravano solamente un altro cane da poter sfruttare.
Tra sevizie, torture, freddo, ghiaccio e nemici a due e quattro zampe, Buck troverà l'amore umano in John, un cercatore d'oro dall'animo però gentile. Capirà così che non tutti gli uomini sanno essere crudeli, ma anzi alcuni di loro nascondono nel proprio cuore un affetto ed una passione incondizionata per i loro amici animali.
Ma Buck non aveva fatto ancora i conti con gli indiani del posto, e con lupi: per salvare la propria pelle deciderà di uccidere i primi ed unirsi ai secondi.

In teoria è un libro per ragazzi.
In pratica è un libro che dovrebbero leggere gli adulti, soprattutto in questo periodo.

E' un libro per ragazzi perchè, sebbene il protagonista sia un cane e non un essere umano, la storia spiega come non si debba abbassare la testa davanti ai soprusi, come non si ottenga nulla con la forza, come le guerre possano portare solo morte e distruzione.
Mostra come l'amicizia sia un sentimento forte, incondizionato, e che l'amore che si prova per un amico può portare a prendere decisioni forti, come sacrificare la propria vita per lui.
Racconta come  un viaggio sia paragonabile alla vita stessa, e che durante le tappe si cresca, diventando sempre più maturi e sempre più coscienti della propria persona, del proprio essere.
Insegna a diventare adulti, senza pestare i piedi a nessuno ma facendo comunque valere le proprie idee, credendo nei propri ideali e rimanendo fedeli a se stessi.

E' un libro per adulti perchè, sebbene il protagonista sia un cane e non un essere umano, la storia spiega come i soprusi facciano abbassare la testa ai deboli, come certe persone vogliano ottenere tutto con la forza senza pensare alle conseguenze, come le guerre possano portare solo morte e distruzione.
Mostra come l'amicizia sia il sentimento che fa smuovere il mondo, e che a volte per un amico si è disposti a sacrificare se stessi pur di renderlo felice.
Racconta come la nostra vita sia un viaggio, e che non si è mai veramente cresciuti se non si è affrontato con coraggio ogni singola tappa del nostro percorso.
Insegna che bisogna sempre rimanere bambini, tenendo dentro di sè quel pizzico di fanciullezza per poter vedere il mondo in un modo migliore, rimanendo comunque fedeli a se stessi.

Piccola curiosità: sebbene sia un classico dell'infanzia, questo libro è stato bandito più volte.
La prima volta poco dopo essere stato pubblicato: alcuni americani consideravano la storia troppo violenta. Per le scene delle zuffe tra cani? No, non potevano essere così banali. Troppo violenta per come venivano descritti alcuni indiani d'America - all'epoca relegati nelle loro riserve - durante un assalto ad un accampamento di yankee.
La seconda volta durante la Seconda Guerra Mondiale, quando i nazisti ne bruciano addirittura una copia a causa delle idee socialiste dell'autore.

Dunque, siamo proprio sicuri che si tratti di un libro per ragazzi?

sabato 21 novembre 2015

Quaderni giapponesi

E' raro che io legga fumetti, o meglio: è raro che io legga graphic novel. I manga è già più facile che passino tra le mie mani, ma i fumetti italiani fatico un po' a leggerli, vuoi per le storie o vuoi per la grafica vera e propria - al contrario di mio papà che ha una libreria piena zeppa tra Tex Willer, Blueberry e Comanche.
Ma quando sabato scorso, in libreria, ho visto questo, non ho potuto non portarlo a casa.

Quaderni giapponesi
Igort, l'autore di questo romanzo grafico, racconta i suoi anni trascorsi in Oriente. Lui, autore europeo legato ad un certo tipo di tradizione e di lavoro, dovrà confrontarsi con un altro mondo, diverso dal nostro. Un mondo fatto di letti a pavimento che durante il giorno spariscono negli armadi, di ragazze-geishe dalla schiena ricurva, di uomini d'affari che con quelle ragazze-geishe ci passano la serata, di notti trascorse a disegnare davanti alla finestra, di stampe decorate appese ai muri, di palazzi importanti meno appariscenti di quanto uno si immagini. Un mondo fatto di ciliegi in fiore, di passione, di amore, di tristezza, di malinconia, di gratitudine, di rispetto. 
Di tradizione.

