lunedì 30 novembre 2015

Musicappalla

So che questa è una chicca.
Era una chicca nell'album in cui era contenuta, e sarà maggiormente una chicca per chi l'ascolterà.
Perchè ammettiamolo: quanti di voi li conoscono?


Non siamo lontani se solo lo vuoi
ma in questa corsa il traguardo, lo sai, 
si muove con noi.
Forse la verità è che non c'è mai verità
e questo cuore nessuno lo può calpestare.
Nemmeno tu.
Lettera al padre (PFM)

domenica 29 novembre 2015

Apocalypse

Questa recensione la scrivo in ritardo di qualche mese, ma ho una giustificazione accettabile: il romanzo l'ho letto in anteprima, quando non era ancora la versione definitiva e quando non si sapeva ancora non solo se sarebbe stato pubblicato, ma soprattutto se l'autore avesse il coraggio di lanciarsi ufficialmente in questo mondo.

Se sono qua a parlarvene è perchè il coraggio l'ha trovato.
Convinto dalla compagna, spinto dal figlio, sostenuto dagli amici più stretti e bacchettato dalla sottoscritta, ha preso il volo: lascerà leggiadro - come il suo stile - un segno pesante - come il suo protagonista - nelle vostre biblioteche.

Apocalypse
Frank Dunbar, analista della più grande agenzia di Intelligence mondiale, si ritrova suo malgrado al centro di un complotto politico mondiale. Aiutato dalla collega Laura, esperta informatica, e sempre più vicino all'affascinante Susan, l'analista dovrà scovare l'infiltrato e salvare il salvabile: i suoi affetti, l'agenzia, il mondo stesso.
In un lungo viaggio che lo porterà da Manhattan al Medio Oriente, tra messaggi criptati e telefonate intercettate, tra grattacieli di vetro e dune del deserto, tra paesi liberi e libertà negata, Frank dovrà fare attenzione ai nemici noti a tutti e, soprattutto, ai nemici che nessuno conosce.

Faccio una premessa: io e l'argomento spionaggio non andiamo molto d'accordo. I film del genere non li capisco nemmeno se ho qualcuno accanto che me li spiega in tempo reale, gli articoli di giornale del settore li devo rileggere tre volte per capirne mezza e i servizi al telegiornale evito di guardarli. 
Detto questo, all'autore ho detto: sei veramente sicuro quindi di volerlo far leggere a me?
E diamine .. aveva ragione!

Lo stile è, malgrado l'argomento, leggero, veloce, intuitivo, stimolante.
Non ci sono grandissimi colpi di scena ma, al contrario, ci sono scene che piano piano accompagnano il lettore alla svolta finale.
La trama è complessa, molto complessa. Agenti federali, spie, doppie facce, infiltrati, assassini, boss di quartiere. Ce n'è veramente per tutti i gusti e per tutte le tasche. Ma non si perde mai il filo del discorso, i personaggi sono ben identificati e le azioni non sono scritte a caso ma seguono un filo logico praticamente perfetto.

Quindi, alcuni appunti finali:
- leggetelo. Ne vale la pena, non è assolutamente tempo perso e, se come me anche voi avete un conto in sospeso con lo spionaggio, qua potrete rifarvi e dire poi io ho capito!
- perchè non ho assegnato il massimo dei voti ma solo 4 stelline su 5? Perchè aspetto un seguito, ovviamente. E perchè i giovani autori vanno sempre spronati a fare qualcosa di meglio e convinti a non sedersi sugli allori.
- io ci sono. E qua, scusatemi, ma me la tiro un po' - me lo concedete vero? - perchè il ritratto del retro di copertina è un mio scatto .. e son soddisfazioni!

Quindi, siete ancora qua?

venerdì 27 novembre 2015

Chasm

Ammetto di aver scelto questo libro esclusivamente per un motivo: essere in grado di flaggare una categoria, nella #ReadingChallenge2015, che mi sembrava impossibile. Ovvero quella che richiedeva di leggere un libro con cattive recensioni.

Chasm
Samanta, una giovane cameriera 20enne, ha alle spalle una vita assai dura e difficile. Senza padre, morto da anni, vive con la madre alcolizzata e la sorella in piena ribellione adolescenziale. Dopo uno strano incontro con un uomo altrettanto strano, la sua vita prenderà una piega inaspettata. Farà così la conoscenza di Sebastian, dolce ed affascinante, misterioso e solare al tempo stesso, capace di portarla sull'orlo del baratro e di metterla davanti ad una scelta per la vita. Ad aiutarla verrà in soccorso Colt, presuntuoso ragazzo comparso dal nulla. Tra demoni scappati dall'inferno, mezzi-demoni in cerca dell'assoluzione e angeli nascosti, Samanta dovrà decidere se salvare la propria vita o quella dei propri cari.

Prima di dirvi cosa ne penso, vi invito a leggere le prime tre recensioni comparse su Amazon.
Ecco, ora siete pronti ad ascoltare anche la mia versione.

