giovedì 30 luglio 2015

Musicappalla

Con un amico, tempo fa, si è finiti a parlare del perchè io mi consideri atea e lui si consideri agnostico. Non è facile spiegare esattamente il perchè ed il per come certe convinzioni ci accompagnino, lo so. Ma questa canzone racchiude, in maniera un po' cruda e brutale, quello che passa per la mia testa.


Non prego quando pranzo e non ti ringrazio:
il pane a tavola ce l'ho perchè mi alzo
e mi faccio il mazzo.
Lettera dall'inferno (Emis Killa)

martedì 28 luglio 2015

La mia prigione

Prometto: per un po' staccherò dai libri seriosi e mi darò a qualcosa di più leggero.
Anche perchè sono io la prima a dire che certi argomenti vanno presi - letti - con le pinze.

La mia prigione
Come dice il sottotitolo del libro, storia vera di un poliziotto a Palermo.
Ex poliziotto, ex dirigente del Sisde, capo della mobile di Palermo, capo della sezione siciliana della Criminalpol, Bruno Contrada si ritrova accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, ovvero accusato di intrattenere rapporti coi mafiosi e di passar loro notizie riservate.
Le prime voci su di lui cominceranno a girare nel 1992, e la sentenza definitiva lo porterà a passare 10 anni dietro le sbarre.
Ma dove è la verità? Contrada era davvero colluso con la Mafia o dietro a queste accuse infamanti si celano manovre dello Stato per far sparire un personaggio scomodo?
Dalla lunga intervista del protagonista alla giornalista Letizia Leviti non risulterà un vero od un falso, ma scaturiranno domande che, ognuno di noi, si dovrebbe porre almeno una volta nella vita.

E' difficile dire chi abbia veramente ragione, se Contrada quando si proclama innocente o lo Stato Italiano quando lo sbatte dietro le sbarre, negandogli persino gli arresti domiciliari.
Contrada era un uomo tutto d'un pezzo, un poliziotto ligio al suo dovere e con un'intelligenza superiore alla norma. Aveva, per lavoro, un giro di conoscenze, di informatori, di collaboratori che non sempre erano dalla parte giusta della barricata, ma non lo si può accusare di cattive amicizie. Forse - ma fino a che punto può essere considerata una colpa? - si è fidato di uomini sbagliati, ha parlato con uomini di poca fiducia o semplicemente si è lasciato scappare qualche notizia di troppo.
Vero è che, se sei un uomo di questo calibro, forse forse non dovresti parlare così liberamente con tutti, forse forse alcune notizie dovresti tenertele per te, forse forse non tutti quelli che ti stringono la mano sono tuoi amici e dovresti saperlo.

Sta di fatto che la Corte Europea, per questo caso, ha condannato l'Italia prima per non avergli concesso gli arresti domiciliari nemmeno davanti ad evidente stato di malattia, poi l'ha obbligata a risarcirlo in quanto all'epoca dei fatti (anni 1979-1988) il reato di cui Contrada era accusato non era ancora ben chiaro nel nostro ordinamento.

Ovvero: non dico che non abbia colpe, semplicemente all'epoca forse non era reato.
Della serie: trovato il danno, trovata la soluzione.

L'uomo di Stato ne è uscito, seppure in malo modo.
L'uomo dello Stato è rimasto incastrato e distrutto.
E' la vita? No, è l'ingiustizia con il manto della giustizia.

domenica 26 luglio 2015

Questo non è un romanzo fantasy

Poco più di un mese fa vi avevo parlato, in anteprima, di un libro che mi aveva suggerito la mia amica Bookaholic. Finalmente, dopo aver smaltito un po' di cartacei che, dalla scrivania, mi minacciavano ogni sera, sono riuscita a leggerlo.

Questo non è un romanzo fantasy
Filippo è un giovane scrittore: salito alla ribalta grazie al primo capitolo della sua trilogia fantasy, viene poi denigrato dalla maggior parte dei lettori e stroncato in pieno da un famoso book-blogger. Deciso però a far parlare ancora di sè, quale miglior occasione del Lucca Comics & Games per tornare a proporsi ad altre case editrici?
Insieme alla sua amica Ale, illustratrice della sua prima opera, vivrà un'avventura in piena regola fantasy: maghi, elfi, draghi, guerrieri, bardi e persino un drago si ritroveranno per le vie di Lucca. Ma chi sono questi personaggi? Da dove arrivano? E, soprattutto, perchè credono che Filippo sia l'unico in grado di salvare il loro mondo?