Come ho detto prima, non potevo non portarlo a casa questo libro. Non ci ho pensato due volte: era lì, sullo scaffale, nascosto in mezzo ad altri volumi, e poco dopo era tra le mie mani, nei miei occhi, con il suo profumo tra le mie narici.

Certo, ami il Giappone, era ovvio l'acquisto penserete voi.
Ma quanto vi sbagliate questa volta!
Io del Giappone conosco la posizione geografica, so che la capitale è Tokio, ho delle bellissime bacchette personalizzate col mio nome - in caratteri giapponesi - regalatemi dalla mia amica Nuvolette, e so che ad Okinawa era nato il Maestro Miyagi di Karate Kid.
La mia cultura giapponese finisce lì: è lacunosa, purtroppo.

Quindi perchè diamine lo hai acquistato? vi stare chiedendo.
Perchè ho un amico che ha una cultura giapponese al di fuori della norma, e io ho una curiosità senza pari. Perchè tramite lui ho scoperto che le bacchette si chiamano hashi, che ad Okinawa - oltre che doverla ricordare per la battaglia della Seconda Guerra Mondiale - c'è una scuola di Aikido, che la tradizione zen che aleggia nel paese è quasi palpabile in alcune zone, che i ciliegi in fiore hanno una tradizione millenaria che va al di là delle fotografie che ci propinano su internet o che l'amore in Giappone può lasciare senza parole.

Non so se consigliarvi la lettura di questo libro.
Perchè non troverete le risposte alle domande che vi sorgeranno spontanee durante la lettura.
Perchè è un viaggio intimistico in un paese lontano, diverso da noi.
Perchè, a volte, non tutte le cose vanno raccontate.
Ma solo immaginate. O percepite.

venerdì 20 novembre 2015

Ormoni impazziti di novembre

La mia amica Moma ne ha parlato nei giorni scorsi e me l'ha fatto tornare prepotentemente alla mente. Come diamine ho fatto a dimenticarmi di lui nei mesi passati?


Sono indecisa se lo preferisco nella versione hobbit, nella versione vampirica o nella versione veloce. Facciamo che per non farci mancare nulla me lo guardo nella versione normale?

giovedì 19 novembre 2015

Film weekendieri

Altro giro, altre visioni.

Premonitions
Per risolvere un caso e trovare il serial killer, l'agente dell'FBI Joe insieme alla collega Katherine devono chiedere aiuto al sensitivo John. In un lungo inseguirsi tra cadaveri, premonizioni, sogni, visioni e morti, il confine tra reale e visionario verrà spesso superato.
Ottimo film visto al cinema con una più che buona interpretazione di Anthony Hopkins nella parte del sensitivo. Mi sono solo chiesta perchè cambiargli titolo, dandogliene comunque uno in inglese: non bastava mantenere quello originale?

Tomorrowland
Casey, un'adolescente appassionata di scienze, trova per caso una spilla magica: al contatto con le sue dita l'oggetto la trasporta in un mondo parallelo. Entrerà così in contatto con Atena, un'androide bambina, e Frank, sognatore ed ex-ragazzo prodigio. Il loro scopo sarà quello di salvare la Terra dalla distruzione.
Se non fosse per la presenza di Geroge Clooney - che io reputo un attore pessimo monoespressivo - il film sarebbe anche carino. Una leggera fiaba dove non bisogna avere paura del lupo troppo cattivo nè preferire troppo il lupo buonista, ma semplicemente decidere quale è meglio alimentare.

