venerdì 30 settembre 2016

Musicappalla

Lei mi sta categoricamente sulle scatole, sia chiaro.
Ma qualche pezzo decente ogni tanto lo sforna, e lo ascolto. Ecco, non ascolterei mai un suo album per intero, ma delle canzoni intervallate da altra buona musica .. perchè no?


Io mi scordo di dimenticarti, non ho mai avuto occhi profondi.
Sei negli occhi e via da lì non scendi:
come fai - tu lo sai? - a restarmi addosso
anche se non ci sei mai?
Occhi profondi (Emma)

mercoledì 28 settembre 2016

Il vecchio e il mare

Questo mese, per il Club di lettura organizzato con le altre bloggherelle, avevo proposto di leggere un classico americano, ispirata soprattutto dal fatto di aver visitato, quest'estate, la cittadina dove l'autore ha soggiornato per un breve periodo.

Il vecchio e il mare
Santiago è un vecchio pescatore che da tempo, però, non riesce a portare a casa un pescato come si deve. Manolin, il ragazzo suo aiutante, è costretto dalla famiglia a cercarsi un altro peschereccio dove poter imparare il mestiere.
Santiago allora decide di andare al largo e provare, per l'ultima volta, ad affrontare il mare. La fortuna questa volta è dalla sua parte: all'amo abboccherà un enorme pesce vela, molto più lungo della barca stessa, che lo trascinerà per giorni in mezzo alle onde agitate. Avuta la meglio sul pesce, Santiago dovrà però poi fare i conti con gli squali, richiamati dall'odore del sangue: ingaggerà quindi una lotta impari, che terminerà solo con il rientro in porto.

Preparatevi: l'inizio di questo romanzo è di una lentezza assurda, tanto da far sembrare le poco più di 100 pagine praticamente infinite.
I termini tecnici usati nelle descrizioni delle barche, nelle spiegazioni della pesca e nei dialoghi corti non aiutano certo la lettura.
Ma.
C'è un ma, almeno personalmente parlando.
Dall'incontro col pesce la lettura cambia completamente ritmo, e ci si ritrova immersi nelle onde e trascinati dalla furia dell'animale.

Perchè, lo possiamo ben immaginare, questo incontro è una metafora completa della vita.
L'eterna lotta contro le avversità, in cui ognuno di noi dovrebbe imparare a non abbattersi, a lottare con tutti noi stessi per farci largo tra gli altri, a credere in noi stessi lasciandoci scivolare addosso le dicerie altrui.
Il pesce rappresenta il problema, quell'elemento di disturbo che ci pone davanti ad una scelta: abbassare la testa e subire o posizionarsi il petto in fuori e combattere.
Gli squali successivi sono le coincidenze, il tutto o niente, la sfortuna e la fortuna, il destino segnato di ognuno di noi. Tutti elementi che qualcuno crede immodificabili ma che io invece sono convinta che siano creati esclusivamente dal nostro essere, dal nostro reagire, dal nostro vivere.

Ecco, che poi questo romanzo sia ambientato ad Acciaroli piuttosto che a Cuba poco importa.
L'importante è credere in noi stessi.
Sempre.

lunedì 26 settembre 2016

Obsidian e Shadows

Questi romanzi mi erano stati consigliati parecchio tempo fa dalla mia amica Moma - fan sfegatata del protagonista -, ma li ho tenuti da parte in attesa di momenti migliori. Ed il momento è arrivato quando, durante la #readingchallenge, mi sono imbattuta nella richiesta di un romanzo ed il suo prequel.

Obsidian
Katy, una giovanissima bookblogger, si trasferisce in una nuova città insieme alla madre, infermiera. Farà subito la conoscenza di Dee e Daemon, i suoi vicini di casa, coetanei e futuri compagni di scuola.
Dee la prende subito in simpatia, considerandola a breve una delle sue migliori amiche; Daemon proverà un'attrazione che cercherà in tutti i modi di nascondere.
Dopo un incidente durante una passeggiata, Katy scoprirà un'amara verità: i due gemelli sono in realtà degli alieni, scappati alla distruzione del proprio pianeta anni prima, e sono perseguitati da altri extraterrestri che ne vogliono assorbire il potere. Perchè Dee e Daemon sono della stirpe dei Lux: governando la luce possono guarire, prendere sembianze umane .. ed uccidere.