Trama.
Banale, al limite del già visto e già letto. Il demone bello con il sorriso dolcissimo ormai ce lo propinano in ogni libro ed in ogni salsa, così come il cattivo di turno dagli occhi di ghiaccio che poi cattivo non è. Angeli che prendono possesso di corpi umani per fare quello che vogliono .. ah già, l'ho già visto in ennemila episodi di Supernatural. La ragazzina sfigata che si guarda allo specchio e si vede bellissima e poi salva il mondo: in quanti libri o film compare un personaggio del genere?

Stile.
Pessimo.
Devo aggiungere altro?
Orrori ortografici assurdi, verbi coniugati a caso all'interno di frasi lunghissime, punteggiatura scelta probabilmente tirando in alto la monetina e non seguendo una logica, errori di battitura e parole mancanti.
Bastava, prima di auto-pubblicarsi, farlo leggere a qualcuno.
Ma qualcuno di vicino che potesse aiutarla.
Non dei lettori ignari di tutto.

Bocciato.
Ma almeno ho flaggato la categoria!

giovedì 26 novembre 2015

Reading challenge #13

Sono a buon punto: di questo passo per la fine dell'anno credo proprio di portare a termine la mia #readingchallenge2015.

A book that bottom of your to-rad list (ovvero un libro che era in cima alla tua lista dei libri da leggere): quanti anni erano che dicevo di voler leggere questo romanzo? Direi un'infinità!

A banned book (ovvero un libro bandito): lo stesso della categoria precedente. E pensate che fu vietato per motivi assurdi!

I libri che mi hanno permesso di flaggare queste categorie sono, in ordine di menzione: Il richiamo della foresta.

mercoledì 25 novembre 2015

La bellezza contenuta

Libro letto in un una giornata morta, dove avevo ben poco da fare e volevo smaltire un po' di ebook in arretrato.

La bellezza contenuta
Nelle corsie di un vecchio ospedale si incrociano le storie di vari personaggi: Marco, giovane fornaio, il cui padre anziano è ricoverato in terapia intensiva dopo aver subito l'ennesimo infarto; Angela, giovane moglie tradita, a cui diagnosticano un tumore al polmone; Sara, bambina malata di autismo, la cui madre è ricoverata in fin di vita dopo un incidente; Sonia, al secondo ciclo di chemio per un carcinoma al seno.
Attorno a loro, oltre a diversi personaggi di contorno - il marito di Angela con la bella amante, il compagno della mamma di Sara ed i nonni materni, il giovane dottore amico di Sonia - un insieme di sentimenti contrastanti: speranza, dolore, accettazione, delusione, tristezza, rabbia, felicità.

Il libro è diviso in due parti: la prima è completamente ambientata nelle corsie dell'ospedale, e vengono messi nero su bianco tutti i drammi e tutte le malattie che attanagliano i protagonisti; la seconda parte è invece incentrata sui drammi famigliari e personali degli ammalati stessi.

La prima parte è da standing ovation.
Scritto benissimo, ricco di dettagli, riesce a trasmettere veramente tutte le sensazioni provate da Angela, Marco e gli altri degenti. Riporta alla mia memoria le mie 2 settimane passate in cardiologia l'anno scorso, dove tutto sembrava ovattato e si credeva di vivere in un mondo parallelo, dove tutti si chiedevano perchè a me? o cosa ho fatto di male? mentre in pochi cercavano di reagire sorridendo - come fa Sonia nel libro o come facevo io nel mio piccolo.

La seconda parte .. devo proprio commentarla?
Sembra scritta da un'altra persona. Affrettata, sconclusionata, con scelte e motivazioni nelle sottotrame a dir poco discutibili. Uscita di scena di personaggi secondari che non si capisce bene dove finiscano e personaggi principali che si rivedono grandi senza che ci sia nulla a far capire che, in realtà, è passato del tempo dal capitolo precedente.

Dovessi dare un voto spinta dalle emozioni provate nella prima parte assegnerei senza ombra di dubbio 5 stelline piene. Peccato per la seconda parte, che smorza in pieno questo risultato e fa sì che il romanzo arrivi a malapena alla sufficienza.

lunedì 23 novembre 2015

Il richiamo della foresta

Ammettiamolo: tutti conosciamo il film. Ma quanti di noi hanno letto anche il libro di Jack London?
Io confesso che sono anni che dicevo di volerlo leggere, ma sono altrettanti anni che qualcosa mi finiva sempre prima tra le mani. Ora, complice alcune categorie della #readingchallenge2015, non mi sono lasciata sfuggire l'occasione di sfogliarlo.

Il richiamo della foresta
Buck è un bellissimo cane: possente, con il pelo lucidissimo, intelligente, socievole. Ha tutte le qualità per farsi amare dalla famiglia Miller, che da anni lo ritiene il re incontrastato del branco casalingo. Peccato che un giorno Buck venga rapito da uno dei giardinieri e venduto a caro prezzo ad alcuni uomini di malaffare: cercatori d'oro in partenza per il Klondike che desideravano solamente un altro cane da poter sfruttare.
Tra sevizie, torture, freddo, ghiaccio e nemici a due e quattro zampe, Buck troverà l'amore umano in John, un cercatore d'oro dall'animo però gentile. Capirà così che non tutti gli uomini sanno essere crudeli, ma anzi alcuni di loro nascondono nel proprio cuore un affetto ed una passione incondizionata per i loro amici animali.
Ma Buck non aveva fatto ancora i conti con gli indiani del posto, e con lupi: per salvare la propria pelle deciderà di uccidere i primi ed unirsi ai secondi.