Suburra
Nell'arco di 7 giorni, politica e criminalità si mischiano in una Roma sommersa dalla pioggia. Politici corrotti, prostitute d'alto borgo, assassini a sangue freddo, cardinali arricchiti, omertosi traditori e padroni cittadini rendono la città un grande ed unico campo di battaglia.
Sapete già che adoro questo genere di film, e vedere insieme Claudio Amendola e Perfrancesco Favino mi ha fatto salire la tachicardia a mille. Ottima visione - e ahimè attualissima - non solo della nostra capitale ma, purtroppo, del nostro intero paese. Alcune scene da brividi, e non solo per i miei ormoni impazziti.

E voi che avete visto di bello?

martedì 17 novembre 2015

Letture d'ufficio

Nelle mie lunghe pause pranzo, dove per mangiare impiego solamente un quarto d'ora e poi mi ritroverei a girarmi i pollici, ho smaltito un po' di ebook che avevo in arretrato.

I segreti del padre
L'ex sindaco di una cittadina del Missisipi, avvocato e scrittore famoso, Penn Cage, viene chiamato al capezzale del padre dopo che quest'ultimo ha dovuto subire l'ennesimo infarto.
Parlando con lo zio, Penn racconterà una vecchia storia di indagini e prove manomesse, che lo avevano portato a mettere in dubbio tutta la sua vita e le sue convinzioni.
Ma cosa aveva di così importante da dirgli il padre? E perchè, salvato in extremis da un medico, ora non vuole più svelare quel segreto?

Lasciati amare
Chloe, dopo essere stata per anni succube di genitori e fidanzato, decide di lasciare tutto e cambiare vita. Scappa così dalla festa di fidanzamento e si rifugia in un piccolo ristorante, dove incontrerà gli occhi più belli che abbia mai visto. A distanza di un anno, Chloe e la sua amica Mia hanno aperto una piccola pasticceria e sono ormai delle giovani donne in carriera.
Ma il fato non si è dimenticato di ciò che era successo: a distanza di mesi, Chloe ritroverà quegli occhi bellissimi in Bryan. Chloe deciderà di rimettersi in gioco ed aprire il suo cuore al misterioso ragazzo o si chiuderà a riccio tenendo tutti a distanza?

Il primo libro ho scoperto, solo durante la lettura, essere l'antefatto di un altro romanzo, che ora mi toccherà procurare per capire come proseguirà la storia. Detto questo, è comunque ben fatto, avvincente e con dei personaggi che, sono convinta, nascondano molti segreti!

Il secondo è il classico chick-lit, la storietta d'amore trita e ritrita dove tutti alla fine vissero felici e contenti. Non è male, sia chiaro, ma la protagonista è una bandierina al vento che dice di aver preso delle decisioni e dopo poche pagine le getta al vento cambiando idea, lui è un bambolotto imbalsamato senza arte nè parte e gli altri personaggi fanno solamente da contorno. Leggibile, ma potete anche evitare se avete altro di meglio da fare.

domenica 15 novembre 2015

Musicappalla

Parte di questa canzone è ora tatuata indelebilmente sulla mia pelle.
E la colpa è sua.


... and I'll be there for you
till kingdom come.
Blood on blood (Bon Jovi)

venerdì 13 novembre 2015

L'amico immaginario

Altro libro letto grazie al gruppo delle staffette.

L'amico immaginario
Max, bambino autistico, viene aiutato nelle normali attività quotidiane da Budo, il suo amico immaginario: con lui gioca, parla, si diverte, va a scuola. Un giorno però, Max scompare nel nulla: l'unico presente durante il rapimento è proprio Budo. Mentre la polizia comincia le ricerche interrogando tutti gli insegnanti a scuola e tutti i famigliari, Budo dovrà trovare un modo per salvare il suo amico.
Riuscirà Budo a trovarlo? Riuscirà a far capire agli adulti dove si trova? Riuscirà a salvarlo?
Tra rapporti improbabili, tenerezze infinite e cattiverie gratuite, la storia di una amicizia che va al di là dei confini materiali conosciuti.