Shadows
L'ultima cosa che Dawson, fratello gemello di Dee e Daemon, si sarebbe mai aspettato era di innamorarsi di un'umana. Ma alla vista di Bethany non ha potuto non sussultare e non desiderarla.
Non ha messo però in conto che, amandola, l'avrebbe messa in serio pericolo: gli alieni cattivi sono sulle loro tracce, e non guarderanno in faccia nessuno pur di rubar loro il potere e cancellarli dalla faccia della terra.
Dee e Daemon faranno di tutto per salvarli, ma la fine è ormai segnata: ecco perchè quindi Daemon sarà così restio nei confronti dell'amore umano.

Chiedo scusa in anticipo a Moma ma, ahimè, non mi sono piaciuti.
Nè il primo romanzo nè tantomeno il prequel.
Per carità, ad essere sincera non sono male, ho letto decisamente di peggio in passato: trama carina, personaggi buoni - nel bene e nel male, con i loro pregi e difetti - e stile letterario ben fatto.

Ma sanno di già visto.
Di già letto.
Di già vissuto.
Ad ogni pagina ero indecisa se mi ricordassero maggiormente un episodio di Roswell o una pagina di The vampire diaries. E non mi riferisco solo ai personaggi, ormai stereotipati e uguali in tutti i romanzi YA, ma parlo anche proprio di certe scene, di certe ambientazioni, di certi dialoghi.

Grazie al cielo li ho terminati.
Ora passiamo ad altro!

venerdì 23 settembre 2016

Ormoni impazziti di settembre

In ritardo di qualche giorno - mea culpa - ho dovuto scartabellare un po' su Google per trovare qualcuno che mi confacesse a tal punto da poter essere inserito nella rubrica.
Mi sono lasciata convincere a scegliere il suddetto soggetto dal fatto che, in questi giorni, chiacchiero spesso con un amico di poker - sì, io che non so nemmeno giocare a briscola parlo di poker.


E' giovanissimo, ma fa cose con le carte e con una freddezza tale che .. aiuto!

lunedì 19 settembre 2016

Gomorra - stagione 2

Non vedevo l'ora che arrivasse la seconda stagione di Gomorra.
Che, detto tra noi, non me frega nulla nè del libro nè del film, ma ero in crisi d'astinenza di Genny e Ciro.

Attenzione, spoiler in arrivo.

Dopo il tradimento di Ciro nei confronti della famiglia Savastano, e la partenza di Genny per il Sudamerica, Don Pietro è costretto a nascondersi essendo un evaso. Ad aiutarlo ci penserà Patrizia, nipote del boss minore Malamore.
Ciro nel frattempo è impegnato a costruire una nuova banda, con la quale è deciso a prendere in mano il mercato dei sette palazzi. Ma tutti vogliono fare il capo, e le grane non mancheranno.
Genny rientra in Italia, si innamora, sembra cambiar vita ma il sangue della famiglia è più forte di qualsiasi cosa.
Si ritroveranno così tutti contro tutti, con un unico grande obiettivo: diventare padroni di Napoli.

Sono senza parole.
Nel senso che alcune parti di puntate le ho dovute riguardare per capire esattamente cosa dicessero, e mannaggia a me che non ho attivato i sottotitoli.
Nel senso che Ciro è uno stron*o di prima categoria, un egoista, un approfittatore, uno che prenderesti a sberle dal primo secondo di puntata ma che, quando alla fine si deve vendicare, lo vorresti aiutare puntando tu stesso la pistola.
Nel senso che Genny è cresciuto, non è più il bambino viziato che era all'inizio o il ragazzino bullo che voleva solo imitare il padre senza saper stare al mondo. Ora è un uomo, con le sue paure, i suoi dubbi e le sue arrabbiature ma anche con le sue dolcezze e le sue emozioni. E che uomo, permettetemi!
Nel senso che le donne qua sono quelle con le pa**e, quelle che decidono per gli altri, che si sanno difendere e che non hanno paura di parlare.

Nel senso che è appena terminata la seconda stagione e già sono in astinenza.
Quand'è che comincia la prossima?

sabato 17 settembre 2016

Il viaggio - Volume I

Per questo romanzo, non troppo tempo fa, avevo ospitato una tappa del blogtour organizzato dall'autrice per promuoverlo. Incuriosita quindi dalle varie tappe delle mie colleghe, non potevo quindi non leggerlo.
Eccomi quindi tornare al mio primo amore: il fantasy!