In teoria è un libro per ragazzi.
In pratica è un libro che dovrebbero leggere gli adulti, soprattutto in questo periodo.

E' un libro per ragazzi perchè, sebbene il protagonista sia un cane e non un essere umano, la storia spiega come non si debba abbassare la testa davanti ai soprusi, come non si ottenga nulla con la forza, come le guerre possano portare solo morte e distruzione.
Mostra come l'amicizia sia un sentimento forte, incondizionato, e che l'amore che si prova per un amico può portare a prendere decisioni forti, come sacrificare la propria vita per lui.
Racconta come  un viaggio sia paragonabile alla vita stessa, e che durante le tappe si cresca, diventando sempre più maturi e sempre più coscienti della propria persona, del proprio essere.
Insegna a diventare adulti, senza pestare i piedi a nessuno ma facendo comunque valere le proprie idee, credendo nei propri ideali e rimanendo fedeli a se stessi.

E' un libro per adulti perchè, sebbene il protagonista sia un cane e non un essere umano, la storia spiega come i soprusi facciano abbassare la testa ai deboli, come certe persone vogliano ottenere tutto con la forza senza pensare alle conseguenze, come le guerre possano portare solo morte e distruzione.
Mostra come l'amicizia sia il sentimento che fa smuovere il mondo, e che a volte per un amico si è disposti a sacrificare se stessi pur di renderlo felice.
Racconta come la nostra vita sia un viaggio, e che non si è mai veramente cresciuti se non si è affrontato con coraggio ogni singola tappa del nostro percorso.
Insegna che bisogna sempre rimanere bambini, tenendo dentro di sè quel pizzico di fanciullezza per poter vedere il mondo in un modo migliore, rimanendo comunque fedeli a se stessi.

Piccola curiosità: sebbene sia un classico dell'infanzia, questo libro è stato bandito più volte.
La prima volta poco dopo essere stato pubblicato: alcuni americani consideravano la storia troppo violenta. Per le scene delle zuffe tra cani? No, non potevano essere così banali. Troppo violenta per come venivano descritti alcuni indiani d'America - all'epoca relegati nelle loro riserve - durante un assalto ad un accampamento di yankee.
La seconda volta durante la Seconda Guerra Mondiale, quando i nazisti ne bruciano addirittura una copia a causa delle idee socialiste dell'autore.

Dunque, siamo proprio sicuri che si tratti di un libro per ragazzi?

sabato 21 novembre 2015

Quaderni giapponesi

E' raro che io legga fumetti, o meglio: è raro che io legga graphic novel. I manga è già più facile che passino tra le mie mani, ma i fumetti italiani fatico un po' a leggerli, vuoi per le storie o vuoi per la grafica vera e propria - al contrario di mio papà che ha una libreria piena zeppa tra Tex Willer, Blueberry e Comanche.
Ma quando sabato scorso, in libreria, ho visto questo, non ho potuto non portarlo a casa.

Quaderni giapponesi
Igort, l'autore di questo romanzo grafico, racconta i suoi anni trascorsi in Oriente. Lui, autore europeo legato ad un certo tipo di tradizione e di lavoro, dovrà confrontarsi con un altro mondo, diverso dal nostro. Un mondo fatto di letti a pavimento che durante il giorno spariscono negli armadi, di ragazze-geishe dalla schiena ricurva, di uomini d'affari che con quelle ragazze-geishe ci passano la serata, di notti trascorse a disegnare davanti alla finestra, di stampe decorate appese ai muri, di palazzi importanti meno appariscenti di quanto uno si immagini. Un mondo fatto di ciliegi in fiore, di passione, di amore, di tristezza, di malinconia, di gratitudine, di rispetto. 
Di tradizione.

Come ho detto prima, non potevo non portarlo a casa questo libro. Non ci ho pensato due volte: era lì, sullo scaffale, nascosto in mezzo ad altri volumi, e poco dopo era tra le mie mani, nei miei occhi, con il suo profumo tra le mie narici.

Certo, ami il Giappone, era ovvio l'acquisto penserete voi.
Ma quanto vi sbagliate questa volta!
Io del Giappone conosco la posizione geografica, so che la capitale è Tokio, ho delle bellissime bacchette personalizzate col mio nome - in caratteri giapponesi - regalatemi dalla mia amica Nuvolette, e so che ad Okinawa era nato il Maestro Miyagi di Karate Kid.
La mia cultura giapponese finisce lì: è lacunosa, purtroppo.

Quindi perchè diamine lo hai acquistato? vi stare chiedendo.
Perchè ho un amico che ha una cultura giapponese al di fuori della norma, e io ho una curiosità senza pari. Perchè tramite lui ho scoperto che le bacchette si chiamano hashi, che ad Okinawa - oltre che doverla ricordare per la battaglia della Seconda Guerra Mondiale - c'è una scuola di Aikido, che la tradizione zen che aleggia nel paese è quasi palpabile in alcune zone, che i ciliegi in fiore hanno una tradizione millenaria che va al di là delle fotografie che ci propinano su internet o che l'amore in Giappone può lasciare senza parole.

