domenica 30 agosto 2015

Musicappalla

Chi se li ricorda ormai 20 anni fa, quando parteciparono al Festival di Sanremo ed orde di ragazzine impazzirono per loro? Ecco, io ero una di quelle, lo ammetto.
Ora son tornati - non so per quanto, spero molto - e nell'ultimo album questa è quella che d'istinto mi fa alzare il volume.


Nè felici  nè infelici io e te,
mediamente rapiti dal cuore.
Nè divisi nè infiniti io e te,
che tenersi alle volte conviene.
Le cose cambiano sai, si aggiustano poi .. 
sono scuse!
Mediamente rapiti dal cuore (Dhamm)

sabato 29 agosto 2015

Sherlock - stagione 3

Ho guardato la terza stagione solo perchè sono 3 episodi. E' vero, lunghi rispetto alla media degli episodi normali delle altre serie, ma comunque in un pomeriggio si fanno fuori.

Avviso, spoiler in arrivo.

Avevamo lasciato Sherlock in teoria morto, con un Watson disperato per la sua scomparsa. Ora ritroviamo il nostro investigatore preferito vivo e vegeto, il suo amico che si sta per sposare e diversi nuovi nemici insieme a nemici che ricompaiono dal passato.
Tutti vissero felici e contenti alla fine, statene sicuri. Certo, qualcuno si allontanerà ancora per un po', qualcuno avrà una moglie bugiarda a cui far fronte ma, come nelle migliore favole, tutti alla fine ci guadagneranno qualcosa.

So che leggendo le poche righe che ho scritto sopra si intravede il mio .. astio? disapprovazione? .. per questa serie.
Perchè l'hai guardata? vi starete giustamente chiedendo.

Perchè sono curiosa.
Curiosa di capire perchè 3/4 della popolazione mondiale stravede per questo telefilm. Curiosa di capire perchè 3/4 della popolazione mondiale stravede per l'attore che interpreta Sherlock. Curiosa di capire perchè 3/4 della popolazione inneggia ad ogni trasmissione di episodi.

Son curiosa, mica ho detto di essere intelligente però! E quindi non ho capito.
La serie è carina, ricca di buone trame e sottotrame e studiata bene nei percorsi logici del protagonista, ma non mi prende. Durante la visione mi facevo distrarre, giocavo su faccialibro, rispondevo a uozzap, addirittura leggevo il quotidiano online.
Il protagonista è simpatico, per quanto possa essere simpatico un personaggio inglese. Io personalmente lo prenderei a pizze in faccia ad ogni parola, ad ogni io so, io ho capito. Idem per il suo socio di battute, inespressivo quanto un gatto di marmo.

Ora ci penserò veramente 2 volte - se non di più - per vedere un'eventuale prossima stagione.
E se ci dovessi ricascare .. vi prego, spegnetemi la tv!

giovedì 27 agosto 2015

Film vacanzieri

Durante questa estate mi sono data anche un po' alla visione di qualche film.
Ne avevo un po' in arretrato, e ho sfruttato al massimo i weekend ed il tempo tra uno spritz e l'altro.

American sniper
La storia del cecchino più famoso d'America, colui che in guerra ha ucciso, senza tremori e senza dubbi, uomini donne e bambini. La storia del cecchino più famoso d'America, che ha vinto un premio Oscar, per il montaggio sonoro, ma ne avrebbe meritati altri 125, come minimo. Anche se all'inizio è un po' lento, è uno di quei film che mette i brividi, che fa piangere, che fa arrabbiare, che ci rende nervosi e che ci pone davanti ad un dubbio amletico: fino a che punto combattere per il proprio paese può essere considerato un onore?
Promosso in pieno!

Magic Mike
Le mie amiche bloggherelle ne hanno parlato a iosa, così mi son fatta convincere ed in un pomeriggio plumbeo domenicale me lo sono guardata. Ecco, detto tra noi potevo anche rimanere nell'ignoranza totale.
E' la storia di 5 omaccioni che per sbarcare il lunario fanno gli spogliarellisti: addominali scolpiti, culetti in bella vista, mosse ammiccanti, sguardi seduttivi. Il tutto mischiato a finti moralismi e ad una trama che vorrebbe insegnare qualcosa ma in realtà non insegna un bel niente.
Bocciato!

