sabato 31 gennaio 2015

Bloggherelle in tour

In un post di non troppi giorni fa avevo accennato al fatto che, dopo parecchio tempo, ero tornata a viaggiare in treno. Vi avevo lasciato con la curiosità di sapere dove fossi andata, e soprattutto con chi.
Ma ho dovuto far passare qualche giorno prima di scrivere queste righe, per far sì che le mie emozioni facessero pace con i miei occhi, e che i miei pensieri smettessero di frullare in testa in modo vorticoso.

Vi racconterò di come, in una fortunatamente soleggiata domenica di fine gennaio, sei blogger abbiano deciso, dopo anni di chat giornaliere ininterrotte, di incontrarsi.
Vi racconterò di come io, Nuvolette, MagicamenteMe, Bookaholic, Chiarella e TyNa Pic. abbiano preso un treno direzione Firenze, città in posizione centrale rispetto alle nostre residenze.


Vi racconterò di come sia bastato uno sguardo per riconoscersi in stazione, e di come le chiacchiere siano cominciate e non siano mai finite.
Vi racconterò di come una di noi abbia fatto un viaggio in treno con una borsa pesante più di 6 kg, e di come ci abbia poi rifilato il suo regalo di Natale.
Vi racconterò di come sembravamo una scolaresca in gita, di quelle che camminano in modo disordinato lungo la strada perchè passano tutto il tempo a girarsi per cercare quella che rimane indietro, o per guardare quella che cammina sempre davanti.

Vi racconterò di come abbiamo scelto la trattoria dove mangiare, sfogliando con gli occhi tutti i menù appesi in una piazzetta ma lasciandoci guidare esclusivamente dalla gola.
Vi racconterò di come qualcuno abbia assaggiato il lampredotto torcendo il naso, evitando la parte molla ma leccandosi i baffi con la parte più sostanziosa.
Vi racconterò di come abbiamo sorriso quando l'inglesina braccata in piazza ci ha scattato la classica foto di gruppo, e di come abbiamo riso quando, anche questa volta, abbia tagliato un pezzo di monumento alle nostre spalle.

Vi racconterò di come, con un sorriso un po' triste, siamo tornate in stazione.
Vi racconterò di come è stato il viaggio di ritorno insieme a Chiarella.
Vi racconterò di come è stato il viaggio di ritorno delle altre ragazze.

Vi racconterò di come i social network, se usati intelligentemente, possano far nascere amicizie, rapporti, sentimenti, sorrisi, risate, sguardi, emozioni.
Vi racconterò di come dietro ad un monitor si nascondano persone speciali, di quelle che ti sembra di conoscere da una vita intera.
Vi racconterò di come 6 persone completamente agli antipodi eppure così simili abbiano deciso, un bel giorno, di far convogliare le proprie vite in un unico punto.

Un giorno vi racconterò tutto questo.
Ma non oggi.
Oggi lascio spazio ai ricordi.
Ed alle emozioni.

Grazie Bloggherelle!

venerdì 30 gennaio 2015

Musicappalla

A metà mese sono stata, con un'amica, al loro concerto evento a Milano.
Quindi come potevo non riesumare dal cassetto dei ricordi un loro vecchio capolavoro?


Ho sete.
Ho sete di te, che non sei qui.
Fata Morgana - Litfiba

mercoledì 28 gennaio 2015

Dieci piccoli indiani

Ammetto la mia ignoranza in materia di Agatha Christie: ne ho sempre sentito parlare benissimo, da amici o nell'etere, ma non ho mai letto nulla di suo. E sì che il suo genere letterario è quello che io prediligo: giallo, assassini, colpi di scena, indagini. Così domenica, mentre ero in treno - vi spiegherò poi dove sono andata, e soprattutto con chi sono andata, in gita - ho divorato il suo romanzo capolavoro.

Dieci piccoli indiani
Dieci personaggi, completamente diversi tra loro e assolutamente sconosciuti tra essi, vengono fatti riunire, in modo subdolo, su un'isola - Nigger Island - all'interno di una vecchia dimora.
Ad uno ad uno, seguendo le rime di una vecchia poesia per bambini, moriranno inspiegabilmente. Nessuno sa chi è l'assassino, nessuno conosce il proprietario di casa e, soprattutto, nessuno si fida più di nessuno. La paura e l'ansia cominciano ad impossessarsi degli invitati, al punto di creare in alcuni di loro veri attacchi di panico.
Ma chi è che uccide i commensali? E soprattutto, perchè tutti questi assassini? Sarà la polizia, arrivata sull'isola, a cercare di portare la luce su questi misfatti: si troverà davanti a dieci cadaveri.
E la mano omicida dov'è?