Non so se consigliarvi la lettura di questo libro.
Perchè non troverete le risposte alle domande che vi sorgeranno spontanee durante la lettura.
Perchè è un viaggio intimistico in un paese lontano, diverso da noi.
Perchè, a volte, non tutte le cose vanno raccontate.
Ma solo immaginate. O percepite.

venerdì 20 novembre 2015

Ormoni impazziti di novembre

La mia amica Moma ne ha parlato nei giorni scorsi e me l'ha fatto tornare prepotentemente alla mente. Come diamine ho fatto a dimenticarmi di lui nei mesi passati?


Sono indecisa se lo preferisco nella versione hobbit, nella versione vampirica o nella versione veloce. Facciamo che per non farci mancare nulla me lo guardo nella versione normale?

giovedì 19 novembre 2015

Film weekendieri

Altro giro, altre visioni.

Premonitions
Per risolvere un caso e trovare il serial killer, l'agente dell'FBI Joe insieme alla collega Katherine devono chiedere aiuto al sensitivo John. In un lungo inseguirsi tra cadaveri, premonizioni, sogni, visioni e morti, il confine tra reale e visionario verrà spesso superato.
Ottimo film visto al cinema con una più che buona interpretazione di Anthony Hopkins nella parte del sensitivo. Mi sono solo chiesta perchè cambiargli titolo, dandogliene comunque uno in inglese: non bastava mantenere quello originale?

Tomorrowland
Casey, un'adolescente appassionata di scienze, trova per caso una spilla magica: al contatto con le sue dita l'oggetto la trasporta in un mondo parallelo. Entrerà così in contatto con Atena, un'androide bambina, e Frank, sognatore ed ex-ragazzo prodigio. Il loro scopo sarà quello di salvare la Terra dalla distruzione.
Se non fosse per la presenza di Geroge Clooney - che io reputo un attore pessimo monoespressivo - il film sarebbe anche carino. Una leggera fiaba dove non bisogna avere paura del lupo troppo cattivo nè preferire troppo il lupo buonista, ma semplicemente decidere quale è meglio alimentare.

Suburra
Nell'arco di 7 giorni, politica e criminalità si mischiano in una Roma sommersa dalla pioggia. Politici corrotti, prostitute d'alto borgo, assassini a sangue freddo, cardinali arricchiti, omertosi traditori e padroni cittadini rendono la città un grande ed unico campo di battaglia.
Sapete già che adoro questo genere di film, e vedere insieme Claudio Amendola e Perfrancesco Favino mi ha fatto salire la tachicardia a mille. Ottima visione - e ahimè attualissima - non solo della nostra capitale ma, purtroppo, del nostro intero paese. Alcune scene da brividi, e non solo per i miei ormoni impazziti.

E voi che avete visto di bello?

martedì 17 novembre 2015

Letture d'ufficio

Nelle mie lunghe pause pranzo, dove per mangiare impiego solamente un quarto d'ora e poi mi ritroverei a girarmi i pollici, ho smaltito un po' di ebook che avevo in arretrato.

I segreti del padre
L'ex sindaco di una cittadina del Missisipi, avvocato e scrittore famoso, Penn Cage, viene chiamato al capezzale del padre dopo che quest'ultimo ha dovuto subire l'ennesimo infarto.
Parlando con lo zio, Penn racconterà una vecchia storia di indagini e prove manomesse, che lo avevano portato a mettere in dubbio tutta la sua vita e le sue convinzioni.
Ma cosa aveva di così importante da dirgli il padre? E perchè, salvato in extremis da un medico, ora non vuole più svelare quel segreto?

Lasciati amare
Chloe, dopo essere stata per anni succube di genitori e fidanzato, decide di lasciare tutto e cambiare vita. Scappa così dalla festa di fidanzamento e si rifugia in un piccolo ristorante, dove incontrerà gli occhi più belli che abbia mai visto. A distanza di un anno, Chloe e la sua amica Mia hanno aperto una piccola pasticceria e sono ormai delle giovani donne in carriera.
Ma il fato non si è dimenticato di ciò che era successo: a distanza di mesi, Chloe ritroverà quegli occhi bellissimi in Bryan. Chloe deciderà di rimettersi in gioco ed aprire il suo cuore al misterioso ragazzo o si chiuderà a riccio tenendo tutti a distanza?

Il primo libro ho scoperto, solo durante la lettura, essere l'antefatto di un altro romanzo, che ora mi toccherà procurare per capire come proseguirà la storia. Detto questo, è comunque ben fatto, avvincente e con dei personaggi che, sono convinta, nascondano molti segreti!

Il secondo è il classico chick-lit, la storietta d'amore trita e ritrita dove tutti alla fine vissero felici e contenti. Non è male, sia chiaro, ma la protagonista è una bandierina al vento che dice di aver preso delle decisioni e dopo poche pagine le getta al vento cambiando idea, lui è un bambolotto imbalsamato senza arte nè parte e gli altri personaggi fanno solamente da contorno. Leggibile, ma potete anche evitare se avete altro di meglio da fare.

domenica 15 novembre 2015

Musicappalla

Parte di questa canzone è ora tatuata indelebilmente sulla mia pelle.
E la colpa è sua.