Divertente, sarcastico, irriverente.
Appassionante, interessante, coinvolgente.
Sono solo alcuni aggettivi che mi vengono in mente pensando a questa storia.

Per chi ha già avuto occasione di vedere almeno una edizione del Lucca Comics & Games, ritroverà tra le pagine del libro le stesse sensazioni, gli stessi personaggi, gli stessi occhi sbarrati davanti a certi cosplayers e le stesse risate guardando certe fotografie.

Per chi, come me, è un nerdinside che snocciola neologismi di giochi di ruolo e vive con dei dadi d20 in tasca, la lettura delle schede personaggio riporterà alla memoria sessioni di gioco infinite, master ingegnosi e players distratti.

Per chi invece cerca una storia divertente ma senza eccessi, reale ma non troppo, troverà tra le righe battute sottili e descrizioni dettagliate, personaggi veritieri e dialoghi coerenti.

La sensazione buffa che mi è capitata durante la lettura? Immaginarmi la protagonista Ale con il volto, i gesti e le movenze della mia amica Bookaholic: sarà stata colpa del suo continuo shippare gli altri personaggi?
Comunque, tolto qualche piccolissimo errore grafico, è un libro che consiglio a tutti, grandi e piccini: ai grandi per ridere delle proprie manie e ai piccoli per far comprendere loro che un drago, se si vuole, si può sconfiggere con poco!

venerdì 24 luglio 2015

Reading challenge #8

Eccomi qua ad aggiornarvi nuovamente sulla mia sfida letteraria.
Vediamo un po' come sono messa.

A book written by someone under 30 (ovvero un romanzo scritto da un autore con meno di 30 anni): la storia per ragazzi che ho letto poco tempo fa è stata scritta da un neo 30enne, e visto che il libro è stato pubblicato l'anno scorso, direi che rientra appieno nella categoria.

A book with nonhuman characters (ovvero un libro con personaggi non umani): lui è il non-umano per eccellenza, creato su un tavolo operatorio da un pazzo scatenato - altrimenti ci son sempre le fatine della trilogia letta ad inizio anno, ma mi sembravano troppo scontate!

A book with a love triangle (il classico triangolo amoroso): ovvero lei, l'ex fidanzato e la ex moglie dell'ex fidanzato. Se volte posso anche aggiungere il nuovo fidanzato. Che ne dite?

A memoir (un libro di memorie): in questi ultimi tempi ne sto leggendo un po', e l'ultimo che mi è passato tra le mani narrava le geste di un poliziotto in una terra di guerra.

In ordine di citazione, le letture che mi hanno aiutato a flaggare queste categorie sono Volevo nascere vento, Frankestein - o le fatine de Le fate delle tenebreIl rifugio dei cuori solitari e Il sopravvissuto.

Voi a che punto siete?

mercoledì 22 luglio 2015

Il sopravvissuto

Sottotitolo: L'unico susperstite di una stagione di sangue. I miei anni in prima linea nella lotta alla mafia con Borsellino, Falcone, Cassarà e Montana.
Sì, perchè mi sono data ai libri seri.
Quelli che leggi poche pagine alla volta perchè poi ti assale il nervoso.

Il sopravvissuto
Pippo Giordano, ex ispettore della Dia, ne ha viste di tutti i colori nell'arco della sua onorata carriera. Ha interrogato Gaspare Mutolo insieme al giudice Borsellino, era compagno di Lillo Zucchetto prima che quest'ultimo venisse ucciso negli anni '80, passò alla squadra mobile di Palermo con Ninni Cassarà e Natale Mondo e seguì Giovanni Falcone per tutta la sua carriera.
Nato a Palermo, la mafia l'ha vista crescere con lui, attorno a lui, dentro le sue mura domestiche e nelle case del circondario. E' per questo che, negli anni '90, diventa il custode dei pentiti, colui a cui confidano tutto e niente.

E' uno di quei libri-saggi scomodi, quelli che leggi e ti chiedi, ad ogni riga, come mai sia possibile che certe cose accadano veramente.
Si parla tanto di Mafia come di un'ente a sè, relegata in quella Sicilia assolata lontana dal continente e che quindi, così si pensa, viva di vita propria. Invece la Mafia è attorno ad ognuno di noi, dentro le istituzioni, circonda lo Stato e lo stritola come se fosse un serpente, decide la sorte di ognuno di noi e non guarda in faccia a nessuno, uomo donna bambino o anziano che sia.