Bello.
Bello.
Bello.
Ricco di suspense, ansia, colpi di scena. Ad ogni nuovo omicidio ci si convince che l'assassino possa essere uno ed invece tac, il sospettato muore nella pagina seguente. Si arriva alla fine convinti che ci sia un'undicesima persona in giro per l'isola ed invece tac, l'isola è deserta a parte i dieci cadaveri.

Quindi l'assassino è tra i dieci morti? Chi può dirlo, la soluzione è proprio nell'ultima pagina!

lunedì 26 gennaio 2015

Una fortuna pericolosa

Col gruppo delle Letturine a Natale avevamo deciso, di comune accordo, di spedirci a sorpresa un regalo: ognuna di noi ha ricevuto così in dono un bellissimo segnalibro ed, in più, un consiglio libresco.
Silvia, in una bellissima lettera, mi aveva consigliato un romanzo di Ken Follet, quello che l'ha fatta innamorare perdutamente di questo autore. Visto e considerato che io non ho mai letto niente di suo, potevo esimermi dal seguire il suo consiglio? Assolutamente! Quindi mi sono organizzata, ho procurato il romanzo e mi sono immersa nella sua lettura.

Una fortuna pericolosa
In una scuola inglese, poco dopo la metà del 1800, durante un intervallo simile a molti altri, avviene un incidente mortale: uno degli studenti muore misteriosamente annegando nel laghetto. Unici testimoni alcuni suoi compagni di classe, che sostengono si sia trattato di un incidente.
Dopo 30 anni Miguel "Miki" Miranda, Hugh Pilaster e Solomon "Solly" Greenbourne saranno ancora amici, ma le loro vite avranno preso pieghe inaspettate: l'avidità di alcuni, la ricchezza di altri e la voglira di primeggiare di qualcun altro li porterà a sospettarsi a vicenda, a pestarsi i piedi e ad arrivare ad una svolta.
Chi ha ucciso il loro compagno decenni prima?
Chi è l'assassino che si nasconde tra loro?

L'inizio del libro è stato esaltante: mi è sembrato di ritrovarmi veramente immersa nella campagna inglese, di camminare lungo i corridoi del college o di esser lì a giocare coi ragazzi lungo le sponde del lago.
Poi però, nella parte attuale del romanzo e non più nella parte iniziale dei ricordi, ho fatto fatica ad ingranare. Sarà che il mestiere che svolgono i protagonisti - son quasi tutti banchieri - è descritto in modo tecnico, sarà che il mondo della finanza mi è da sempre un po' oscuro, ma ammetto che ho fatico non poco a rimanere attenta durante la lettura. Ma ad un certo punto ho visto la luce: è comparsa Masie - personaggio femminile molto molto particolare - e da lì in poi tutto è filato via liscio.

Sebbene la storia sia ambientata alla fine del 1800, l'argomento trattato è attualissimo.
Il mondo della finanza non è cambiato in quasi 2 secoli di storia: grossi investitori giocano con le banche spostando grandi quantitativi di banconote, ufficialmente per finanziare grandi progetti strutturali, ufficiosamente per fare quello che, oggigiorno, chiamiamo riciclo di denaro sporco.
Gli uomini che girano attorno a certi uffici hanno tutti la stessa faccia: quella della menzogna, dei sotterfugi, delle cose dette a metà per non farsi capire completamente dal nemico. Idem per le donne: giovani signorine che amano vecchi signori, attratte solamente dal dio soldo, dalla vita agiata e dai regali costosi.
Sono rare le persone che non rientrano in queste categorie, e difatti sono persone che vengono poi fagocitate nel giro losco dei lori amici.

Ottimo romanzo, lo consiglio vivamente: oltre ad essere molto partecipativa la parte thriller della trama, è avvincente anche tutta la parte finanziaria della storia.

Grazie Silvia, ottimo consiglio!

giovedì 22 gennaio 2015

The gates

Ovvero, tradotto in italiano, Dietro il cancello.
Serial americano interrotto bruscamente alla fine della prima stagione, lasciando ennemila domande senza risposte.