... and I'll be there for you
till kingdom come.
Blood on blood (Bon Jovi)

venerdì 13 novembre 2015

L'amico immaginario

Altro libro letto grazie al gruppo delle staffette.

L'amico immaginario
Max, bambino autistico, viene aiutato nelle normali attività quotidiane da Budo, il suo amico immaginario: con lui gioca, parla, si diverte, va a scuola. Un giorno però, Max scompare nel nulla: l'unico presente durante il rapimento è proprio Budo. Mentre la polizia comincia le ricerche interrogando tutti gli insegnanti a scuola e tutti i famigliari, Budo dovrà trovare un modo per salvare il suo amico.
Riuscirà Budo a trovarlo? Riuscirà a far capire agli adulti dove si trova? Riuscirà a salvarlo?
Tra rapporti improbabili, tenerezze infinite e cattiverie gratuite, la storia di una amicizia che va al di là dei confini materiali conosciuti.

Come ho scritto nel fondo di copertina del libro stesso, capisco perfettamente che la storia tratti un argomento - quello dell'autismo - difficile da gestire, difficile da riportare, difficile da rendere semplice.
Capisco anche la scelta di raccontare il tutto tramite gli occhi immaginari di Budo, assoluto protagonista. Il 90% dei bambini ha avuto, nei primi anni di vita, un amico immaginario, e quindi la loro presenza è fondamentale per capire i loro pensieri, i loro sogni, le loro vite.
Capisco persino la scelta di quel personaggio come cattivo della storia. Era il più plausibile, quello a cui tutti normalmente avremmo pensato. I cattivi d'altronde sono sempre accanto a noi, ci girano attorno, ci controllano e quando meno ce l'aspettiamo escono allo scoperto.

Non capisco però il finale.
Affrettato, manca un pezzo della storia: che fine fa il cattivo? Che motivazioni aveva per fare ciò che ha fatto (in parte si capisce, ma in parte andrebbe spiegato)? Che conseguenze avrà sulla sua vita? Come reagiranno gli adulti vicini a Max?
Inutile, soprattutto l'epilogo. Non mi spieghi alcuni passi importanti ma ti perdi a scrivere quattro righe senza senso. Un'uscita di scena che non serviva, visto come era finita la storia principale.

Per non parlare delle lungaggini descrittive, delle spiegazioni del tipo lui fa questo, lei fa questo, l'altro fa questo o del linguaggio in alcuni punti troppo semplicistico ed in altri troppo complicato, usato a volte a sproposito.

Raggiunge la sufficienza per il rotto della cuffia, e si salva solo per la simpatia di Osvald.
Chi è Osvald?
Leggete il libro e lo scoprirete!

mercoledì 11 novembre 2015

Film weekendieri

Altro giro, altro regalo, altre visioni.

La risposta è nelle stelle
Luke è un giovane campione di rodei, di quelli che cavalcano i tori selvaggi in mezzo ad un ring. Sofia è una bella newyorkese che si trova in Carolina per una borsa di studio. L'amore tra i due sarà inevitabile, ma sarà inevitabile anche aiutare un anziano ebreo che racconterà loro la sua storia.
Lui è il figlio di Clint Eastwood, e ricorda il padre nel sex appeal e neglli occhi. Lei è la giovane protagonista di Under the dome. Il film è carino, la storia dell'anziano molto più coinvolgente della trama principale, ma chi se ne frega: il culo del giovane Eastwood che si vede in una scena vale tutta la visione!

Automata
In un futuro non troppo lontano da noi, dove però la terra è ridotta ad una landa desertica, gli umani convivono con i Pilgrim, robot creati per aiutarci a risollevare le sorti del pianeta. Wallace è un poliziotto che, improvvisamente, scopre che alcuni robot sono stati modificati, e potrebbero quindi ribellarsi ai nostri comandi. Comincia una corsa contro il tempo per scoprire chi, e perchè, vuole questo.
Film spagnolo con un Antonio Banderas pelato e quasi irriconoscibile, si disperde un po' su argomenti filosofici tralasciando alcuni particolari tecnici legati ai robot, assoluti protagonisti.

Unfriended
Alcuni compagni di classe si ritrovano una sera a chiacchiera in chat. Tra condivisioni di Facebook, videochiamate di Skype e Chatroulette si ritrovano all'improvviso con la presenza inquietante, tra i partecipanti, della loro compagna di scuola morta suicida mesi prima. Comincerà un conto alla rovescia per potersi salvare.
Dovrebbe essere un film horror. Dovrebbe. In realtà è di una noia mortale - e scusate il gioco di parole.