Come ho scritto nel fondo di copertina del libro stesso, capisco perfettamente che la storia tratti un argomento - quello dell'autismo - difficile da gestire, difficile da riportare, difficile da rendere semplice.
Capisco anche la scelta di raccontare il tutto tramite gli occhi immaginari di Budo, assoluto protagonista. Il 90% dei bambini ha avuto, nei primi anni di vita, un amico immaginario, e quindi la loro presenza è fondamentale per capire i loro pensieri, i loro sogni, le loro vite.
Capisco persino la scelta di quel personaggio come cattivo della storia. Era il più plausibile, quello a cui tutti normalmente avremmo pensato. I cattivi d'altronde sono sempre accanto a noi, ci girano attorno, ci controllano e quando meno ce l'aspettiamo escono allo scoperto.

Non capisco però il finale.
Affrettato, manca un pezzo della storia: che fine fa il cattivo? Che motivazioni aveva per fare ciò che ha fatto (in parte si capisce, ma in parte andrebbe spiegato)? Che conseguenze avrà sulla sua vita? Come reagiranno gli adulti vicini a Max?
Inutile, soprattutto l'epilogo. Non mi spieghi alcuni passi importanti ma ti perdi a scrivere quattro righe senza senso. Un'uscita di scena che non serviva, visto come era finita la storia principale.

Per non parlare delle lungaggini descrittive, delle spiegazioni del tipo lui fa questo, lei fa questo, l'altro fa questo o del linguaggio in alcuni punti troppo semplicistico ed in altri troppo complicato, usato a volte a sproposito.

Raggiunge la sufficienza per il rotto della cuffia, e si salva solo per la simpatia di Osvald.
Chi è Osvald?
Leggete il libro e lo scoprirete!

mercoledì 11 novembre 2015

Film weekendieri

Altro giro, altro regalo, altre visioni.

La risposta è nelle stelle
Luke è un giovane campione di rodei, di quelli che cavalcano i tori selvaggi in mezzo ad un ring. Sofia è una bella newyorkese che si trova in Carolina per una borsa di studio. L'amore tra i due sarà inevitabile, ma sarà inevitabile anche aiutare un anziano ebreo che racconterà loro la sua storia.
Lui è il figlio di Clint Eastwood, e ricorda il padre nel sex appeal e neglli occhi. Lei è la giovane protagonista di Under the dome. Il film è carino, la storia dell'anziano molto più coinvolgente della trama principale, ma chi se ne frega: il culo del giovane Eastwood che si vede in una scena vale tutta la visione!

Automata
In un futuro non troppo lontano da noi, dove però la terra è ridotta ad una landa desertica, gli umani convivono con i Pilgrim, robot creati per aiutarci a risollevare le sorti del pianeta. Wallace è un poliziotto che, improvvisamente, scopre che alcuni robot sono stati modificati, e potrebbero quindi ribellarsi ai nostri comandi. Comincia una corsa contro il tempo per scoprire chi, e perchè, vuole questo.
Film spagnolo con un Antonio Banderas pelato e quasi irriconoscibile, si disperde un po' su argomenti filosofici tralasciando alcuni particolari tecnici legati ai robot, assoluti protagonisti.

Unfriended
Alcuni compagni di classe si ritrovano una sera a chiacchiera in chat. Tra condivisioni di Facebook, videochiamate di Skype e Chatroulette si ritrovano all'improvviso con la presenza inquietante, tra i partecipanti, della loro compagna di scuola morta suicida mesi prima. Comincerà un conto alla rovescia per potersi salvare.
Dovrebbe essere un film horror. Dovrebbe. In realtà è di una noia mortale - e scusate il gioco di parole.

