sabato 30 aprile 2016

Musicappalla

Non ci sono molte parole per spiegare perchè abbia scelto questa canzone: mi è arrivata via messaggio una sera di non troppi giorni fa.
Punto.
Stop.


So if she's somewhere near me
I hope to God she hears me.
There's no else that could ever make me feel I'm so alive
I hoped she never leave me.
Please God you must believe me
I'd research the universe
and find myself within her eyes.
This I love (Guns 'n roses)

martedì 26 aprile 2016

Torinoir vol. 1

Libro decisamente fuori dagli schemi, e vi spiego brevemente perchè: 12 racconti noir scritti da altrattanti autori, mischiati a due dozzine di fatti di cronaca nera visti con gli occhi degli stessi scrittori.
Ovviamente tutti torinesi - da qui il nome dell'associazione Torinoir di cui fanno parte.

Si passa così da una storia di prostitute vendicative a quelle di genitori mummificati nascosti in casa, da violentatori seriali ad assassini di passaggio, da serial killer a malati di mente.
Così come le vittime, tutte diverse tra loro: donna, uomo, biondo o moro, alto o basso, bianco o di colore, vecchio e giovane, lavoratore accanito o disoccupato incallito.

La violenza a volte non ha fine, nè nella mente dei criminali nè, soprattutto, nei ricordi delle vittime.

Ovviamente non vi posso raccontare passo passo tutti i 12 racconti - dovete leggerli! - ma vi posso dire cosa ne penso di questo ebook.

L'intento è ottimo: raccogliere 12 autori così diversi tra loro e contemporaneamente così simili per azzardare un romanzo a più mani. Perchè sebbene i racconti siano distaccati completamente tra loro, in realtà un unico filo - quello della cronaca nera torinese - li lega tra loro.

Peccato che ci sia un ma.

Tolti i refusi - a mio parere troppi per un libro del genere - ho faticato comunque ad arrivare alla fine. E non per il genere, sia chiaro - un autore di quelli dell'Associazione, che conosco da tempo, sa che io adoro le storie di questo tipo - ma proprio per come è strutturato. Faticavo a capire quando finiva la storia vera di cronaca nera e quando iniziava il racconto, per non parlare di come in alcuni punti ho faticato a capire chi avesse scritto cosa.

Peccato, perchè l'intento iniziale era ottimo: difatti le 2 stelline anobiane che gli assegno sono proprio per il genere delle storie e per la suspance di alcuni di essi.

Speriamo nel prossimo volume!

domenica 24 aprile 2016

Harry Potter #4

Prosegue a spron battuto la lettura della saga del maghetto più famoso al mondo.

Il capitolo del Torneo Tre Maghi è decisamente avvincente, degno di un film d'azione vero e proprio. Tra il drago, l'uovo ed il labirinto, i poveri maghi vengono veramente messi sotto torchio.
Per non parlare del primo vero scontro finale tra chi sai tu ed il povero Harry - aiutato grazie al cielo dalle anime di chi ci è passato prima di lui.

Ma questo capitolo lo ricorderò principalmente per ben altri motivi:
- l'associazione Crepa, fondata da Hermione per salvare gli elfi domestici dai soprusi
- la faccia di Harry e, soprattutto, Ron quando vedono per la prima volta la loro amica secchiona in abiti decisamente femminili
- la risposta di lei quando scoprono da chi è stata invitata al ballo

Da questo punto in poi Hermione ha cominciato a diventare il mio mito!

venerdì 22 aprile 2016

Reading challenge 2016 #6

Eccomi con un veloce aggiornamento.

A book written by a celebrity (ovvero un libro scritto da una celebrità): chi non ha mai sentito parlare del bel Renè?

An autobiography (ovvero un'autobiografia): il famoso bandito della Comasina si è completamente messo a nudo nel bellissimo romanzo che ho letto da poco.

Il libro che mi ha permesso di flaggare ben due categorie è questo.

