martedì 30 giugno 2015

Musicappalla

Faccio una premessa: non è assolutamente il mio genere musicale, ma credo che siate arrivati a capirlo anche senza bisogno di suggerimenti.
Perchè allora ve la faccio ascoltare? Perchè un amico me l'ha mandata via uozzap, e da allora mi suona in testa .. è peggio di un mantra!


Dicen que uno no sabe lo que tiene
hasta que lo pierde, pero ..
vale la pena luchar por lo que uno quiere
Y hacer el intento.
El perdòn (Enrique Iglesias e Nicky Jam)

sabato 27 giugno 2015

Il richiamo del cuculo

Quale potrbbe essere, secondo voi, il regalo migliore per una divoratrice di libri? 
La mia amica Bookaholic lo sa bene, e ha colpito nel segno: un romanzo giallo, un po' dark, scritto sotto pseudonimo dalla mamma di Harry Potter.

Il richiamo del cuculo
L'investigatore privato Cormoran Strike, quasi sull'orlo del fallimento, si ritrova tra le mani un caso che potrebbe risollevare le sorti della sua disperata vita: una famosa modella, all'apice della carriera, muore precipitando dal terzo piano della sua abitazione.
La polizia londinese chiude il caso in pochissimo tempo concludendo che si tratti di suicidio, ma il fratello della vittima non ne è convinto: sono troppi i fatti che non quadrano, sono troppi i testimoni che non parlano, sono troppe le incongruenze lasciate inascoltate.
Sarà compito di Strike, insieme alla nuova segretaria Robin, smascherare il colpevole trovando prove certe, ed evitando che la lista dei testimoni venga invasa dal sangue sacrificale.

Bello, bello, bello.
Scritto in modo superbo - d'altronde, il suo stile narrativo l'avevamo già messo alla prova con la saga del maghetto - con una storia diversa dai soliti gialli ma, al contrario, ricca di chicche investigative. 
Il protagonista è un eroe d'altri tempi: ex militare, menomato ad una gamba, rissoso, ubriacone, testardo e con un fascino maschio che, su certe donne, colpisce in pieno. 
La segretaria è una giovane ricca di buona volontà, che non si lascia mettere i piedi in testa e che cerca, in un mondo in cui è la carriera ciò che più conta, di seguire invece il proprio sogno.
Ottimi anche i personaggi legati alla caso, dal fratello della vittima all'amica, dal regista al musicista, dal fidanzato all'autista sino alla madre malata e lo zio cattivo. Personaggi talmente ben caratterizzati che ti sembra di conoscerli da sempre.

La caratteristica che più mi è piaciuta del romanzo? Che io, che leggo questo genere da decenni, non sono riuscita ad indovinare l'assassino. Che io, fino all'ultima pagina, non avevo capito chi fosse stato.

Brava!
Ora mi toccherà obbligatoriamente cercare il secondo capito!

mercoledì 24 giugno 2015

Il trono di spade - stagione 5

C'è da fare una piccola premessa: io i libri non li ho letti. Li ho, ma sono fermi lì in attesa della giusta ispirazione. Quindi non ho idea di cosa mi prospetti una stagione di Games of thrones. E sì', faccio pure attenzione a non leggere nessun tipo di spoiler, impedendo pure alle mie amiche bloggherelle - che lo guardano molto prima di me, mentre io aspetto tassativamente la versione italiana - di parlarne nel nostro gruppo.
Potete capire quindi il mio stato d'animo dopo che ieri ho finito di guardare l'ultima puntata della quinta stagione.

Attenzione: spoiler in arrivo.

