sabato 30 maggio 2015

Musicappalla

Una storia classica: lei conosce lui.
A lei lui piace.
A lui non si sa.
Una notte fanno scintille.
Lui sparisce.
Lei? Dopo essersi chiesta perchè ascolta questa canzone a tutto volume.
E si rifà una vita.


Scusa, non ho voglia di ascoltarti.
Sei confusa, non sai spiegare .. 
Quel che è successo è molto semplice:
soltanto sesso, vuoto a perdere!
Vuoto a perdere (Francesco Renga)

mercoledì 27 maggio 2015

Reading challenge #6

Eccomi qua, ad aggiornare un po' questa sfida letteraria flaggando le ultime letture.

- A book published this year (un libro pubblicato quest'anno): appena uscito in libreria il 15 maggio, non ho potuto non comprarlo, e mi sono fiondata a leggerlo. D'altronde lui è - era - il mio autore preferito.

- A book of short stories (un libro con piccole storie): sempre il libro sopra citato, essendo fatto di piccoli racconti collegati tra loro .. da una piuma.

- A book more than 100 years old (un romanzo scritto più di 100 anni fa): e come potrei non citare Frankenstein?

- A book from your childhood (un libro della mia infanzia): visto e rivisto nella libreria delle elementari, non avevo però mai letto la storia delle quattro sorelle più famose al mondo.

- A book that takes place in your hometown (un libro ambientato nella tua città): per non saper nè leggere nè scrivere, io con un libro ho compreso sia Bergamo - dove vivo ora - sia la mia città natale Milano. Un colpaccio!

E questi i libri che mi hanno aiutato in questi flag: La piuma di Giorgio Faletti, L'antiquario di Brera di Ferrario, Piccole donne della Alcott e Frankenstein di Mary Shelley.

lunedì 25 maggio 2015

Frankenstein

Questo mese, nel Club ideato da Moma, abbiamo letto un classico proposto dalla sottoscritta. Per cambiare un po' genere, e lasciarci per qualche giorno alle spalle le storie romantiche intrise di pizzi e merletti, ci siamo buttate su qualcosa di decisamente gotico.

Frankenstein
Il dottor Victor Frankenstein, sconvolto dalla morte della madre, lascia il padre e l'amata cugina Elizabeth per recarsi in Germania al fine di ampliare i suoi studi, e per portare avanti un sogno impossibile: creare un essere umano dotato di perfetta salute.
Riuscirà nel suo intento, ma la Creatura - o Demone, come verrà chiamato dal suo creatore - lo perseguiterà ovunque andrà, uccidendo le persone a lui care e mettendo in serio pericolo la sua stessa vita.
Scoperto il motivo di tanto odio, il dottor Frankenstein inseguirà il suo carnefice per mari e monti al fine di ucciderlo.

Ecco, questa a grandi linee è la storia che, tutti noi, conosciamo. La storia che ci hanno propinato i film - dai vecchi lavori gotici ai moderni horror - in cui un pazzo medico si è sentito Dio e ha voluto creare un mostro che, successivamente, vagherà per il mondo uccidendo la gente.

Beh, dimenticatevi l'horror, il sangue, il trucidume dei film di serie B. Il libro è in parte epistolare ed in parte confessionale.
Epistolare quando si tratta del dottor Frankenstein che, dalla Germania, scrive alla sua amata per sentirla più vicina, raccontandole i suoi studi ma nascondendole i suoi esperimenti.
Confessionale quando - udite udite - la Creatura racconta al dottor Frankenstein i suoi desideri, le sue paure, i suoi timori. Quando ammette di aver imparato a parlare, a ragionare, a provare sentimenti semplicemente guardando una coppia di contadini, che gli han fatto capire che, per essere felici al mondo, basta un po' di amore.
Ma alla Creatura l'amore è negato, essendo solo al mondo. Ed è quella la causa scatenante dell'odio, del rancore verso il suo stesso creatore. La Creatura necessita di qualcuno a cui voler bene, da stringere, da accarezzare, con cui condividere la propria vita.

Il mio cuore era fatto per l'amore, per la comprensione; fu il dolore a spingerlo all'odio, alla crudeltà.