Il viaggio - Volume I
In un mondo molto simile alla Terra, un gruppo di cavalieri si imbatte in una strana ragazza: completamente senza memoria, al braccio porta uno strano manufatto in ferro, completamente fuso insieme alla sua carne. Obbligati a portarla a corte come prigioniera, insieme ad un uomo-lupo appartenente alla stirpe dei Aran Gan Har, dovranno affrontare un viaggio che richiederà molto più di quello che si possa prospettare.
Tra Dei in cerca di vendetta e combattenti traditori, Naalna e Rag Nar dovranno sopravvivere alle intemperie, alle maledizioni, alle magie e, sopratuttto, ad un passato oscuro di cui ignorano la conoscenza.

Faccio una premessa: si tratta di un'autopubblicazione che, ben presto, vedrà nuova luce tramite una casa editrice. E con tutti i meriti ed i complimenti necessari: nessun refuso, nessun errore strano, una trama lineare ben strutturata, ottimi personaggi caratterizzati fino al midollo. Non lo dico perchè conosco - virtualmente parlando - l'autrice, ma perchè avendo letto parecchi autopubblicati questo è decisamente una spanna sopra la media.

Per quanto concerne la trama e i personaggi, mio appunto personale: ricordano vagamente il mondo di Warcraft. Sottolineo la parola vagamente in quanto di simile hanno solo i lupi antropomorfi, gli artefatti umani e gli dei che si impossessano della mente altrui, ed avendo io giocato per anni a WoW non ho potuto non immaginarmi Rag Nar con il volto di un bel worgen, o Naalna con quello strano di una draenei. Ma è una deformazione mia personale.

La storia regge perfettamente. In alcuni punti è un pochino lenta dovuta forse a descrizioni un po' troppo particolareggiate, ma durante le fasi d'azione non perde un passo.
I protagonisti rimangono fedeli a se stessi fino alla fine, tutti legati da un sottile filo invisibile che conduce alla memoria persa di Naalna.
Naalna .. è Naalna: non conoscendo il suo passato, affronta il mondo e la vita con gli occhi curiosi che hanno i bambini. Ed è una cosa che dovremmo fare tutti, senza pregiudizi di sorta.

Se amate il fantasy questo è un romanzo che potrebbe fare al caso vostro.

giovedì 15 settembre 2016

Musicappalla

Io amo il rap, anche quello nero, americano, di strada.
Ma lo amo soprattutto quando viene sapientemente amalgamato con del pop, con del blues, con dei vocalizzi da brividi.


Every step I take, every move I make,
every single day, every time I pray, I'll be missing you.
Thinking of the day when you went away
what a life to take, what a bond to break .. 
I'll be missing you.
I'll be missing you (Puff Daddy)

venerdì 9 settembre 2016

Il trono di spade - stagione 6

Come già dissi per la scorsa stagione, io non ho letto i libri ed evito con cura chirurgica qualsiasi spoiler presente sul web. Inoltre, avevo un sacco di telefilm in arretrato da vedere, quindi perdonatemi se arrivo solo ora a dirvi la mia - perchè ne sentivate la mancanza vero? - sulla sesta stagione de Il trono di spade.

Attenzione: spoiler in arrivo.

Solo un nome: Stark.
Perchè ammettiamolo: bellissima la parte di Daenerys Regina incontrastata dei draghi e del fuoco, del suo riavvicinamento a Jorah, del suo collaborare con Tyrion - che in questa stagione si vede gran poco.
Bella la parte di Cersei e Jaime mentre si uniscono al Concilio, epica la scena di lei mentre viene incoronata Regina dei Sette Regni.

Ma vogliamo parlare dell'evoluzione di Sansa? Che da ragazza sfigatella incapace di prendere posizione, è riuscita nell'intento di raggiungere il Castello Nero e di far sentire la propria voce in più di un'occasione? Vogliamo parlarne?
O preferite l'evoluzione di Aria, trasformata da mendicante a spietata assassina, vendicatrice della propria famiglia, con una freddezza che metterebbe paura ai più loschi figuri?
Ah ma certo, voi volete parlare di lui. Di Jon Snow. Che avevamo lasciato morente alla fine della passata stagione, sanguinante in un cortile, praticamente morto, e che ora ritroviamo vivo più che mai - certo, il nuovo look non è che sia dei migliori, ma possiamo soprassedere - pronto a vendicarsi di chiunque. Pronto ad unirsi a Sansa e maturo al punto giusto per diventare Re del Nord.