Babadook
Samuel, un bambino convinto che i mostri esistano, vive con la madre, Amelia, perennemente depressa. Un giorno trovano un vecchio libro intitolato Babadook e cominciano a leggerlo insieme: dal libro uscirà l'Uomo Nero, che vorrà impossessarsi della madre ed uccidere il figlio.
Povero Uomo Nero: alla fine gli tocca pure scappare, e lo avrei fatto pure io, sia chiaro: una madre isterica ed un figlio che avrei preso a sberle dalla prima scena. Quasi quasi chiamo l'Uomo Nero e gli do' esilio a casa mia! Ah, ovviamente avrebbe dovuto essere un film horror, non si era capito?

lunedì 9 novembre 2015

Le ombre

Dopo quasi un anno dalla lettura della storia sul Re della Confraternita, eccomi nuovamente alle prese con i vampiri ricchi di ormoni.

Le ombre
Trez, Ombra al servizio da anni di Revhenge, ha, fin dalla nascita, un unico obiettivo impostogli dalla famiglia: quello di sposare la Regina della s'Hisbe. Sono anni quindi che, insieme al fratello iAm, cerca di sfuggire a questo destino nascondendosi tra i Confratelli.
La sua vita subirà una svolta quando incontrerà l'Eletta Selena: l'amore tra i due sarà inevitabile, l'attrazione fisica prenderà il sopravvento ed obbligherà l'Ombra a prendere una decisione.
Ma il fato si accanirà contro tutta la Confraternita, Elette comprese: i Bastardi dichiarano loro nuovamente guerra, i Lesser ricompaiono dal nulla e la signora con la falce passerà a reclamare un'anima.

Posso dire che il libro è stato di una noia assurda?
E noia sarebbe anche un termine poco appropriato, ma mi vengono in mente solo termini più scurrili, ahimè.

I Lesser dovevano essere i cattivi ma sono spariti libri fa, e ora quando ricompaiono sono poco più che comparse inutili.
I Bastardi dovrebbero essere i nuovi cattivi ma hanno un'organizzazione talmente sgangherata che non sanno nemmeno loro da che parte girarsi.
Le Elette sono al pari di Miss Italia, quando parlano dicono solo cavolate.
I Confratelli stanno perdendo il loro fascino, tra attacchi di panico e paranoie alcuni di loro sono quasi irriconoscibili.

Grazie al cielo c'è Vishous.
V salva tutti.

sabato 7 novembre 2015

Reading challenge #12

Eccomi ancora ad aggiornarvi: ormai manca poco, riuscirò a completarla per la fine dell'anno?

A Pulitzer Prize winning book (ovvero un libro che ha vinto il premio Pulitzer): direi che la storia americana di avvocati e razzismo rientra in pieno nella categoria, avendo vinto il premio poco dopo la sua prima pubblicazione.

A graphic novel (ovvero un fumetto): era un po' che non ne leggevo uno, e per la prima volta in vita mia ho pure letto in inglese. Missione riuscita!

A book set somewhere you've always wanted to visit (ovvero un libro ambientato in un luogo che avresti sempre voluto visitare): il romanzo-fiaba ambientato in Irlanda, con le scogliere, gli strapiombi, il verde, le pecore, la pioggia ..

I libri che mi hanno permesso di flaggare altre categorie sono, in ordine di menzione: Il buio oltre la siepe, X-23 the killing dream, Il segreto della bambina sulla scogliera.

Voi a che punto siete?

giovedì 5 novembre 2015

Psicomagia

Non so come cominciarlo questo post.
Non so se seguire le mie linee guida e fare una recensione normalissima, o se seguire l'istinto e parlare a ruota libera. Visto l'argomento del romanzo, dovrei scegliere automaticamente la seconda opzione. Vista la mia mente legata a dei limiti, dovrei scegliere automaticamente la prima opzione.
Di certo quello che scriverò sarà solo un sunto di tutto quello che, da giorni, mi passa per la mente.

Psicomagia
Alejandro Jodorowsky, artista polivalente cileno, cerca di spiegare nelle pagine di questo libro come affrontare la quotidianità. Eliminare le nostre paure, limitare il malessere, aggirare gli incubi, superare il passato e godere del presente senza pensare al futuro: è questo che si cerca di ristabilire con il metodo psicomagico.
Tra testimonianze di suoi pazienti ed amici, narrazioni di esperienze vissute in prima persona, riti di magia nera e magia bianca, incontri con personaggi bizzarri e conferenze pubbliche, Jodorowsky cerca di mettere tutto se stesso in questa intervista, dove l'interlocutore pone domande precise che tutti noi, prima o poi nella vita, vorremmo fare.

Il saggio si divide in capitoli ben precisi, ognuno dei quali ci mette, a fine lettura, nella condizione di porci infinite domande.

L'atto poetico, introduzione a tutto quello che è vita, implica il fare qualcosa guidati dalla poesia. Non dai sonetti classici, sia ben inteso, ma da tutto ciò che un paese, una vita, un modo di essere ci possa portare a fare. Camminando in linea retta senza preoccuparsi degli ostacoli, ovvero trovando una soluzione a ciò che impedirebbe il nostro lineare cammino.

L'atto teatrale, ovvero un atto poetico di massa, dove la rappresentazione teatrale sfugge alle regole rigide del teatro e delle scene. Dove gli attori seguono non un copione ma una improvvisazione crescente, ovvero un copione dettato dalla vita stessa. Dove gli spettatori non seguono la regola del biglietto acquistato ma si improvvisano attori a loro volta, partecipando anche solo coi sentimenti alla rappresentazione vitale.