The gates
In una cittadina circondata da alte mura e chiusa ermeticamente da enormi cancelli, vivono - all'apparenza pacificamente - una moltitudine di individui: la coppia di vampiri Claire e Dylan con la figlioletta, la giovane succube Andie ed il suo amico licantropo Brett, la strega Devon e la maga Peg con la figlia. A sconvolgere le loro vite arriverà Nick, poliziotto integerrimo, accompagnato dalla moglie Sarah ed i figli Charlie e Dana.
Malgrado le buone intenzioni iniziali, la convivenza tra le razze non è così facile come si possa pensare: le rivalità sono all'ordine del giorno, e le regole dettate non si possono infrangere.
Pena la morte.

L'intenzione del telefilm era buona, molto buona.
Esseri sovrannaturali che convivono con ignari esseri umani, tutti nascosti dietro questi grandi cancelli. Perchè fondamentalmente tutti, siano essi persone normali o con peculiarità magiche, hanno degli scheletri nell'armadio, nemici da cui nascondersi o vite da voler far ricominciare nuovamente.

Il problema alla base degli episodi, che ha portato alla successiva cancellazione dalle emittenti statunitensi, è a mio parere la mancanza di azione, e di suspance. Erano tutti episodi piatti, come se la storia si svolgesse completamente in piano senza scossoni. Ma di scossoni ce ne sono stati eccome, ma non sono stati enfatizzati, anzi: si è perso un po' tutto per strada.

Peccato.
Bocciato su tutti i fronti: non c'era nemmeno un figone da salvare in extremis!

martedì 20 gennaio 2015

Ormoni impazziti di gennaio

Anno nuova, vita nuova!
Quest'anno ho deciso che spazierò tra le categorie dei figoni, cercando di scegliere personaggi diversi tra loro - giusto per accontentare un po' tutte.

Inizierò l'anno con un cantante. Il genere musicale è discutibile - io solitamente sono molto più rocker o metal - ma ammetto senza vergogna che, quando ero una ragazzina-ina-ina, andavo matta per il gruppo di cui era leader indiscusso.
Ora non è che mi strappo i capelli in sua presenza, ma senza problemi mi sono fatta un po' di coda per incontrarlo ad un firmacopie.


In che versione lo preferite? Capello corto o riccio e sbarazzino?
Con o senza barba?

giovedì 15 gennaio 2015

Musicappalla

Visto che l'infermiere figo del reparto mi ricordava la versione seria del cantante di questo gruppo, vi riprongo un loro pezzo.


My shadow's the only one that walks beside me,
my shallow heart's the only thing that's beating,
sometimes I wish someone out there will find me:
'til then I walk alone.
Boulevard of broken dreams (Green Day)

lunedì 12 gennaio 2015

Reading challenge #1

La mia reading challenge prende ufficialmente il via.
Mi voglio mettere d'impegno e cercherò di abbinare più libri possibili alle varie categorie, e non viceversa - anche se certe categorie già ora mi fanno dannare per trovare dei titoli papabili!

Ecco quindi le prime categorie che sono riuscita a flaggare:

- A nonfiction book (ovvero un saggio): il libro che ho letto è, infatti, la trascrizione nero su bianco di alcune parti delle interviste fatte da una giornalista ad una pentita criminale.

- A book based on a true story (ovvero un libro ispirato ad una storia vera): lo stesso libro sopra citato non è altro che la storia della banda criminale più famosa d'Italia, quella della Magliana a Roma.

Ad entrambe le categorie appartiene Segreto criminale.

Ora sotto alle prossime categorie!

sabato 10 gennaio 2015

Segreto criminale

Poco prima di assentarmi dal mondo reale e finire all'ospedale, avevo fatto l'immane errore di entrare in una libreria. Dico immane errore perchè, ovviamente, non ne esco mai a mani vuote.

Segreto criminale
Raffaella Notarile, giornalista che da anni collabora con la testata di Chi l'ha visto?, intervista Sabrina Minardi, la supertestimone sulla scomparsa di Emanuela Orlandi nonchè, decenni fa, amante di Enrico De Pedis, Renatino, capo della Banda della Magliana.
Perchè De Pedis, malgrado i suoi precedenti penali - rapine, assassini, rapimenti - è stato sepolto nella cripta vaticana di Sant'Apollinare?
Cosa c'entra la Banda della Magliana con le casse dello Ior?
Cos'è che collega Emanuela Orlandi, la P2, Mirella Grigori ed altri innumerovoli politici?
E perchè De Pedis conosceva Dino De Megni, oggiorno noto più per il figlio Augusto, vincitore del Grande Fratello 6 ma già noto alle cronache per essere stato rapito dall'Anonima Sarda?
A queste e ad altre infinite domande poste da Raffaella, Sabrina, la donna del boss, cerca di dare una risposta.