Per la Moma's challenge invece seleziono la V di Vallanzasca.

mercoledì 20 aprile 2016

Ormoni impazziti di aprile

Io, l'antisportiva per eccellenza, devo fare una confessione: se c'è uno sport che ho sempre - a volte più, a volte meno - seguito e di cui conosco abbastanza bene i nomi dei partecipanti, beh si tratta del ciclismo.
Dai tempi però di Pantani e Chiappucci, Berzin ed Armostrong, quello che attirava maggiormente la mia attenzione, era decisamente lui.


E lo seguivo non solo per le tute multicolor o decisamente stravaganti, non solo perchè faceva di quelle volate finali che rimarranno impresse nella storia.
Diciamo che è rimasto ben impresso per una vecchissima pubblicità di una nota marche di scarpe. Ed ora lui, da grande qual è, si è autocitato per la sua azienda di biciclette.

E' sempre comunque un bel vedere .. ops, un bel correre!

domenica 17 aprile 2016

The walking dead - stagione 6

Eccomi qua, a snocciolare i miei pensieri dopo qualche giorno dalla fine della visione della sesta stagione del telefilm zombifico per eccellenza.

Attenzione, spoiler in arrivo.

Che poi a dir la verità non so nemmeno da che parte cominciare a commentare questa stagione, perchè dal mio punto di vista è stata .. inutile? Salvo l'episodio finale, ed è tutto detto credo.

E' tutto un tutti contro tutti, dove purtroppo però i tutti non sono più gli zombie, ormai relegati a comparse appena citate. Ma si tratta di sopravvissuti contro sopravvissuti, dove il gruppo più forte cerca di costruirsi una pace illusoria tra le quattro mura di una cittadina fortificata. Che poi mi dico, siete in quattro gatti, unici umani in un mondo di mostri, e litigate per chi deve vivere e per chi deve morire?

A parte queste considerazioni extra-telefilmiche, direi che l'unico personaggio che, per assurdo, salvo, è il piccolo Carl, che ormai di piccolo ha solo il cappello che porta in testa. E dico per assurdo perchè non l'ho mai molto amato come personaggio, ed invece mi sono dovuta in parte ricredere.
E' colui che spinge suo padre a non fare sciocchezze, colui che convince la ragazzina a non uscire a combattere, colui che pensa a sua sorella prima di tutto.

Questa volta non c'è Daryl - sempre perennemente in fuga da se stesso - o Glenn - è un personaggio Glenn? - che tenga il confronto. Non c'è nemmeno significato per personaggi come Maggie - incinta ma che vuole combattere - o come Carol - che non è nemmeno capace di scappare come si deve.
Non si salva nemmeno Michonne, che da guerriera assetata di sangue si trasforma in principessina innamorata.

Ripeto, salvo l'ultimo episodio.
Dove qualcuno verrà pestato a sangue.
Ed allora, forse, si ristabilirà l'equilibrio.

venerdì 15 aprile 2016

Musicappalla

Torno di qualche anno indietro nella memoria: ho ripensato a questa canzone perchè mi è capitato di risentirla in sottofondo mentre ero in pizzeria una sera. Lui non è che mi faccia impazzire, ma l'album da cui questa è tratta l'avevo veramente ascoltato fino a consumarlo.


... e ci siamo mischiati la pelle, le anime, le ossa,
ed appena finito ognuno ha ripreso le sue.
Tu che dentro sei perfetta,
mentre io mi vado stretto .. 
tu che sei così brava a rimanere mania
forse ti ricordi: sono roba tua!
L'odore del sesso (Ligabue)

mercoledì 13 aprile 2016

Torinoir vol. 1

Come sapete - perchè lo sapete, vero? Siete stati lettori attenti? - da qualche anno sono amica di un giovane autore piemontese, che fa parte di un gruppo che raccoglie giovani scrittori torinesi: Torinoir.
Ecco quindi che, per festeggiare i 2 anni di vita dell'Associazione, il gruppo dei 12 giallisti sabaudi ha in serbo un regalo per i propri amici ed i propri lettori.

Sta infatti per uscire, sulla piattaforma Amazon, Torinoir volume 1, un ebook collettivo che raccoglie 12 racconti di taglio noir e 24 vere storie nere, vale a dire vicende di cronaca rilette e reinterpretate con l'occhio degli scrittori gialli.
Solo per 5 giorni , dal 13 al 17 aprile, sarà possibile scaricare gratuitamente l'ebook.