Noi e la Giulia
Se c'è un film con Claudio Amendola potete star certi che io lo guardi. La storia di un gruppo di falliti, scapestrati, nullafacenti che decide di aprire un agriturismo in società. Tra lavori da fare, pizzi da pagare e famiglie da tener buone, l'apertura sarà un successo.
E pensare che non gli avrei dato un centesimo al film vedendo il promo, ed invece vale la pena di spendere un paio d'ore nella visione.
Promosso in pieno!

Foxcatcher
Film basato sulla storia vera dei fratelli David e Mark Shulz, campioni olimpionici di lotta libera. Passare dalla squadra minore a quella capitanata dalla famiglia Du Pont, che li porterà a vincere le medaglie d'oro nelle massime gare ma che li porterà anche a dividersi, a dare per scontata la presenza altrui e a combattere contro un mondo fatto non solo di lustrini e luci da palcoscenico ma anche di buio e sofferenza.
Lento, molto lento come film, potrebbe dare molto di più ma si perde in dialoghi senza senso.
Bocciato ma al limite della sufficienza.

La mossa del pinguino
Regia di Claudio Amendola - ovviamente, altrimenti non l'avrei guardato - narra le vicende di 4 amici che decidono, per far vedere quanto valgono, di creare una squadra di curling per partecipare alle Olimpiadi invernali di Torino del 2006. Tra sofferenze, sudore, risate, malumori, delusioni e gratificazioni, arriveranno a partecipare alle gare davanti a milioni di telespettatori.
Promosso con la sufficienza, per essere un'opera prima è fatto bene ma si perde anche lui, come molti film italiani purtroppo, in moralismi inutili.

Still Alice
Alice, linguista affermata, insegna all'università e ha una famiglia di tutto rispetto: marito amorevole, una figlia maggiore sposata e prossima a diventare madre, un figlio quasi laureando e la figlia minore attrice di teatro. Tutto diventa buio quando, dopo alcune visite di controllo, le diagnosticano una forma presenile di alzhaimer. Da lì in avanti sarà un crescendo di frasi dimenticate, memoria dispersa e tragedie annunciate.
Julianne Moore ha una recitazione di tutto rispetto, ma vogliamo parlare della Bella de 'noiatri, che anche qua recita come una cozza? Promosso a pieni voti perchè fa vedere la malattia da dentro, e non solo attraverso gli occhi dei parenti.

The giver
In una realtà distopica, i ragazzini crescono in bianco e nero, ovvero senza la gioia di poter vedere i colori, le emozioni, le sensazioni, il sole, la neve, il vento. Nulla. Crescono e al compimento dei 18 anni viene dato loro un compito, che dovranno fare a vita. Dicono che così la parità tra gli umani è totale. In pratica la gente vive in una fase apatica totale. Finchè Jonas, a cui è stato affidato il compito di raccoglitore di memorie, non ribalterà il tutto.
Carino, merita la sufficienza per la sfilza di attori presenti e per le scene di memorie passate che il ragazzino è costretto a vedere.

E voi, cosa avete visto di bello?

martedì 25 agosto 2015

Ahiò, Ehià e Ayaya

C'erano una volta tre amiche.
Amiche di vecchia data, si conoscevano da anni, alcune si frequentavano una volta, altre si erano solamente intraviste da qualche parte e poi, complice un sole salentino e qualche spritz fresco, si sono ricreati gli intrecci della vita.

Dicevo.
C'erano una volta tre amiche.
I loro nomi erano Ahiò, Ehià ed Ayaya.
Perchè così volle questa terra.
Questa terra fatta di sole, di mare e di vento. Di terra dura e solida, di nuvole passeggere, di colori vivaci, di profumi inebrianti, di sapori decisi.
Una terra con la sua corazza ricoperta di spine, come i tanti frutti che si trovano lungo le strade. Una corazza con le spine a difendere un interno morbido, dolce, succoso, vivo.