Ci sono stati momenti, in questi episodi, che la noia mi attanagliava, ed ero quasi in dubbio di spegnere. Momenti in cui, invece, sono stata rapita dal televisore e non riuscivo a staccarmene.
Salvo la camminata finale di Cersei: la gogna mediatica a cui siamo abituati oggigiorno non è niente in confronto alla passeggiata che è stata costretta a fare lei. Insultata, denigrata, con tutto il popolo contro, dopo aver ammesso tutti - quasi tutti - i suoi peccati, è stata riaccolta a corte. Quale sarà la sua sorte ora? Si sarà veramente pentita o anche il pianto finale è stato solo un gesto da brava attrice?

Sansa Stark .. o povera Sansa. Avevano ragione ad inventare il titoletto #sansamaiunagioia, alla poveretta non solo hanno sterminato la famiglia, non solo è stata costretta a passarne di ogni dai Lannister, non solo è stata costretta ora a sposare quel viscido di Ramsey, ma le tocca pure farsi salvare da Reek-Theon, l'assassino della sua stirpe. Un momento gioioso per 'sta ragazza no?

Arya Stark. Piccola, indifesa, inutile. No, non è lei. Ora è una ragazzina con i contro*****oni, una ragazzina che si mette in discussione, che gira mezzo mondo e che arma in mano uccide chi ha fatto fuori la sua famiglia. Una ragazzina che medita vendetta, e che la ottiene con ogni mezzo. Il mio idolo!

Ma vogliamo parlare di Daenerys? Che lei è un pezzo avanti a tutti, superiore ad ogni personaggio che si possa incontrare - vivo o morto - in questo serial. Colei che domina gli uomini con uno sguardo, che comanda eserciti con un sorriso e che decide della morte altrui con un battito di mani. Al suo fianco il drago, che rimane ferito alla fine della stagione: non morirà vero? Lo ritroverò ancora nella sesta stagione, vero? Perchè ho già pianto abbastanza così, sappiatelo!

Capitolo a parte merita Jon Snow. Il mio Jon Snow. Giovanni Neve per gli amici. Colui che nel giro di una manciata di chiacchiere è riuscito a diventare Capo Comandante della Guardia della Notte. Colui che era votato alla castità ma che si è innamorato di una Bruta, una nemica. Colui che ha scelto come miglio amico Samuel, un futuro maestro e non un guerriero. Colui che si fida dei consigli di un bambino. Colui che basterebbe stesso fermo, immobile, zitto, al centro della scena, e sarebbe comunque perfetta.
Cioè, me lo fate morire così? Siete sicuri? Ma è morto davvero? No perchè io ho fatto fuori almeno 2 kleenex durante quella scena, sappiatelo!

Avete sulla coscienza lo sterminio di piante per la creazione di fazzoletti di carta!
E vedete di non fare morire altra gente nella prossima stagione!

lunedì 22 giugno 2015

American horror story - stagione 4

Un serial ricco di colpi di scena? No.
Un serial ricco di suspance? No.
Un serial ricco di elementi al cardiopalma? No.
Un serial ricco di alti e bassi? Si.

La prima stagione ottima.
La seconda stagione discreta.
Una terza stagione che non raggiunge la sufficienza.
Una quarta stagione buona, ma non per gli obiettivi che si era prefitta all'inizio.

Durante questa manciata di episodi facciamo la conoscenza di Elsa Mars, mancata attrice cinematografica, ora padrona di un circo degli orrori - da qui il sottotitolo The freak show. Con lei lavorano Bett e Dot, le gemelle siamesi con un unico corpo e due teste; Jimmy, il ragazzo aragosta a causa delle dita delle mani unite; Ethel, madre di Jimmy, la donna barbuta; Pepper e Salty, la coppia microcefala; Paul, l'uomo tatuato affetto da focomelia; Desiree, la donna con tre seni, insieme al marito, Dell, uomo forzuto.
Tra alti - spettacoli inverosimili proposti dai nostri protagonisti - e bassi - spettacoli dal pubblico inesistente - i circensi conducono una vita ai margini della società. Visti solamente come mostri da tenere in improbabili teche di vetro, reagiranno al mondo esterno mostrando ciò di cui sono veramente capaci.
Amore.
Amicizia.
Odio.