Uomini d'onore si fanno chiamare.
Uomini che sottostanno ad un capo, quel capo che tutti noi bene conosciamo, e non hanno pentimento, non sanno cosa sia il risentimento od il dubbio. E' un lavoro dice qualcuno. Uccidere un uomo o servire al supermercato è, per loro, fondamentalmente la stessa cosa.
E' onorevole questo?

Consigliato a lettori dallo stomaco forte.
O dall'infinita pazienza.
O, meglio ancora, dotati di quella leggiadria che fa sì che la notte, ripensando a ciò che hanno letto, possano dormire comunque sonni tranquilli.

lunedì 20 luglio 2015

Ormoni impazziti di luglio

Ammetto che questo mese ci ho messo un po' a trovare un degno rappresentante per questa rubrica.
Alla fine, mi sono lasciata ispirare dal personaggio televisivo per cui ho versato più lacrime negli ultimi tempi.


Il caro Giovanni Neve nazionale, che anche nella versione estiva non coperto da pellicce di lupo non è niente male. Che ne dite?

venerdì 17 luglio 2015

The vampire diaries - stagione 6

Come al solito io attendo sempre che tutta la programmazione italiana sia andata in onda per godermene la visione con calma. Anche questa volta non mi preoccupo di eventuali spoiler (ma vi ho avvisato, quindi a voi decidere se continuare la lettura) visto che le notizie shock sono già stata acclamate a gran voce da più parti!

Avevamo lasciato Bonnie e Demon nella realtà alternativa, dove i due sembrano quasi andare d'accordo. Ma ovviamente non eran da soli, no, sarebbe stato troppo facile.
Ecco quindi che compare uno sciamano, che ruba la magia alle streghe e quindi cerca, sfruttando i due malcapitati, di tornare alla realtà.

Nel mentre dalla parte vera Elena si fa cancellare i ricordi per non soffrire più per la mancanza del suo amato - ma quanto è stupida questa donna?
Stefan è in qualche città sperduta degli Stati Uniti sperando anche lui di dimenticare, Caroline si riscopre innamorata di Stefan (ma va?!?) e il fratello inutile di Elena si limita a passare dal divano alla bottiglia di alcol e viceversa.
Ah sì, ci sono pure gli amebi Tyler e Matt, ma non ricordo cosa facciano nell'arco delle 20 e passa puntate.

Momenti clou di questa stagione?
Demon che soffre per la mancanza di Bonnie.
La morte della madre di Caroline - e da qui l'inutilità del sangue vampirico che non la può salvare.
I saluti finali di Elena che, in coma vegetativo, verrà tenuta ora sotto stretta sorveglianza in una bara.

Grazie al cielo nella stagione prossima non vedrò più il brutto muso della protagonista, che se n'è andata dallo show.
Grazie al cielo nella stagione prossima Caroline avrà un po' più di spessore.
Grazie al cielo nella stagione prossima pare che Demon si mostri un po' meno vestito del solito.

Quand'è che comincia la prossima stagione?

mercoledì 15 luglio 2015

Musicappalla

Durante un weekend di non troppo tempo fa, mi è capitato di parlare seriamente - udite udite, seriamente! - del rapporto padri-figli, della lontananza e del poco tempo concesso insieme a causa di situazioni particolari.
So che io non posso essere esperta in questo settore, ma tutto ciò che mi è stato raccontato mi ha riportato alla mente, automaticamente, questa canzone.


Nel nome del padre io vengo a cercare di te,
nel nome di quell'amore che non muore mai .. 
Nel nome del padre per te sarò il sole,
e, se vuoi, un uomo migliore.
Vedrai, non mi perderai!
Nel nome del padre (Francesco Renga)

domenica 12 luglio 2015

Volevo nascere vento

Sto proseguendo sulla scia delle letture impegnate, drammatiche, serie e da inca**ature.
Questa volta mi è capitato tra le mani - grazie ad un buono che mi è stato regalato al mio compleanno - un libro che parla sì di mafia ma che, in realtà, è per ragazzi.