Oh, non so voi ma io sto col Re del Nord.
La mia amica Simona mi ha detto però di mettermi in fila.
Uffa!

mercoledì 7 settembre 2016

La chiave di Sara

Per la #reading challenge ero alla disperata ricerca di un romanzo che mi permettesse di selezionare una categoria in particolare, ovvero quella dove il personaggio del romanzo avrebbe dovuto fare il mio stesso mestiere. Ora, trovare qualcuno che progetti centri benessere è un po' troppo riduttivo come metodo di ricerca, così ho dovuto allargare il campo e farmi andar bene architetti, progettisti, geometri, grafici.
L'illuminazione l'ha avuta mia mamma, che mi ha consigliato questo romanzo dove il marito della protagonista - personaggio comunque con parte attiva nell'arco della storia - è architetto.
Grazie mamma!

La chiave di Sara
A metà luglio del 1942, a Parigi, la polizia francese effettua un rastrellamento di ebrei su ordine delle forze tedesche: verranno portati tutti al Velodromo d'Inverno, e da qui successivamente ai campi di concentramento da cui non faranno mai ritorno. Tra le persone obbligate a questa tortura ci sono Sara ed i suoi genitori, mentre il fratellino Michael è riuscito a nascondersi ed a scappare alla cattura. Sara farà di tutto per scappare e tornare a salvare il fratello.
Parigi, anni 2000. La giornalista Julia, insieme al marito e alla figlioletta Zoe, si trasferiscono in un nuovo appartamento da ristrutturare. Tra un'articolo da scrivere e i lavori da fare, Julia si troverà a dover affrontare proprio la storia di Sara, legata a doppio filo con la propria esistenza.

Il mio giudizio va sicuramente diviso in base alle due storie presenti nel romanzo: quella ambientata durante la guerra e quella moderna.

Attenzione, spoiler in arrivo!

La parte storica mi è piaciuta fino ad un certo punto. Nel senso che secondo me avrebbero dovuto essere approfonditi diversi punti: si parla del rastrellamento del Velodromo d'Inverno - fatto reale - ma non si percepisce la paura che sicuramente attanagliava gli ebrei in quei frangenti; si descrive la fuga della piccola Sara che riesce là dove milioni di ebrei hanno miseramente fallito, ovvero facendo un buco e corrompendo un soldato - è veramente una cosa fattibile?; scoprono il corpo del povero Michael dopo mesi e mesi nascosto in un armadio, e nessuno in casa si lamenta della puzza?
Quindi sì, la parte storia mi è piaciuta ma ahimè è ricca di particolari che la rendono un pochino banale.

La parte moderna idem come sopra. Nel senso che molti particolari e molte storie sono state lasciate incompiute - o erano inutili fin dall'inizio. La protagonista ad un certo punto è incinta: a cosa serve? Vuoi farmi pensare al fatto che si strugga dal dolore paragonando suo figlio ai bambini ebrei? Ok, ma scrivilo, falle pensare qualcosa, falle dire qualche parola in merito. Niente, silenzio assoluto. Per non parlare della figlioletta Zoe - inutile - e del povero figlio ignaro di Sara che compare e scompare come una meteora.
Quindi sì, la parte moderna mi è piaciuta per tutta la fase di ricerca e studio del passato ma ahimè è ricca di particolari che la rendono un po' troppo banale.

Romanzo nel complesso promosso, senza ombra di dubbio, meritevole del fatto di raccontare un evento della guerra poco conosciuto e spingere così i lettori più curiosi ad informarsi in merito.

lunedì 5 settembre 2016

Cilento infuocato #2

Eccomi con la seconda parte di racconti inerenti le mie ferie cilentane.
Perchè lo ammetto: non tutti i 10 giorni trascorsi lì sono stati costellati da assurdità e peripezie, sia chiaro. Anzi, queste vacanze verranno ricordate per cose, persone e paesaggi ben più interessanti!