Io so che certi libri non li devo leggere.
Lo so e continuo a ricascarci. Era già successo non troppo tempo fa.
Non devo leggerli perchè mi arrabbio, perchè mi indigno, perchè mi vergogno di essere italiana in questi casi.
Perchè non si può trattare da buon uomo un boss come Renatino.
Perchè la Chiesa non può non accorgersi che qualcuno indaga sulla propria banca.
Perchè lo Ior non può spostare soldi all'estero e fregarsene dei controlli.
Perchè la Massoneria italiana, i Servizi Segreti e tutti quegli ometti col panciotto che girano nelle alte sfere, non possono pensare che tutto sia gestibile solo tramite ricatti, rapimenti e vendette.

Perchè due ragazzine innocenti non possono sparire nel nulla sotto gli occhi di tutti.
Perchè bambini innocenti non possono essere sciolti nell'acido.
Perchè donne innocenti non possono vedere ammazzati i propri uomini in servizio.
Perchè famiglie innocenti non possono essere distrutte senza un perchè, senza un colpevole.

Perchè noi italiani siam bravi ad indignarci e a far baccano per un calcio di rigore non assegnato.
Ma ci limitiamo ad un'alzata di sopracciglio in tutte le altre occasioni.

giovedì 8 gennaio 2015

Hawaii Five-o - stagione 4

E' passato un bel po' di tempo dalla fine della terza stagione.

Questa quarta stagione, però, è stata un bel po' movimentata.
Kono girovaga per il mondo insieme al fisanzato Adam, ex componente della Yakuza, cercando di non farsi ammazzare da chi dà loro la caccia.
Danny si divide tra la figlioletta Grace e la nuova fidanzata, che lo metterà davanti ad un'ardua scelta.
Chin ha finalmente una nuova compagna degna sostituta della moglie defunta.
Steve è in eterna lotta tra la ricerca della madre scomparsa - o nascosta dalla Cia - e la fidanzata Catherine, che dopo avergli dichiarato amore eterno andrà in missione tra i talebani alla ricerca di un uomo.
Il tutto condito con il solito Lafayette rinchiuso in prigione, il nuovo capo della polizia che non vede di buon occhio la nostra squadra e qualche sparatoria riempitiva.

I paesaggi sono sempre spettacolari, ad ogni episodio mi viene voglia di fare le valigie e partire per le Hawaii, indipendentemente dal fatto che non sappia nè nuotare nè surfare. Le storie invece, man mano che gli episodi si susseguono, diventano sempre più improbabili, o al limite della veridicità. Ma in un contesto del genere, con personaggi che sono ex marines o ex appartenenti delle squadre swat, non poteva essere diversamente.

E poi basta il protagonista a salvare il tutto - sono monotona, lo so!

martedì 6 gennaio 2015

Da Vinci's demons - stagione 1 e 2

Essendo a casa in convalescenza, ed essendo obbligata almeno nei primi giorni a stare a letto con la gambetta sollevata, mi sono dovuta inventare qualcosa per passare le ore.
Ho riesumato allora un telefilm che da troppo tempo rimandavo di guardare.

Da Vinci's demons
Leonardo, giovane artista nella Firenze rinascimentale, lavora nella bottega del Maestro Verrocchio. Capita però che, saltuariamente, gli vengano commissionato dei lavori da parte della corte dei Medici. E' così che entrerà nelle grazie di Lorenzo il Magnifico e di suo fratello Giuliano, e che farà la conoscenza della dama di compagnia Lucrezia con cui, nascosto agli occhi di tutti, avrà anche una relazione.
Ma ben presto Firenze dovrà fare i conti con le prime rivoluzioni: prima la famiglia dei Pazzi vuole fare un colpo di stato e prendersi il potere, poi si scoprirà che il Papa in realtà è un farabutto e che il vero ministro di Dio è segregato in una cella.
Leonardo, aiutato dai suoi fidi amici Zoroastro e Nico - ovvero Niccolò Macchiavelli - aiuterà la famiglia Medici a mantenere il potere ed, in cambio, chiede di poter partire alla ricerca della madre scomparsa.
Ma gli ottomani sono alle porte, e bisogna tornare in difesa.