L'uscita di Torinoir volume 1 è stata preceduta dal lancio di un trailer pubblicitario e da un'intensa campagna sui social network - Facebook in primis - per informare il pubblico dell'evento.

Quindi, siete ancora qua?
Cosa aspettate, correte a procurarvelo!

sabato 2 aprile 2016

L'ultima fuga

Mi aspettavo una di quelle letture da pugno nello stomaco, come sempre mi accade quando affronto certe tematiche, ma non è stato così. E' stato ancora peggio perchè, alla fine delle 357 pagine, ci si ritrova a tifare per i cattivi.

L'ultima fuga
Renato Vallanzasca, il bel Renè, il bandito per eccellenza, si racconta in modo libero, naturale, non nascondendo nulla del suo passato, nè gli omicidi nè le rapine nè tantomeno i rapimenti. Dal quartiere milanese della Comasina al carcere di Rebibbia, dalla fuga tramite l'oblò di una nave durante un trasferimento al lavoro presso la coperativa esterna, dalla moglie attuale ed i figli avuti in passato al carcere di Bollate, luogo della sua redenzione.
Un uomo può sopravvivere al suo passato? Può essere perdonato per quello che ha fatto? Può essere guardato con occhi diversi da quelli d'accusa delle guardie, di rabbia delle vittime e di pregiudizi degli esterni?
Sì, se è quell'uomo il primo a farlo. E Renato, in questo libro, lo fa.

Del romanzo è esemplificativo un paragrafo dell'ultimo capitolo.
[cit.] ... avrebbe voglia di andar via, più lontano che può, pedalare senza mai fermarsi, guardare avanti e basta, sino al Paese Dove Nessuno Ti Può Fermare. Esiste? No che non esiste. No, perchè non si può cancellare ciò che si è stati e ciò che si è. No! Ci sono posti nella mente che forse sono veri, o forse sono falsi. Val la pena di rincorrere la memoria? Io ricordo, dunque sono. La memoria costruisce l'avvenire.

Ammetto: si arriva alla fine della lettura dispiacendosi per ciò che ha vissuto, Vallanzasca, nella sua vita. Perchè si fa in fretta a dire che lui era (è) un criminale, che ha rapinato, ucciso, rapito, sconvolto una città, un paese intero. Si fa in fretta a dire che è scappato, che è evaso, che è colpevole. Si fa in fretta a puntare il dito, lasciandosi guidare dai pregiudizi, dalle voci di quartiere, dagli articoli di giornale. Si fa in fretta a dire è colpevole. Buttiamo via la chiave. A morte.

Ma io al confine con la Comasina ci sono cresciuta, ho visto con i miei occhi, sulla pelle di alcuni amici dei miei, nei loro racconti, nei loro sguardi, come le scelte di ogni persona non siano dettate solamente dal proprio essere, ma da un contesto.
Un quartiere dormitorio, alla periferia di una città che quarant'anni fa si prestava a diventare il centro economico delll'intera nazione, può fare la differenza. Si cresce senza nulla, non si arriva a fine mese, non si mangia, non si sopravvive. 
Non lo sto giustificando, come ho detto prima le scelte di ognuno di noi sono anche dettate dal nostro essere, e quindi siamo tutti consapevoli di ciò che facciamo.

Ma c'è un ma successivo a tutto questo.
Perchè ognuno può aver preso la propria strada, buona o cattiva che sia, in salita od in discesa, irta di ostacoli o libera come un'autostrada. Un uomo si porta sulle spalle, nella mente, nell'anima, il suo passato e tutto ciò che ne consegue, e ci dovrà convivere finchè avrà piede sulla terra. E' l'uomo stesso il secondo giudice di se stesso.

Il contorno deve rimanere contorno. 
Ma nessuno - nessuno - può giudicare il nostro operato: gli unici a cui è concesso farlo si chiamano Giudice e Dio. 
E a volte possono essere la stessa persona.

Si può continuare a vivere in attesa del domani, anche quando il domani è già ieri?
- Renato Vallanzasca