E' con queste parole che il Demone ammette le proprie debolezze.
D'altronde, tutti noi non aneliamo un po' d'amore per poter vivere serenamente i giorni che abbiamo davanti?

sabato 23 maggio 2015

La piuma

Il giorno stesso in cui è uscito in libreria non ho potuto non comprarlo.
Non sapevo nemmeno di cosa parlasse, ma visto che è l'autore .. beh, non potevo lasciarlo sullo scaffale.

La piuma
Una piuma bianca, sospinta dal vento, incontra sul suo cammino diversi personaggi. Un re in guerra con un generale dubbioso, un Curato vicino al popolo con un Cardinale altolocato, una ballerina innamorata, una prostituta, un uomo comune.
In teoria non hanno nulla in comune questi personaggi se non, in realtà, la non attenzione con cui osservano il mondo attorno a loro: nessuno si accorge della piuma che si posa sulle loro spalle, nessuno sente la brezza che la sospinge vicino a loro o che la allontana discretamente, nessuno si accorge della sua partenza finale.
Nessuno se non l'uomo comune, colui che guarda il mondo con interesse e curiosità e che non si lascia distrarre dal mero materialismo che ci circonda.

Ecco, dimenticatevi morti ammazzati, uccisioni, serial killer e via dicendo. Questo è un Faletti intimistico, personalissimo, quasi etereo.
Un Faletti che in pochissime pagine - nemmeno un centinaio - riesce a smuovere mille pensieri nel lettore, mille dubbi su come la vita vada realmente vissuta. Bisogna lasciarsi trasportare dalla brezza verso ciò che ci può dare, temporaneamente, un godimento, o bisogna lasciare che la stessa brezza ci sospinga più lontano, verso un appagamento dell'anima?

Perchè una piuma è fatta per volare.
E noi con lei.

venerdì 22 maggio 2015

Gracias

Grazie a chi, appena scoccata la mezzanotte, mi ha svegliato mandandomi messaggi su uozzap - ed accidenti a me che non spengo mai il telefono.

Grazie a chi, appena sveglio, ha pensato a me mentre faceva colazione, mangiando magari della frutta o delle brioche.

Grazie a chi ha voluto fare il diverso e gli auguri me li ha fatti il giorno prima.

Grazie a chi, invece, gli auguri me li ha fatti sotto tortura dopo averglielo ricordato 147 volte: tu sai di chi parlo, vero?

Grazie a chi non si è dimenticato di me malgrado ora viva a 1200 km di distanza.

Grazie ai bambini della classe quarta elementare, alunni della mia amica maestra: li ho sconvolti così tanto che mi hanno scritto una mail, inondata del loro affetto e della loro allegria - e con un bellissimo ritratto che vi mostro qui in anteprima!

Grazie a chi mi ha riempito il telefono e la pagina di faccialibro di torte, di spumeggianti messaggi, di foto pescate chissà dove e di semplici auguri.

Grazie ai miei colleghi, che anche se a volte ci mandiamo a quel paese, siam sempre qua, insieme - anche se qualcuno mi ha dato della vecchia!

Grazie anche a chi gli auguri, volutamente, non me li ha fatti: mi ha fatto capire veramente con chi avevo a che fare.

Grazie, di cuore.
Non crediate che paghi da bere a tutti però!

giovedì 21 maggio 2015

Trentasette

Ci siamo.
Trattengo il respiro.
Prendo fiato.
Riempio i polmoni di aria.
Esprimo un desiderio, mentalmente.
Mi devo concentrare, altrimenti non si avvererà.
Soffio.
Una. Due. Tre.
Pian piano si spengono tutte.
La cera cade.
Il fume mi sale su per il naso.
La gola è secca.
Gli occhi lacrimano.

Auguri!
Buon compleanno!

Un altro anno è passato.
Un anno con i miei giorni felici, quelli dove si ride per una battuta, si sorride per una gioia, si piange per un'emozione.
Un anno con i miei giorni incazzosi, quelli dove ce l'ho col mondo, dove basta una parola per farmi rispondere male, dove sbatto porte e mando la gente a quel paese.

Un anno dove ho capito chi sono gli amici, quelli che ti guardano con gli occhi lucidi e quelli che si confidano, quelli che ti vogliono nella loro vita e quelli che ti messaggiano di notte, o durante uno show televisivo.
Un anno dove ho capito chi sono quelli che non voglio attorno, quelli che si fan vivi solo nel momento del bisogno, quelli che fanno discorsi filosofici ma poi si perdono nei fatti e quelli che ti tolgono il saluto solo perchè io sono andata avanti, a vivere, mentre loro si sono fermati nel passato.