Mi aspettavo una storia dove i mostri del circo fossero veramente mostri. Dove i mostri fossero i cattivi, dove i mostri facessero paura e dove i mostri procurassero incubi notturni degni di nota.
Mi sono ritrovata invece una storia dove i mostri sono le vittime. Dove i mostri sono emarginati dalla società, dove i mostri vengono denigrati dai normodotati e dove i mostri hanno incubi causati dalle persone normali.

Quindi posso dire che questa stagione mi è piaciuta, molto.
Mi è piaciuta, come sempre, l'interpretazione di Jessica Lange, così come quella di Evan Peters ed Angela Basset. Mi sono piaciuti i personaggi di contorno, il matto interpretato da Jamie Brewer così come il folle interpretato da Denis O'Hare.
Mi è piaciuta la storia passata di Elsa, le incomprensioni tra Jimmy, Ethel e Dell, l'odio-amore tra le gemelle o l'amore puro e casto provato da Paul.
Mi è piaciuta meno la parte del clown, mentre ottimo è stato il finale - anche se, ammetto, in qualche scena del penultimo episodio un po' di magone l'ho avuto.

Risollevate in toto le sorti della serie - anche se non per i motivi che uno si può aspettare - attendo ora impaziente la quinta stagione, Hotel.

sabato 20 giugno 2015

Ormoni impazziti di giugno

Questa volta facciamo un salto nel passato, quando a 15 anni circa, nel pieno dell'adolescenza, sbavavo .. ehm, ammiravo, un giovanissimo attore (era saltato fuori tempo fa l'argomento con le mie amiche bloggherelle).


Amico di altri grandissimi attori, morì presto, sopraffatto dalla fama e dalla mancanza di forza di reagire alle avversità. Peccato, mi sono sempre chiesta a che punto sarebbe potuto arrivare oggi con la sua carriera.

E voi, chi guardavate da ragazzine?

giovedì 18 giugno 2015

Reading challenge #7

Eccomi qua ad aggiornarvi con la mia sfida letteraria.
Sono riuscita a flaggare qualche altro parametro in elenco, e ciò mi da grande soddisfazione - più che altro perchè grazie a questa sfida sto leggendo anche libri a cui non mi sarei quasi mai avvicinata!

- A book that became a movie (ovvero un libro che diventerà un film): dopo anni dall'uscita del romanzo - o fiaba, come preferisco catalogarlo io - si son decisi a realizzarne un film, animato ma pur sempre un film. Curiosi?

- A book your mom loves (ovvero un libro che piace a tua mamma): ecco spiegato perchè ho letto, sconvolgendo un po' tutti voi, un romanzo di Danielle Steel. E' l'autrice preferita da mia mamma, credo di avere mezza libreria nel corridoio piena di sue opere. Basta come motivazione?

- A book that came out the year you were born (ovvero un libro uscito nell'anno in cui sono nata): sempre l'opera della Steel. Questa donna ha cominciato a scrivere talmente tanti anni fa che sono riuscita a trovarne uno pubblicato nel 1978!

Le letture che mi hanno permesso di segnare anche questi argomenti sono Il piccolo principe ed Ora e per sempre.

lunedì 15 giugno 2015

Musicappalla

Era ovvio che vincessero loro - ebbene sì, la finale l'ho guardata quasi per intero.
Dicevo, era ovvio che vincessero loro: sono internazionali, sono bravi, sono giovani, sono belli, sono carismatici.
Ma a me piaceva lui.
Il suo essere strafottente, il suo rispondere senza pensare a chi avesse davanti, il suo cantare sincero, il suo rap a volte impacciato.