Una terra blu, azzurra, celeste, ciano, pervinca. Una terra blu come i zaffiri.
Una terra verde, lime, menta, muschio, giada.
Una terra verde come gli smeraldi.
Una terra gialla, beige, chiaro, luce, limone.
Una terra gialla come l'oro.

Ahiò, Ehià ed Ayaya, le tre amiche, si godevano la meritata vacanza. Nuotavano, giocavano, ridevano, leggevano, mangiavano, camminavano, bevevano, rosolavano, riposavano.
Abbronzavano i loro corpi, rigeneravano le loro menti, eliminavano i pensieri negativi e godevano della propria vita.

Ahiò, Ehià ed Ayaya rinsaldavano la loro amicizia, creavano legami con nuove persone - incontrarono anche le famose Letturine isolane - e chiudevano gli occhi, alla sera, stanche ma felici.

Finchè, un bel giorno, il signor Rientro non bussò alla loro la porta.
E' ora di tornare alla vostra vita disse con tono minaccioso.
Le tre amiche, tristi e demotivate, unirono le forze e prepararono i bagagli.
Magliette, gonne, camice, pantaloncini, costumi, gioielli, creme, sandali, infradito.
Tutto, con dovizioso ordine, fù inserito in valigie, borse, zaini.
La festa è finita urlò il signor Rientro. Tornerete nel grigio della vostra terra, tra smog, traffico, macchine, fabbriche, nebbia, freddo, neve disse ridendo, convinto così di potersi riappropriare della propria isola.

Ma Ahiò, Ehià ed Ayaya, le tre amiche, gabbarono il signor Rientro.
Perchè portarono con loro qualcosa che, nel controllo delle valigie, nessuno potè trovare.
Ahiò, Ehià ed Ayaya portarono nei loro occhi, nei loro cuori, nei loro sorrisi, la terra sarda.
Una terra fatta di sole, di mare e di vento.

lunedì 24 agosto 2015

Blade

Chi non ha guardato almeno una volta i film del vampiro diurno Blade?
Visto che io faccio parte della schiera degli spettatori, non potevo non farmi scappare la serie televisiva ispirata al vampiro cacciatore.

Blade
Blade, mezzo umano e mezzo vampiro, capace di resistere ai raggi solari, usa la propria forza per salvare l'umanità dalle forze demoniache che girano di notte in città. Al suo fianco Kirsta, un'ex militare che vuole vendicare la morte del fratello, ucciso proprio dai vampiri.
Si ritroveranno così a combattere contro Marcus e la sua stirpe: essi stanno sperimentando un siero che potrà uccidere i sanguepuro, coloro che sono nati vampiri e non sono stati trasformati in seguito, che in modo dittatoriale comandano su tutti i vampiri.
Ma sul loro cammino troveranno anche Charlotte, una sanguepuro millenaria, e Chase, la fidanzata di Marcus.

Che detta così può sembrare anche una serie fatta bene, con una storia ben strutturata e personaggi carismatici - se si pensa ai film da cui prendeva ispirazione.

In realtà è un'accozzaglia di cose mal fatte, di personaggi poco credibili, di recitazioni ai limiti del ridicolo e di scenografie che lasciavano il tempo che trovavano.

E' andata bene come visione estiva, poco impegnativa.
Decisamente sconsigliata, passate pure oltre.

sabato 22 agosto 2015

Letture estive

Nei miei giorni marittimi, sotto l'ombrellone al riparo dal sole cocente, e con una bellissima vista mare dalle infinite sfumature, ho sfruttato ben bene il mio googlettino e ho fatto fuori un bel po' di libri.
Tutte cose trash che richiedevano poco impegno mentale, sia chiaro.

I cento colori del blu
Blue Echohawk è una ragazzina problematica: a scuola è la classica compagna strafottente, è orfana di madre dall'età di 2 anni, è stata cresciuta da un'indiano eremita e la sua bellezza le fa far strage di cuori tra i compagni. Malgrado tutto ciò, il nuovo professore di storia Darcy Wilson vede in in lei qualcosa di diverso: è convinto che Blue debba solo essere spronata, che debba capire chi sia realmente e che solo dopo aver fatto i conti col proprio passato possa finalmente cominciare la sua vera vita.
Tra fidanzatini gelosi, amori contraddittori e pianti disperati Blue e Darcy arriveranno, insieme, alla fine del cammino di conoscenza.
Più consapevoli di se stessi, più forti, e più innamorati che mai.