L'atto onirico, dove il sogno è realtà. Dove ci si deve impegnare, tramite un atto tipicamente poetico, a pensare a quello che si desidera, portare avanti il pensiero, incanalare i sogni notturni su questo stesso pensiero e risvegliarsi al mattino con la soluzione, con la voglia e la determinazione di rendere quel sogno realtà. Dove non ci si limita a dire il mio sogno è ma ci si convince che la mia realtà è.

L'atto magico, dove la convinzione che le nostre azioni possano avere effetto sugli altri è fondamentale. Dove la finzione, il desiderio ed il sogno dell'atto onirico diventano reali nelle contro-azioni di chi ci sta intorno. Dove la nostra bravura nel convincere le persone - noi stesse in primis - dell'effetto di qualcosa (un'azione, un medicinale, una guarigione, una scelta, una decisione) diventa un atto poetico preciso all'interno di un atto teatrale.

L'atto psicomagico, ovvero l'insieme del tutto. Quando bisogna mettere a disposizione di altri le proprie capacità, le proprie sensazioni, le proprie convinzioni, per aiutarli a superare i loro problemi, il loro passato, le loro paure. Senza limitarsi alle parole ma anzi passando ai fatti, concreti.

Ho passato ore a discutere di questo romanzo con chi me l'ha consigliato - la stessa persona che aveva consigliato questo e ispirato questo - cercando di trovare dei punti di incontro. Si è passati dall'inconscio alla coscienza, dalla convinzione di una cosa alla mera dimostrazione pratica, dai sogni alla realtà, dagli atomi che girano ai sentimenti o ai desideri inespressi.

Di sicuro c'è che questo romanzo è un'arma a doppio taglio.
Mi verrebbe da dire che chi necessita di una spinta per riprendere in mano la propria vita in queste pagine troverebbe la soluzione. Ma so anche che per rimettere in pista il nostro IO è necessaria una forza di volontà che non tutti hanno.

Perchè è facile sognare qualcosa.
Perchè è facile desiderare qualcosa.
Ma è più difficile avere la determinazione per metterlo in pratica.

mercoledì 4 novembre 2015

Maestra, maestra, maestra

Son passati alcuni mesi da quando, con la mia valigia di timidezza e il mio zaino di stranezze, ho messo piede in aula scolastica, non come alunna ma come cavia.
L'esperienza allora era stata talmente positiva, sia per me che per le maestre ufficiali e, soprattutto, per i bambini, che abbiamo deciso di replicare.

Piccola premessa: i bambini sono i miei nuovi amici.
Loro, piccoli esserini bipedi dotati di parola, che normalmente faticavo a capire, mi adorano. A tal punto da esser stati proprio loro a richiedermi a gran voce - come poteva la maestra dire di no ad un suo alunno che, il primo giorno di scuola a settembre, se ne uscì con un ma la tua amica non viene più a trovarci?
Era praticamente impossibile.

Eccomi quindi pronta, in un soleggiato pomeriggio autunnale, a rientrare in un'aula per parlare davanti ad una quarantina di occhi, incuriositi ed affascinati, per introdurre un po' di educazione tecnica ed un po' di educazione artistica.

Spiegare quindi loro come è nato il disegno, come gli uomini abbiano sempre voluto rappresentare la loro vita andando al di là delle parole. Come i disegni antichi - le incisioni rupestri, i geroglifici, gli schizzi di Leonardo - siano arrivati sino a noi cambiando radicalmente la nostra concezione di vita, di mondo, di universo.

Raccontare come si è passati dal disegno a mano a quello informatico, come le squadre di legno sono sopravvissute ai secoli e come invece le nostre si rompono solo a guardarle, come una lavagna digitale abbia sostituito la carta.

Aiutarli ad usare il compasso per la prima volta, insegnar loro la differenza tra un ellisse ed un cerchio o dimostrare come si calcola un angolo in un disegno.

Fino a portarli a disegnare sfruttando le forme geometriche - solo ed esclusivamente quelle.
Rappresentare un cane, un gatto, la mamma, il papà, la maestra, il calciatore, il cantante, la nonna, la bidella, l'attrice o l'attore, il preside o l'amica, la zia o il cugino.
O me, come in molti hanno fatto.

Perchè il punto focale della mia lezione era che se tanto è vero che il disegno artistico è legato strettamente alla fantasia mentre il disegno tecnico viaggia pari passo con a matematica, il loro confine è così labile che può essere superato in maniera molto semplice: con il sentimento.

Perchè sono i sentimenti che muovono il mondo.
Perchè sono i sentimenti che muovono le persone.
Perchè sono i sentimenti che rendono un disegno un opera d'arte.
Perchè sono i sentimenti che rendono un sogno semplice realtà.
Perchè sono i sentimenti che rendono un bambino un uomo.

martedì 3 novembre 2015

Il libro completo dell'aikido

Tranquilli, non avete sbagliato blog nè tantomeno sono ammattita tutto d'un colpo.
So che è strano, da parte mia, leggere libri del genere - io che leggo dei manuali? - ma, per tutto, c'è una prima volta.