Non posso quindi non parlarvi di Pisciotta, il paesino che ci ospitava. Arroccato sul costone di un monte, è stato perennemente in festa per tutto il periodo del nostro soggiorno. Addobbato con le luci stradali che non passano inosservate, di quelle che solo al sud riescono fare, ci accoglieva ogni sera, al rientro dalla spiaggia, con una banda diversa: camicia bianca, camicia blu, una volta rossa.

Non posso nemmeno non descrivervi Acciaroli, cittadina che ospitò Ernest Hemingway e dove la leggenda vuole che lo scrittore qui, tra un bicchiere di rum ed una chiacchiera da bar, prese ispirazione per il Il vecchio e il mare. Cittadina dove al bar, se ordini uno spritz, te lo presentano con un bel mazzetto di foglie di menta in superficie - che lo abbiano scambiato per un mojito?

Discorso a parte merita Paestum. Hera, Atena e Nettuno sono gli dei a cui sono dedicati i magnifici templi del parco archeologico. Ovvero la Magna Grecia in Italia. Ovvero arrivare ad uno stop e rimanere completamente a bocca aperta per la magnificienza che ti si prospetta davanti.

Altro capito merita il mare, limpido, cristallino, trasparente, tranquillo. Con spiagge sabbiose e lungomari con sassolini piccolissimi che ti massaggiano i piedi. Con lidi super-mega-ultra attrezzati e calette isolatissime raggiungibili solo in barca. Con il sole che splende caldissimo e la brezza che ti scompiglia i capelli ed i pensieri.

Paragrafo completamente a parte merita il viaggio di rientro, soprattutto per la tappa nel centro Italia. Tappa che mi è servita per innamorarmi degli occhi più dolci, del sorriso più simpatico, della risata più coinvolgente che potessi mai incontrare in vita mia.

Tappa che mi - ci - è servita per andare a trovare una carissima amica, una bloggherella.

Ma.
C'è sempre un ma, anche nelle storie più belle.
Tutto questo, le luci a festa, la banda che suona, lo spritz mentolato, le dee greche, il mare limpido e la spiaggia riposante non avrebbero avuto senso se non fossero stati accompagnati dalle risate sincere e dalle confidenze imbarazzate, dalle chiacchiere allegre della compagnia piacevole, dalle polpette alle 4 del pomeriggio e dalle pizze strabordanti di tutto.
Non avrebbero avuto senso, nessun senso, senza l'amicizia.
Quella sincera, rispettosa, eterna.
Infuocata.
Come il Cilento.

sabato 3 settembre 2016

Cilento infuocato #1

Eccomi qua, di rientro dalle mie meritatissime ferie che ho già bellamente dimenticato nel momento stesso in cui, lunedì della scorsa settimana, ho rimesso piede in ufficio. Ma guardiamo il lato positivo: tra non molto sarà Natale, e nell'attesa della neve, della frenesia per il cenone, dei regali all'ultimo momento, perchè non deliziarvi con i racconti pittoreschi delle mie avventure cilentane?

Per motivi di cronaca: i miei racconti vacanzieri verranno divisi in più post.
Questo, prettamente divertente, assurdo, inverosimile, sfigato, infuocato, incidentato.
Quello dei prossimi giorni, prettamente romantico, intramontabile, assolato, sentimentale.
D'altronde son del segno dei gemelli: son doppia nella vita, mica potevo essere un tutt'uno in vacanza, no?

Partita nel cuore della notte alla volta del sud della Campania insieme al trittico delle meraviglie, fino a poco dopo Roma tutto era sotto controllo: zero traffico, zero disturbi, nulla di nulla. Ma non avevamo fatto i conti con il poi, e con quello che ci avrebbe atteso nei 10 giorni che avremmo trascorso in quel di Pisciotta, ridente cittadina arroccata sui monti del Parco Nazionale del Cilento.
Al solo pensiero delle nostre avventure mi viene da ridere - col senno di poi - e sto pensando seriamente a come potervele raccontare senza sembrare una partecipante di Zelig. Ok, trovato: vi farò un bell'elenco coi punti salienti .. e che Dio ce la mandi buona!