Volevo nascere vento
La storia, romanzata, di Rita Atria, la prima adolescente testimone di giustizia. La storia di una ragazzina che parte dalla provincia di Trapani e giunge a Roma, dove allo zio Paolo (Borsellino) racconterà tutto quello che ha visto nei suoi 17 anni: dal padre, legato alla vecchia mafia e che si ribellò ai nuovi potenti, al fratello, che rimase ucciso in un attentato dopo che non riuscì a portare a termine la vendetta del padre. Dalla madre, testimone omertosa, alla cognata, che scappò con la figlioletta e divenne anch'ella una testimone da proteggere.
Rita, malgrado si debba nascondere agli occhi dei più, imparerà ad amare, a voler bene, a fidarsi di persone sconosciute e cercherà, fin dove possibile, di ricostruirsi una vita.
Fino a quel tragico 19 luglio 1992.

Si possono trovare parole che spieghino, in modo semplice e diretto, senza tanti fronzoli e senza tante invenzioni, cos'è la mafia, come si muove, come uccide, come vive, a dei bambini?
Sì, si può, se a parlare è una loro coetanea. E il libro ci riesce in pieno a riproporre questa gioventù mancata.

Ottimo stile narrativo, ottima interpretazione della testimone e del giudice, personaggi non egocentrici ma piuttosto teatrali e pieni. E' una lettura che mi sento di consigliare vivamente ai ragazzini (sulla copertina è indicato dagli 11 anni in su) ma solo se poi ne potranno discutere con un adulto, che spieghi loro cosa è successo veramente, che analizzi con loro le vicende e che mostri ai loro giovani sguardi quali sono i veri eroi.

Gli eroi non hanno i superpoteri, ma sono coraggiosi allo stesso modo. Anzi, forse di più, proprio perchè non hanno i superpoteri, Hanno soltanto la forza del loro coraggio. Però sono uomini straordinari. Rarissimi. E non si può fare niente: o così si nasce, o non c'è niente da fare. Eroe ci nasci, mica ci diventi.

giovedì 9 luglio 2015

Ti racconterò tutte le storie che potrò

Sono tornata, anche se solo momentaneamente, alla lettura delle storie forti, quelle che ti lasciano i segni sulla pelle, quelle per cui ti si stringe lo stomaco e, soprattutto, quelle che ti fanno inca**are dalla grande.

Ti racconterò tutte le storie che potrò
Agnese Borsellino, moglie del giudice Paolo, mancata un paio di anni fa a causa di una brutta malattia, racconta in quasi 200 pagine i retroscena della vita del famoso giudice palermitano.
Perchè noi italiani lo conosciamo per le sue indagini, per i suoi processi, per l'immagine seria che dava di sè, per la sua tonaca nera svolazzante. Lo ricordiamo per il suo passo lento, il suo sguardo triste, la sia risolutezza davanti ai mafiosi.
Ma com'era il giudice Borsellino a casa? Come viveva coi suoi figli? Come amava sua moglie? Come si erano conosciuti?
Agnese descrive in modo gioioso, mai arrabbiato, tranquillo e sereno la vita da segregati che erano costretti a fare: il rapporto con gli uomini della scorta, le amicizie con Falcone e Chinnici, le adolescenze dei figli e l'arrivo dei nipoti.
Perchè gli eroi, dentro le mura di casa, sono esseri umani - padri, mariti, figli - come tutti noi.

Mi ha stretto lo stomaco la lettura di questo romanzo. Non tanto per le vicessitudini di cui tutti siamo a conoscenza, ma proprio per quello che, agli occhi dei più, era nascosto.
Vedere come i figli siano stati costretti a crescere come se fossero in prigione - non avevano le sbarre reali, ma quelle insinuate dalla scorta erano vive sulla pelle - senza possibilità di evadere.
Vedere come una moglie possa diventare l'ombra devota di un marito che sai quando esce ma non sai quando, e soprattutto se, rientra.
Un padre amorevole, un marito passionale, un amico fedele, un figlio devoto: Paolo Borsellino andava ben oltre l'essere giudice, e tutte queste caratteristiche diventavano un tutt'uno col suo amor di patria, con la sua dedizione al lavoro, con il suo rispetto per lo Stato.
Quello Stato che - ancora oggi i dubbi sono tanti in merito - gli ha voltato le spalle.

Lui era solo un uomo libero, che si impegnava con tutte le forze a rendere libera la sua terra.

Libro consigliatissimo a chi vuole vedere oltre il mantello da supereroe.

lunedì 6 luglio 2015

Il rifugio dei cuori solitari

Altra staffetta, altro libro, altri pensieri in arrivo.
Questa volta si parla non solo di cuori spezzati umani, ma anche canini.