Un anno dove ho ripreso in mano le redini della mia vita, dove il mio cuore ha ricominciato a battere accompagnato dalle farfalle nello stomaco, dove gli avvenimenti negativi sono stati affrontati con un sorriso, dove le parole sono state centellinate ma dove ho anche dispensato gesti d'affetto, sorrisi, baci, carezze.

Un anno di me.
Nel bene e nel male.
Nella gioia e nel dolore.
In salute ed in malattia.

Un anno di me.

mercoledì 20 maggio 2015

Ormoni impazziti di maggio

Visto che ho quasi concluso la visione completa di Medium, mi lascio prendere completamente da uno dei protagonisti, il detective Scanlon.


Non è certamente un adone, ma tanto basta per smuovere qualche pensiero. Che ne dite?

venerdì 15 maggio 2015

Musicappalla

Ispirata dalla colonna sonora che ci ha accompagnato in auto durante la gita di domenica, ho scelto, come sempre, qualcosa di rock.


Tell me baby what's you story? Where you come from?
And where you gonna go this time?
Tell me lover  are you lonely?
The thing we need is never all that hard to find.
Tell me baby (Red hot chili peppers)

venerdì 8 maggio 2015

Facciamo finta che non sia successo niente

Altro libro letto grazie alle letturine: questo è un normalissimo chick-lit, un romanzo d'amore sviluppato lungo quasi 400 pagine.

Facciamo finta che non sia successo niente
Annabelle e Grant sono una coppia sposata da quasi 30 anni. Si sono conosciuti all'università, si sono amati, si sono sposati, hanno messo al mondo due figli. Sembrerebbe tutto idiliaco se non fosse che, 26 anni prima, Annabelle tradì il neo-sposo con un Jeremiah, un loro carissimo amico.
Storia superata, crisi accantonata e amore familiare al top, tanto che ora stanno per diventare nonni. Ed è durante una visita alla figlia Sophie che Annabelle incontrerà, per puro caso, proprio Jeremiah.
L'amore passionale che li aveva legati all'epoca è veramente sopito o si risveglierà all'improvviso?

Che poi, diciamocela tutta, quante di noi non hanno un amore chiuso in un cassetto della memoria che rimarrà nascosto lì dentro fino alla fine dei nostri giorni? E non è detto che questo amore - passionale, fisico, emozionale - sia necessariamente quello che stiamo vivendo ora. Magari è stata una storia breve, o una storia duratura, o solamente un battito di ciglia, ma potrebbe averci donato emozioni che, ingenuamente, continuiamo a cercare negli uomini a venire, nelle persone che abbiamo attorno.
E lo stesso discorso vale per i nostri compagni. Figuriamoci se loro non hanno qualche ricordo legato alla loro prima cotta, a quella ragazza che ebbe la fortuna di essere la prima a far loro agitare le famose farfalle nello stomaco.
Non c'è nulla di male, secondo me, a mantenere vivo questo ricordo. Ma cosa fareste - cosa farei - nel caso quel ricordo ricomparisse davanti agli occhi in carne ed ossa?

Libricino con una storia che parte leggera, con uno stile veloce, ironico, accattivante, e che finisce lasciandoci ottimi spunti di riflessione.
Promosso!

... e mi sono chiesto se due persone possano amarsi malgrado .. malgrado la sfiducia.

martedì 5 maggio 2015

Star Wars Day 2015

Non sono mai stata una grandissima fan di Star Wars - o Guerre Stellari, per i più patriottici. Conosco le ambientazioni, so i nomi dei personaggi principali, sono a conoscenza dei fatti principali ma no, non sono una di quelle che aspetta trepidante l'uscita cinematografica del prossimo capitolo.
Ma amo le manifestazioni nerd, le ambientazioni, le parate in costume, le ricostruzioni legate ad un tale mondo, serie o personaggi. Ancora rimpiango di non essere andata al Cartoomics quest'anno, fate un po' voi.