E devo essere più forte del tempo
che sbatte sempre in faccia la realtà,
è che do peso a tutto quello che sento,
errore mio: non ho l'età.
L'amore è qua (Briga)

venerdì 12 giugno 2015

Ora e per sempre

Tranquilli, non sono impazzita tutto ad un tratto - anche perchè peggio di come sia ora è quasi impossibile - e non ho nemmeno picchiato la testa da qualche parte. So che il fatto che io abbia letto un libro del genere sconvolge un po' tutti - me per prima, visto che sono andata a cercarlo appositamente - ma una motivazione c'è: mi serviva per spuntare due caselle nella mia #ReadingChallenge2015.

Ora e per sempre
Jessica e Ian sono la classica coppia perfetta: lei proprietaria di una delle boutique più rinomate di San Francisco, bella, intelligente, in carriera; lui scrittore con all'attivo un paio di romanzi, affascinante, misterioso, simpatico. Villetta perfetta, macchina perfetta, vita perfetta.
Fino al giorno in cui Ian non tradirà Jessica. Non è la prima volta che accade, ma questa volta il risultato sarà diverso: accusato di violenza carnale ed aggressione, il giovane scrittore si ritroverà nei guai. Grossi guai.
Tra processi ed indagini, false accuse e avvocati da pagare, Jessica avrà la via sconvolta. Crederà al marito e quindi lo aiuterà a proclamarsi innocente, o l'amore che prova per lui non è così forte da sopportare certe avversità?

Ora, non posso dire che il romanzo non mi sia piaciuto, anzi. Lo stile della Steel - autrice amatissima da mia mamma - è praticamente perfetto: scorrevole, preciso, dettagliato. I personaggi sono ben caratterizzati, descritti praticamente ovunque tanto che alla fine si riesce ad immaginarseli perfetti davanti ai propri occhi. Anche le loro azioni vengono naturali, non sono forzate, così come i dialoghi che non sono mai banali od imprecisi. La trama ha un senso, un filo logico che segue senza sbavature, un inizio pacato con un finale strabordante che però, nel suo insieme, è praticamente perfetto.

Cos'è quindi che non mi è piaciuto?
La verità? Dalla prima all'ultima pagina non ho sopportato la protagonista, Jessica. Una donna viziata, rompiscatole, indecisa, con una concretezza pari a zero, che crede che tutto le sia dovuto solo ed esclusivamente perchè lei lo vuole.
Viene tradita dal marito più e più volte e chiude gli occhi in tutte le occasioni - e, permettetemi, questo ci può anche stare (ma è un discorso lungo e complesso che, se volete, affronterò più avanti) - e quando lui le sbatte in faccia che lo ha fatto perchè si sentiva inutile davanti a lei - ma vah?!? - lei si limita a dire che non è vero e che lui, fondamentalmente, è innocente.
Innocente un paio di balle, ma tant'è.
Quindi lei passa alla gogna difendendo il marito davanti alla città, perde credibilità, perde amicizie, perde soldi, lavoro e clienti .. e poi che fa? Finito tutto chiede il divorzio! La coerenza non è di quella donna, sappiatelo.

Sono dell'idea che le proprie convinzioni vadano portate avanti sino alla fine. Non si può essere una bandierina al vento che cambia direzione in base agli umori del momento.

Votato con 3 stelline per lo stile.
Se avessi dovuto farlo per la simpatia di Jessica sarebbe stato invotabile.

domenica 7 giugno 2015

Medium

A pochi anni di distanza dalla fine di questo serial televisivo, ho recuperato in pieno la visione completa. Lo avevo sempre guardato a spezzoni, alcune puntate intere altre intraviste a metà, ed ogni volta mi piaceva come Patricia Arquette interpretasse la svampita protagonista.

Medium
Allison Dubois, madre di tre slendide ragazzine e moglie devota del matematico Joe, è una medium, ovvero una di quelle persone che riesce a parlare con gli spiriti delle persone morte. Grazie ai sogni che la svegliano nel cuore della notte, riesce a risolvere parecchi casi criminali: inizia così a collaborare con l'ufficio del procuratore distrettuale.
Diventerà amica del procuratore Devalos e del detective Scanlon, e con loro formerà una squadra talmente affiatata e perfetta da mettere in riga ogni criminale della città.
Ma il fato invidioso è sempre in movimento, e la vita di Allison e delle persone a lei care verrà messa spessa in serio pericolo.