Il libro completo dell'Aikido
Adriano Trevisan, famoso aikidoka, introduce in questo libro sia la teoria che la pratica del mondo dell'Aikido: dalla nascita a cavallo tra gli anni Venti e Trenta del secolo scorso grazie al Maestro Ueshiba, fino ad alcune tecniche di meditazione, di combattimento o di storia sulle spade che vengono utilizzate durante gli incontri.
Teoria - storia, schemi, religione, meditazione, esperienze - e pratica - figure esplicative, spiegazione dei passi, indicazioni dei movimenti - si uniscono sotto un'unica indicazione di base per aprire il proprio cuore e agire secondo l'illuminata conoscenza della divinità.

Visto che, nei giorni scorsi, con chi mi aveva consigliato questo libro, sono spesso tornata a parlare di questa arte marziale, mi sono incuriosita a tal punto da volerne sapere di più - senza giustamente rompere le scatole con ennemila domande al diretto interessato.

Sta di fatto che, pur conoscendo quest'arte solo grazie a film come L'ultimo samurai, rileggere certe nozioni mi ha riportato alla mente due elementi ben distinti del mio passato:

- il karate, arte marziale che ho praticato da bambina (unica femminuccia in mezzo ad un branco di maschietti scalmanati). E' vero, non sono andata oltre la cintura arancio ma solo per motivi di logistica e di organizzazione dei miei che mi dovevano portare a lezione, ma tutt'ora ricordo con molto piacere non solo il Maestro, ma anche gli esercizi che ci faceva fare, le corse sul parquet con i salti improvvisi per evitare il bastone di legno messo ad ostacolo, gli esami per il passaggio di cintura, il kimono bianco, il calore del pavimento sotto i piedi, gli esercizi di respirazione finali - ricordo anche Gregory, il bambino dai capelli riccioli neri che tanto mi piaceva, ma questo è un altro discorso!

- la meditazione, che ho imparato grazie al mio solito amico. Grazie a lui ho fatto anche un incontro di meditazione di gruppo insieme al suo Lama. Le tecniche di respirazione, i suggerimenti per liberare la mente, i consigli per soprassedere allo stress di tutti i giorni, le note per risolvere i problemi o per conviverci senza assillare gli altri mi sono tutt'ora preziosi, e mi aiutano ad affrontare quelle piccole - o grandi - preoccupazioni che ogni giorno possiamo incontrare.

Che con la vecchiaia che incombe stia diventando più meditativa e riflessiva e meno istintiva?

domenica 1 novembre 2015

Film weekendieri

Altro giro, altro weekend, altro regalo.

Leo, esuberante adolescente, è innamorato segretamente di Beatrice, sua compagna di scuola. Accanto a lui, ad aiutarlo a conquistare la ragazza, la sua amica del cuore Silvia, a sua volta segretamente innamorata di Leo. Sembra tutto un amore unico ma un bel dramma impedirà ai ragazzi di essere felici.
E' uno di quei film da tagliarsi le vene alla fine della visione. E alla fine, lo ammetto, ho avuto un po' di magone. Ma non per la storia, non per l'amore, non per il dramma. Bensì per la città che ospita i protagonisti, Torino, e per tutto quello che, ahimè, continua a ricordarmi.

Solo un padre
Carlo, nel giorno che dovrebbe essere per lui quello più bello della sua vita - la nascita della figlia Sofia - rimane vedevo. Circodato da amici che cercano di risollevargli il morale, genitori e nonni apprensivi e vecchie amiche che si rifanno vive, dovrà imparare a ri-amare la vita.
Mi faccio del male da sola, perchè anche questo è ambientato a Torino. In tutt'altra zona rispetto a quella che conoscevo io, ma che non mi era del tutto sconosciuta. Film guardabile: anche se tratta un argomento serissimo non è interpretato al massimo dagli attori presenti.

The martian - Sopravvissuto
Mark Watney, astronauta in missione su Marte insieme ad altri colleghi, viene involontariamente lasciato sul pianeta durante la fuga da una tempesta di sabbia. Mentre sulla Terra i più grandi esperti della Nasa cercano un modo per andare a salvarlo, lui dovrà sopravvivere con i miseri viveri a disposizione e, soprattutto, facendo i conti con la solitudine.
Film magistrale in cui Matt Damon è l'assoluto protagonista: non solo è bravo nelle parti drammatiche, ma sfodera una simpatia sagace che, fino ad ora, aveva tenuto nascosta. Consigliatissimo!

Everest
Ispirato ad una storia vera accaduta nel maggio del 1996, il film narra le vicissitudini di un gruppo di scalatori. Durante una salita e discesa del monte Everest, il gruppo viene sorpreso da una tremenda bufera di neve e ghiaccio: saranno pochi i sopravvissuti.
Film decisamente claustrofobico, sebbene si svolga per la maggior parte del tempo in cima alla montagna più alta del mondo, con dei panorami e delle scenografie che più aperte di così era impossibile chiedere. La montagna è fin troppo protagonista, si perdono le storie dei personaggi ed anche il protagonista può ben poco contro la predominanza della natura. Bocciato.