Babadook
Samuel, un bambino convinto che i mostri esistano, vive con la madre, Amelia, perennemente depressa. Un giorno trovano un vecchio libro intitolato Babadook e cominciano a leggerlo insieme: dal libro uscirà l'Uomo Nero, che vorrà impossessarsi della madre ed uccidere il figlio.
Povero Uomo Nero: alla fine gli tocca pure scappare, e lo avrei fatto pure io, sia chiaro: una madre isterica ed un figlio che avrei preso a sberle dalla prima scena. Quasi quasi chiamo l'Uomo Nero e gli do' esilio a casa mia! Ah, ovviamente avrebbe dovuto essere un film horror, non si era capito?

lunedì 9 novembre 2015

Le ombre

Dopo quasi un anno dalla lettura della storia sul Re della Confraternita, eccomi nuovamente alle prese con i vampiri ricchi di ormoni.

Le ombre
Trez, Ombra al servizio da anni di Revhenge, ha, fin dalla nascita, un unico obiettivo impostogli dalla famiglia: quello di sposare la Regina della s'Hisbe. Sono anni quindi che, insieme al fratello iAm, cerca di sfuggire a questo destino nascondendosi tra i Confratelli.
La sua vita subirà una svolta quando incontrerà l'Eletta Selena: l'amore tra i due sarà inevitabile, l'attrazione fisica prenderà il sopravvento ed obbligherà l'Ombra a prendere una decisione.
Ma il fato si accanirà contro tutta la Confraternita, Elette comprese: i Bastardi dichiarano loro nuovamente guerra, i Lesser ricompaiono dal nulla e la signora con la falce passerà a reclamare un'anima.

Posso dire che il libro è stato di una noia assurda?
E noia sarebbe anche un termine poco appropriato, ma mi vengono in mente solo termini più scurrili, ahimè.

I Lesser dovevano essere i cattivi ma sono spariti libri fa, e ora quando ricompaiono sono poco più che comparse inutili.
I Bastardi dovrebbero essere i nuovi cattivi ma hanno un'organizzazione talmente sgangherata che non sanno nemmeno loro da che parte girarsi.
Le Elette sono al pari di Miss Italia, quando parlano dicono solo cavolate.
I Confratelli stanno perdendo il loro fascino, tra attacchi di panico e paranoie alcuni di loro sono quasi irriconoscibili.

Grazie al cielo c'è Vishous.
V salva tutti.

sabato 7 novembre 2015

Reading challenge #12

Eccomi ancora ad aggiornarvi: ormai manca poco, riuscirò a completarla per la fine dell'anno?

A Pulitzer Prize winning book (ovvero un libro che ha vinto il premio Pulitzer): direi che la storia americana di avvocati e razzismo rientra in pieno nella categoria, avendo vinto il premio poco dopo la sua prima pubblicazione.

A graphic novel (ovvero un fumetto): era un po' che non ne leggevo uno, e per la prima volta in vita mia ho pure letto in inglese. Missione riuscita!

A book set somewhere you've always wanted to visit (ovvero un libro ambientato in un luogo che avresti sempre voluto visitare): il romanzo-fiaba ambientato in Irlanda, con le scogliere, gli strapiombi, il verde, le pecore, la pioggia ..

I libri che mi hanno permesso di flaggare altre categorie sono, in ordine di menzione: Il buio oltre la siepe, X-23 the killing dream, Il segreto della bambina sulla scogliera.

Voi a che punto siete?

giovedì 5 novembre 2015

Psicomagia

Non so come cominciarlo questo post.
Non so se seguire le mie linee guida e fare una recensione normalissima, o se seguire l'istinto e parlare a ruota libera. Visto l'argomento del romanzo, dovrei scegliere automaticamente la seconda opzione. Vista la mia mente legata a dei limiti, dovrei scegliere automaticamente la prima opzione.
Di certo quello che scriverò sarà solo un sunto di tutto quello che, da giorni, mi passa per la mente.

Psicomagia
Alejandro Jodorowsky, artista polivalente cileno, cerca di spiegare nelle pagine di questo libro come affrontare la quotidianità. Eliminare le nostre paure, limitare il malessere, aggirare gli incubi, superare il passato e godere del presente senza pensare al futuro: è questo che si cerca di ristabilire con il metodo psicomagico.
Tra testimonianze di suoi pazienti ed amici, narrazioni di esperienze vissute in prima persona, riti di magia nera e magia bianca, incontri con personaggi bizzarri e conferenze pubbliche, Jodorowsky cerca di mettere tutto se stesso in questa intervista, dove l'interlocutore pone domande precise che tutti noi, prima o poi nella vita, vorremmo fare.