La trama del serial andrebbe analizzata sotto diversi aspetti, almeno due in particolare: la parte evidente legata ai sogni e alla risoluzione dei crimini, e la parte nascosta legata all'intervento divino.

La prima analisi è molto semplice: in ogni parte del mondo ci sono persone che dicono di riuscire a parlare con gli spiriti, che dicono di vedere i fantasmi e che ricevono sensazioni strane. Prettamente figure femminili - dovuto forse al fatto che noi donne, sotto questo aspetto, siamo più sensibili dei maschietti - aiutano le polizie di ogni paese a ritrovare persone scomparse, ad individuare cadaveri sepolti o ad  individuare assassini insospettabili. Quanto sia vero di tutto ciò, e quanto invece sia legato solo ad una buona perspicacia e ad un'ottima analisi della situazione e delle persone, non si sa. Sta di fatto che il telefilm le descrive benissimo, e anche se i medium sono più noti nei paesi anglosassoni che non da noi, la curiosità di sapere come diamine facesse Allison a sognare certe cose era abbastanza da tenere il telespettatore legato davanti alla tv.

La seconda analisi è più complessa: Dio - per chi ci crede - ha creato per ognuno di noi una storia. Un filo chiamato destino divino che ci collega direttamente dal punto in cui siamo nati al punto in cui, ahimè, moriremo. Un filo che avrà i suoi alti e bassi, i suoi nodi, le sue curve. Una vita che quindi avrà i suoi problemi, le sue gioie, le sue prove e le sue depressioni. Ma, ed è un MA scritto a caratteri cubitali, se Dio o chi per lui ha deciso che in quel dato momento la tal persona debba morire, chi è Allison per far decidere che in realtà non debba andare così? Chi è Allison per spostare il filo dalla linea tracciata e salvarci dalla morte, o slegare il nodo e far sì che l'assassino si tiri indietro? Chi è Alison perchè possa, anche ad omicidio avvenuto, far arrestrare il colpevole quando magari il destino diceva che nessuno lo avrebbe preso?
Chi è Allison per potersi mettere contro il volere di Dio?
Chi è Allison per sostituirsi a Dio?

A voi la risposta.
Ma che sia pensata, e data solo dopo aver visto il finale della settima stagione.
Allora sì potreste sostituirvi ad Allison.

sabato 6 giugno 2015

Questo non è un romanzo fantasy - Anteprima

La mia amica bloggherella Bookaholic mi ha consigliato - che novità! - un romanzo.
Dell'autore avevo già letto Città senza eroi, romanzo fantasy-fantascientifico con protagonisti eroi non usuali. Quando mi sono trovata tra le mani quindi l'anteprima della sua nuova opera, non ho potuto non rimanerne rapita - e capirete presto perchè.

Questo non è un romanzo fantasy
Filippo Mengarelli ha un’ultima speranza: il Lucca Comics & Games. Il suo esordio letterario, Le cronache di Falcograd, è stato stroncato da pubblico e critica, e il resto della trilogia rischia di non essere mai pubblicato. Durante la manifestazione, il ragazzo vuole trovare qualcuno disposto a credere nella sua opera. E qualcuno c’è: quattro cosplayer ispirati ai protagonisti del romanzo, ragazzi molto immedesimati, al punto da far nascere qualche sospetto sulla loro identità.
Aiutato dalla sua amica Alessandra, illustratrice e fangirl, Filippo dovrà scoprire la verità sui quattro e trovare il modo di assicurare a tutti il lieto fine. Tra citazioni e riferimenti nerd, Questo non è un romanzo fantasy evidenzia con ironia i pregi e i difetti del Fantasy visto attraverso gli occhi di chi lo scrive, ma soprattutto di chi lo legge.