L'uomo che vorrei
Kati è felicemente sposata con Felix da più di 5 anni, ed il tempo sembra scorrere idiliacamente. Ma quando, ad un seminario, incontrerà Mathias, Kati capirà che forse quell'idilio era solamente frutto della propria immaginazione. Decide quindi di accettare un invito per un caffè con Mathias, ma durante l'incontro subiranno un incidente gravissimo: Kati verrà investita da un convoglio della metropolitana e si risveglierà in un letto di ospedale. Ma qualcosa è cambiato: infatti oltre ad essere senza lividi e senza ammaccature, è tornata nel passato .. di ben 5 anni. 
Ora è davanti ad un bivio: cercare di conoscere Mathias sapendo in anticipo che avrà per lui un colpo di fulmine, o seguire il destino e cercare Felix?

Storie sulla pelle
Ci sono storie che non si possono raccontare a voce, ed i criminali siberiani lo sanno bene: se le portano quindi tatuate sulla pelle, incise dalle mani espertissime del loro kol'sik di fiducia. Il tatuatore non è solo colui che inietta inchiostro sotto pelle, ma è soprattutto colui che custodisce i loro segreti, che riporta su carta, e poi su pelle, tramite disegni, immagini, simboli, sfumature, linee calcate e linee morbide, le loro intere vite.
Kolima, ragazzotto che vuole cambiare il mondo, vuole diventare un vero kol'sik, e riesce quindi a farsi accettare dal gruppo del nonno Boris. Sarà quindi la conoscenza con Gagarin, il colossale Mei, il sicario Oliva, il giovane Styopka e tanti altri a farlo crescere, a farlo diventare un uomo di fiducia ed a fargli apprendere l'antica arte del tatuaggio siberiano.

Troppo bello per essere vero
C'è chi guarda le vetrine di lusso sognando abiti che non potrà mai permettersi, chi sfoglia cataloghi di paradisi terrestri sapendo che non ci potrà mai andare e poi c'è Grace, che si immagina uomini impossibili. 
Da quando è saltato il matrimonio con il suo amore adolescenziale Grace non fa altro che inventarsi fidanzati per la quite famigliare, per non passare per la povera zitella che a 30 anni non riesce a rifarsi una vita e convincendo persino i famigliari dell'esistenza di fantomatici uomini dai mielle pregi ma ahimè, tanto impegnati al lavoro da non poter presenziare a nessuna cena - in quanto inesistenti.
Sarà l'incontro con il nuovo vicino di casa Callahan, ex detenuto, a risvegliare in lei sentimenti veri, e a far sì che certe fantasie possano finalmente essere accantonate.

Storie leggere che si leggono in fretta, senza troppi fronzoli e senza troppi pensieri. Chick-lit veloci, autoconclusivi, con personaggi quasi normali e storie - la maggior parte - verosimili.

I cento colori del blu leggevo che ha fatto piangere molte lettrici. Io mi chiedo perchè. Certo, la ragazzina protagonista ha una vita alquanto complicata, si trova davanti a decisioni importanti da prendere per il suo futuro, ma le lacrime .. in che punto avrebbero dovuto sgorgare? 3 stelline per lo stile letterario, avvincente. Per il resto, sono ancora alla ricerca delle lacrime.

L'uomo che vorrei è una storia praticamente improbabile, e dove vuole andare a parare si intuisce praticamente subito. Il classico dilemma del destino, se è veramente una cosa modificabile in base alle nostre scelte e decisioni o se invece comunque, anche facendo giri strani, arrivi sempre allo stesso risultato, è ormai un fatto trito e ritrito. 2 stelline per l'impegno.

Storie sulla pelle è invece uno di quei romanzi che avevo lì da un po' ma non avevo ancora trovato il tempo, o il modo, di avvicinarmici. Attirata dall'autore e dalle sue opere - vere - sulla pelle, ho trovato una storia cruda, ricca di fatti, degna di nota, con personaggi buoni e cattivi che sono un tutt'uno con la vita .. ma con uno stile lento, poco coinvolgente. Gli darò sicuramente una seconda possibilità, ma a questo lavoro non posso assegnare più di un paio di stelline.