Il saggio si divide in capitoli ben precisi, ognuno dei quali ci mette, a fine lettura, nella condizione di porci infinite domande.

L'atto poetico, introduzione a tutto quello che è vita, implica il fare qualcosa guidati dalla poesia. Non dai sonetti classici, sia ben inteso, ma da tutto ciò che un paese, una vita, un modo di essere ci possa portare a fare. Camminando in linea retta senza preoccuparsi degli ostacoli, ovvero trovando una soluzione a ciò che impedirebbe il nostro lineare cammino.

L'atto teatrale, ovvero un atto poetico di massa, dove la rappresentazione teatrale sfugge alle regole rigide del teatro e delle scene. Dove gli attori seguono non un copione ma una improvvisazione crescente, ovvero un copione dettato dalla vita stessa. Dove gli spettatori non seguono la regola del biglietto acquistato ma si improvvisano attori a loro volta, partecipando anche solo coi sentimenti alla rappresentazione vitale.

L'atto onirico, dove il sogno è realtà. Dove ci si deve impegnare, tramite un atto tipicamente poetico, a pensare a quello che si desidera, portare avanti il pensiero, incanalare i sogni notturni su questo stesso pensiero e risvegliarsi al mattino con la soluzione, con la voglia e la determinazione di rendere quel sogno realtà. Dove non ci si limita a dire il mio sogno è ma ci si convince che la mia realtà è.

L'atto magico, dove la convinzione che le nostre azioni possano avere effetto sugli altri è fondamentale. Dove la finzione, il desiderio ed il sogno dell'atto onirico diventano reali nelle contro-azioni di chi ci sta intorno. Dove la nostra bravura nel convincere le persone - noi stesse in primis - dell'effetto di qualcosa (un'azione, un medicinale, una guarigione, una scelta, una decisione) diventa un atto poetico preciso all'interno di un atto teatrale.

L'atto psicomagico, ovvero l'insieme del tutto. Quando bisogna mettere a disposizione di altri le proprie capacità, le proprie sensazioni, le proprie convinzioni, per aiutarli a superare i loro problemi, il loro passato, le loro paure. Senza limitarsi alle parole ma anzi passando ai fatti, concreti.

Ho passato ore a discutere di questo romanzo con chi me l'ha consigliato - la stessa persona che aveva consigliato questo e ispirato questo - cercando di trovare dei punti di incontro. Si è passati dall'inconscio alla coscienza, dalla convinzione di una cosa alla mera dimostrazione pratica, dai sogni alla realtà, dagli atomi che girano ai sentimenti o ai desideri inespressi.

Di sicuro c'è che questo romanzo è un'arma a doppio taglio.
Mi verrebbe da dire che chi necessita di una spinta per riprendere in mano la propria vita in queste pagine troverebbe la soluzione. Ma so anche che per rimettere in pista il nostro IO è necessaria una forza di volontà che non tutti hanno.

Perchè è facile sognare qualcosa.
Perchè è facile desiderare qualcosa.
Ma è più difficile avere la determinazione per metterlo in pratica.

mercoledì 4 novembre 2015

Maestra, maestra, maestra

Son passati alcuni mesi da quando, con la mia valigia di timidezza e il mio zaino di stranezze, ho messo piede in aula scolastica, non come alunna ma come cavia.
L'esperienza allora era stata talmente positiva, sia per me che per le maestre ufficiali e, soprattutto, per i bambini, che abbiamo deciso di replicare.

Piccola premessa: i bambini sono i miei nuovi amici.
Loro, piccoli esserini bipedi dotati di parola, che normalmente faticavo a capire, mi adorano. A tal punto da esser stati proprio loro a richiedermi a gran voce - come poteva la maestra dire di no ad un suo alunno che, il primo giorno di scuola a settembre, se ne uscì con un ma la tua amica non viene più a trovarci?
Era praticamente impossibile.