> Attenzione agli attraversamenti. Perchè lungo l'autostrada che collega Brescia a Cremona, nel mezzo del nulla della campagna tipica padana, in prossimità del grande fiume Po, potreste vedere attraversare dei cervi. Quelli che saltano, con le corna lunghe diramate, pelosi. Il tipico cervo padano. Oppure, nel bel mezzo della provinciale di Eboli, tra fabbriche, case, parchi giochi, negozi, potreste dover rallentare per vedere passare delle mucche. Mi aspetterei delle bufale, ma no, qua parliamo di mucche. Che, per la cronaca, non ho avvistato in tutto il Cilento per tutto il periodo della nostra permanenza. I cartelli vi avvisano, poi noi non abbiamo visto nulla di tutto ciò. C'è chi dice di aver visto una civetta appollaiata sul guardrail, ma le altre due presenti non confermano tale apparizione.

> Cappuccino di soia. Fermateci ad un autogrill nel cuore della notte per berci qualcosa di energizzante, la mia compagna di viaggio diversamente mangiabile si informa se, al bar, usassero latte di soia invece che normale. Certo è stata la risposta. Perfetto, mi prepari allora 1 cappuccino di soia e 2 normali. Ma si sa, di notte sono - siamo - tutti più lenti di comprendonio, quindi al nostro ma li ha fatti tutti e 3 di soia? ci siam sentite rispondere Si, me lo hai detto te! Erano 3! Da quell'inizio dovevamo capire molte cose su quello che ci saremmo dovute aspettare.

> Clacson forever. Per giungere alla nostra dimora, a causa di un'interruzione stradale - leggasi parte di ponte crollato 3 anni fa e conseguente deviazione di circa 40km perchè il ponte ad ottobre lo sistemeremo, senza menzionare l'anno a cui si riferiscano - abbiamo dovuto percorrere una bella strada di montagna. Larga, asfaltata bene, ben segnalata, ma ricca di tornanti e curve cieche. In una di queste ultime, improvvisamente, ci siam ritrovate davanti dei giardinieri che potavano le piante a lato della carreggiata. Da noi avrebbero messo 2 omini prima delle curve con paletta verde e rossa - od un semaforo temporale - per avvisare gli automobilisti. Loro no. Loro sono quelli che arrivi ad un passo dal tirarli sotto e ti urlano Suona! indicandoti il clacson. E funziona, credetemi: suoni e si spostano gli operai. Suoni e si spostano le auto. Suoni e si spostano i passanti. Perfino il vigile si sposta se suoni.

> Il nonno di Heidi. Ovvero il vecchietto con le capre che ci siamo trovate davanti a 1 km da casa. Capre che ovviamente per quasi 1 ora hanno invaso la strada, il boschetto, il prato, il camioncino parcheggiato e che avrebbero invaso anche noi se non avessimo chiuso i finestrini.

> Passo io, no passi tu, ok passiamo insieme. Perchè il codice della strada nel Cilento va interpretato, un po' come i geroglifici egiziani o gli ideogrammi cinesi. Alle rotonde non ha la precedenza chi viene da sinistra, bensì ce l'ha chi per primo impegna la rotonda stessa - e al diavolo se di destra o di sinistra. Gli stop sono solo dei simpatici decori a livello della strada, ma non hanno un significato effettivo. I marciapiedi non abbiamo capito a cosa servino - e difatti ce ne sono pochissimi: oh guarda il mio amico, aspetta che vado a salutarlo e non importa se così facendo gli racconti tutta la tua vita dal paleolitico ad oggi in mezzo alla strada, tanto avrai mica fretta no? Se devi uscire da un parcheggio, metti la freccia e lo fai: che arrivino auto costrette ad inchiodare per non in**larti poco importa, la ragione ce l'ha chi mette la freccia.