Troppo bello per essere vero è irriverente, divertente, si legge col sorriso sulle labbra malgrado alla protagonista avrei dato volentieri due scapaccioni. Non che il protagonista maschile sia da meno, chiariamolo, ma insieme sono una coppia ben assortita. 3 stelline per le risate.

E voi, cosa avete letto sotto l'ombrellone?

giovedì 20 agosto 2015

Ormoni impazziti di agosto

Ho cominciato ad apprezzarlo nel film dal titolo impronunciabile che sembra uno scioglilingua, ed ammetto che ora, ogni volta che me lo trovo davanti, automaticamente mi si alzano le pulsazioni.
Non che vada a cercarlo appositamente eh, sia chiaro. Diciamo solo che non cambio canale in quei casi!


Che ne dite? Lo preferite in versione fantasy nel film Prince of Persia o in versione romantica in Amore e altri rimedi?

sabato 15 agosto 2015

Musicappalla

Torno a dedicarmi un po' al mio vecchio artista preferito.
Dico vecchio perchè uno degli ultimi suoi concerti a cui ho assistito non mi è piaciuto. O meglio, non mi era piaciuta la paternale che aveva fatto a metà spettacolo.
Ma tant'è, invecchia anche lui ultimamente e non ci sta con la testa mi sa!


Se ti guardo dentro gli occhi,
se ti guardo bene bene,
li vedo tutti i pensieri che hai:
non sono brutti, e poi sono i tuoi .. 
Se ti guardo dentro gli occhi
io mi innamorerei.
Occhi blu (Vasco Rossi)

venerdì 14 agosto 2015

La ragazza che hai lasciato

Terzo - ed ultimo per il momento - libro letto di seguito per le staffette.

La ragazza che hai lasciato
Durante la Prima Guerra Mondiale Sophie, giovane francese, attende con ansia di avere notizie del marito Edouard, partito per il fronte. L'invasione da parte dei tedeschi della sua cittadina la porterà a scontrarsi verbalmente più volte con il Comandante delle truppe locali. Pur di chiedergli comunque aiuto per salvare il marito, Sophie si vede costretta ad offrirgli in dono un quadro, dono di Edouard.
Nella Londra attuale invece vive Liv, giovane vedova trentenne alle prese con problemi economici ed affettivi. Durante una serata conosce Paul, affascinante uomo dal lavoro misterioso: si occupa infatti di ricercare le opere d'arte trafugate in periodo di guerra. Ed è proprio durante una notte a casa di Liv che Paul riconosce un quadro che cerca da anni: La ragazza che hai lasciato, dipinto da Edouard Lefevre.
Come è finito il quadro nelle mani di Liv?
Che rapporto c'è tra le due donne?

Ora, come dice la mia amica Moma dovrò ricordarmi in futuro di tenermi alla larga dai lavori della Moyes. Se mi è piaciuto il libro? Ni.

Mi è piaciuto il fatto che sia ambientato in due epoche così diverse tra loro, anche se non mi è piaciuto così tanto il distacco tra di esse ma le avrei preferite più coinvolte tra loro.
Mi è piaciuto il fatto che sia un oggetto - e non una persona - a viaggiare nel tempo e a ritrovarsi oggetto di contenzioso. Nnon mi è piaciuto il fatto che non ci sia niente di familiare dietro questo passaggio nel tempo ma un mero scambio di denaro.

Non mi sono piaciute le protagoniste. Sophie era fin troppo sfrontata per essere una donna di inizio secolo e Liv, al contrario, ha fin troppo poco carattere per essere dei nostri giorni.
Non mi sono piaciuti i protagonisti. Paul è un tontolone, indeciso, romantico da far venire la carie e poco conciso, mentre il Comandante del comandante ha solo la divisa, visto che si fa abbindolare da una donna.
E poi, che fine fa Aurelieu, il fratello di Sophie? Compare, fa una mezza scenata, sembra che debba fare tutto lui, e poi non se ne sa più nulla.