Eccomi quindi pronta, in un soleggiato pomeriggio autunnale, a rientrare in un'aula per parlare davanti ad una quarantina di occhi, incuriositi ed affascinati, per introdurre un po' di educazione tecnica ed un po' di educazione artistica.

Spiegare quindi loro come è nato il disegno, come gli uomini abbiano sempre voluto rappresentare la loro vita andando al di là delle parole. Come i disegni antichi - le incisioni rupestri, i geroglifici, gli schizzi di Leonardo - siano arrivati sino a noi cambiando radicalmente la nostra concezione di vita, di mondo, di universo.

Raccontare come si è passati dal disegno a mano a quello informatico, come le squadre di legno sono sopravvissute ai secoli e come invece le nostre si rompono solo a guardarle, come una lavagna digitale abbia sostituito la carta.

Aiutarli ad usare il compasso per la prima volta, insegnar loro la differenza tra un ellisse ed un cerchio o dimostrare come si calcola un angolo in un disegno.

Fino a portarli a disegnare sfruttando le forme geometriche - solo ed esclusivamente quelle.
Rappresentare un cane, un gatto, la mamma, il papà, la maestra, il calciatore, il cantante, la nonna, la bidella, l'attrice o l'attore, il preside o l'amica, la zia o il cugino.
O me, come in molti hanno fatto.

Perchè il punto focale della mia lezione era che se tanto è vero che il disegno artistico è legato strettamente alla fantasia mentre il disegno tecnico viaggia pari passo con a matematica, il loro confine è così labile che può essere superato in maniera molto semplice: con il sentimento.

Perchè sono i sentimenti che muovono il mondo.
Perchè sono i sentimenti che muovono le persone.
Perchè sono i sentimenti che rendono un disegno un opera d'arte.
Perchè sono i sentimenti che rendono un sogno semplice realtà.
Perchè sono i sentimenti che rendono un bambino un uomo.

martedì 3 novembre 2015

Il libro completo dell'aikido

Tranquilli, non avete sbagliato blog nè tantomeno sono ammattita tutto d'un colpo.
So che è strano, da parte mia, leggere libri del genere - io che leggo dei manuali? - ma, per tutto, c'è una prima volta.

Il libro completo dell'Aikido
Adriano Trevisan, famoso aikidoka, introduce in questo libro sia la teoria che la pratica del mondo dell'Aikido: dalla nascita a cavallo tra gli anni Venti e Trenta del secolo scorso grazie al Maestro Ueshiba, fino ad alcune tecniche di meditazione, di combattimento o di storia sulle spade che vengono utilizzate durante gli incontri.
Teoria - storia, schemi, religione, meditazione, esperienze - e pratica - figure esplicative, spiegazione dei passi, indicazioni dei movimenti - si uniscono sotto un'unica indicazione di base per aprire il proprio cuore e agire secondo l'illuminata conoscenza della divinità.

Visto che, nei giorni scorsi, con chi mi aveva consigliato questo libro, sono spesso tornata a parlare di questa arte marziale, mi sono incuriosita a tal punto da volerne sapere di più - senza giustamente rompere le scatole con ennemila domande al diretto interessato.

Sta di fatto che, pur conoscendo quest'arte solo grazie a film come L'ultimo samurai, rileggere certe nozioni mi ha riportato alla mente due elementi ben distinti del mio passato:

- il karate, arte marziale che ho praticato da bambina (unica femminuccia in mezzo ad un branco di maschietti scalmanati). E' vero, non sono andata oltre la cintura arancio ma solo per motivi di logistica e di organizzazione dei miei che mi dovevano portare a lezione, ma tutt'ora ricordo con molto piacere non solo il Maestro, ma anche gli esercizi che ci faceva fare, le corse sul parquet con i salti improvvisi per evitare il bastone di legno messo ad ostacolo, gli esami per il passaggio di cintura, il kimono bianco, il calore del pavimento sotto i piedi, gli esercizi di respirazione finali - ricordo anche Gregory, il bambino dai capelli riccioli neri che tanto mi piaceva, ma questo è un altro discorso!