Potevo io non rimanere rapita da una trama del genere?
No ditemi, potevo io?
A Lucca Comics & Games ci sono stata parecchie volte, ed ogni volta lo vivo con gli occhi di un bambino ed il cuore a mille. Giocavo di ruolo, D&D era la mia Bibbia personale, conosco a memoria Il signore degli anelli, giocavo come un'ossessa a World of Warcraft e camera mia è tappezzata - anche ora che di anni ne ho 37 - di maschere, parrucche e citazioni letterarie.

Solo per questi motivi dovreste seguirmi e correre a leggerlo.
Solo per questi motivi dovreste segurmi e diventare geek come me.

lunedì 1 giugno 2015

Il piccolo principe

Una sera, a cena da un'amica, mi è involontariamente uscito che Il piccolo principe io non l'ho mai letto.
Ricordo di aver visto un'opera teatrale per ragazzi, quando ero in terza media.
Conosco vagamente la storia perchè è scritta e citata praticamente ovunque.
Ho letto qualche frase memorabile che passerà alla storia.
Ma no, il romanzo originale non l'ho mai letto.

L'avessi mai detto.
Son stata costretta a tornare a casa con la sua copia - e ho dovuta leggerla: la mia amica è maestra, come minimo ora mi interrogherà!

Il piccolo principe
Un bambino - la voce narrante - decide di prendere il volo sul suo aereoplano per guardare il mondo dall'alto. Mentre sorvola il deserto, il motore ha un guasto ed è costretto ad atterrare.
In quell'occasione conoscerà il piccolo Principe, proveniente dal pianeta B612.
Il piccolo Principe comincia quindi a narrare le sue avventure: di pianeta in pianeta, ha avuto la possibilità di conoscere molti personaggi curiosi. Un vecchio re solitario, un uomo vanitoso, un ubriacone, un uomo d'affari, un lampionario, in geografo, un serpente, un fiore. Tutti questi incontri hanno lasciato dentro di lui non solo domande e risposte, ma anche ricchezza d'animo e amicizia. Ma è solo dopo l'incontro con la nostra voce narrante che capirà cos'è un sorriso.

So già che se mi llimiterò a dire che il romanzo non mi è piaciuto, riceverò in cambio fischi ad oltranza. Ma ho una spiegazione, tranquilli.

Il romanzo in sè è, senza ombra di dubbio, una bellissima fiaba. Niente a che vedere con le principesse Disney o con i cavalieri giapponesi: questa fiaba è una spanna sopra in fatto di morale, romanticismo, immaginazione, gentilezza. Se letto da bambini - o meglio, se io lo avessi letto da bambina - sarebbe ricordato sicuramente come il libro preferito.
E' perfetto da leggere in classe, ha talmente tanti argomenti da affrontare che non basterebbero i 5 anni delle elementari per spiegarli tutti.
E' perfetto da leggere prima della nanna, perchè le immagini dei pianeti, dei personaggi, dei fiori, del serpente, aiuterebbero a creare un fortissimo legame tra il bimbo a letto ed il genitore intento a leggere.
E' perfetto, secondo me, anche come regalo da ricordare, ricco di citazioni e di frasi talmente significative che i piccoli adolescenti se lo porterebbero a vita con sè.

Ma non si può a leggere a 37 anni.
Non si può leggere quando sappiamo già che la vita non è un sogno infinito, che la vita nasconde atrocità e bruttezze e che non basta voler volare da un pianeta all'altro - e quindi da un desiderio all'altro - per sentirsi realizzati.
Non si può, perchè a 37 anni non ho più lo sguardo incantato ed innocente dei bambini.

Devo pur sopportare qualche bruco se voglio conoscere le farfalle.

Si è un po' soli nel deserto.
Si è un po' soli anche con gli uomini.

L'essenziale è invisibile agli occhi.