Bocciato.
Due stelline giusto perchè, malgrado tutto, si legge in fretta - 400 e passa pagine in poco più di 3 giorni - e ha una trama semplice senza troppi fronzoli.

mercoledì 12 agosto 2015

Chiuso per ferie

Anche quest'anno vi abbandonerò per qualche giorno.
Sono in ferie - ultra meritate direi! - in questo posto qua:


Avrò un sacco di impegni: scegliere la spiaggia dove andare, cambiare posizione sul lettino, sfogliare le pagine del libro, ascoltare il chiacchiericcio attorno, ridere con le amiche - ebbene sì, vacanza tutta al femminile quest'anno! - e muovere il braccio per prendere il bicchiere di spritz.
Troppi impegni, troppi.

Ma tranquilli, alcuni post vi terrano compagnia ugualmente.
Non vi perdo d'occhio!

Buone vacanze, ci rivediamo tra una decina di giorni!

martedì 11 agosto 2015

Reading challenge #9

Eccomi con un veloce aggiornamento, anche perchè se aspetto ancora un po' rischio di dimenticarmi le categorie da flaggare - ahimè, l'età avanza anche per me!

A funny book (un libro divertente): di certo non era il suo scopo principale, ma ci sono dei passaggi e degli scambi di battute tra i personaggi che più di una volta mi hanno strappato non solo un sorriso, ma proprio una risata.

A book with a one-word title (un libro con un titolo di una sola parola): la storia del simpatico ragazzino rientra pienamente in questa categoria.

A popular author's first book (il primo romanzo famoso di un autore): la storia del ragazzino citato prima è il primo libro dell'autrice R.J. Pacio, e se pensate che è stato per 55 settimane nella classifica dei bestseller americani .. beh, ottimo esordio direi!

I libri in ordine di citazione sono: Questo non è un romanzo fantasy e Wonder.

Vedrò di rifarmi ora durante le ferie, cercando di sfoltire ancora un po' la lista.
E voi, come siete messi?

domenica 9 agosto 2015

Wonder

In questo periodo sono stata sommersa da libri delle staffette: nel giro di pochissimo tempo me ne sono arrivati ben tre. Ma, come bene sapete, sono una divoratrice di pagine - certo, non come la mia amica Moma che ne ha letti ben 84 dall'inizio dell'anno ad oggi (ed ancora non me ne capacito!) - ma non mi lamento della mia media mensile.

Wonder
Ovvero la storia del primo anno alle scuole medie di August, un ragazzino nato con una malformazione facciale. Lui, che viene tutt'ora additato e deriso da chi incontra per strada, si ritrova catapultato in mezzo a ragazzini in fase pre-adolescenziale, con ormoni impazziti e sarcasmo da limitare.
Farà però la conoscenza non solo di bambini cattivi come Julian, ma anche e soprattutto di ragazzini simpatici come Jack, Reid, i due Max e Summer. Si ritroverà così ad affrontare la sua crescita in mezzo a battute, insulti, abbracci, sorrisi, amicizia ed amore.

Come ho scritto nel commento lasciato nelle prime pagine del libro, non sapevo bene cosa aspettarmi da questo romanzo. Non sapevo se davanti ai miei occhi avrei trovato una storia triste od una storia allegra, una storia tragica o che altro ancora visto l'argomento trattato. Ma forse è stato proprio questo non aspettarmi nulla di preciso che mi ha fatto apprezzare maggiormente il libro.

E' vero, è scritto perchè i lettori principali siano i ragazzi, quindi con uno stile semplice, senza troppi fronzoli e senza troppi giri di parole. La trama è lineare - racconta dopotutto 9 mesi di scuola senza nemmeno entrare troppo nei dettagli - e non ha grandi divagazioni. I personaggi sono chiari, limpidi, delineati alla perfezione, senza sbavature. E, ripeto, è proprio questo che me lo ha fatto amare.

Bella l'idea inoltre di raccontare la storia sotto diversi punti di vista, da quel del giovane August a quello della sorella Olivia, dall'amico Jack alla compagna Summer senza dimenticare la visione diversa del bullo Julian. Bella perchè ti permette di capire maggiormente cosa possa passare per la testa di questi giovani uomini e queste giovani donne, permette di immedesimarsi meglio e provare a capire le loro azioni, le loro scelte.