> Chiamiamo i pompieri. Dovete assolutamente andare a visitare il faro di Palinuro, non potete perdervelo. Che detta così pareva pure una minaccia. Quindi che fai, vorrai mica disubbidire no? Seguiamo la strada, leggiamo i cartelli e prendiamo 'sta stradina che si inerpica per il boschetto - il Cilento è ricco di boschi, tutti secchi in questo periodo, ma ricco comunque di alberi ed arbusti. Andiamo andiamo, avanti avanti, ma non sentite puzza di bruciato? Si che odore. Ah toh, guarda, un incendio ormai domato. Dai quando torniamo indietro fotografiamo, per ricordo, quel bel palo della luce da cui esce ancora fumo. Perchè parliamoci chiaro: se la strada è aperta, non ci sono cartelli, non ci sono pompieri, non c'è nessuno a fermarti, per me l'incendio è spento e sepolto. Non posso mica pensare che, una volta visitato il faro - chiuso perchè zona militare, quindi tutta strada inutile - nel tornare indietro mi possa trovare un albero caduto sulla strada. Non posso mica pensare che la nostra auto ci passi a malapena sotto quei rami mentre le macchine dietro di noi rimarranno bloccate. Non posso mica pensare che la signora davanti a noi, a piedi, stia chiamando tutta concitata i vigili del fuoco perchè i pali della luce fumanti ora sono una decina. Noi mica abbiamo pensato a tutto questo: abbiam pensato a scappare e al diavolo Palinuro ed il suo faro!

> Spostati tu che passo io. Perchè i sorpassi nel Cilento sono all'ordine del giorno. Sorpassano sul rettilineo della tangenziale - per loro una tangenziale, per noi equiparabile ad una provinciale - perchè tanto lo spazio c'è. Sorpassano in curva, che tanto loro ci vedono, se te non vedi son problemi tuoi. Sorpassano in montagna, perchè loro sono indigeni e sanno che lì ci si riesce senza problemi. Sorpassano in centro paese con la bancarelle a destra e i passeggini a sinistra, e tu perchè diamine ti fermi che ci passiamo in due? Sorpassano soprattutto in galleria, contromano, di notte, con la strada stretta, in curva. Che tanto noi sappiamo che ci dobbiamo spostare per evitare il frontale.

Insomma, viste queste premesse dalla nostra vacanza qualcosa di particolare avremmo dovuto aspettarcelo.
Ma non ci sono stati solo incendi schivati, cappuccini sbagliati ed animali invasori.
Ci sono stati anche tramonti da mozzare il fiato, risate contagiose, visioni storiche e passeggiate al chiar di luna. Ma di questo ve ne parlerò nei prossimi giorni.

giovedì 1 settembre 2016

Il porto delle anime

Eccomi nuovamente qua con un romanzo ricevuto dalle Letturine: ammetto di essermi iscritta a questa lettura perchè è raro vedere un thriller tra le staffette, e quindi non ho voluto farmelo scappare.

Il porto delle anime
Jasmine, soldato in missione in Kosovo, rientra a casa dopo essere stata gravemente ferita in un attentato. Mentre era in coma, il suo io interiore si è trovato a vivere in una misteriosa città portuale, dove le anime delle persone che lottano per la sopravvivenza cercano di imbarcarsi sulla nave giusta che li riporterà alla vita terrena. Guarita e tornata alla vita normale, Jasmine crede di poter dimenticare questa esperienza e si butta così a capofitto nel nuovo lavoro.
Qualche anno dopo, in un incidente stradale, si ritroverà nuovamente al porto delle anime. Ma questa volta non è da sola: insieme a lei c'è il figlioletto. Dovrà fare di tutto per poter salvare non solo se stessa ma anche il proprio bambino, scappando da misteriosi personaggi e cercando di fidarsi di anime perdute.

Letta così la trama mi piaceva, mi sembrava il giusto nesso tra un classico thriller di inseguimenti ed un mondo fantascientifico - quanti di noi vorrebbero veramente sapere dove porta la famosa luce in fondo al tunnel?

Le due ragazze che l'hanno letto prima di me lo hanno trovato coinvolgente, ricco di suspance, con ottimi colpi di scena e carico di adrenalina tanto da tenere il lettore incollato alle pagine.
Io ho fatto fatica a finirlo.
Lo so, sono strana ultimamente in fatto di letture, ma questo l'ho trovato veramente sconclusionato. La parte reale è talmente corta che non si fa in tempo ad affezionarsi ai personaggi, gli avvenimenti sono pochi e tutto si perde in una stanza d'ospedale. La parte onirica è complicata, e secondo me l'autore non ha sviluppato perfettamente nè i personaggi nè tantomeno l'ambientazione.
Lo ammetto: l'ho terminato, so come va a finire, ma gran parte di ciò che succede nella città portuale non l'ho capito.

Bocciato, senza possibilità di recupero.