Quindi capitemi se, domenica, io e la mia amica ci siamo trascinate a vicenda a Milano, allo Star Wars Day. Lì, insieme ad una coppia di nostri amici col figlioletto - più patito di me! - e alla mia amica Bookaholic, ci siamo godute in pieno lo spettacolo!

I cosplayer non mancavano, assolutamente. Da un Chewbecca armato ed altissimo - e peloso a tal punto che avevo caldo per lui - ad un Darth Maul bruttissimo - e quindi complimenti per il travestimento! - passando da guerriere dagli occhi di ghiaccio a bellissime dame in alta uniforme.

Tutto è iniziato con la sfilata - o parata - attorno al Duomo, con tanto di fermata sull'attenti sotto al balcone della famosa libreria: da lì, sotto fischi assordanti di chi patteggiava per il lato buono della Forza, e sotto applausi scroscianti di chi segue il lato oscuro, è apparso in tutto il suo splendore Darth Vader. Che per me, ex giocatrice di Kotor - entrata in fissa anni fa, non mi staccavo dal computer per nottate intere - finita irrimediabilmente verso il dark side, è stata un po' come la visione di un Dio!

Tutto poi si è spostato all'Arena Civica. E qui dobbiamo aprire una mega parentesi sulla cattiva organizzazione: c'erano persone in fila per entrare, ma da nessuna parte era indicato che esistesse una coda (e la forma non era propriamente quella di una coda). La gente, noi compresi, ha cominciato ad ammassarsi davanti ai cancelli. Aprivano e a piccoli gruppi facevano entrare. E, una volta dentro, la vocina all'altoparlante spesso e volentieri invitava ad uscire chi aveva già visto gli stand. Ma diamine, avete presente quanta gente può contenere l'arena? Aprite e basta, mettete un po' più di agenti di sicurezza se proprio volete prestare attenzione ma, così com'è stata organizzata, era veramente una pessima idea.

Detto questo, le foto scattate non si contano. C'erano Jedi ovunque, Han Solo, la principessa Leila, Luke Skywalker, stormtroopers, l'imperatore Palpatine ed i soldati imperiali.

C'erano maestri Jedi che insegnavano ai bambini a combattere con le spade laser, ricostruzioni fatte coi Lego di alcune ambientazioni dei film e alcune scenografie realizzate appositamente per l'occasione.

I nerd non mancavano - ecco perchè mi sono sentita a casa: da chi orgogliosamente indossava magliette in tema a chi la maglietta l'ha fatta indossare al cane, da chi ha obbligato tutta la famiglia (mamma, papà e i due figli) a fare i cosplayers a chi ha truccato la bimba bionda e ricciola da piccola Chewbecca, a chi - e non faccio nomi - mi ha obbligato a correre appresso al povero Chewbecca senior solo per fare una fotografia.
Indovinate un po' di chi parlo?

domenica 3 maggio 2015

L'antiquario di Brera

Libro comprato d'istinto durante una gita insieme ad una Letturina, ispirata dal titolo e dall'ambientazione milanese-bergamasca.

L'antiquario di Brera
L'antiquario Neri Pisani Dossi, conosciuto nel quartiere di Brera per le opere preziose che commercia, si ritrova tra le mani un reperto inquietante: una mano di gloria, ovvero un arto mummuficato, appartenuto ad un serial killer di inizio secolo scorso, con cui si possono fare incantesimi di magia nera.
All'apparenza reperto innocuo, sono invece molte le persone interessate ad averlo.
Neri si ritroverà così invischiato in omicidi, riti satanici, ebrei poco ortodossi e rapimenti di minori.
Riuscirà a salvare la propria pelle e quella dei suoi amici, finiti come lui nel mirino di criminali senza scrupoli?

A tratti noir puro, a tratti poliziesco classico e a tratti irriverente e sconclusionato, riesce ad appassionare fin dalla prima pagina. Nella parte centrale si perde un po' in complicanze descrittive, ma tutto sommato si legge tranquillamente e mantiene viva l'attenzione del lettore.
Ottime le descrizioni del celebre quartiere milanese, mancano invece tutti i riferimenti delle scene bergamasche o torinesi. I personaggi non sono particolarmente interessanti, ma hanno piccole particolarità che bastano a non far perdere il segno.

Consigliato se non pensate che in una città come Milano non possano essere ambientate storie gialle del genere: vi sorprenderà.