E' facile dire che siamo tutti uguali, e che non ci devono essere pregiudizi.
Difficile - e questa storia ne è la dimostrazione - metterlo veramente in atto.

Consigliatissimo .. e ora attendo di leggere in staffetta anche il seguito!

La grandezza non risiede nell'essere forti, ma nel giusto uso che si fa della forza.
E' il più grande colui la cui forza trascina il maggior numero di cuori grazie al proprio richiamo.

venerdì 7 agosto 2015

The big bang theory - stagione 8

Questa volta posso dire che, grazie al cielo, gli episodi sono corti e scivolano via in fretta senza troppi pensieri. Stagione decisamente sotto tono, se ho riso una volta è dir tanto.

Vi avviso, spoiler in arrivo.

Howard e Bernadette continuano ad essere la coppia inutile. Lei comanda a bacchetta e lui ubbidisce senza batter ciglio. Si risollevano come duo nel momento in cui viene a mancare la famosa madre di Howard, ma niente di più.

Raji ed Emily. Non trovo nemmeno nemmeno le parole per descriverli. Lui mi piaceva decisamente di più quando con le donne non parlava, ora proferisce parole senza senso. Lei .. perchè, è un personaggio lei?

Leonard e Penny continuano ad essere in perenne lotta: ci sposiamo o no? Conviviamo o no? Ci amiamo o no? Si salvano perchè lei comincia a fare involontariamente delle citazioni nerd, ovvero tende a far capire che, tutto sommato, il mondo fantastico del fidanzato non è così male.

Sheldon ed Amy. Amy e Sheldon. Grazie al cielo ci sono loro, la coppia meno coppia sulla faccia della terra. Sarà che in parte in loro rivedo un po' la mia vecchia storia, fatta di lontananze, differenze, battute goliardiche e passioni da telefilm-addicted. Mi piacciono. Mi piace Amy quando, stanca di aspettare Sheldon, decide di fare un passo indietro e di riprendersi la propria libertà - seppur lo ami alla follia. Mi piace Sheldon, quando si ritrova tra le mani un anello di fidanzamento ma non più una fidanzata.

Ecco, non smanierò in attesa della prossima stagione.
La attenderò con calma, senza fretta.

mercoledì 5 agosto 2015

Il sentiero dei profumi

Altro libro, altra staffetta.
Che poi, a pensarci ora che il libro l'ho terminato, mi chiedo cosa mi sia passato per la testa il giorno in cui mi sono iscritta a questa staffetta. Ma andiamo con ordine!

Il sentiero dei profumi
Elena, rimasta sola dopo l'abbandono del fidanzato, non crede più in nessun uomo. Decide quindi di accettare l'invito di una sua vecchia amica e si trasferisce, da Firenze, a Parigi: qui, lavorando nel mondo dei profumi - il suo mondo - avrà modo non solo di rimettersi in sesto, ma anche di fare la conoscenza di Cail, affascinante vicino di casa, coltivatore di rose.
Tra nuove essenze da realizzare, amicizie da rinsaldare, clienti da soddisfare, boutique del profumo da aprire e nuovi amori da assaporare, Elena ribalterà la propria esistenza: riporterà in vita antiche essenze appartenute alla nonna, famosa profumiera fiorentina, e farà i conti con una nuova inaspettata piccola vita.

Letta così la trama è anche piacevole.
Letta così.
Peccato che, a dispetto di tutte le Letturine che hanno avuto il libro tra le mani prima di me, non mi sia risultata per niente piacevole.

Mea culpa. Lo so.
Io non amo i profumi, non li uso, vado di deodorante senza aromi, standard.
Non potevo ritrovarmi in una storia dove invece loro sono i protagonisti indiscussi, dove ad ogni capitolo c'è la spiegazione di un'essenza, dove per pagine e pagine viene spiegato come si miscelano, come si analizzano, come si studiano.

Lo stile è buono, non lo metto in dubbio, ma non ho trovato coinvolgente la trama, e persino i personaggi li ho trovati un po' .. caricature di se stessi, un po' stereotipati.