- la meditazione, che ho imparato grazie al mio solito amico. Grazie a lui ho fatto anche un incontro di meditazione di gruppo insieme al suo Lama. Le tecniche di respirazione, i suggerimenti per liberare la mente, i consigli per soprassedere allo stress di tutti i giorni, le note per risolvere i problemi o per conviverci senza assillare gli altri mi sono tutt'ora preziosi, e mi aiutano ad affrontare quelle piccole - o grandi - preoccupazioni che ogni giorno possiamo incontrare.

Che con la vecchiaia che incombe stia diventando più meditativa e riflessiva e meno istintiva?

domenica 1 novembre 2015

Film weekendieri

Altro giro, altro weekend, altro regalo.

Leo, esuberante adolescente, è innamorato segretamente di Beatrice, sua compagna di scuola. Accanto a lui, ad aiutarlo a conquistare la ragazza, la sua amica del cuore Silvia, a sua volta segretamente innamorata di Leo. Sembra tutto un amore unico ma un bel dramma impedirà ai ragazzi di essere felici.
E' uno di quei film da tagliarsi le vene alla fine della visione. E alla fine, lo ammetto, ho avuto un po' di magone. Ma non per la storia, non per l'amore, non per il dramma. Bensì per la città che ospita i protagonisti, Torino, e per tutto quello che, ahimè, continua a ricordarmi.

Solo un padre
Carlo, nel giorno che dovrebbe essere per lui quello più bello della sua vita - la nascita della figlia Sofia - rimane vedevo. Circodato da amici che cercano di risollevargli il morale, genitori e nonni apprensivi e vecchie amiche che si rifanno vive, dovrà imparare a ri-amare la vita.
Mi faccio del male da sola, perchè anche questo è ambientato a Torino. In tutt'altra zona rispetto a quella che conoscevo io, ma che non mi era del tutto sconosciuta. Film guardabile: anche se tratta un argomento serissimo non è interpretato al massimo dagli attori presenti.

The martian - Sopravvissuto
Mark Watney, astronauta in missione su Marte insieme ad altri colleghi, viene involontariamente lasciato sul pianeta durante la fuga da una tempesta di sabbia. Mentre sulla Terra i più grandi esperti della Nasa cercano un modo per andare a salvarlo, lui dovrà sopravvivere con i miseri viveri a disposizione e, soprattutto, facendo i conti con la solitudine.
Film magistrale in cui Matt Damon è l'assoluto protagonista: non solo è bravo nelle parti drammatiche, ma sfodera una simpatia sagace che, fino ad ora, aveva tenuto nascosta. Consigliatissimo!

Everest
Ispirato ad una storia vera accaduta nel maggio del 1996, il film narra le vicissitudini di un gruppo di scalatori. Durante una salita e discesa del monte Everest, il gruppo viene sorpreso da una tremenda bufera di neve e ghiaccio: saranno pochi i sopravvissuti.
Film decisamente claustrofobico, sebbene si svolga per la maggior parte del tempo in cima alla montagna più alta del mondo, con dei panorami e delle scenografie che più aperte di così era impossibile chiedere. La montagna è fin troppo protagonista, si perdono le storie dei personaggi ed anche il protagonista può ben poco contro la predominanza della natura. Bocciato.

venerdì 30 ottobre 2015

Musicappalla

Per rimanere legata a colui che vi ho presentato come ormone impazzito, vi tiro fuori dal cilindro magico una canzone che, i più tra di voi, non conosceranno minimamente.


Se rinasco vedo di trovare l'armatura,
dopo esco per verificare quanto è dura.
Alle emozioni darò la parte migliore
senza mischiare, però, 
la testa col cuore.
Se rinasco (Mario Lavezzi, Fiorella Mannoia e Loredana Bertè)