Il rifugio dei cuori solitari
Rachel, PR in carriera con una bella casa, un bel fidanzato, una bella vita, di punto in bianco si ritrova senza nulla: il fidanzato - sposato con un'altra - la lascia, viene licenziata per ristrutturazione aziendale e, quindi, perde anche il benefit della casa. Unica nota positiva il fatto che possa lasciare così la sua città, e trasferirsi in un piccolo paese dove la zia Dot, mancata da poco, le ha lasciato un'eredità molto particolare: un rifugio per animali.
Sarà proprio mettendosi a confronto con i futuri padroni di cani, con i nuovi colleghi, con i volontari del canile e, soprattutto, con i cani stessi, che Rachel risolleverà non solo le sorti dell'attività della zia, ma anche della propria vita.
Complice, in tutto questo, un affascinante veterinario.

Letta così la trama è quella da classico chick-lit, la classica storiella d'amore dove, alla fine, tutti vissero felici e contenti. Ed in parte è vero, alla fine vivranno tutti felici e contenti. Ma è nel mezzo delle 400 pagine che accade di tutto.

C'è la coppia di sposini che non riesce ad avere figli, e che si prefigge un termine dopo il quale smettere di provarci. C'è la coppia scoppiata, quella che di figli ne ha due ma che si contendono come dei pacchi postali. C'è la protagonista, più vicina ai 40 anni che ai 30 anni, che cerca di risollevarsi da una vita che all'improvviso le ha remato contro.
E ci sono loro, i pelosi a quattro zampe che ti conquistano con uno sguardo, che capiscono quando sei triste, che fanno marachelle che non sai poi riprendere, che fanno gli occhi dolci per un pezzo di cibo e che ti amano con tutto il cuore, il pelo, le orecchie e la coda - e che mi hanno fatto ricordare in pieno tutto quello che abbiamo passato dall'arrivo del terremoto Tilde.

Buon romanzo da leggere sotto l'ombrellone: è leggero ma offre anche qualche discreto spunto di riflessione. Consigliato!

giovedì 2 luglio 2015

The walking dead - stagione 5

Quanto è passato da quando ho finito di guardare la passata stagione? Troppo direi.
Ed in men che non si dica anche la quinta è finita. Andata. Volata via.
16 episodi sono troppo pochi. Troppo. Pochi.

Attenzione, spoiler in arrivo.

Terminus doveva essere un paradiso, da quel che dicevano i cartelli disseminati lungo la strada. Ed invece non era altro che un altro angolo di inferno, ben peggiore della cittadina del caro vecchio Governatore.
La sopravvivenza dei pochi esseri umani ormai è l'unica molla che tiene ancora tutti in vita, ma questo non fa altro che generare rabbia, distruzione, morte.
Non bastavano gli zombie in giro per il paese, no: ora ci son anche cannibali, assassini, dittatori.

In episodi ricchi di flashback, ogni personaggio racconta come è arrivato fin al punto di non ritorno. Daryl che viaggia con Carol, Rick e Carl inseparabili, la piccola Judith insieme a Tyreese. Per non parlare di Beth, che tutti davamo per spacciata ed invece è viva, anche se rinchiusa in un ospedale.

I momenti più toccanti?
Sicuramente quello in cui Daryl, felice come non mai di sapere che Beth sia viva, è costretto a verderla morire davanti ai suoi occhi. Lui, l'uomo forte, quello che mai si lascerebbe andare davanti agli altri, si rintana in un angolo, a piangere.

Quando Rick e Carl ritrovano Judith, un padre ed un fratello che riescono così a riformare una famiglia. Un padre che deve comunque portare avanti la sua missione, salvare il gruppo, trovare un luogo dove possano sopravvivere quasi in tranquillità, ed un figlio, un bambino, un ragazzino, costretto a crescere troppo in fretta senza godersi nessun attimo di gioia.

Quando Glenn è costretto ad osservare, senza poter far nulla, il govane Noah soccombere davanti ai suoi occhi sotto l'assalto dei non morti - e credetemi, io amo lo splatter, ma in quelle scene ho chiuso gli occhi. La morte di un amico, la sua sopravvivenza.

Dove sta ora il confine tra la vita e la morte?
Cos'è ora che può far decidere chi deve vivere e chi deve morire?
Ci sarà mai una cura per questo mondo?

E soprattutto, quanto dovrò aspettare per vedere Daryl finalmente felice?