Peccato per me, che non ho capito a fondo il libro.
Consigliato?
Sì, se amate il mondo delle violette, della cannella, della vaniglia, dell'angelica, dell'iris e ..
No se invece anche solo l'odore della violetta vi fa venire il mal di testa.

Sei sempre tu a decidere, non le tue paure.

lunedì 3 agosto 2015

Valemont

Non ricordavo nemmeno di averlo procurato questo telefilm, il che ve la può dire lunga sulla qualità della storia stessa. Che poi mi chiedo: perchè a volte mi lascio abbindolare da certe trame trite e ritrite? Aiutatemi, vi prego!

Valemont
In un college americano arriva Sophie, nuova studentessa. In realtà la giovane è in missione segreta, in quanto poco tempo prima tra quelle aule è scomparso il fratello, Eric.
Con l'aiuto dell'amica Poppy, del misterioso quanto affascinante Sebastian e dell'impavido Gabriel, amico di Eric, cercherà di scovare la verità.
Si troverà però davanti a misteriose sparizioni, confraternite particolari e studenti non proprio tranquilli che cercheranno di metterle i bastoni fra le ruote.
Ma per quale motivo non vogliono che lei sappia che fine ha fatto il fratello? E, soprattutto, è veramente morto il fratello?

Mini-serie americana - sono solamente 5 episodi da 20 minuti circa - che ha però lo stile inglese: quindi niente effetti speciali, mono inquadrature ed espressioni delle interpretazioni pari a zero.
Dopo 10 minuti della prima puntata si capisce già come andrà a finire.

So che vi starete chiedendo quindi perchè diamine mi son messa a guardarla. I protagonisti son vampiri, ecco cos'è che mi aveva attratto. Peccato che non mordano, non bevano sangue - lo dicono, ma non lo fanno davanti alle telecamere - e non si squagliano al sole.

In compenso ho passato il tempo a dire quello faceva quello e quella interpretava quell'altra.
Sconsigliato? Decisamente sì, basta la mia visione a salvarvi dalla tortura.

sabato 1 agosto 2015

L'ABC della felicità

La mia amica Anna mi ha invitato, qualche giorno fa, a rispondere a questa semplice domanda: quali sono le tre cose che, per me, costituiscono il concetto di felicità, il famoso ABC?
Ho dovuto prendermi qualche giorno per ponderare bene le risposte, ma ora sono giunta finalmente ad una conclusione.

A come Autostima. La consapevolezza di ciò che siamo, di ciò che possiamo fare, di ciò che siamo in grado di sopportare e di realizzare fa sì che si possano affrontare tutti i problemi con forza e determinazione. E, secondo me, riuscire a superare gli ostacoli senza preoccupazioni - o comunque senza ansie inutili - è un passo verso quella sensazione personale di felicità e soddisfazione.

B come Bacio. Quello innocente di un bambino, quello affettuoso di un genitore, quello romantico di un amico o quello passionale della persona amata. Ad esclusione dei baci dati di fretta per salutare qualcuno - quante volte non si sfiorano nemmeno le guance in quel frangente? - il bacio, così come l'abbraccio, rappresenta per me quel gesto concesso a pochi, quel gesto che diventa spontaneo nei momenti di massima felicità.

C come Cane. O meglio, come cani, tutti quelli che sono passati da casa mia. Alf, il primissimo, che ci scelse lui al canile salendo in auto e rifiutandosi poi di scendere; Romeo, il neonato, trovato poco dopo il parto insieme alla madre in un prato vicino a casa; Andrea, la rottweller, quella che con uno sguardo intimoriva chiunque ma che si lasciava togliere il cibo di bocca; Lola, trovata con la sua cesta e il collarino rosso in un cantiere da mio padre ed arrivata in punta di piedi nelle nostre vite; Tilde, l'esuberante, la testarda, la grande, la matta. L'amore e la felicità che provano loro per noi non hanno eguali, così come la mia gioia ogni volta che li avevo davanti agli occhi.

E per voi quali sono le tre cose da menzionare nel vostro personalissimo ABC della felicità?