Ho letto pareri altamente discordanti tra loro in merito a questo serial.
Alcune amiche ne hanno visto solo un paio di episodi e lo hanno bocciato clamorosamente, mentre un amico ne è talmente preso da pubblicare spesso su faccialibro citazioni ed immagini.
Così, un po' per curiosità ed un po' per ingannare il tempo, mi sono sbolognata entrambe le stagioni in pochissimi giorni.

La mia idea?
Non è certo da premio Oscar, nemmeno lontanamente. Gli effetti speciali lasciano altamente a desiderare - hanno ricostruito al computer Firenze: non potevano venire in Italia a girare le scene? - così come il doppiaggio non si può sentire - è vero che all'epoca non parlavano il nostro italiano, ma o doppi tutto in maniera antica o rendi tutto moderno, ed allora azzecchi i congiuntivi però! Per non parlare di alcuni errori grossolani: riferirsi al popolo come italiano quando ancora eravamo tutti divisi in monarchie (Roma e lo Stato Pontificio, i Medici a Firenze, il Regno di Napoli, il Ducato di Milano ...) è solo uno degli strafalcioni più ecclatanti.

Ma.
C'è sempre un ma.
La narrazione storica è fatta bene. Tutta la parte dedicata alla congiura dei Pazzi e a tutto quello che hanno fatto per creare scompiglio a Firenze era assai veritiera, e mi è servita per fare un ripasso storico del periodo. Così come la parte dedicata a ciò che lo Stato Pontificio voleva fare per allungare le mani sul territorio fiorentino sterminando la famiglia dei Medici; mi ha ricordato in pieno ciò che a volte ora fa la Chiesa quando vuole decidere su cose che non le competono.

Attenderò la terza stagione: non ne farò una malattia cercando trepidante la data di uscita ma nemmeno vi sconsiglierò la visione del telefilm. Se non avete niente di meglio da fare, e volete ripassare un po' di storia, guardatelo.

O meglio: anche solo una sbirciatina ai pettorali di Leonardo possono valere la visione di qualche episodio!

sabato 3 gennaio 2015

Reading challenge

Ho un brutto giro di amicizie, si sa. Una cerca magari di non leggere tanto per trovare anche il tempo di fare qualcos'altro, ma poi ci sono certe persone - senza contare quelle che il post non l'anno scritto ma che parteciperanno comunque - che ti riportano sui binari e ti costringono a fare certe cose.

Ovviamente, leggendo la lista della spesa qua accanto, dovrò darmi un bel po' da fare per trovare libri che rientrino in queste categorie. Grazie al cielo lo stesso libro potrò farlo rientrare in più richieste, altrimenti so per certo che alcuni difficilmente riuscirei a spuntarli.

Ma questo vuol dire che anche quest'anno dovrò leggere un sacco.
Vuol dire che dovrò riempire come si deve il mio googlettino.
Vuol dire che dovrò essere sicura di averlo sempre in borsa.
Vuol dire che le mie pause pranzo saranno usate esclusivamente per leggere e non per mangiare.
Vuol dire che prima di dormire dovrò sfogliare qualche pagina obbligatoriamente.
Vuol dire che dovrò chiedere consiglio a qualcuno nel caso non riesca a trovare delle storie adatte.
Vuol dire che tra uno spritz e l'altro dovrò pure andare in libreria.

Oh che dispiacere immane!

giovedì 1 gennaio 2015

Bilanciamento

Non sono solita fare il bilancio di fine anno, men che meno son capace di tirare le somme di ciò che posso aver combinato - o non combinato - in 365 giorni di vita vissuta.
Ma questa volta il discorso è diverso.
Visto come è cominciato il 2014, e visto come è finito, mi sembra doveroso non solo fare una somma di tutto, ma tirare proprio una gran bella riga e ricominciare da capo.

Solitamente non scrivo nemmeno post completamente personali, ma mi limito ad inserire sprazzi di mia vita quotidiana tra le recensioni dei libri, o dei film, o in caso di avvenimenti veramente particolari.

Il 2014 è iniziato col botto, e se qualcuno se lo fosse perso per strada può leggere tra le righe del mio primo - ed unico, non crediate che ne possa scrivere altri - post su San Valentino: basta viaggi in treno, basta seconda casa torinese, basta freddo e gelo nei momenti sbagliati sui vagoni. L'unica cosa che ringrazio, in merito a questo argomento, è che siamo stati entrambi persone adulte e vaccinate, ovvero intelligenti, per non farci la guerra. Anzi, posso dire che un sentimento profondo di amicizia è rimasta, e so per certo che me lo porterò dentro per il resto della mia vita: io ci sarò sempre, lui ci sarà sempre. Ma ora le nostre vite viaggiano su binari - per rimanere in tema ferroviario - paralleli.
Credete che i mesi successivi siano stati altalenanti? Affatto. Ho la fortuna, o sfortuna, di avere un carattere abbastanza forte - o di essere un'emerita str**za in certi casi - e sì, lo ammetto, ho pianto fino a non ricordare nemmeno più come mi chiamassi per una settimana. Una settimana precisa. Poi sono dovuta rientrare in ufficio a lavorare. E allora basta piangersi addosso, mi sono rimboccata le maniche e via.

Di conseguenza ho reimpostato la mia vita in men che non si dica: ho riallacciato vecchie amicizie, ho conosciuto nuove persone, ho stretto ancora più saldamente legami esistenti e ho fatto piazza pulita delle persone che giravano attorno solo come satelliti.

Mi son ritrovata così con un'estate strepitosa passata in Puglia con un'amica ventennale, persa per strada per una decina d'anni, e ritrovata uguale a come l'avevo lasciata. Non sono serviti molti giri di parole, è bastato uno sguardo ed ecco che fiumi di parole si sono lasciati andare.

Ho fatto conoscenze altrettanto strepitose, persone che vedi una volta e ti sembra di conoscere come le tue tasche, persone con cui si riesce a parlare di cucina e di libri, di politica e di amore, con cui i discorsi seri riescono ad essere amalgamati alle risate senza trovarci nulla di sconveniente.

Ho reso ancora più forte un'amicizia, l'Amicizia. Quella che tutti vorrebbero avere, quella che tutti sognano almeno una volta nella vita. Quella dove veramente non serve parlare ma basta uno sguardo, dove non serve nemmeno scrivere perchè tanto so che tu te lo aspettavi. Quel sentimento che tutti dicono che tra uomo e donna non possa esistere ed invece no, noi ne siamo l'esatta prova vivente.

Ho sfoltito la mia lista di invitati, avendo perso per strada qualcuno. Non è stata una mia scelta, ma loro. Non posso obbligare nessuno a rimanermi accanto, questo è chiaro. Auguro loro ogni bene, spero che stiano vivendo veramente ciò che sognavano e cercavano e che non stiano invece solo vivendo le vite di altri, seguendo direttive non dettate dal proprio cuore.

Ma il 2014 doveva forzatamente palesarsi in tutto il suo aspetto. Se è cominciato col botto, col botto doveva finire. Ed eccomi quindi ricoverata, e di conseguenza operata, d'urgenza per embolia polmonare. Ora io ci rido sopra, la prendo in modo talmente scherzoso che faccio sembrare tutto una barzelletta, ma non vi sto a descrivere le facce terrorizzate, ed il panico creato, tra chi mi stava accanto. Grazie quindi al mio medico, che per primo ha avuto anche solo un minimo dubbio su una cosa; grazie ai medici del pronto soccorso, che non si sono fermati alla prima analisi ma hanno voluto vederci più chiaro in alcuni valori; grazie al reparto di cardiologia dell'ospedale vicino a casa, che mi ha rimesso a nuovo, dandomi una pulita qua e là e rispedendomi a casa con la mia bella cura vitalizia.

Ed è grazie a questo ultimo fatto se, per la prima volta nella mia vita, ho avuto il coraggio di mettere da parte quel fondo di timidezza che da sempre mi accompagna. Perchè io sono quella forte per gli altri, quella forte per sè stessa in determinate occasioni, quella che si rimbocca le maniche e affronta tutto come un tornado con la grinta di 100 leoni. Ma sono anche quella riservata, che parla poco, che difficilmente da confidenza ma che dopo poco diventa un fiume in piena di parole, quella che preferisce ascoltare e tenersi le proprie opinioni in tasca. Fondamentalmente, quella timida per antonomasia.
Quindi grazie amico mio embolo: è grazie a te se me ne sono infischiata delle conseguenze e con la faccia da c**o che ogni tanto mi accompagna ho dato volontariamente il mio numero all'infermiere figo del reparto. Non mi chiamerà mai, ovvio, ma tanto cosa avevo da perdere?

Quindi grazie 2014: per certi versi sei stato un anno veramente di mer*a, ma grazie a te ho riscoperto una nuova me.

PS ora, mio caro 2015, vediamo di non fare scherzi eh!